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DIAGNOSI

L'impiego per un sollecito accertamento diagnostico riveste particolare importanza per la TB, non solo nei riguardi del malato, il quale può così beneficiare di tempestivi periodi di trattamento, ma anche nell'interesse della collettività e del possibile conteniamo del contagio, legato - come già detto - a trasmissione bacillare interumana. Non pochi problemi diagnostici emergono da forma tubercolari minimali (reinfetti, processi paucinodulari, antichi reliquati passati inosservati) messe in evidenza da riscontri occasionali, in coincidenza con periodiche  ricerche (schermografiche)nelle colletività o attraverso indagini effettuate per finalità cliniche, assicurative, pensionistiche. Con più consueta occorrenza i problemi diagnostici sono suscitati da manifestazioni generali e/o respiratorie a carattere indifferenziato, comuni a stati morbosi a similare profilo clinico: sindromi influenzali a tardiva risoluzione,pneumopatie da agenti infettati non specifici (batterici,virali, micotici, parassitari), broncopatie croniche riacutizzate, neoplasie. A dare risposta ai vari e talora complessi quesiti di ordine diagnostico, in vario modo concorrono indagini radiologiche, bio-umorali, microbiologiche, immuno-allergologiche, funzionali.

RADIOLOGIA : La radiologia ha un insostituibile, determinante ruolo nella diagnosi - per immagine - delle varie forme di TB polmonare per il monitoraggio della loro evoluzione e per la constatazione della avvenuta guarigione. Le indagini radiologiche (esame standard del torace nella opportune proiezioni, statigrafia, tomografia assiale computerizzata) vanno pertanto messe sollecitamente in opera ai primissimi dubbi o sospetti, trovando in esse fedele riferimento sulla sede e sull'estensione del processo ed anche sulla reale caratterizzazione delle sue patologiche (focolai isolati, quadri morbosi su base nodulare o miloarica, escavazioni), sulla eventuale presenza di fenomeni collaterali (essudazioni perifocali, aree atelettasiche, parcellari, peri ed interlesionali) e sulla esistenza di antichi reliquati. La ripetizione del controllo radiografico a ritmo ravvicinato (per lo meno ogni quattro settimane) nelle fasi iniziali della malattia, e per i primi due-tre mesi, è indispensabile non solo per seguirne la evoluzione, ma anche per avere notizie della validità del trattamento terapeutico, dato che già entro i primi due mesi dall'inizio di adeguati schemi di cura si delineano significativi effetti terapeutici. Una volta che il movimento regressivo è venuto a delinearsi (scomparsa delle reazioni essudatizie collaterali; elisione degli spazi patologici; riduzione numerica e/o dimensionale dei focolai), il controllo radiografico può essere distanziato, pur ricorrendo opportunamente ad esso per accertare l'avvenuta guarigione (per completa risoluzione, con restitutio ad integrum; per involuzione cicatriziale fibrocalcifica) e per confermarne poi nel tempo la persistenza. Particolarmente impegnativi sono i compiti della radiologia nei soggetti esposti a presumibile rischio (immuno-depressi; HIV siero positivi; AIDS in atto) nei quali gli esami vanno programmati anche con l'intento di scoprire precocemente quadri morbosi non ancora resisi evidenti sul piano clinico e di seguirne poi il decorso, quasi sempre notevolmente complesso e spesso non efficacemente dominato dai trattamenti terapeutici.

INDAGINI-BIO UMORALI  _ Le indagini bio-umorali ematologiche e sierologiche, costituiscono anche per la TB un obbligo di routine, e non possono di certo essere trascurate, pur non rivestendo alcun ruolo etiologicamente caratterizzante. Le alterazioni del quadro ematologico, dei valori della eritro-sedimentazione, del protidogramma elettroforetico (per non ricordare che le più abituali) si rinvengono, in genere, con i medesimi profili di qualunque processo infettivo acuto, comportando più o meno  spiccate variazioni delle fasi iniziali dei processi primitivi tisiogeni, nelle fasi di riesacerbazione di forme da tempo quiescenti, o in coincidenza di secondario orientamento tisiogeno di processi cronicizzati. l loro studio è pertanto importante per segnalare in certo modo il grado di attività della malattia e per sottolineare, con la loro normalizzazione, il passaggio delle fasi di attività e quelle di quiescenza o di completa estinzione. Non pochi casi di TB dell'epoca attuale (a carattere cronicizzante o a moderata impronta tisiogenica) possono non trovare alcuna corrispondenza nei comuni indici bio-umorali, che manifestano, sin dall'esordio, una piena normalità. Peraltro, nell'ambito delle ricerche emato-chimiche, trovano anche posto le indagini (sulla sfera epatica e renale soprattutto) volte a rivelare eventuali effetti indesiderati (da tossicità cronica) imputabili al prolungato impiego dei medicamenti chemioterapici.

RICERCHE MICROBIOLOGICHE  _ Le ricerche microbiologiche assumono decisivo valore etiologico quando riescono a dare dimostrazione, nel soggetto malato, della presenza dell'agente infettante. Presenza che, d'ordinario, per la TB polmonare, è rilevabile nell'espettorato, ove vengono a raccogliersi le unità batteriche provenienti con i prodotti patologici, dalle vie bronchiali e dal polmone profondo. In casi particolari può essere necessario il prelievo selettivo, per via broncoscopica, del territorio parenchimale (lobare, segmentario) sede del processo. Le ricerche microbiologiche possono avere varie modalità di espletamento:

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- esame colorimetrico dell'espettorato (basato, come nel metodo di Ziehl-Neelsen, sulle proprietà di acido-alcool alcaliresistenza delle specie microbatteriche),attraverso trattamento diretto o dopo omogeneizzazione (arricchimento): questo è indubbiamente il metodo più in uso - anche se non di assoluta affidabilità - nella pratica medica, data anche la brevità di tempo occorrente per la risposta;

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- ricerca colturale mediante inseminazione del materiale in studio su terreni solidi (Lowenstein-Jansen; Petragnani) o, meno preferenzialmente su terreni liquidi: essa è in grado di consentire lo sviluppo (in termostato a 37°) di colonie microbatteriche anche da materiali paucibacilliferi, nei quali l'esame diretto può aver dato ripetutamente esito negativo. La risposta, peraltro, è consentita entro tempi relativamente lunghi, tra il 15° giorno (per i casi di alta positività) e il 60° giorno (per una risposta sicuramente negativa). Le indagini colturali, inoltre, servono anche per la tipizzazione dell'agente microbatterico (tubercolare, bovino, non tubercolare) e per la determinazione, sui ceppi isolati, della loro sensibilità (o resistenza) ai comuni medicamenti antitubercolari, nonchè per la dimostrazione, nei casi di nuovo accertamento, di una eventuale resistenza primaria, o, in quelli a lungo tempo trattati, di una resistenza secondaria a uno o più farmaci;

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- ricerca biologica, inoculando il materiale in esame negli animali recettivi (cavia, topolini, coniglio): essa viene praticamente impiegata in caso di non convincente negatività dei precedenti esami, o anche per un più approfondito accertamento del potenziale patogeno del ceppo microbatterico in studio.

Tra le varie forme cliniche di TB polmonare, quelle a carattere tisiogeno primitivo o secondario) o, comunque le forme con una o più escavazioni, hanno più esplicita possibilità di fornire espettorato bacillifero, idoneamente dimostrabile; molte altre (cosiddette forme chiuse) restano per lo più batteriologicamente negative.

RICERCHE IMMUNO-ALLERGOLOGICHE  _ Il test fondamentale per mettere in evidenza gli effetti immuno-biologici realizzati da una avvenuta infezione tubercolare è rappresentato dalla prova tubercolinica che è una reazione di ipersensibilità cellulo-mediata di tipo ritardato. Le tubercoline sono costituenti del corpo bacillare o prodotti del metabolismo batterico, ottenute mediante vari procedimenti (vecchia e nuova tubercolina di Koch; anatubercolina integrale di Petragnani; PPD: purified protein derivative). La introdermoreazione alla Mantoux rimane tuttora la prova tubercolinica più attendibile e raccomandabile: essa viene praticata iniettando sulla faccia volare dell'avambraccio, per via intradermica, cc 0,1 di soluzione fisiologica contenente 5-10 unità tubercoliniche. La lettura va fatta tra la 48° e la 72° ora, mediante rilievo, in caso di positività, di indurimento locale, con arrossamento su un'area, misurabile,di 5-6 mm o più. Essa può essere eseguita su scala allergometrica con diluizioni differenziate, allo scopo di quantificare la soglia di sensibilità del soggetto in esame. Molto utili nella pratica sono i test con multipuntura intradermica, anche se non sempre fedeli. Meno impiegata la cultireazione alla von Pirquet; mentre è ormai caduta in disuso, per la sua scarsa affidabilità negli adulti, la cerotto-reazione, un tempo largamente usata nelle indagini di massa delle età infantili. La cutiposività tubercolinica - è opportuno sottolineare - è espressione di un avvenuto primo attecchimento microbatterico nell'organismo ed ha quindi il significato di memoria dell'evento infettante, indipendentemente dalla presenza o meno di una malattia tubercolare. E' stato sottolineato anche, specie nella patologia tubercolare dei soggetti immunodepressi, la possibilità di prove tubercoliniche negative, pur in presenza di forme tubercolari gravi, da considerare quindi, di tipo areattivo. Nelle infezioni sostenute da microbatteri non tubercolari (atipici) la prova dell'avvenuta infezione è attesa da sensitine, derivati proteici purificati, provenienti dal corpo bacillare o dal metabolismo del corrispondente ceppo microbatterico. Di recente è entrata in uso - anche se ancora non molto diffusa - una prova immunologica che appare dotata di elevata sensibilità e specificità e che è basata sulla ricerca nel siero del soggetto in esame - mediante tecnica immuno-enzimatica ELISA - di titolabili risposte anticorpali IgM verso l'antigene A60 (componente termostabile di tipo tubercolinico) Con detto antigene (A60) sono stati del pari effettuati tentativi di prove intradermiche (alla Mantoux) ottenendo, in soggetti con precedenti anamnestici tubercolari, risposte simili a quelle ottenute con PPD. Sono tuttora oggetto di studio alcune metodiche di tipo molecolare, intese a mettere in evidenza quantità minimali di DNA microbatterico.

INDAGINI SULLA FUNZIONE RESPIRATORIA  _Le indagini sulla funzione respiratoria non rivestono, di norma, particolare interesse clinico nei processi tubercolari a carattere circoscritto, mentre hanno più decisiva importanza - anche se non caratterizzante - nei processi a più o meno esteso raggio disseminativo. In passato l'espressione più classica di compromissioni funzionali era data delle miliari acute dell'infanzia e dell'adolescenza (attualmente quasi del tutto scomparse dal nosografismo tubercolare italiano) ove la dispnea e la cianovi venivano a tradurre, nel modo più eclatante, il grave perturbamento della meccanica ventilatoria e, in particolare, degli scambi gassosi. Al momento attuale, le compromissioni più gravi e significative trovano realizzazione, con progressiva gradualità, nelle miliari croniche a gittate discontinue, nelle quali il movimento granulomatoso viene a mescolarsi ed imbricarsi con reazioni fibrillogenetiche e con campi di fibrosi disomogeneamente dispiegati nel polmone, con deterioramenti sempre più marcati della meccanica ventilatoria (in senso restrittivo ed ostruttivo) e degli scambi gassosi. Eventi, questi, direttamente collegati con stati di irreversibile invalidità, sul cui riconoscimento e sulla cui quantificazione possono inserirsi importanti quesiti medico-legali e pensionistici.

     Questa pagina è stata aggiornata in data: 04/03/2011

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