Catetere vescica

AREA DEL SITO WWW.CHIRURGIATORACICA.ORG DEL DOTT. MARCELLO COSTA ANGELI
   Home Catetere vescica Complicanze Robotica Evidenza Preoperatorio Ferri chirurgici DISCLAIMER        

Cateterismo della vescica

Calibro: L’unità di misura del catetere è la scala di Charrière (1 Ch = 1/3 di mm) e corrisponde la diametro esterno del catetere stesso. Quindi un foley da 18 ha un diametro di 6 mm. Se utilizziamo un catetere di piccolo calibro, avremo minor rischio di lesioni uretrali, ma una evacuazione più lenta delle urine. Un catetere di calibro maggiore (> 18 Ch) è indicato in caso di ematuria e/o urine torbide.

La scala colore dei cateteri

Riconosciuta a livello europeo identifica mediante colore le dimensione del catetere usato.

 

CH

COLORE

10

Nero

12

Bianco

14

Verde

16

Arancio

18

Rosso

20

Giallo

22

Blu

24

Azzurro

 

 

        In base alla loro consistenza, i cateteri si possono differenziare in:

bullet

 cateteri rigidi: di materiale sintetico, di uso limitato;

bullet

 cateteri semirigidi: in gomma o in plastica (in genere siliconati) il cui  uso deve essere limitato ai casi di stretta necessità;

bullet

 cateteri molli: in gomma, lattice, silicone, silastic etc.., questi cateteri sono da preferirsi in ogni circostanza ed in particolare quando si prevede un uso protratto nel tempo;

bullet

 cateteri autolubrificanti: in PVC rivestito di sostanze che a contatto con l’acqua rendono il catetere lubrificato. Questi cateteri servono per svuotare la vescica o un serbatoio urinario continente in modo intermittente (non può essere usato per il drenaggio continuo) e per dilatare un restringimento uretrale.

I cateteri possono essere :

bullet

 a una via (utilizzato esclusivamente per il cateterismo provvisorio);

bullet

 a due vie (una per il deflusso delle urine e l’altra, dotata di valvola, permette  la distensione di un palloncino all’interno della vescica per un posizionamento stabile del catetere);

bullet

 a tre vie (una per il drenaggio delle urine, una per il palloncino e la terza per l’irrigazione).

In base alla forma dell’estremità prossimale del catetere vescicale, possiamo distinguere:

 

a) C. di Nelaton: ha l’estremità prossimale arrotondata e rettilinea, è dotato di 1 o 2 fori di drenaggio contrapposti. Viene usato soprattutto nella donna.

 

b) C. di Mercier: generalmente semirigido. La punta (arrotondata), presenta una angolatura (30° - 45°) per favorire nell’uomo l’introduzione nell’uretra membranosa o prostatica; con 1 o 2 fori di drenaggio. Nei casi di ritenzione urinaria da ipertrofia prostatica.

 

c) C. di Couvelaire: semirigido, indicato nell’uomo e nella donna in caso di emorragia vescicale (favorisce un buon drenaggio) e dopo intervento di prostatectomia radicale. L’estremità presenta un foro a “becco di flauto” e 2 fori laterali.

 

d) C. di Tiemann: semirigido, ha l’estremità a forma conica e con un’angolatura di 30°. E’ indicato negli uomini che presentano restringimento dell’uretra.

 

e) C. conicolivare: semirigido, dotato all’estremità distale di un’olivella. Viene utilizzato in pazienti con uretra stenotica.

 

f) C. di Foley: molle, autostatico (è dotato all’estremità distale di un palloncino gonfiabile che ne permette l’ancoraggio in vescica). Presenta 2 fori contrapposti e simmetrici. La  sua flessibilità ed elasticità assicura un elevato grado di confort al paziente cateterizzato. Il palloncino va gonfiato con 7 - 8 ml di soluzione fisiologica sterile.

 

g) C. Dufour: semirigido, autostatico, a tre vie (anch’esso è dotato di un  palloncino di ancoraggio, la terza via serve per il lavaggio continuo). Ha la punta con una curvatura di 30 °, a becco di flauto con due fori laterali contrapposti. Viene utilizzato in caso di ematuria importante, per vesciche tamponate.

 

h) C. di Pezzer e C. di Malecot: cateteri in gomma, autostatici, usati in passato nella donna. Ormai in disuso, (si utilizzano nelle cistectomie sec. Bricker) venivano introdotti tramite un mandrino di metallo (sonda scanalata).

ALCUNE IMMAGINI SCATTATE CON IL TELEFONINO ( SCARSA QUALITA' ) PER PRESENTARE IL MODO DI EFFETTUARE UN CATETERISMO VESCICALE

[photogallery/photo11633/real.htm]

La Legislazione

 

 

Il cateterismo vescicale è una manovra di competenza infermieristica, dietro  prescrizione medica. E’ infatti considerata tra le tecniche che vengono insegnate al primo anno di corso del D.U. per infermieri; non viene fatta distinzione fra cateterismo maschile e cateterismo femminile, e tra cateterizzazione con cateteri molli o semirigidi.

 

        Il “Mansionario dell’Infermiere” (D.P.R. n. 225 del 14/3/74), all’Art. 2, punto 12, limitava la competenza infermieristica a:

m) cateterismo femminile,

n) cateterismo nell’uomo con cateteri molli;

 la Legge 42 del 26/2/99, ha abrogato tale Decreto.

 

 

        Attualmente la normativa che regola la professione infermieristica fa riferimento al Profilo professionale dell’infermiere (Legge n. 739 del 14/9/94) e al Codice Deontologico nel testo approvato dal Comitato Centrale (febbraio 1999). Quest’ultimo, nel caso si ritenga di non essere all’altezza di eseguire la tecnica  permette di astenersi dalla manovra (2.6:  ...l’infermiere si impegna a non nuocere, ... e 3.3: l’infermiere riconosce i limiti delle proprie conoscenze e competenze e declina la responsabilità quando ritenga di non poter agire con sicurezza. ....).

Questa pagina è stata modificata in data :28/02/2011

Aderiamo allo standard HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica

Aderiamo allo

 standard HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica


Verifica qui

 

Potete inviare a WebmasterAzienda un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web. Le informazioni assunte da queste pagine devono essere sempre vagliate dal proprio medico curante. Copyright © 2001/2/3/4/5/6/7/8/9/10/11 - Azienda Ultimo aggiornamento in data : 22 maggio 2011