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Complicanze della riduzione di volume polmonare

Una significativa porzione di pazienti sottoposti a RVP va incontro a complicanze precoci e tardive.  Nella maggior parte dei casi vengono risolte facilmente, e solo una minoranza richiede cure intensive.
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Prolungata fuga d’aria

La fuga d’aria superiore a 7 giorni è la complicanza più frequente in questi pazienti. Viene descritta in letteratura con una frequenza che va dal 30% ad oltre il 50% . E’ solitamente gestita attraverso due o tre tubi di drenaggio pleurici collegati ad una valvola ad acqua. Quando è presente un rilevante spazio aereo pleurico, associato a sintomi da distress respiratorio, una progressiva applicazione dell’aspirazione che crei una negatività pleurica si rende necessaria. In casi selezionati, quando la fuga d’aria si è stabilizzata ed il paziente non è sintomatico, viene applicata una valvola di Heimlich ed il paziente, dimesso, è seguito ambulatorialmente .  La comparsa di enfisema sottocutaneo spesso accompagna una prolungata ed intensa fuga d’aria. Quando questo fenomeno diventa massivo, vengono descritti rimedi quali incisioni cutanee nella parete toracica anteriore od il posizionamento di drenaggi toracici sottocutanei. Nel paziente che manifesta un progressivo incremento della fuga d’aria ed insufficienza respiratoria si rende necessaria la riesplorazione del cavo pleurico. Viene praticata sia per via toracoscopica che a cielo aperto. Individuata la sede di fuga, la riparazione viene eseguita sia utilizzando suturatrici meccaniche che con sutura manuale eventualmente interponendo un lembo pleurico, dei pledgets di feltro o una striscia di pericardio bovino, a scopo di rinforzo. Una possibilità, quando il difetto è in prossimità dell’apice polmonare, è la creazione di una tenda pleurica . Infine viene descritta la pleurodesi mediante talcaggio , che deve essere comunque evitata quando il paziente è eleggibile al trapianto.
Sanguinamento intratoracico -Costituisce un altro motivo di reintervento, ed  è spesso associato e favorito da una prolungata fuga d’aria. Nei pazienti trattati in videochirurgia la sede del sanguinamento corrispone frequentemente a quella di introduzione di un trocar intercostale.Pneumotorace -Il pneumotorace tardivo si manifesta dopo la dimissione del paziente con dolore toracico improvviso e dispnea ingravescente. Si verifica più frequentemente nei pazienti trattati con laser ed il riposizionamento di un tubo di drenaggio pleurico costituisce il trattamento da preferire.Insufficienza respiratoria -Sebbene la maggior parte dei pazienti vengano estubati al termine della procedura chirurgica, circa il 6-10% richiede un ripristino della ventilazione meccanica per insufficienza respiratoria. Questa viene solitamente sostenuta da prolungata e massiva fuga d’aria, da sanguinamento pleurico, da polmoniti, da ileo gastrointestinale con compromissione della funzionalità diaframmatica. La mortalità tra questi pazienti è molto elevata, anche perché la stessa ventilazione con pressioni polmonari positive innesca nuovi problemi che vanno dal barotrauma polmonare con incremento o comparsa di fuga d’aria, allo sviluppo di polmoniti batteriche, al tamponamento polmonare.Altre complicanze -Quelle cardiovascolari sono piuttosto rare in questo gruppo di pazienti. Questo risultato è probabilmente da imputare al rigido processo di selezione cui vengono sottoposti i candidati a questa procedura.
Poco frequenti sono anche le complicanze gastrointestinali maggiori come la perforazione intestinale, mentre più comune è l’ileo paralitico che viene generalmente risolto con terapia medica.
 Infine vengono descritte complicanze genitourinarie minori come cistiti o ritenzione nei pazienti anziani con ipertrofia prostatica .
Questa pagina è stata aggiornata in data: 04/03/2011

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