NELLA RIABILITAZIONE

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Importanza della tosse nella riabilitazione respiratoria

La tosse, come più volte detto, è un meccanismo attraverso cui le vie aeree possono liberarsi dai corpi estranei, allontanando secreti e sostanze dannose per l'apparato respiratorio. La tosse spesso insorge come riflesso nervoso, ma può anche essere volontaria e sfruttata in maniera mirata per salvaguardare l'apparato respiratorio. Perché la tosse possa svolgere il suo ruolo benefico è necessario che sia efficace altrimenti non è soltanto inutile, ma anche dannosa. In alcune condizioni tipo la miastenia, le distrofie muscolari, le lesioni del midollo spinale, la sclerosi laterale amiotrofica, le patologie broncoostruttive gravi (in cui si riduce nettamente il ritorno elastico polmonare e vi è una maggiore collassabilità delle vie aeree centrali), il periodo postoperatorio (in cui si verifica una profonda alterazione della meccanica toraco-addominale), la tosse è inefficace per cui secrezioni si accumulano nel lume bronchiale con notevole ingombro che conduce all'atelettasia ed all'ipoventilazione, con conseguente insufficienza respiratoria.

In tutte queste condizioni la detersione delle vie respiratorie operata con la fisiokinesiterapia respiratoria (FKT) rappresenta un rimedio insostituibile specialmente quando il riflesso della tosse è del tutto abolito.

Approccio educazionale al paziente


Per poter ottenere buoni risultati dalla FKT è necessaria la collaborazione attiva del paziente, è indispensabile quindi che il fisioterapista abbia in prima istanza un approccio psicologico al paziente più positivo possibile, con lui deve instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione, spiegare in maniera piana la funzione respiratoria in maniera che il paziente possa prenderne coscienza, evitando così rischi di postura, contratture anomale ed errori di meccanica ventilatoria, ottenendo di conseguenza una corretta postura ed un rilassamento ottimale.

Tecniche di riabilitazione respiratoria


Onde liberare il soggetto dall'ingombro bronchiale, bisogna prima prendere coscienza del fatto che comunque le secrezioni bronchiali sono dei liquidi più o meno concentrati che scorrono all'interno dei condotti bronchiali. Cosicché è determinante la forza di gravità nel facilitare ogni loro scorrimento. Quanto detto ci lascia capire quanto importante sia la posizione del paziente per favorire il drenaggio delle secrezioni. Il DRENAGGIO POSTURALE si effettua sfruttando proprio la forza di gravità; cosicché quando vogliamo drenare più un lobo polmonare rispetto ad un altro dobbiamo posizionare il paziente in maniera che il bronco lobare corrispondente sia perpendicolare rispetto al piano orizzontale. In pratica se vogliamo drenare il segmento apicale del lobo superiore dobbiamo far sedere il paziente e far flettere lievemente il busto in avanti; se vogliamo per esempio drenare i lobi inferiori della regione anteriore dobbiamo porre supino il paziente con corpo inclinato verso il capo a 45° circa e così via. Il drenaggio posturale verrà effettuato 2-3 volte nell'arco della giornata per la durata di circa 5-10 minuti a seduta, si dovrebbe praticare lontano dai pasti in maniera da impedire la nausea, il vomito o il possibile rigurgito.


In presenza di secrezioni dense e vischiose difficilmente staccabili, il fisioterapista può ricorrere a MANOVRE VIBROPERCUSSORIE. La vibrazione si esegue mettendo le palme delle mani una sull'altra esercitando una pressione discendente lungo la zona da drenare con una frequenza di 5-6 volte al secondo in fase espiratoria. La percussione va fatta ponendo le mani a coppa, percuotendo (clapping) 3-6 volte al minuto la zona da drenare in maniera da trasmettere tanta energia cinetica utile al distacco delle secrezioni tenacemente adese ai bronchi. A questo punto le secrezioni vengono trasportate dalle vie aeree più centrali da dove più facile e più efficace sarà allontanarle con la tosse, che in questa maniera sarà guidata e controllata in maniera da risultare ottimale. I pazienti sono istruiti ad inspirare profondamente, trattenere il respiro per diversi secondi e successivamente a tossire una o due volte a bocca aperta, senza inspirare ulteriormente. Dopo aver eseguito questo esercizio per 2-3 volte si riposano e si ricomincia, cercando sempre di aiutare il paziente con le manovre vibropercussiore.
Il ruolo della riabilitazione può essere di notevole supporto al paziente ed al medico, purché correttamente eseguita, e per ottenere ciò è necessario non soltanto la collaborazione del soggetto, ma anche di quella dei familiari che in presenza del medico, dell'infermiere e del fisioterapista comprendano e prendano coscienza del fine e delle potenzialità della fisiokinesiterapia respiratoria, che così inizierà prima in ospedale e proseguirà poi a domicilio del paziente con l'aiuto dei familiari. Con la riabilitazione si è visto che il paziente è costretto meno frequentemente a ricoverarsi, migliora la qualità della sua vita, migliora la tolleranza allo sforzo, si riduce l'ansia, la depressione ed il paziente acquisisce maggiore autostima e speranza per il futuro.

 

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