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POLMONITI E BRONCOPOLMONITI Si definisce polmonite l'insieme di tutti i processi infettivi acuti a sede polmonare caratterizzati da essudazione endoalveolare, peribronchiale ed interstiziale, aventi diversa eziologia (batterica, virale o similvirale), qualunque sia la loro estensione. Si tende infatti a dare meno importanza, oggi, alla classica distinzione anatomoclinica in forme polmonitiche e broncopolmonitiche con cui si usava disunguere le infezioni batteriche del polmone nel passato in base appunto all'estensione del processo. Non si ritiene quindi pratico ed utile distinguere le infezioni del parenchima polmonare in forme polmonitiche e broncopolmonitiche. Anche
nell'ambito delle infezioni broncopolmonari si parla oggi di polmoniti
emergenti: si tratta sia di infezioni sostenute da patogeni "nuovi",
in quanto la loro importanza è stata riconosciuta solo recentemente, sia di
infezioni in "nuovi" pazienti, vale a dire categorie di soggetti
portatori di deficit immunologici primitivi o secondari all'impiego di terapie
altamente immunosoppressive, come sono quelle eseguite con antiblastici o la
terapia radiante. I mezzi diagnostici e terapeutici oggi disponibili consentono
una aumentata sopravvivenza di tali pazienti, mentre si osserva parallelamente
il modificarsi della composizione della popolazione, nel senso di una tendenza
al prevalere di una popolazione anziana. Il diffondersi di particolari abitudini
comportamentali quali l'eulismo e la tossicodipendenza, rappresentano altri
fattori che portano e potranno portare modificazioni nel decorso delle malattie
da infezione e nell'epidemiologia di molte di esse. In
queste particolari categorie di soggetti prevalgono quali agenti eziologici
delle infezioni respiratorie le specie microbiche definite
"emergenti", fra le quali vi sono specie già note che hanno però
acquisito caratteristiche particolari (resistenza agli antibiotici, ruolo da
saprofita a patogeno ecc.) (tab.01x). |
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