VERSAMENTI PLEURICI

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 IL LIQUIDO PLEURICO E LA PLEURA E I VERSAMENTI PLEURICI

In condizioni normali le superfici pleuriche sono ricoperte da un sottile strato liquido che facilita lo scorrimento dei due foglietti pleurici durante gli atti respiratori. I1 liquido presente è mantenuto nella quantità minima indispensabile (10-20 ml circa) in virtù di un complesso meccanismo di filtrazione e riassorbimento a livello degli stessi foglietti pleurici. Il liquido viene infatti filtrato dai capillari della pleura parietale e, poi, per la maggior parte è riassorbito da quelli della pleura viscerale. Una piccola quota è invece drenata dai vasi linfatici, che rappresentano l'unica via di riassorbimento delle proteine. Questo meccanismo di filtrazione e di riassorbimento dipende:

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-dalla pressione idrostatica;

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-dalla pressione oncotica;

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-dalla negatività della pressione endopleurica;

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-dallo stato delle superfici pleuriche;

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-dalla integrità del drenaggio linfatico

Un aumento di liquido nel cavo pleurico è sempre espressione di un processo morboso che si è insediato primitivamente o ha raggiunto secondariamente le pleure, determinando una alterazione di uno, o più, dei fattori dell'equilibrio filtrazione-riassorbimento sopra ricordati.

Caratteristiche cliniche DEI VERSAMENTI PLEURICI

Numerose possono essere le cause di un versamento pleurico: infettive, infiammatorie, neoplastiche, traumatiche ecc.   Il versamento può essere monolaterale o bilaterale e occupare la grande cavità pleurica, o essere localizzato in una parte circoscritta dello spazio pleurico. Il riconoscimento di un versamento pleurico generalmente non comporta difficoltà anche perché oggi, all'esame semeiologico e alla radiologia tradizionale, si aggiungono l'ausilio dell'ecografia e, soprattutto, quello della TAC, che si dimostra utile specialmente nei versanti localizzati o saccati e nella differenziazione dagli ispessimenti pleurici. Ad ogni modo, i versamenti liberi nella grande cavità pleurica sono caratterizzati da una netta ottusità a limite superiore curvilineo e con maggiore altezza sulla ascellare (linea di Damoiseau-Ellis), abolizione del fremito vocale tattile e scomparsa del murmure vescicolare. Il quadro radiologico è quello di una opacità omogenea, di tipo pleurico, che occupa la base polmonare e si porta in alto descrivendo una curva parabolica a concavità rivolta verso l'interno.

 

Dal punto di vista sintomatologico, se il versamento si è formato in modo acuto, come può avvenire nelle forme infiammatorie, il malato accusa dispnea, tachicardia e dolore toracico, che si aggrava con gli atti respiratori e tende a scomparire a mano a mano che aumenta il liquido.  La febbre è per lo più modesta nei versamenti siero-fibrinosi, mentre è elevata, e con caratteri remittenti o intermittenti, in quelli purulenti.  Un inizio della malattia subdolo, spesso senza dolore, con febbre scarsa o assente, e senza particolari disturbi soggettivi, almeno fino a quando per l'entità del liquido non si ha compromissione respiratoria, è proprio dei versamenti dovuti a cause emodinamiche, discrasiche, meccaniche, neoplastiche.  I versamenti localizzati, o circoscritti, interessano lo spazio sopradiaframmatico, la pleura mediastinica o gli spazi interlobari. 

Nei versamenti diaframmatici il liquido si raccoglie tra la faccia superiore del diaframma e la base del polmone e i rilievi clinici e radiologici mostrano un innalzamento e una ipomobilità della base toracica interessata. 

Nei versamenti mediastinici il liquido si dispone tra la pleura viscerale, che ricopre la faccia interna del polmone, e quella della faccia esterna dello spazio mediastinico. La sintomatologia clinica è spesso spiccata: tosse secca e insistente, dispnea, disfagia, disfonia, dolore retrosternale, oppressione precordiale. I dati semeiologici possono invece essere scarsi o poco caratteristici. La diagnosi di questi versamenti è notevolmente agevolata dalle indagini radiologiche e dalla TAC, che evidenziano una zona paramediastinica con margini rettilinei, oppure convessi, o concavi. Qualche volta, l'aspetto è di una zona triangolare, paracardiaca, con base sul diaframma.  Se il versamento si raccoglie nelle scissure interlobari, i sintomi clinici, semeiologici e funzionali sono nel complesso modesti.

 Anche in questi casi la radiologia tradizionale e la TAC forniscono un validissimo aiuto mostrando opacità fusiformi o rotondeggianti, che devono essere interpretate avendo presenti le caratteristiche delle scissure. I versamenti saccati, infine, possono essere unici o multiloculari, apicali, basali, ascellari anteriori o posteriori. Talvolta sono la conseguenza di un esteso versamento che, riassorbendosi, per formazione di aderenze, dà luogo a limitate raccolte di liquido. Altre volte si manifestano come tali sin dall'inizio e questo si verifica nei soggetti nei quali preesistevano delle aderenze pleuriche secondarie a precedenti processi flogistici. La sintomatologia clinica e quella semeiologica possono essere scarse e la diagnosi può comportare difficoltà nella differenziazione da altre patologie (formazioni cistiche sottopleuriche, tumori pleurici, tumore dell'apice polmonare ecc.) e richiedere quasi sempre il ricorso alla TAC.  Se la diagnosi generica di versamento pleurico generalmente non comporta grosse difficoltà, molto piú complessa è invece la individuazione della sua precisa etiologia per le numerose cause possibili e la frequente sovrapposizione, in uno stesso paziente, di più meccanismi patogenetici. Per cercare di chiarire la natura del versamento, gli elementi più importanti da prendere in considerazione sono rappresentati, da una parte, dalla raccolta dell'anamnesi e dall'accurato esame obiettivo dell'ammalato e, dall'altra, dalla esplorazione diretta della pleura. L'anamnesi e l'esame obiettivo possono infatti indicare, ad esempio, se il versamento è monolaterale o bilaterale, se si è formato rapidamente o lentamente, se è più o meno abbondante, se è iniziato con temperatura febbrile, se è stato preceduto da un dolore improvviso e violento, se c'è stato un trauma o se, contemporaneamente, sono in atto uno scompenso cardiaco o un versamento ascitico ecc.  Nella maggior parte dei casi, dati risolutivi possono essere forniti dalla esplorazione diretta della pleura, che può essere realizzata con modalità varie e precisamente con:

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-l'esame del liquido pleurico;

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-l'agobiopsia;

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-la toracoscopia;

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-la toracotomia esplorativa.

 

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Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta in data : 17 giugno 2007