IMMUNOLOGIA

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FONDAMENTI DI ORDINE IMMUNOLOGICO   NELLA TUBERCOLOSI      

La infezione micobatterica mette in movimento, nell'organismo ospite, meccanismi di ordine immunologico, variamente proiettati, a seconda che si tratti di una prima infezione o di una reinfezione. La prima infezione determina una risposta immunitaria, prevalentemente svolta da cellule immuno competenti (macrofagi, linfociti) cui si affianca un apporto umorale, di provenienza immunoglobulinica. Nella prima penetrazione i micobatteri per gran parte sfuggono alla adesione nacrofagica (come tutti i germi capsulati): una parte di essi rimane nella sede di arresto (polmonare) e dà luogo a un processo infiammatorio locale, con costituzione del cosiddetto focolaio primario, una restante parte viene fagocitata da macrofagi e granulociti - a guisa di corpo estraneo - e trasportata nelle strutture linfatiche tributarie (linfonodi) ove l'antigene micobatterico è presentato ai linfociti T e B che, in tal modo, acquisiscono una memoria immunologica specifica. Anche in sede linfonodale gli elementi micobatterici ivi pervenuti danno luogo a un focolaio del tutto simile al focolaio primario polmonare, integrando così la formazione del cosiddetto complesso primario, espressione anatomica paradigmatica della prima infezione tubercolare, con una componente parenchimale o viscerale, per lo più a sede polmonare, e una componente linfoghiandolare nei linfonodi satelliti. Nelle reinfezioni la fagocitosi è in grado di esprimersi con carattere specifico: la adesione della cellula batterica alla superficie macrofagica è agevolata da anticorpi specifici IgA, IgM e, in particolare, IgG, in funzione opsonizzante, rilasciati da linfociti B attivi. La accorsa e l'attività dei macrofagi sono potenziate da speciali linfochine rilasciate da T linfociti (CD4): MIF (fattore di inibizione alla migrazione macrofagica, capace pertanto di intrattenere i macrofagi attivati nel sito della deposizione batterica); MAF (fattore di attivazione macrofagica); S.MAF (specific macrophagic arming factor); INF (interferon gamma). La completa fagocitosi potrebbe esaurientemente annullare le unità batteriche e rendere inoperante l'avvenuta reinfezione. Le quote micobatteriche che dovessero sopravvivere alla fagocitosi sono circondate da macrofagi attivati che, in parte, ripetono la presentazione dell'antigene alle popolazioni linfocitarie, in parte assumono la posizione di cellule epitelioidi (e giganti) concorrendo alla formazione del granuloma tubercolare (fig.04x). Nel granuloma tubercolare i micobatteri si trovano tanto in posizione extracellulare, liberi nel materiale necrotico-caseso, quanto in posizione intracellulare, all'interno dei macrofagi, delle cellule epitelioidi, delle cellule giganti. Diretta conseguenza della immunità acquisita è, nei soggetti infettati, la instaurazione della sensibilità allergica, intesa come capacità a sviluppare una reazione essudativa a livello cutaneo, viscerale, sieroso, nei confronti dei prodotti (tubercoline) della disintegrazione batterica operata dallo stato immunitario, specificatamente acquisito dopo la prima infezione. Anche questa è una risposta cellulo-mediata (macrofagi, linfociti) a carattere ritardato: essa si instaura tre-quattro settimane dopo l'avvenuta prima infezione e la sua rispost emerge 24-48 ore dopo l'immissione dei prodotti tubercolinici (cutipositività). Teoricamente lo stato di immunità acquisita è in grado di proteggere l'organismo dall'apporto di nuove cariche micobatteriche da reinfezione. Tuttavia la protezione o difesa immunitaria non è invalicabile: essa può essere superata o annullata, dando reale validità patogena alle reinfezioni (esogene o endogene). Questo superamento può avvenire:

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- per depressione delle difese immunitarie, da pregressi o coesistenti stati patologici (compresa infezione HIV) o da trattamenti con farmaci immuno depressivi;

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- per esaurimento delle difese immunitarie, ripetutamente cimentate da successivi, riavvicinati apporti batterici (TB in ambienti contagianti);

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- per sopraffazione in rapporto a pullulazioni batteriche intra organiche, numericamente eccessive rispetto agli elementi cellulari di difesa (processi disseminativi da massive reinfezioni endogene).

Ed è da questo superamento che prende origine la patologia tubercolare da reinfezione (esogena o endogena).

   Questa pagina è stata aggiornata in data: 04/03/2011

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