
Linee guida di trattamento in UTI
della riduzione di volume polmonare
Alla fine dell'intervento i pazienti vengono trasferiti
in un reparto di terapia intensiva postoperatoria dove vengono monitorizzati ed
assistiti da un punto di clinico generale. L'infusione di bupivacaina 0.2% per via peridurale viene
iniziata immediatamente. Inoltre sempre a scopo antalgico viene somministrata ad
intervalli regolari mepivacaina all'1% tramite un cateterino retrosternale
posizionato durante l'intervento.
Le linee guida da seguire durante la degenza in UTI
sono:
1) Monitoraggio cruento della PA, della CVP, della saturazione
di O2 ed ECG continuo per il frequente rischio di sviluppo di aritmie nel
periodo post-operatorio.
2) Frequenti controlli della EGA (una ogni ora) durante la
prima giornata post-operatoria mantenendo una saturazione arteriosa di 02 tra
l'85 ed il 90%.
3) Controllo continuo (orario) del bilancio dei liquidi
(preferibilmente non positivo per il rischio di insorgenza di edema polmonare)
con una media di infusione di 60-80 ml/ora. e particolare attenzione ai
drenaggi toracici per la possibilità di precoci sanguinamenti.
4) Controllo radiologico quotidiano finchè sono
presenti i tubi di drenaggio.
5) Mantenimento dei presidi analgesici (infusione epidurale
continua di bupivacaina) provvedendo eventualmente a boli suppletivi di
Ketorolac fino a 15-30 mg IM ogni 6 ora nelle prime 48 ore e precoce ripresa
della terapia con broncodilatatori (ad eccezione degli steroidi) e mucolitici.
6) Eventuale controllo dello stato neurologico: stato
letargico e confusione mentale possono essere dovuti sia ad alterazioni dei
livelli ematici di ossigeno ed anidride carbonica sia ad eccesso di sedativi.
7) Precoce mobilizzazione e fisioterapia.
8) Monitoraggio quotidiano almeno di: es. emocromocitometrico
con formula leucocitaria, elettroliti, azotemia e creatininemia.
9) Applicazione di aspirazione del cavo pleurico quando sia
presente un pneumotorace di almeno il 30% o il paziente accusi notevole
dispnea.
10) Prevenzione della trombosi venosa profonda e dell'embolia
polmonare tramite eparina (oppure calciparina o fraxiparina) a dosaggio
adeguato.
11) Igiene polmonare con frequenti aspirazioni ed analisi
dell'espettorato.
12) Copertura antibiotica con cefalosporine di III generazione
o con vancocina.
13) Adeguato piano nutrizionale.
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aggiornata in data:
04/03/2011