LA TUBERCOLOSI
Introduzione
In
questi ultimi anni le vicende legate alla tubercolosi (TB) sono state
contrassegnate, in Italia e nei Paesi ad elevato sviluppo socio-economico
(Europa Occidentale, USA, Canada),
da una inaspettata ripresa della malattia sul piano epidemiologico e clinico,
con una palese inversione della tendenza al progressivo declino, quale si era
manifestata con l'avvento della chemioterapia antitubercolare.
Questa
inattesa e non prevedibile esacerbazione, tanto nelle aree geografiche a bassa
endemicità (alle quali appartiene anche l'Italia), quanto in quelle ad elevata
impronta endemica, ha determinato un improvviso risveglio dell'attenzione e
dell'interesse verso una condizione morbosa che stava per essere accantonata,
come problema sanitario della collettività umana e che invece, si sta
riproponendo ovunque con drammatica istanza.
La
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collegamento con l'Unione
Internazionale contro la tubercolosi e le malattie respiratorie (UICTMR), ha
preso piena consapevolezza del problema ponendo in atto un Global TB Programme
volto ad esercitare un estensivo controllo epidemiologico in tutte le parti del
mondo, e a sollecitare la formulazione e l'attuazione di programmi nazionali,
intervenendo, anche direttamente, nei Paesi abbisognevoli di un più concreto
aiuto.
La
Conferenza Mondiale tenutasi a Bethesda (USA) nel 1992 ha definito la TB
"una delle principali minacce della salute pubblica" e, l'anno
successivo, ha proclamato la TB emergenza mondiale.
Non
vi è dubbio che nel determinismo della attuale riaccensione dei movimenti
epidemiologici della TB è ravvisabile l'intervento di nuovi fattori di rischio
che si sono venuti a delineare in tempi recenti, su scala mondiale, come
soverchianti fenomeni, inarrestabili e non facilmente controllabili.
Uno
di questi - di sempre più rilevante portata - è rappresentato dalle forti
correnti migratorie da Paesi poveri e ad alta endemicità tubercolare verso
Paesi socialmente ed economicamente più progrediti e a bassa endemicità.
L'altro
fattore è costituito dalla dilagante diffusione dell'infezione HIV e della
correlata sindrome da immuno deficenza acquisita (AIDS), implicitamente aperte,
entrambe, alla sovraimmissione di molteplici agenti infettanti, ivi compresi -
fra i più frequenti - quelli di tipo micobatterico.
Di
entrambi questi fattori si dovrà fare, nella presente trattazione, più
dettagliato richiamo: in questi preliminari cenni introduttivi è soprattutto
opportuno sottolineare anche il monito, più volte espresso dalla OMS, dalla
UICTMR, e anche dalla Federazione Italiana contro la Tubercolosi e le Malattie
Polmonari Sociali, che la TB esiste ancora e costituisce un sempre imminente
pericolo per le sorti della umanità.