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Il Mesotelioma
Epidemiologia
ed etiopatogenesi L'incidenza del mesotelioma, secondo studi recenti inglesi e nord americani, è nell'ordine di 2,2 casi per milione di abitanti. Rispetto ai carcinomi broncogeni la frequenza è dell'l-2%. L'età maggiormente colpita è compresa fra i 40 e i 60 anni. Il sesso maschile è affetto nel 70% dei casi. La localizzazione prevalente è nei segmenti pleurici basali e dorsali, verosimilmente per motivi di declività.
È uno dei tumori per i quali sembra accertato un rapporto di ordine etiologico, identificato con tutte le attività connesse all'estrazione e alla lavorazione dell'asbesto (amianto). L'esposizione all'inalazione di polveri di asbesto da parte degli operai addetti all'estrazione, separazione, manipolazione, ai lavori di cardatura, filatura e tessitura del minerale, nonché degli operai dei cantieri navali, in articolare dei «coibentisti», viene oggi considerato come un fattore di alto rischio. Tutti i minerali dai quali si estrae l'asbesto (crocidolite, crisolite, amosite, etc.) possono essere all'origine di un mesotelioma. Da uno studio sulle cause di morte in un gruppo di individui esposti professionalmente all'asbesto è emerso che nel 7% era responsabile un mesotelioma. Le fibre di absoleto si presentano come aghi microscopici dello spessore di 1 μm e di una lunghezza variabile da 3 a 300 μm, che dagli alveoli o dai bronchioli passano nell'interstizio interalveolare e sottopleurico per migrazione passiva. A processi di fibrosi settale e alveolare, causa di aumento di consistenza e di rigidità dei polmoni, fanno riscontro ispessimenti pleurici fino alla realizzazione di pachipleuriti, anche calcifiche. Ciò accade nell'asbestosi intesa come pneumoconiosi, con aspetti reattivi dimostrati dagli inoltrati che circondano i “corpuscoli dell'asbestosi”. Questo tipo di azione patogena esercitata dall'asbesto può dipendere dalla liberazione dell'ac. silicico, del quale è stata dimostrata un'azione tossiconecrotizzante, oppure dallo stimolo irritativo-flogistico causato meccanicamente dalle fibre minerali. Al
di fuori dei processi reattivi non è ben noto come l'asbesto possa dar luogo al
mesotelioma. Poiché
si tratta di
fibre ad alta capacità assorbente, si ritiene che, piuttosto che esercitare un
meccanismo irritativo di tipo fisico, esse catalizzino reazioni biochimiche con
produzione di una sostanza oncogena, oppure agiscano da vettrici di sostanze di
questo tipo. Un'altra teoria
ipotizza che, una volta migrate dal parenchima poimonare al foglietto pleurico,
fìbrille submicroscopiche siano fagocitate dalle cellule mesoteliali, dotate di
elevata attività macrofagica, e inducano nel citoplasma una serie di
perturbazioni, in particolare a livello lisosomale, con conseguente deviazione
in senso neoplastico di cloni cellulari. Nell'asbesto
estratto nel Sud-Africa (crocidolite e amosite) sono state trovate tracce di 3-4
benzopirene e di altri idrocarburi. Anatomia
patologica Le
forme diffuse sono
assolutamente prevalenti per
incidenza e soprattutto sono quelle che consentono di riconoscere le
caratteristiche descrittive proprie dei mesotelioma. Macroscopicamente: il fenomeno essenziale è rappresentato dall'ispessimento delle pareti, anche di
diversi centimetri, che crea una specie di cotenna di aspetto lardacco,
bianco-grigiastro, con aree necrotiche ed emorragiche.
Il processo interessa entrambi i foglietti pleurici e il cavo ne risulta
obliterato completamente o parzialmente. In
quest'ultimo caso si creano concamerazioni più o meno ampie, ripiene di liquido
per lo più emorragico, grigiastro, più o meno denso, spesso vischioso,
filante. La superficie è
caratterizzata da vegetazioni nodulari irregolari, di varia consistenza, talora
molle, talora duro-fibrosa o lignea.
I
mesoteliomi circoscritti devono
essere considerati rari. Spesso
sono unici, talvolta multipli, e sono costituiti da una massa rotondeggiante o
piurilobata di volume cospicuo e dei peso anche di chilogrammi, a superficie
liscia, più spesso lobulata, rivestiti dalla pleura. In alcuni casi può essere
individuata in essi una specie di capsula fibrosa.
La loro superficie di taglio presenta colorito varìabile dal grigio al
grigio-bluastro, aspetto fibroso; spesso è riccamente vascolarizzata e con aree
di necrosi. Per lo più sono in
rapporto con la pleura parietale, mentre di rado originano dalla pleura viscerale o da
quella diaframmatica o da quella mediastinica.
Talvolta sono conformati in modo da avere una specie di peduncolo, ma più
spesso hanno una larga base d'impianto. Dal
punto di vista istologico si è
già detto del polimorfismo cellulare e strutturale proprio del mesotelioma
diffuso, che presenta contemporaneamente, e con diversa prevalenza, aspetti
epiteliali e aspetti connettivali. Gli
aspetti carcinomatosi sono
caratterizzati da isole, cordoni, alveoli o formazioni tubulari, talora
papillifere. Le cellule sono di
tipo cubico, poliedrico o allungato, con citopiasma eosinofilo e nucleo
vescicoloso con nucleoli. Possono
coesistere aspetti di tipo indifferenziato con cellule di tipo epiteliale,
globose, a citopiasma chiaro, grosso nucleo periferico rotondo e regolare,
talvolta con atipie nucleari. Gli
aspetti mesenchimali sono
costituiti da uno stroma ricco di cellule fusate di varia dimensione, nuclei
ampi e scarso citoplasma. Sono
presenti numerose atipie e mitosi. P-
frequente la disposizione «a vortice» dei fasci cellulari.
Gli aspetti ricordano talora quelli dei fibrosarcoma, talora quelli
sarcomatosi anaplastici, altre volte quelli linforeticolari.
L'identificazione come mesoteliomi è molto difficile e l'osservazione di
strutture epiteliali diviene fondamentale. Come
è stato detto, la microscopia elettronica può fornire un apporto prezioso per
la diagnosi: microvilli lunghi e sottili disposti «a cespuglio» con interposto
materiale positivo al ferro colloidale; cavità nelle cellule tumorali, con
microvilli e materiale con analoga positività; presenza di sottili fibrille
citoplasmatiche, di una membrana basale, di inclusioni citoplasmatiche a
contenuto omogeneo o di frammenti di membrana; presenza di desmosomi e di
granuli di glicogeno intracitoplasmatici. Queste
caratteristìche ultrastrutturali nel loro complesso sì rivelano di grande
importanza, anche in relazione alla difficoltà di differenziare il mesotelioma
dagli adencorcinomi periferici del polmone e dai tumori metastatici della p. Inoltre
sono importanti la dimostrazione estochimica degli ac. Mucopolisaccaridici, in
particolare dell’ac. Ialuronico, e il loro allontanamento con la ialuronidasi.
Il reperto e la metodica non sono scevri da ambiguità in qanto non sono
specifici delle cellule mesoteliali. Analogamentedcasi delle colorazioni con il
micicariminio, il PAS e di quelle tricromiche. I
caratteri istologici dei mesoteliomi localizzati nono sono dissimili da
quelli dei tumori diffusi, anche se fessure rivestite da cellule cubiche o
appiattite depongono per la natura mesoteliale, già da lungo tempo confermata
anche dallo sviluppo di cellule mesoteliali da colture in vitro di elementi
similfibroblastici e, più recentemente, da ricerche ultrastrutturali. Il
mesotelioma pleurico presenta quindi notevoli difficoltà sul piano diagnostico,
terapeutico e della determinazione dell'estensione della malattia. Infine,
nell'approccio terapeutico palliativo della fase avanzata con abbondante
versamento pleurico, accanto ai tradizionali presidi quali il talcaggio e la
chemioterapia endopleurica, si stanno proponendo nuove alternative a scopo
pleurodesico (adesione dei due foglietti pleurici in maniera tale da inibire la
formazione del versamento pleurico) rappresentate dall'immunoterapia
endopleurica con Inteleukina-2 e Beta Interferone. |
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