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SHOCK NEUROGENO
Etiopatogenesi.
Consegue ad una diminuzione dei meccanismi nervosi di controllo del circolo od a
dilatazione anormale dei vasi venosi di capacità. Cause.
Lo shock neurogeno è piuttosto raro ed è quasi sempre dovuto ad un trauma del
midollo spinale con quadro di quadriplegia o paraplegia. Si
può anche verificare in corso di sindrome di Guillain-Barré e di altre
neuropatie, oppure a seguito di anestesia spinale alta. Non si verifica mai dopo
trauma cranico (se dopo un tale trauma si verifica ipotensione, bisogna pensare
sia piuttosto in atto un'emorragia di organi interni). Può
essere anche considerato "neurogeno" lo shock che si manifesta in
corso di sovradosaggio di farmaci ganglioplegici (ipotensivi), vasodilatatori
(nitroderivati ecc.), fenotiazinici, glutetimide ed altri, o di avvelenamento da
barbiturici. Quadro
emodinamico. La portata cardiaca può essere anche aumentata ma le basse
resistenze periferiche determinano ipotensione ed ipoperfusione degli organi.
Analogamente a quanto si verifica nella fase iniziale iperdinamica dello shock
settico, la cute è spesso calda ed asciutta. Quadro
clinico. I sintomi ed i segni clinici dello shock neurogeno sono simili a quelli
dello shock ipovolemico (e settico, nella fase iniziale). I
dati anamnestici sono molto importanti, così come l'associazione di segni di
malattia neurologica. Terapia: -misure
specifiche del caso (es.: lavanda gastrica in caso di intossicazioni ed
avvelenamenti per via orale, alcalinizzazione delle orine nell'avvelenamento
barbiturico, immediata sospensione di infusione di vasodilatatori ecc.); -espansione
della volemia: infusione di soluzione di cristalloidi e.v. (1 l in 20-30',
proseguendo sino a normalizzazione dei valori di PVC). In questo tipo di shock
possono essere usati anche colloidi; -farmaci
vasocostrittori: lo shock neurogeno è probabilmente il solo tipo di shock per
il quale vi è indicazione per l'impiego di farmaci vasocostrittori, data la
necessità di ripristinare il tono dei vasi di capacitanza. Quindi è utile la
somministrazione di dopamina in dosi di 15-20 mg/kg/min oppure noradrenalina in
dosi di 0,02-0,1 mcg/kg/min (l'infusione va regolata in maniera da non superare
i 100 mmHg di pressione arteriosa sistolica). N.B.
Sono descritti in letteratura anche altri tipi di shock endocrini che hanno rara
incidenza e come tali e per i quali si rimanda agli appositi trattati. Essi
sono: -shock
da insufficienza ipofisaria acuta; -shock
da coma mixedematoso; -shock
da insufficienza surrenalica acuta; -shock
da feocromocitoma; |
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