IPERNATRIEMIE

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IPERNATREMIA

 

Squilibrio elettrolitico caratterizzato da un aumento del PNa oltre i limiti superiori della norma (145 mEq/l).

In rapporto alla causa se ne distinguono due entità:

1)perdita di acqua o liquidi ipotonici;

2)guadagno di sali.

La forma dovuta a pura perdita di H2O è associata a contrazione del VEC.

Perdita di acqua

Perdite insensibili di H2O si verificano continuamente attraverso la pelle ed i polmoni.

L'evaporazione attraverso la pelle, per esempio, aumenta marcatamente quando la febbre è elevata, nella tireotossicosi o per esposizione a temperature elevate.Tuttavia la maggiore potenziale perdita di H2O avviene attraverso le vie renali. Poiché l'acqua serve come veicolo per l'escrezione urinaria di soluti che originano dal metabolismo giornaliero, vi è una perdita continua. Se vi è un difetto del meccanismo di concentrazione delle urine, l'acqua viene perduta in eccesso rispetto al minimo richiesto per l'escrezione dei soluti. Poiché le membrane cellulari sono permeabili all'acqua sia il compartimento intra che extracellulare risentiranno delle perdite di volume in proporzione ai loro relativi volumi. Con la disidratazione da sola, il collasso e lo shock sono rari, ricorrendo invece negli estremi gradi di severa ipernatremia. L'osmolalità urinaria usualmente eccede del doppio quella plasmatica eccetto quando la causa della ipernatremia è rappresentata dal diabete insipido.

Altre condizioni cliniche associate ad ipernatremia da perdita di liquidi si possono verificare per diuresi osmotica (urea, glucosio, mannitolo, glicerolo) e durante dialisi peritoneale soprattutto quando si utilizza un dialisato ipertonico. La sintomatologia è esclusivamente legata alla contrazione di volume ed è caratterizzata da ipotensione, estremità fredde e tachicardia. I segni di interessamento del sistema nervoso centrale, se presenti, possono dipendere in parte dall'ipoperfusione, in parte dall'ipernatremia (sonnolenza, stupore, riflessi torpidi, coma).

La intensità del quadro clinico dipende dalla rapidità con cui lo squilibrio si instaura piuttosto che dai valori raggiunti. Un'ipernatremia intorno a 160 mEq/l raramente desta preoccupazione. Sarà sufficiente limitare drasticamente il sale e prescrivere o infondere H2O per normalizzare il quadro.

nel caso di valori superiori a 160, la terapia consiste nella reinfusione di liquidi privi di sali (p.e. sol. glucosata al 5%) in quantità pari al deficit idrico calcolato con la seguente formula:

Volume perduto=

= (Na attuale-Na desiderato) x peso attuale x per 0,6 /Na desiderato

Si utilizza soluzione glucosata dal momento che una volta metabolizzato il glucosio rimane acqua e quindi l'infusione di glucosata è equivalente all'infusione di acqua distillata.

Ipernatremia da eccesso di Na

Le cause sono rappresentate dall'ingestione accidentale di sale (nei bambini soprattutto) oppure dall'erronea somministrazione di soluzioni ipertoniche o di NaHCO3 oppure dall'uso di resine a scambio ionico in fase sodica per la correzione dell'iperpotassiemia. La sintomatologia è legata alla contrazione del VIC e al sovraccarico del VEC che può evolvere verso crisi ipertensive, scompenso cardiaco ed edema polmonare. La diagnosi differenziale con la forma precedente si basa fondamentalmente sulla anamnesi e sui sintomi legati alla condizione del volume extracellulare. La terapia è differente a seconda della funzione renale. Se infatti il paziente fosse anurico o comunque con funzione renale gravemente compromessa, conviene trattare lo squilibrio mediante dialisi peritoneale.

Se viceversa, la funzione renale fosse intatta, è utile la somministrazione di diuretici dell'ansa (furosemide, ac. etacrinico) reinfondendo in parte il volume perduto con acqua priva di sali (p.e. soluzione glucosata). La terapia dovrà essere proseguita finché l'escrezione di Na cumulativa risulti uguale alla stima dell'eccesso di Na calcolata con la seguente formula:

Na escreto = (PNa - 140) x peso attuale 0,6

La terapia sopraindicata è valida solo per i casi gravi, ove il paziente sia sintomatico.

Una trattazione a parte meritano altre due condizioni cliniche caratterizzate da iperosmolalità ed ipernatremia e cioè la ipernatremia essenziale e la ipodipsia primaria.

Il termine di ipernatremia essenziale è osservato a casi in cui viene riscontrata iperosmolalità, ipernatremia, euvolemia e assenza del senso della sete, quello di ipodipsia primaria ad un inadeguato senso della sete nonostante la presenza di normali stimoli. Mentre nel primo caso i pazienti non presentano segni o sintomi che depongono per la contrazione del VEC, sono ipodipsici e lamentano affaticabilità muscolare, nel secondo i sintomi sono chiaramente espressione della disidratazione eccetto che per la assenza della sete.

La diagnosi differenziale si basa in parte sui dati obiettivi di contrazione del VEC e sulla osmolalità urinaria che risulta elevata nell'ipodipsia primaria, normale nell'ipernatremia essenziale.

La terapia consiste nel far assumere al paziente in orari prestabiliti una certa quantità di acqua riabituandolo ad un abbondante consumo di acqua, come se si trattasse di una qualsiasi medicina. Non esiste al momento nessun'altra terapia farmacologica, dal momento che gli esperimenti compiuti con sostanze chimiche o stimoli termogenici non hanno chiarito il meccanismo di stimolazione del centro della sete.

  Questa pagina è stata modificata in data :28/02/2011

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