I RECETTORI

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Recettori della tosse

L'albero respiratorio rappresenta, come già detto, il luogo da cui comunemente la stimolazione di natura meccanica e chimica evoca la tosse riflessa.
I segmenti più innervati e quindi più facili a scatenare la tosse riflessa sono la laringe e le biforcazioni più prossimali dall'albero tracheobronchiale.

Recettori laringei


Il laringe viene innervato dalla branca interna del nervo laringeo superiore. Nell'animale in respirazione spontanea, sono stati evidenziati oltre a recettori e terminazioni nervose correlati alla modulazione dell'atto respiratorio; anche recettori irritativi a rapido adattamento di tipo mielinico che possono essere attivati evocando la tosse con numerosi agenti, quali il fumo di sigaretta, soluzioni acquose prive dello ione cloro (quali l'acqua distillata e soluzioni isoosmotiche di destrosio). Si è visto che anche la capsaicina, una sostanza derivata dal peperoncino rosso, è in grado di stimolare la tosse laringea, dacché stimola in maniera abbastanza selettiva le terminazioni nervose delle fibre C amieliniche; è probabile che un ruolo possa essere svolto da quest'ultime nella tosse di origine laringea.
La tosse laringea sarebbe caratterizzata, secondo molti autori, da una fase inspiratoria più prominente, una fase espiratoria meno pronunciata e una più elevata frequenza dei colpi della tosse.
Normalmente lo stimolo meccanico delle corde vocali evoca il cosiddetto riflesso di espirazione, per cui l'espirazione non viene preceduta da una inspirazione nell'evidente tentativo di impedire l'ingresso di un corpo estraneo dall'albero tracheobronchiale; questo riflesso può essere comunque seguito da un periodo di apnea o colpi di tosse.

Recettori dell'albero tracheobronchiale


Come già detto i siti più importanti da cui origina il riflesso della tosse si trovano nelle diramazioni respiratorie più prossimali e meno nei rami bronchiali più periferici.


Esistono diversi tipi di recettori:


recettori di stiramento a lento adattamento: situati all'interno della muscolatura liscia tracheobronchiale, sono connessi a fibre mieliniche. Vengono comunemente stimolati dalla insufflazione polmonare, non hanno un'azione di stimolo diretta nei confronti della tosse, ma ne avrebbero un'azione permissiva attivando in via riflessa i motoneuroni dei muscoli espiratori.


recettori a rapido adattamento: connessi anch'essi a fibre mieliniche, sono il principale sito da cui origina la tosse. Sono localizzati nell'epitelio tracheobronchiale, vengono stimolati dall'iperinsufflazione polmonare, da agenti meccanici, irritativi (vapori di ammoniaca, etere, fumo di sigaretta, istamina, cabacolo, alcune prostaglandine); la loro stimolazione può evocare, oltre la tosse, l'iperpnea, la broncocostrizione, la secrezione di muco.

Le terminazioni sensoriali delle fibre C costituiscono la maggioranza (l'80% circa) delle afferenze vagali tracheobronchiali e polmonari. Queste fibre sono stimolate specificamente dalla capsaicina e fenilguanide. Comunemente esse svolgono un ruolo importante nella regolazione del tono muscolare, della secrezione bronchiale e anche del pattern respiratorio (la loro inattivazione rallenta la frequenza respiratoria). La nebulizzazione di capsaicina evoca tosse, starnuti e broncocostrizione.

La stimolazione delle fibre C localizzate nelle pareti alveolari non evoca tosse che, d'altronde, non potrebbe detergere gli alveoli o i bronchioli; viceversa la loro stimolazione è in grado di inibire la tosse provocata dagli stimoli applicati alla trachea e al laringe. Nell'uomo la somministrazione sistemica di 5-idrossitriptamina (che stimola prevalentemente di recettori delle fibre C polmonari) è in grado di inibire la tosse stimolata dall'acido fosforico. L'iniezione endovenosa di capsaicina non evoca tosse, ma evoca il cosiddetto chemoriflesso polmonare (apnea cui segue respiro rapido e superficiale). Probabilmente il motivo per cui la nebulizzazione di capsaicina determina tosse è legato al fatto che la capsaicina stimola oltre le terminazioni delle fibre C anche i recettori irritativi a rapido e lento adattamento sia direttamente sia indirettamente attraverso il rilascio delle tachichine dalle fibre C.

Se comunque facciamo inalare tachichine all'uomo sano, evochiamo solo una debole tosse a causa della loro distruzione ad opera delle peptidasi. Al contrario se facciamo inalare tachichinine al soggetto con flogosi delle vie respiratorie avremo tosse, perché in questo caso la barriera epiteliale è alterata e permette la penetrazione profonda verso i recettori irritativi delle tachichinine che vengono peraltro meno distrutte a causa di una minore produzione di peptidasi da parte dell'epitelio alterato.

 

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