|















| |
Questa pagina è stata modificata in data :22/02/2011
 | Carcinoma spinocellulare |
 | I carcinomi spinocellulari si sviluppano come lesioni
isolate, nodulari,
rotondeggianti nel contesto del parenchima polmonare, o come tumori
endoluminali e stenosanti all'interno dell'albero bronchiale. La
superficie di sezione appare di aspetto friabile, talvolta granulare e
caratteristicamente asciutta. La necrosi del tumore, talvolta visibile
come ampie cavità, è tipica degli stadi avanzati. |
 | Microscopicamente si osservano complessi epiteliali uniformi,
similepidermici; talvolta sono evidenti le tipiche formazioni a bulbo di
cipolla e i caratteristici ponti intercellulari. La componente cheratinica
è caratteristicamente responsabile della formazione di perle epiteliali
dette anche "perle cornee". Il tumore contiene uno stroma
costituito prevalentemente da collagene di tipo I e III. Col diminuire
della differenziazione, il contenuto stromale si riduce. L'espressione
delle proteine del citoscheletro, dei tonofilamenti e la cheratinizzazione
alterata sono correlate all'entità della differenziazione.
Immunoistochimicamente, tutti i carcinomi bronchiali spinocellulari
reagiscono con gli anticorpi anticitocheratina. |
 | Al microscopio elettronico, si osservano atipia nucleare e una
variazione del rapporto nucleo citoplasmatico a favore della componente
nucleare. I nuclei cellulari, spesso lobulati, contengono uno o più
nucleoli evidenti. E’ presente una distribuzione regolare della
cromatina. Gli spazi intercellulari ampliati tra le cellule del tumore
sono passati a ponte da estensioni citoplasmatiche di forma irregolare
simili a tentacoli. La combinazione di desmosomi e tonofilamenti è un
reperto submicroscopico caratteristico del carcinoma spinocellulare. |
 | Carcinoma a piccole cellule
 | Il carcinoma polmonare a piccole cellule si sviluppa di solito
centralmente, mostrando una crescita a cuffia peribronchiale e
perivascolare. Al microscopio ottico è documentabile la presenza di
piccole cellule con nuclei apparentemente vuoti e con poco citoplasma. Le
cellule assomigliano ai linfociti e possono avere un aspetto fusiforme. Il
carcinoma a piccole cellule può essere del tipo "a chicco
d'avena" (circa l'88%) o di tipo cellulare intermedio. Se un
carcinoma a piccole cellule contiene anche significative aree di
differenziazione istologica in senso spinocellulare e/o di adenocarcinoma
è denominato carcinoma "combinato". Dal punto di vista
citologico, le cellule tumorali sono di dimensioni 1,5 volte più grandi
dei linfociti, sono disposte in ampi cordoni e presentano nuclei
ipercromatici di forma irregolare spesso senza nucleoli e con sottili
margini citoplasmatici. Al microscopio elettronico i nuclei atipici
mostrano nucleoli eccentrici e accumuli marginali di cromatina. Le
indagini immunoistochimiche sono utili per l'ulteriore caratterizzazione.
Nel carcinoma a piccole cellule, originantesi da cellule simili a quelle
del sistema neuroendocrino, è dimostrabile la presenza di sostanze
simil-ormonali. Al microscopio elettronico si possono osservare strutture
analoghe ai granuli neurosecretori intracitoplasmatici. Nel 95% dei casi,
le cellule contengono granuli elettrondensi di 50-300 nm
. Questi granuli contengono, tra gli altri peptidi, l'enolasi
neurospecifica (NSE). |
 | Dal punto di vista istogenetico, il carcinoma a piccole cellule
deriverebbe dalle cellule endocrine del Kultschitzky del sistema
bronchiale (il cosiddetto sistema APUD). Differiscono dai carcinoidi per
le loro caratteristiche pleomorfe, per l'invasione locale e vascolare, per
la fibrosi stromale, per l'attività mitotica e per l'entità della
necrosi. |
 | Utilizzando marcatori di proliferazione, i carcinomi a piccole cellule
rivelano frazioni di crescita del 50% in confronto al 10% circa degli
adenocarcinomi. Questo si correla bene con un tempo di raddoppiamento
approssimativo di 50 giorni, rispetto ai 183 giorni degli adenocarcinomi.
Lo studio delle alterazioni genetiche sta acquistando importanza nella
diagnosi del carcinoma a piccole cellule. Tra i cento e più oncogeni
noti, gli oncogeni L-myc e N-myc presentano un potenziale interesse
prognostico. Anche l'amplificazione del gene C-myc riveste un certo
significato prognostico. |
|
 | Adenocarcinoma
 | L'adenocarcinoma si sviluppa prevalentemente alla periferia dei polmoni
e si caratterizza per la presenza di strutture similghiandolari. Dal punto
di vista istochimico, è dimostrabile la presenza di vacuoli secretori nel
contesto di cellule epiteliali atipiche. In più del 50% dei casi si
osservano aree focali di differenziazione squamosa. In una elevata
percentuale si possono osservare strutture pleomorfe, "sdifferenziate"
e a cellule giganti. |
 | Esistono quattro sottotipi principali di adenocarcinoma: 1) l’adenocarcinoma
acinoso; 2) l’adenocarcinoma papillare; 3) l’adenocarcinoma solido con
formazione di muco e 4) il carcinoma bronchioloalveolare. L'adenocarcinoma
acinoso è caratterizzato da strutture ghiandolari atipiche. Il carcinoma
papillare presenta un modello di crescita a villi papillari che infiltrano
il lume ghiandolare o che crescono all 'interno degli alveoli. L'adenocarcinoma
solido cresce sotto forma di cordoni cellulari solidi. La dimostrazione di
vacuoli citoplasmatici contenenti mucina è essenziale per distinguere
queste forme dai carcinomi a grandi cellule. Nel carcinoma
bronchioloalveolare, le cellule tumorali aderiscono strettamente alle
pareti alveolari preesistenti. Attualmente, si ritiene che l'epitelio
della parte terminale del bronchiolo, le cellule di Clara o i pneumociti
di tipo II siano le cellule d'origine del carcinoma bronchioloalveolare. |
 | Il microscopio elettronico dimostra la presenza, nelle cellule tumorali,
di granuli mucosecretori e vacuoli secretori. Si osserva anche un reticolo
endoplasmatico rugoso ben sviluppato. |
 | Il carcinoma a cellule chiare è caratterizzato dalla presenza di
vacuoli secretori apicali. |
 | Dagli studi di genetica molecolare, gli oncogeni K-, N- e H-ras sembrano
rivestire un ruolo di particolare importanza nello sviluppo dell'adenocarcinoma.
La mutazione puntiforme dell'oncogene K-ras, che si ritrova in un terzo di
tutti i pazienti con adenocarcinoma, si accompagna a una prognosi
estremamente infausta. |
|
 | Carcinoma a grandi cellule |
 | La classificazione dell'OMS considera ancora il carcinoma a grandi
cellule come entità a se stante, nonostante sia sempre più evidente che
i carcinomi a grandi cellule sono varianti degli adenocarcinomi e,
talvolta, dei carcinomi spinocellulari. Dal punto di vista istochimico,
sono espressi diversi marcatori epiteliali, fra cui la cheratina,
l'antigene epiteliale di membrana (EMA) ed il CEA. Nel carcinoma a grandi
cellule possono osservarsi segni di differenziazione esocrina e/o
neuroendocrina. |
Tipi speciali di tumori del polmone e lesioni preneoplastiche
 | Carcinoma occulto
 | Si parla di carcinoma occulto, quando si rinvengono cellule tumorali
con l'esame citologico dell'escreato in presenza di negatività
radiologica. In tali situazioni cliniche è necessario effettuare
immediatamente l'esame endoscopico, possibilmente con metodiche in
grado di identificare un carcinoma ad uno stadio precoce di sviluppo. |
|
 | Microcarcinoma
 | Il termine "microcarcinoma del polmone" è usato per i tumori
primitivi del polmone che misurano meno di 3 mm, in assenza di malattia
polmonare clinicamente rilevabile. Istologicamente la maggior parte dei
microcarcinomi polmonari sono carcinomi a piccole cellule con diffusione
metastatica già estesa, clinicamente manifesta. All'autopsia la minuta
lesione primaria può in alcuni casi essere rilevata solo dopo l'attenta
preparazione dell'intero sistema bronchiale. |
|
 | Formazioni neoplastiformi ("Tumorlets")
 | Le formazioni neoplastiformi sono proliferazioni epiteliali atipiche a
carico del bronchiolo terminale nelle zona di passaggio alla componente
alveolare. Si rinvengono frequentemente negli stadi avanzati della fibrosi
polmonare, particolarmente nell'asbestosi, e nel tessuto polmonare dopo
chemioterapia citotossica. Le formazioni neoplastiformi sono focali,
visibili solo microscopicamente, talvolta multiple. Si pensa che siano
precursori dei carcinomi a piccole cellule periferici. |
|
| |

Aderiamo allo
standard
HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica
Verifica
qui
|