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POLMONITI VIRALI

 

I virus causano polmonite con maggior frequenza nel bambino che non nell'adulto.   È spesso difficile formulare una diagnosi di certezza di polmonite virale sia nel bambino sia nell'adulto: infatti i criteri diagnostici si avvalgono soprattutto di dati clinici ed epidemiologici piuttosto che di laboratorio. Alcuni elementi possono orientare verso l'eziologia virale della polmonite (quadro radiografico, quadro clinico con sintomi extrapolmonari a tipo mialgie, cefalea, rinorrea, mancato isolamento di specie batteriche dalle secrezioni bronchiali), anche se lo stesso quadro clinico può essere imputato ad altri agenti eziologici, quali Mycoplasmi, Chlamydie, Legionella sp., Rickettsie ecc.

 

Molti fattori possono influenzare l'incidenza e l'epidemiologia delle polmoniti virali. A seconda del gruppo di età considerata, infatti, vi è una diversa incidenza delle varie specie virali, ed anche il tipo di ambiente (casa di cura, ospedale, caserma ecc.) può determinare il prevalere di una specie virale piuttosto che di un'altra . L'epoca di comparsa dell'infezione, l'eventuale concomitante presenza di un'epidemia influenzale, la coesistenza di uno stato di immunodepressione, sia congenita sia acquisita, sono tutti fattori che possono intervenire a modificare i dati epidemiologici anche nell'ambito di uno stesso gruppo di età.

Nei bambini sono più frequentemente responsabili di polmonite il Virus RespiratorioSinciziale (RSV) (40-60% dei casi) seguito dal virus parainfluenzale di tipo 3, e dagli adenovirus. Nell'adulto è più frequente il virus influenzale A, mentre tra le reclute nelle caserme gli adenovirus sono maggiormente responsabili di polmonite. Molto meno comuni nell'adulto sono le polmoniti da virus parainfluenzale di tipo 3 e da RSV.

Globalmente considerate comunque le polmoniti virali fra gli adulti rappresentano solo il 10% delle forme acquisite in comunità.

Le polmoniti virali e le infezioni respiratorie di origine virale in genere, hanno una maggiore incidenza nel periodo invernale. Le piccole comunità chiuse (collegi, caserme ecc.) rappresentano l'ambiente ideale per l'insorgere ed il diffondersi di piccole epidemie. La presenza di patologie concomitanti può in vario modo influenzare l'incidenza delle polmoniti virali: risultano particolarmente predisposti fra gli adulti i portatori di valvulopatie cardiache ed i fumatori; i soggetti sottoposti a trapianti cardiaci o di midollo ed i pazienti affetti da AIDS, sono più frequentemente colpiti da polmonite da Cytomegalovirus.

Il quadro clinico è molto simile indipendentemente dal tipo di virus responsabile dell'infezione e molto spesso è anche simile a quello delle altre forme di polmonite cosiddetta "atipica".

La polmonite da virus influenzale è preceduta circa 24 ore prima in genere dai segni e sintomi classici di una sindrome influenzale; il quadro è poi rappresentato da dispnea ingravescente, febbre elevata, cianosi e crisi asmatiformi.   È possibile il verificarsi di emoftoe. Obiettivamente si apprezzano rumori secchi diffusi. Molto spesso vi è discrepanza tra l'obiettività toracica, negativa, ed il quadro radiografico, che può evidenziare infiltrati periilari bilaterali diffusi.

La polmonite da RSV colpisce tipicamente i bambini (6 mesi-3 anni) spesso con piccole epidemie in inverno ed agli inizi della primavera: i segni e sintomi sono molto simili a quelli della bronchiolite causata dallo stesso agente. Obiettivamente si apprezzano rumori broncospastici diffusi, ed il quadro radiografico evidenzia infiltrati polmonari e zone di atelettasia alternate ad aree di iperdiafania.

Gli adenovirus possono essere agenti eziologici di polmonite tanto nel soggetto immunocompromesso quanto nell'immunodepresso. Da questo tipo di pazienti sono stati recentemente isolati altri sierotipi di adenovirus responsabili di polmonite, oltre ai più comuni sierotipi 4, 7 e 21.

Il quadro clinico è molto simile a quello delle altre forme virali, tranne che nell'esordio, che risulta spesso graduale, a differenza di quanto accade nella polmonite influenzale.

Le forme da virus parainfluenzale sono in per lo più di lieve o moderata gravità e non richiedono in genere l'ospedalizzazione soprattutto per l'adulto immunocompetente, mentre nell'immunodepresso anche questa forma di polmonite può risultare fatale.

Il Cytomegalovirus (CMV) è agente eziologico di polmonite esclusivamente nell'immunodepresso soprattutto nei pazienti sottoposti a trapianto renale o di midollo.   È una forma di polmonite molto grave, spesso fatale. Il quadro clinico è rappresentato da febbre, mialgie, artralgie, faticabilità, sintomi seguiti dalla comparsa di tosse secca e tachipnea. Il quadro radiografico evidenzia infiltrati polmonari diffusi, talvolta addensamenti focali.

La diagnosi di polmonite virale non è molto agevole: la diagnosi di certezza naturalmente dipende dall'isolamento del virus da tamponi rinofaringei, dal liquido di lavaggio del rinofaringe, dall'aspirato transtracheale, dall'agoaspirato o dalla biopsia polmonare. Non tutti i laboratori però sono attrezzati per questo tipo di indagine che richiede comunque tempi piuttosto lunghi (da 4 a 7 giorni o più). Per le infezioni da RSV o da altri virus è possibile utilizzare l'immunofluorescenza su cellule esfoliate dal rinofaringe come pure la ricerca di antigeni virali nelle secrezioni bronchiali.

Fra le indagini sierologiche vengono utilizzate per la diagnosi di infezione virale la fissazione del complemento, l'inibizione dell'emoagglutinazione, la neutralizzazione e l'ELISA. Risulta diagnostico un aumento di 4 volte del titolo anticorpale nel siero convalescente rispetto a quello della fase acuta.

Sono in fase di studio sonde genetiche per l'identificazione dei virus.

Come già ricordato il quadro radiografico della polmonite virale non evidenzia in genere aspetti caratteristici.

Il trattamento delle infezioni virali e quindi anche delle polmoniti virali, pone a tutt'oggi non pochi problemi.

Molti farmaci sono infatti ancora in fase di studio e solo alcuni sono entrati nell'uso clinico, e comunque con risultati spesso discordanti (tab.14x).

L'amantadina è risultata efficace nella profilassi dell'influenza mentre studi condotti per valutarne l'efficacia nel trattamento della polmonite influenzale hanno dato risultati piuttosto deludenti. Solo se somministrata agli esordi della malattia, può portare ad un certo miglioramento del quadro clinico.

L'acyclovir è dotato di efficacia clinica nel trattamento delle infezioni da herpes simplex e varicella-zoster virus. Non vi sono studi pubblicati sulla reale efficacia del farmaco nella polmonite, peraltro molto rara, sostenuta da questi agenti virali: tuttavia la bassa tossicità dell'acyclovir e la sua elevata attività possono giustificarne l'impiego nei pazienti con forme gravi, e soprattutto negli immunodepressi.

La ribavirina può essere impiegata per via aerosolica nel trattamento della polmonite da RSV e da virus influenzali. In studi controllati si è potuto osservare che produce una più rapida defervescenza, una riduzione nella replicazione e nella diffusione del virus ed un miglioramento della sintomatologia.

Il DHPG o gancyclovir [9 (1,3-diidrossi-2-propossi-metil) guanina] è stato utilizzato in pazienti immunocompromessi con infezione disseminata da CMV, fra cui anche pazienti affetti da polmonite: in questi ultimi il trattamento non ha dato risultati soddisfacenti, mentre questi si sono avuti in infezioni a localizzazione diversa da quella polmonare. Sono necessari perciò studi più approfonditi per valutarne la reale efficacia

 

 

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