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Micobatteriosi
Sono
indicate con il termine di micobatteriosi le affezioni causate da micobatteri
atipici o non tubercolari (Mycobacteria other than tuberculosis: MOTT). Di
tale categoria fanno parte numerosissime specie, dotate di particolari
atteggiamenti nei terreni di cultura: alcune, difatti, si sviluppano (come il
Myc.tuberc.) con lento accrescimento (20-30 giorni),altre con accrescimento
rapido (2-7 giorni); inoltre, alcune specie sviluppano spontaneamente una
colorazione arancione (o marrone scuro) se le culture sono tenute alla luce
(microbatteri fotocromogeni), altre sviluppano tale colorazione se il coltivo
avviene al buio (micobatteri scotocromogeni), altre, infine, restano acromogene,
con lento o con rapido accrescimento. Sulla
base di tali proprietà è tuttora seguita la classificazione proposta da Runyon
(1965), nella quale sono inserite le varie specie di MOTT, comprese quelle che
rivestono attualmente maggiore interesse clinico: - 1° gruppo: fotocromogeni:
- 2° gruppo: scotocromogeni:
- 3° gruppo: acromogeni a lento accrescimento
- 4° gruppo: acromogeni a rapido accrescimento:
Vi
è una notevole diversità geografica nella frequenza delle varie forme di
micobatteriosi: in Italia esse sembrano corrispondere al 2-7% di tutte le forme
di TB; quozienti molto più alti - sino al 15-25% - sono registrati in Giappone
(ove è operante un apposito Gruppo di Ricerca), in USA, in Inghilterra. Il
recente affioramento del complesso HIV/AIDS ha cospicuamente aumentato il numero
dei casi accertati, molti dei quali emergono in soggetti HIV sieropositivi e nel
corso o nelle fasi terminali di AIDS, con marcato predominio del gruppo
avium/intracellulare. Nell'uomo
le specie di MOTT più frequentemente responsabili di micobatteriosi sono:
avium/intracellulare, Kansasii, fortuitum, xenopi. Oltre
che singolarmente, alcune emergenze si verificano sotto forma di micro epidemie:
intradomiciliari; intraospedaliere (xenopi); o in collettività chiuse, non di
rado in rapporto a contaminazioni nella canalizzazione delle acque o nei
condizionatori d'aria. Nelle
micobatteriosi polmonari più colpita è l'età adulta , mentre in alcune forme
extrapolmonari - linfoghiandolari - è quasi esclusivo l'interessamento dei
primissimi anni di vita e delle età infantili. Indipendentemente
dal fattore età, il rischio di micobatteriosi viene a cadere soprattutto in
individui carenti nelle risorse immunitarie (anche a seguito di preesistenti o
contemporanei stati morbosi), o significativamente compromessi. In questo senso
l'infezione HIV e l'AIDS rappresentano spiccato fattore favorente non solo per TB, ma anche per la
micobatteriosi. Fra
queste la più frequente sovraimmissione è
quella da avium/intracellulare, secondo quanto è stato più volte accertato in
USA, Giappone, Inghilterra, Francia, e anche in In
senso elementare le lesioni da MOTT non sono dissimili da quelle che
conseguono a micobatteriosi tubercolari, e il granuloma da MOTT contempla del
pari il concorso di linfociti (CD4 in specie), di cellule macrofagiche ed
epitelioidi, di cellule giganti, con centri necrotico-caseosi più o meno ampi.
Le unità batteriche, oltre che in questi centri, si ritrovano pure all'interno
dei macrofagi e delle cellule epitelioidi
e giganti, ove possono mantenere, per molto tempo, vitalità e capacità
moltiplicativa. Alla infezione da MOTT consegue uno stato immunitario-allergico
come nella TB, con il conseguimento di cutiopositività verso sensitine,
specifiche della specie interessata, talora crociate con altre specie e con
micobatteri tubercolari. MICOBATTERIOSI POLMONARI
A
livello del polmone le manifestazioni arieggiano quelle della TB, con aspetti
infiltrativi, noduliformi, cavitari (Kansasii, xenopi) o con focolai variamente
disseminati (avium/intracellulare).
Alcuni quadri morbosi si svolgono con diffusi impegni interstiziali e con
evoluzioni verso la fibrosi. Tosse
e dispnea possono accompagnare le anzidette manifestazioni, unitamente a rialzi
termici, astenia, sudorazioni, cali ponderali; fenomeni, questi, che assumono
carattere più attenuato e ai limiti dell'apprezzamento in alcune forme ad
andamento cronico. Alta
drammaticità setticemica - in corso di AIDS - assumono alcuni processi
disseminativi, polmonari ed extrapolmonari (da avium/intracellulare), la cui
esplosione accelera l'esito fatale della sindrome.La frequenza di questa
eventualità - a volte clinicamente ignorante - è attestata dalle
constatazioni, riportate dalla letteratura americana, di disseminazioni
miliariformi, attribuibili a avium/intracellulare, in circa il 50% delle
autopsie di soggetti deceduti per AIDS. MICOBATTERIOSI EXTRAPOLMONARI
Tanto
in passate epoche che attualmente sono state segnalate localizzazioni
extrapolmonari da MOTT (isolate o associate a interessamento polmonare): -a
livello oculare: ulcerazioni corneali, lesioni perforative (fortuitum),
susseguenti, in molti casi, a pregressi traumi oculari; -
a livello meningo-encefalico: kansasii, scrofulaceum, fortuitum; -nell'apparato
osteo-articale: artrosinotivim osteomieliti: kansasii, avium, fortuitum, xenopi,
scrofulaceum; -
nell'apparato urgo-genitale: kansasii, xenopi, fortuitum; Più
numerosa è la casistica di micobatteriosi a carico delle ghiandole linfatiche e
della cute: -
adenopatie da scrofulaceum e, meno frequentemente da avium/intracellulare,
possono essere rinvenute nei primissimi anni di vita, con interessamento dei
linfonodi cervicali, sottomandibolari, ascellari, e con costituzione di ingorghi
ghiandolari tendenti alla colliquazione e alla fistolizzazione. Per alcuni di
questi casi è da ipotizzare un contagio per via alimentare, attraverso latte
contaminato; -lesioni
cutanee da <<atipici>> risultano piuttosto frequenti nei Paesi
tropicali dell'Africa e dell'Asia, spesso impiantate su abrasioni e soluzioni di
continuo della pelle, in soggetti abituati a camminare scalzi e scarsamente
ricoperti da indumenti. Lesioni
cutanee a carattere indurativo o ulcerativo possono essere date da marinum,
ulcerans, intracellulare, xenopi. Attorno
agli anni '50 venne segnalata in Svezia una microepidemia di micobatteriosi
cutanea, con lesioni al braccio e al gomito, in giovani soggetti che
frequentavano una piscina dalle cui pareti venne isolato il Myc.marinum. La
diagnosi di micobatteriosi è basata sull'isolamento dei germi (e coltivazione)
dai materiali provenienti dal polmone (espettorato,BAL), dalle urine, dai
linfonodi in fluidificazione e fistolizzazione, dalle lesioni cutanee; nonchè
dalle risposte alle prove intradermiche con <<sensitine>>. |
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