|
|
Si definisce con il termine di PNEUMOTORACE la presenza di aria nel cavo pleurico. Normalmente le cavità pleuriche sono spazi virtuali delimitati dai foglietti pleurici viscerali e parietali, affrontati mediante la interposizione di un sottIlissimo film liquido, “ il liquido pleurico” di composizione simile al plasma. Questo film liquido ha la funzione di permettere lo scorrimento della pleura viscerale sulla parietale pur impedendo lo scollamento delle superfici di affrontamento. Infatti i liquidi sono incomprimibili a differenza dei gas ed inestensibili, per cui la pleura viscerale segue l’espansione della gabbia toracica in fase inspiratoria espandendo il polmone che ne è rivestito. provocando un aumento volumetrico proporzionale alla forza inspiratoria esercitata. A riposo, al termine di un atto espiratorio normale, esiste nel cavo pleurico una depressione di ca. - 4 cm di acqua che permane anche nel cadavere, dovuta ad un equilibrio di forze contrapposte: da un lato la tensione di parete toracica, esercitata in direzione espansiva, dall’altro la tensione di ritorno elastico polmonare esercitata in senso opposto e determinata dal fatto che già in posizione di riposo il parenchima polmonare presenta un volume maggiore di quello che avrebbe se rilasciato dalla connessione alla parete toracica, sostenuta dalla aderenza pleurica connessa alla presenza del liquido pleurico. Durante un atto respiratorio l’incremento di volume toracico determina un ulteriore incremento della depressione pleurica sino a valori di -10/-20 cm di acqua trascinando in espansione il polmone e determinando un flusso aereo con direzione esterno/interno per via della negativizzazione della pressione endoalveolare che risente della depressione pleurica così prodotta. Quindi l’aria esterna viene richiamata nelle vie aeree superiori, e dalla trachea fluisce nei bronchi sino agli alveoli attratta dalla forza aspirativa, sino al pareggiarsi delle pressioni endoalveolari con quelle esterne. Al contrario al momento del termine inspiratorio, al cessare della forza espansiva toracica, si ha una prevalenza delle forze di ritorno elastiche di parete e polmonari per cui si ha una riduzione della volumetria toracica tale da produrre una pressione endoalveolare positiva che spinge la fuoriuscita dei gas alveolari e quindi un flusso con direzione interno/esterno responsabile della espirazione, sino al nuovo equilibrio di fine espirazione. L’ingresso di aria nel cavo pleurico provoca la perdita di aderenza delle superfici pleuriche parietale e viscerale. Infatti, come già detto, il gas è comprimibile e distensibile per cui la forza di retrazione elastica polmonare non più contrastata dalla presenza liquida che “incolla” fra di loro i foglietti pleurici ha modo di esercitarsi provocando la diminuzione del volume polmonare sino al suo equilibrio statico; per cui il polmone “collassa” verso il proprio ilo. L’ingresso di aria in cavo pleurico richiede una comunicazione di questo con l’esterno, ciò per un tramite con gli alveoli o per un tramite di parete toracica, o per un tramite con l’esofago La diagnosi di Pnx si effettua sulla base della anamnesi e della semeiotica con l’ausilio della valutazione radiologica. La forma spontanea idiopatica va sospettata in caso di dolore toracico spontaneo acuto, trafittivo o costrittivo a volte associato ad affanno respiratorio sopratutto sotto sforzo, se la semeiotica dimostra una abolizione o una riduzione del murmure vescicolare dal lato affetto. Spesso sono colpiti dalla forma spontanea idiopatica soggetti giovani tra i 15 ed i 30 anni, longilinei, astenici. Comunque è di possibile riscontro in tutti i tipi somatici ed ugualmente nel sesso maschile e femminile, La forma ipertesa presenta i più gravi sintomi della dispnea con ev. cianosi, tachicardia, vera e propria fame d’aria ed agitazione. La forma traumatica si sospetta in relazione all’evento traumatico ed è evidentemente presente in caso di ferita soffiante del torace; mentre è molto probabile in caso di presenza di enfisema sottocutaneo nei traumi toracici chiusi. In questo caso è molto probabile che una frattura costale con infossamento dei monconi abbia lesionato il parenchima polmonare e la pleura; l’aria oltre ad occupare il cavo pleurico può risalire nell’interstizio tessutale scollandone i piani fasciali e dimostrandosi con un gonfiore dei tessuti con caratteristica crepitazione alla digitopressione, e tendenza a risalire verso l’alto ( il collo nella stazione eretta ). In questo caso si può avvertire un cambiamento del tono della voce in relazione all’enfisema glottico. Nelle forme più estese di enfisema sottocutaneo l’aria risale al volto deformandolo per un gonfiore diffuso e distendendo le palpebre che vengono così fissate in posizione di chiusura. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|