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POLMONITE DA PSEUDOMONAS AERUGINOSA

In questi ultimi anni si è osservato un aumento dell'incidenza delle polmoniti nosocomiali sostenute da Ps. aeruginosa che rappresentano circa il 14% di queste forme; risultano particolarmente frequenti nei reparti di terapia intensiva. Consegue all'aspirazione di secrezioni orofaringee contaminate: circa il 5 % dei soggetti adulti sani sono portatori di questa specie a livello del rinofaringe, mentre i soggetti ospedalizzati affetti da neoplasie lo sono nel 50% dei casi. Particolarmente a rischio di polmonite da Ps. aeruginosa sono i pazienti granulocitopenici, come pure i soggetti affetti da neoplasie o da cardiopneumopatie gravi. Il quadro clinico è caratterizzato da confusione mentale, febbre, brividi, tosse produttiva con escreato giallo o verdastro. Vi è spesso bradicardia relativa ed inversione della curva termica. Sono spesso presenti alterazioni degli indici di funzionalità epatica e renale. Può essere presente versamento emorragico. Il quadro radiografico evidenzia focolai multipli, bilaterali, più frequentemente a carico dei lobi inferiori. Il trattamento della polmonite da Ps. aeruginosa può risultare problematico, perché si tratta di una specie dotata spesso di resistenze multiple agli antibiotici. Tra gli antibiotici attivi nei confronti di Ps. aeruginosa vi sono le acilureidopenicilline (soprattutto azlocillina), alcune cefalosporine di 2a e 3a generazione (cefoperazone, ceftazidime, cefsulodin, quest'ultimo attivo solo nei confronti di Ps. aeruginosa); aztreonam, imipenem, aminoglucosidici (tobramicina, amikacina o netilmicina), fluorochinoloni (ciprofloxacina, ofloxacina). Disponendo dei dati dell'antibiogramma la scelta potrà ricadere su uno di questi antibiotici; nel caso in cui la diagnosi fosse invece solo di presunzione la scelta di un'acilureidopenicillina, di una delle cosiddette cefalosporine antipseudomonas (con l'esclusione di cefsulodin), dell'imipenem o di un fluorochinolone (ofloxacina o ciprofloxacina) dovrebbe garantire il successo sia nell'ipotesi, non provata, di infezione da Ps. aeruginosa, sia nell'ipotesi di eziologia da Enterobacieriacede come pure da H. influenzae, da pneumococco o da Strept. pyogenes.

     Questa pagina è stata aggiornata in data: 04/03/2011

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