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ASMA BRONCHIALE
Tra
le molte definizioni proposte, riteniamo che possa ancora essere considerata
valida:
"una sindrome di iperreattività delle strutture
bronchiali nei confronti di sostanze eterogenee e di altri stimoli, insorgente
soprattutto in soggetti predisposti. La sindrome asmatica è caratterizzata, dal
punto di vista clinico, da ricorrenti crisi di dispnea a carattere espiratorio;
dal punto di vista fisiopatologico, da stenosi bronchiolare diffusa e
reversibile, broncospasmo, edema ed ipersecrezione; dal punto di vista
etiologico, dalla molteplicità dei fattori scatenanti, tra i quali in primo
piano quelli allergici" (Serafini, 1959-1967).
Per
quanto riguarda la classificazione e l'inquadramento etiopatogenetico, deve
essere ricordato che nei primi decenni del secolo attuale le ricerche e le
acquisizioni sull'anafilassi hanno fatto prevalere il concetto dell'etiopatogenesi
allergica di tutte le forme di asma bronchiale.
Si
è dimostrato in seguito che soltanto in una certa percentuale di casi (30%
circa, secondo alcune statistiche) l'etiopatogenesi dell'asma bronchiale deve
ritenersi esclusivamente allergica; in altri casi i fattori di ordine allergico
appaiono responsabili soltanto di una quota, più o meno rilevante, della
sindrome, alla cui genesi concorrono altri fattori, in particolare infettivi, ma
anche di altra natura; in altri casi, ancora, soltanto fattori non allergici
risultano responsabili della sindrome.
In
una seconda fase fu quindi proposto (Rackemann, 1931-1947) di distinguere l'asma
bronchiale in due forme principali:
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a)asma estrinseco, ad etiopatogenesi
allergica;
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b)asma intrinseco, di origine non allergica.
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Nell'ultimo
decennio, peraltro, questa distinzione è stata ritenuta superata, soprattutto
sulla base delle osservazioni dell'esistenza, nella grandissima maggioranza
degli asmatici, indipendentemente dall'etiopatogenesi della sindrome, di una
broncoreattività aspecifica, in parte geneticamente determinata ed in parte
acquisita, caratterizzata da un'abnorme risposta broncostenotica a stimoli
diversi:
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farmacologici (inalazione di istamina, metacolina ecc.),
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fisici
(inalazione di nebbia ultrasonica o di polveri inerti ecc.; esercizio fisico;
brusche manovre respiratorie ecc.)
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chimici (sostanze irritanti micromolecolari,
soluzioni iper- od ipo-osmotiche ecc.).
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D'altro
canto, negli ultimi anni si sono intensificate le osservazioni, condotte su
casistiche assai numerose e con tecniche rigorose, secondo cui la gravità
dell'asma, qualunque sia l'etiopatogenesi, è correlata ad alcuni
"marker" (elevati livelli di IgE totali sieriche, elevate percentuali
di eosinofili nel sangue e nel liquido di lavaggio bronchiale ecc.), comunemente
ritenuti caratteristici delle sindromi allergiche respiratorie.
Inoltre,
a valorizzare queste teorie unificanti delle varie forme di asma bronchiale,
deve essere ricordato che recenti indagini cliniche e sperimentali, anche
istopatologiche, hanno dimostrato che in tutte le forme di asma bronchiale,
particolarmente nelle forme ad evoluzione protratta, si rinviene un processo
flogistico dell'epitelio bronchiale.
La
flogosi delle vie aeree, conseguente alla liberazione dei mediatori mastocitari
con conseguente contrazione della muscolatura liscia bronchiale, provoca edema
intenso della mucosa bronchiale, con successiva riduzione della pervietà delle
vie aeree e limitazione del flusso, aereo, oltre ad effetti secondari, quali la
riduzione della "clearance" mucociliare.
Secondo
le concezioni attuali, l'asma bronchiale è una sindrome che coinvolge tutte le
strutture della parete bronchiale, cioè la muscolatura liscia, l'epitelio ed i
vasi, oltre alle strutture neurovegetative terminali funzionalmente collegate ed
ai recettori cellulari dei mediatori degli stimoli del sistema autonomo.
Le
reazioni asmatiche sono prodotte dall'attivazione, primaria o secondaria, di
cellule residenti, site a livello delle strutture bronchiali, o di cellule
reclutate in sede di reazione per fenomeni chemiotattici.
I
risultati delle indagini più recenti hanno esteso, quindi, il fulcro dei
meccanismi patogenetici dell'asma bronchiale dai mediatori alle cellule.
La
risposta delle vie aeree a stimoli diversi, in particolare a stimoli specifici
(allergeni), può essere una reazione di tipo immediato o di tipo tardivo e,
nelle forme persistenti o recidivanti, è caratterizzata da uno stato di flogosi
cronica.
Alcune
recenti definizioni dell'asma bronchiale sono basate, infatti, su queste nuove
acquisizioni: per l'interessamento della mucosa epiteliale si è indicata la
sindrome asmatica come una "malattia dell'epitelio", mentre, per
sottolineare il ruolo fondamentale dell'infiltrazione cellulare eosinofila, è
stato coniato il termine di "bronchite cronica eosinofila" (Barnes,
1989).
Questa pagina è stata aggiornata in data:
01/03/2011
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