|
|
|
Questa pagina è stata aggiornata in data: 01/03/2011 quadro radiologico di un ascesso polmonare trasformatosi in empiema LA STORIA dello studio della malattia . La prima dettagliata descrizione di empiema pleurico e le prime indicazioni al suo trattamento furono date da Ippocrate nel III sec. a. C.. Sino all'inizio del XX secolo ben poco fu aggiunto a quanto stabilito da Ippocrate oltre 2000 anni prima. Gli approcci agli empiemi pleurici una volta diversificati in funzione dell'eziologia sono oggi sempre più correlati alla fase evolutiva. Così l'empiema tubercolare per anni considerato un capitolo a parte nell'ambito della patologia empiematosa, viene oggi sempre più assimilato alle altre forme e trattato in funzione della fase clinica in cui si presenta. Solo l'empiema pleurico post-pneumonectomia rappresenta ancora un aspetto particolare della malattia empiematosa che richiede trattamenti specifici che esulano da quelli adottati in tutte la altre forme. Sono quindi le diverse fasi evolutive dell'empiema pleurico a determinarne il tipo di trattamento. Per gli stadi più iniziali e quelli inveterati le opzioni terapeutiche sono abbastanza limitate essendo previsti trattamenti conservativi per le prime e chirurgici per le seconde. Sono le forme intermedie, fibrino-purulente, quelle per le quali il trattamento più idoneo risulta tuttora in discussione. La tendenza attuale sembra quella di prediligere gli interventi conservativi ma molti sono ancora i sostenitori del trattamento chirurgico sia tradizionale che, più recentemente, toracoscopico. L'empiema pleurico di interesse chirurgico negli ultimi vent'anni ha inciso nei ricoveri in reparti di Chirurgia Toracica con una percentuale dell'1-2%. Il trattamento antibiotico e antimicobatterico razionalmente condotto ha infatti determinato una guarigione quasi sistematica delle pleuriti in fase acuta o subacuta , ma non è riuscito ad eradicare le forme croniche.
|
Aderiamo allo standard HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica
|
|
|