MORAXELLA

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POLMONITI DA MORAXELLA CATARRHALIS

Negli ultimi anni si è riconosciuto un ruolo patogeno ad un microrganismo sino ad ora considerato commensale del cavo orofaringeo, vale a dire Moraxella catarrhalis. Viene infatti isolato con elevata frequenza dal tampone orofaringeo di soggetti adulti sani: secondo alcuni Autori occuperebbe il quinto posto, in ordine di frequenza, dopo H. influenzae, Ps. aeruginosa, Strept. pneumonide, Staph. aurens. In pazienti ricoverati Moraxella catarrhalis viene isolata dall'espettorato nel 55% dei casi circa in coltura pura, nel rimanente 45 % dei casi in coltura mista con H. influenzae e/o Staph. aureus. I pazienti colpiti da questo tipo di infezione sono in genere broncopneumopatici cronici, fumatori, e comunque anziani (di età uguale o superiore 65 anni); molto spesso si tratta di pazienti con compromissione del sistema immunitario per neoplasia, diabete, etilismo oppure per trattamenti protratti con corticosteroidi. Nel 70% dei casi l'infezione da M catarrhalis è rappresentata da una riacutizzazione infettiva di broncopneumopatia cronica ostruttiva, e nel 30% dei casi circa da polmonite. Vi è una certa incidenza stagionale, con picchi massimi nella stagione fredda, da novembre a maggio; non sono note le ragioni di tale comportamento, anche se si ritiene possibile un ruolo predisponente esercitato dalle infezioni virali. Si tratta nella maggior parte dei casi di polmoniti acquisite in comunità, anche se recentemente vi sono state segnalazioni relative ad epidemie occorse in ospedale fra pazienti anziani. Il quadro clinico è simile a quello delle altre polmoniti batteriche, con un livello di gravità inferiore, ad eccezione che nei pazienti immunocompromessi. In genere il paziente presenta tosse produttiva con espettorato purulento e/o aumento della dispnea. Non sempre sono presenti febbre, brividi, dolore toracico: molto spesso il quadro clinico non è differenziabile da quello di una riacutizzazione infettiva di bronchite cronica; la radiografia del torace può evidenziare infiltrati bilaterali diffusi o addensamenti lobari, mentre non è costante la presenza di versamento pleurico. La diagnosi si basa sull'isolamento della M catarrtalis da campioni validi di secrezioni bronchiali; l'esame microscopico diretto dello striscio di espettorato colorato al Gram evidenzia numerosi polimorfonucleati neutrofili e diplococchi Gram-negativi. Nell'impostazione del trattamento non va dimenticato che oggi fino all'86% dei ceppi di Moraxella catarrtalis producono beta-lattamasi, e perciò un trattamento empirico con ampicillina ed amoxicillina non avrà successo. Si deve quindi ricorrere all'associazione di beta-lattamici con inibitori delle beta-lattamasi, cefalosporine di 2a e 3a generazione, macrolidi, cotrimoxazolo, cloramfenicolo, fluorochinoloni.  

   Questa pagina è stata aggiornata in data: 04/03/2011

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