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Cause più frequenti di tosse

Scolo retronasale e sinusiti:


Lo scolo retronasale è una delle cause più frequenti di tosse; secondo alcuni autori (Irwin) la sua incidenza si aggira sul 40%. La sintomatologia è classicamente rappresentata da muco in faringe, spesso congestione nasale e percezione da parte del paziente che qualcosa di liquido refluisca verso il faringe. Questa sintomatologia si può associare a rinite vasomotoria, allergica e sinusite, in quest'ultimo caso sono spesso presenti dolore al capo e al volto, congestione nasale con ostruzione. All'esame obiettivo si evidenzia l'ipersecrezione e l'edema della mucosa nasale, mentre l'osservazione del faringe fa rilevare un aspetto ipertrofico a ciottoli del faringe che presenta adeso del materiale mucopurulento. La TC può evidenziare, nel caso della sinusite, l'ispessimento della mucosa, l'opacamento dei seni, la presenza di livelli idroaerei. Utile sarà sempre praticare una rinoscopia a fibre ottiche, e quando si sospetti l'origine allergica, le prove allergiche.

Asma bronchiale:


Anche l'asma rappresenta una causa abbastanza comune di tosse, secondo alcuni autori può incidere con una frequenza che va dal 25 al 35%. In genere il paziente affetto da asma manifesta i classici sintomi quali respiro sibilante, costrizione toracica, dispnea e tosse. Qualche volta l'asma si manifesta unicamente con il sintomo tosse (cough-variant asthma degli autori anglosassoni). Il meccanismo con cui l'asma provoca la tosse dipende dal fatto che, come tutti sappiamo l'asma, è una malattia infiammatoria cronica e prevede la partecipazione attiva di numerose cellule sia sanguigne che stanziali che liberano numerosi mediatori chimici in grado di attivare ulteriormente la flogosi, danneggiare l'epitelio bronchiale denudando e stimolando i recettori irritativi. Le terminazioni delle fibre C vengono esposte in superficie e, più facilmente, stimolate liberano a loro volta mediatori chimici (sostanza P, neurochinine, peptide associato al gene della calcitonina) che vengono poco degradati dalle peptidasi, e quindi (dacché l'epitelio danneggiato ne produce molto meno) vanno a stimolare efficacemente i recettori della tosse.
In effetti l'azione delle fibre C è duplice: da un lato in via riflessa inibiscono i centri nervosi della tosse, dall'altro liberando tachichinine stimolano i recettori della tosse; in corso di flogosi prevale il meccanismo di stimolazione della tosse, in quanto in questo caso le tachichinine sono prodotte in eccesso e non degradate o poco degradate dalle peptidasi.
Allorquando non è presente il quadro clinico chiaro di asma bronchiale e la tosse può rappresentarne l'unica espressione, è necessario ricorrere ad indagini che vanno dalla radiografia del torace ai test di funzionalità respiratoria; se i test di funzionalità respiratoria evidenziano broncoostruzione si ricorre al test di broncodilatazione con l'inalazione di
200 (g di salbutamolo; il test sarà positivo quando dopo 10-15 minuti si avrà un incremento del FEV1 del 12% del valore base o di 200ml in assoluto. Quando le prove di funzionalità non evidenziano broncoostruzione si potrà invece ricorrere ai test di broncostimolazione. L'asmatico è infatti un soggetto con iperreattività bronchiale per cui dosi basse di metacolina, che nel soggetto normale non provocano broncoostruzione, sono in grado invece di ridurre il calibro dei bronchi nell'asmatico. La prova sarà positiva quando una soluzione di 8(g/ml (PC20 FEV1) è in grado di ridurre il FEV1 del 20% rispetto al valore basale.
Una volta poi posta diagnosi di asma bisognerà indagare su una possibile causa allergica.

Reflusso gastroesofageo:


Secondo Irwin il reflusso gastroesofageo è responsabile del 10-21% dei casi di tosse. Talvolta addirittura la tosse può essere l'unica espressione del reflusso gastroesofageo; tuttavia spesso sono presenti altri segni quali la sensazione di acido in esofago, rigurgiti, risveglio per amaro o acido in bocca. Allorquando si sospetti la presenza di reflusso gastroesofageo si ricorre di norma allo studio della motilità esofagea con mezzi di contrasto o all'esofago-gastroscopia. Tali esami tuttavia non sono di molto ausilio: la pHmetria esofagea invece ha dimostrato una sensibilità pari al 92% per la diagnosi di reflusso. Tuttavia la presenza di reflusso non significa necessariamente tosse da reflusso per cui si ricorre al test di Bernstein e Baker che consiste nell'osservare l'insorgere della tosse quando venga introdotta in esofago una soluzione acida che in via riflessa, sfruttando le afferenze vagali, è capace di evocare tosse.

Bronchite cronica:


La bronchite cronica sembra sia responsabile del 5% o più delle tossi, d'altro canto la malattia si definisce comunemente come tosse cronica con espettorato per almeno tre mesi in un anno e per almeno due anni consecutivi. La diagnosi viene facilmente posta attraverso l'anamnesi, le prove di funzionalità respiratoria, l'Rx torace; talora è necessario ricorrere (quando per esempio si sospetti la presenza di bronchiectasie) alla TC toracica ed al dosaggio dell'ossigeno nel sangue (ossimetria).

Tumori polmonari:


Dal 20 fino al 90% dei casi di neoplasie polmonari sono accompagnati o esordiscono con la tosse. Considerato che più frequentemente le neoplasie polmonari si manifestano in fumatori, che già di base accusano tosse, è soprattutto il cambiamento delle caratteristiche della tosse che deve far sospettare la neoplasia. Spesso la tosse è secca e stizzosa, qualche volta è anche produttiva. Lo stimolo tussigeno può dipendere o dalla compressione dei bronchi da parte della neoplasia, o dalla vegetazione endoluminale della neoplasia che si comporta cosi come un corpo estraneo, ovvero, determinando subocclusione bronchiale, produce accumulo di secrezione.

Pertosse:


Spesso la tosse cronica da pertosse, specialmente nell'adulto, è sottostimata. Si è visto in Australia che una percentuale di studenti del 26% ed una popolazione di adulti nella stessa percentuale era affetta da tosse cronica da pertosse. La pertosse procura comunemente una tosse a carattere accessionale che più frequentemente si manifesta di notte, si accompagna a vomito e spesso ad uno stridore caratteristico inspiratorio. La malattia insorge spesso con una banale congestione nasale e qualche colpo di tosse. Questa prima fase si protrae per 7-10 giorni, e a questa segue una seconda fase più prolungata che dura settimane o addirittura mesi con il quadro clinico caratteristico. Spesso dopo la guarigione il paziente rimane iperreattivo per lungo tempo, per cui la tosse insorge facilmente dopo sforzo o inalazione di irritanti. La diagnosi si pone con l'isolamento in coltura o con la dimostrazione nelle secrezioni, mediante anticorpi fluorescenti o amplificazione genica, della bordetella pertussis; tuttavia non è facile evidenziare l'agente eziologico perché è presente nelle secrezioni solo nella prima fase della malattia. Il laboratorio può evidenziare anche leucocitosi con linfocitosi. E' pure possibile titolare gli anticorpi contro le tossine e la emoagglutinina filamentosa col metodo ELISA.

Tosse da ACE-inibitori:


Tosse si può riscontrare abbastanza comunemente nei pazienti che fanno uso di ACEinibitori; la tosse può insorgere subito o dopo un certo periodo. Più colpite sembrano essere le donne ed i non fumatori, l'incidenza varia dal 6 al 14%. La causa della tosse è legata all'accumulo di tachichinine nei tessuti, a causa dell'inibizione dell'ACE, il che porta ad una continua stimolazione delle terminazioni delle fibre C. La conferma diagnostica si potrà avere con la cessazione della tosse dopo la sospensione del farmaco.

Tosse psicogena:


Non è facile porre diagnosi di tosse psicogena: a tale diagnosi si approda solo dopo aver escluso ogni possibile causa organica ed in presenza di un evidente stato ansioso scatenante. La tosse si presenta solo di giorno, più frequentemente in pubblico, è secca, stizzosa, abbaiante, talora produce un rumore simile al verso delle oche selvatiche canadesi. Spesso questi pazienti iniziano ad accusare tosse con l'insorgere di una sinusite o di una bronchite, ma continuano a presentare tosse anche dopo la guarigione.
Probabilmente ha anche una origine psichica la tosse provocata da disfunzione delle corde vocali. È una situazione clinica che può far pensare all'asma, in quanto in questi casi, com'è possibile osservare endoscopicamente, in fase inspiratoria le corde vocali si adducono e la fessura posteriore prende la forma caratteristica a diamante che si modifica in maniera peculiare con la fonazione ed i movimenti della testa; l'adduzione serrata delle corde vocali impedisce all'aria di penetrare in fase inspiratoria e fa produrre un sibilo che può far pensare all'asma.
Si tratta in genere di ragazze dai 20 ai 40 anni, depresse, con personalità passiva a volte ossessiva, che hanno avuto difficoltà ad emanciparsi dalla famiglia. I soggetti presentano spesso ingrossamento della gola, difficoltà inspiratoria, cambiamento del tono della voce; gli attacchi avvengono di giorno, iniziano e scompaiono repentinamente, simulando una crisi asmatica, ma tali soggetti sono in grado di trattenere il respiro a differenza degli asmatici, e la sintomatologia può migliorare distogliendone l'attenzione.
La curva flusso-volume evidenzia alterazioni solo nella fase inspiratoria

 

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