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Dati di frequenza

 

È generale convincimento che il loro numero, nei Paesi ad alto sviluppo socio-economico, non solo è molto elevato, ma è anche in continuativo incremento, traducendosi con cospicue cifre di morbosità, di invalidità, di mortalità. Negli Stati Uniti d'America la prevalenza è indicata con cifre comprese tra 5,7% e 21% (1989) con netta concentrazione dei valori più elevati di morbosità nei soggetti al di sopra dei 40 anni. Globalmente è calcolato che in questo Paese siano annualmente presenti circa 10 milioni di individui con BPCO, di cui 7,5 milioni con bronchite cronica e 2,5 milioni con enfisema. Il 15% di questa massa ha una limitazione nella attività lavorativa, con assenze dal lavoro per 7.580.000 giornate l'anno. 284.000 sono costretti a ricorrere al ricovero ospedaliero con un totale di 2.184.000 giornate di degenza (National Center Health Statistics). La mortalità incide con una cifra del 2,5% sulla complessiva quota dei soggetti venuti a morte per qualunque causa. In Inghilterra la morbosità prevalente è del 7,1-17%, con un indice di mortalità di 81,5 su 100.000 abitanti di sesso maschile e di 28 su 100.000 abitanti di sesso femminile. In Italia le cifre di prevalenza sono comprese tra il 7 e il 10% (Viegi,1988; La Vecchia, 1988). Negli anni '60 le prestazioni INAM per BPCO hanno fornito un indice di 755 soggetti per 100.000 assistiti; tale quota ha raggiunto un valore superiore a 1.100 per 100.000 negli anni '70. Non vi sono motivi per ritenere che tali cifre siano diminuite, anzi è molto più probabile che siano aumentate. Per quanto riguarda la mortalità l'Italia si trova in una posizione intermedia e pressoché equidistante tra Paesi a mortalità molto elevata, quali la Germania, l'Inghilterra, l'Irlanda, la Romania, e Paesi a mortalità più bassa, quali la Danimarca, l'Olanda, la Francia, la Spagna: le cifre italiane danno difatti un indice di mortalità per BPCO di 48 su 100.000 deceduti di sesso maschile e di 20,9 su 100.000 deceduti di sesso femminile.  

 

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