In caso di una infezione pelvica, occorre effettuare un trattamento
antibiotico e rimuovere il dispositivo se l'infezione non risponde agli
antibiotici entro 24-48 ore.
Tumori della vulva
TUMORI EPITELIALI BENIGNI
Sono piuttosto rari e vengono distinti in solidi e cistici.
1. Forme solide:
sono rappresentate da formazioni peduncolate definiti fibromi, miomi o
lipomi a seconda della loro costituzione anatomopatologica; la più
comune è una formazione peduncolata molle ricoperta di cute definita
"mollusco pendulo" che si riscontra spesso a livello del
grande labbro.
2. Forme cistiche:
sono rappresentate soprattutto dalla cisti della ghiandola del Bartolini,
secondaria in genere ad un processo infiammatorio che determina la
chiusura del dotto escretore; dal punto di vista clinico si osserva una
tumefazione di volume vario, posta al 3° posteriore del grande labbro,
non dolente, contenente liquido sieroso o siero-ematico, diventano
dolenti quando sopraggiunge un processo infiammatorio.
La terapia è chirurgica e si basa sull'asportazione della cisti.
TUMORI EPITELIALI MALIGNI
Il più comune è il carcinoma che rappresenta il 5% delle forme
neoplastiche dell'apparato genitale femminile.
Sono più colpite le donne in menopausa tra i 60 e i 70 anni e sorge
spesso a livello delle grandi labbra (60%), delle piccole labbra (20%),
del clitoride (20%).
All'osservazione può manifestarsi in forma nodulare caratterizzata da
un piccolo nodulo che tende a portarsi in profondità mentre in
superficie si forma un ulcera, oppure in forma esofitica, caratterizzata
da vegetazioni irregolari a cavolfiore con superficie necrotica
facilmente sanguinante.
Sintomatologia
E' rappresentata dal prurito che viene in seguito accompagnato da
bruciore più o meno intenso; si nota inoltre la presenza di un
noduletto o di un'escoriazione a seconda della forma.
Quando si ha l'interessamento dei linfonodi inguinali, si osservano
tumefazioni a carico delle linfoghiandole inguino-femorali.
Terapia
E' chirurgica e si basa sulla vulvectomia, con asportazione
dei linfonodi regionali seguita da radioterapia.
Tumori della vagina
TUMORI BENIGNI
Sono rari, i più comuni sono le cisti del dotto di Gartner-Malpighi
localizzate nella parte alta della vagina o nei fornici laterali,
entrambe al di sotto della mucosa.
La terapia è chirurgica e consiste nell'asportazione della cisti
TUMORI EPITELIALI MALIGNI
Il carcinoma della vagina è il tumore più importante della vagina
anche se raro, rappresenta il 5% delle neoplasie dell'apparato genitale
femminile, colpisce con maggior frequenza le donne tra i 50 e i 60 anni
e si localizza soprattutto a livello della parete posteriore della
vagina nel terzo superiore.
All'osservazione presenta un aspetto nodulare con proliferazione
papillare oppure endofitico con la presenza di un'area ulcerata
facilmente sanguinante.
Precocemente il carcinoma diffonde per contatto ai tessuti paravescicali,
all'uretra, al retto, alla vulva, mentre la diffusione metastatica
avviene per via linfatica e raggiunge i linfonodi inguinali, iliaci,
ipogastrici e lomboaortici.
Sintomatologia
E' rappresentata da leucorrea con la presenza di siero e
sangue e da perdite ematiche nelle forme ulcerative.
Terapia
Asportazione chirurgica della vagina
TUMORI MALIGNI CONNETTIVALI
Il sarcoma della vagina è un tumore abbastanza raro e si
presenta in due forme:
1. sarcoma delle bambine: ha un aspetto a
grappolo ed insorge nell'età infantile o pre.pubere
2. sarcoma delle adulte: si presenta con
aspetto nodulare, infiltra la parete fino ad occludere il lume della
vagina e spesso va incontro ad ulcerazione.
Sintomatologia
Il sintomo principale è costituito dalle perdite ematiche
accompagnate da disturbi vescicali e rettali quando questi organi sono
interessati dalla neoplasia
Terapia
Asportazione chirurgica della vagina seguita da radioterapia.
Tumori dell'utero
TUMORI EPITELIALI BENIGNI
Il più comune è il polipo uterino che può localizzarsi nel
corpo o nel canale cervicale.
POLIPO DEL CORPO
Ha origine dalla mucosa e sporge nella cavità uterina; il volume e il
numero può variare notevolmente.
La sede è soprattutto nel fondo uterino e qualora le dimensioni siano
molto grandi, possono sporgere nel canale cervicale o in vagina; hanno
colorito roseo, consistenza molle e superficie liscia.
Sintomatologia
Quando raggiunge dimensioni ragguardevoli, provoca dolore a
causa delle contrazioni che l'utero compie per tentare di espellerlo
come se fosse un corpo estraneo; quando il polipo presenta alterazioni
vascolari, si possono avere leucorrea e metrorragie.
POLIPO DEL CANALE CERVICALE
Sono in genere più frequenti di quelli del corpo e fanno seguito a
processi infiammatori, talvolta sono unici e presentano un peduncolo per
cui possono fuoriuscire dall'orifizio uterino esterno; le dimensioni
vanno da pochi millimetri a 2-3 centimetri.
Sintomatologia
Può essere assente o caratterizzata da perdite ematiche dopo
il coito o irrigazioni vaginali
Terapia
E' basata sull'asportazione del polipo seguita da raschiamento
endouterino ed esame istologico.
TUMORI CONNETTIVALI BENIGNI
FIBROMA
E' piuttosto frequente, colpisce le donne nullipare in età feconda e la
prevalenza è di 1:5.
La causa è sia legata al fattore ereditario sia al fattore endocrino,
in quest'ultimo caso si reputa importante l'iperestrogenismo che provoca
un aumento della moltiplicazione cellulare favorendone l'insorgenza;
sembra coninvolto anche l'ormone GH e il progesterone.
All'osservazione il fibroma si presenta in forma nodulare con uno o più
noduli di volume e forma variabili; il colorito può essere roseo o
biancastro.
In base alla sede i fibromi possono essere:
• sottomucosi: se si sviluppano al di
sotto dell'endometrio, sporgendo nella cavità uterina (5% del totale)
• intramurali: se si sviluppano nel
miometerio,modificando la forma dell'utero
• sottosierosi: se si sviluppano sotto la
sierosa peritoneale
• infraligamentari: se si sviluppano tra
le pagine del legamento largo
La sintomatologia nel 50-70% dei casi assente e la scoperta viene
fatta durante una visita ginecologica, negli altri casi si potranno
verificare:
episodi menometrorragici che sono più severi in caso di noduli
sottomucosi e se ripetuti, possono dare gravi quadri di anemia.
Leucorrea per l'aumento della secrezione delle ghiandole cervicali
causata dalla congestione uterina dovuta al fibroma.
Sterilità ed infertilità quando il fibroma si localizza a livello
degli angoli tubarici, in questo caso si ha un ostacolo alla discesa
dell'uovo nella cavità uterina.
Il fibroma può anche causare aborto, parto prematuro, distacco precoce
di placenta, anomalie di presentazione del feto.
Sintomi soggettivi: sono in rapporto al volume a alla sede e sono per lo
più rappresentati dal dolore e dalla pressione intraddominale.
I fibromi sottomucosi, se peduncolati, provocano delle contrazioni da
parte dell'utero che cerca di espellerli come se fossero un corpo
estraneo.
Quando i fibromi sono particolarmente voluminosi, si può avere dolore
per la compressione sugli organi vicini quali la vescica, gli ureteri o
i vasi e i nervi pelvici, in tale caso si può manifestare dolore di
tipo sciatico ed edemi agli arti inferiori.
Terapia medica
Si può attuare nei casi di fibromi di piccolo volume; si
somministrano progestinici dal 5° al 24° giorno del ciclo per
controllare gli episodi menometrorragici.
Terapia chirurgica
E' basata sull'asportazione del nodulo oppure sull'isterectomia
totale quando tutto l'utero è fibromatoso o il numero dei noduli è
tale da non consentire l'enucleazione.
TUMORI EPITELIALI MALIGNI
CARCINOMA DELLA PORTIO
La parte di collo dell'utero che sporge in vagina è definita
"portio"; il carcinoma del collo dell'utero è raro nelle
donne vergini, mentre è più frequente nelle donne con elevata attività
sessuale e iniziata precocemente oppure che hanno avuto numerosi pater,
inoltre sembra che l'incidenza della neoplasia aumenti con il numero
delle gravidanze.
Si è anche notato che un processo flogistico cronico può dare luogo a
fenomeni displastici che possono evolvere verso forme neoplastiche.
Il carcinoma della portio rappresenta il 95% dei carcinomi del collo e
può presentarsi sotto varie forme a seconda dell'estensione.
CARCINOMA DEL CANALE CERVICALE
Rappresenta il 5-10% dei carcinomi del collo dell'utero; dal
punto di vista sintomatologico è molto più silente della forma che
colpisce la portio ed ha caratteristiche di insorgenza simili.
Entrambe le forme possono diffondersi :
1. per contiguità verso le strutture
vicine ( vagina, corpo dell'utero, retto, vescica, uretere)
2. per via linfatica nei linfonodi
regionali come gli iliaci esterni, ipogastrici, sacrali, inguinali
3. per via ematica con la quale le
metastasi possono raggiungere il fegato, i polmoni, le ossa e l'encefalo
Sintomatologia
I segni clinici inizialmente scarsi, sono:
•leucoxantorrea ossia perdite
bianco-giallastre che spesso si trasformano in siero-purulenta oppure
tipo "acqua di lavatura di carne"
• perdite ematiche dai genitali per il
danno a livello dl collo dell'utero
• dolore che inizia quando si ha
l'interessamento dei nervi
• disturbi urinari ( sangue nelle urine,
riduzione delle urine, aumento della frequenza delle minzioni ) che si
manifestano quando si ha l'interessamento della vescica
• senso di compressione rettale quando
viene interessata la parete del retto
Diagnosi
viene fatta tramite il "Pap-test"con il quale si osservano al
microscopio le cellule prelevate dalla portio e dal canale cervicale,
oppure tramite il "Colposcopio", un apparecchio che permette
di osservare la portio a parecchi ingrandimenti, oppure con la "
biopsia mirata "con la quale si preleva un frammento da una zona
sospetta per essere poi analizzato.
Terapia
Dipende dallo stadio della malattia:
• terapia chirurgica: si effettua nei
molto iniziali con una piccolissima asportazione mirata, oppure nei casi
avanzati dove si esegue l'asportazione dell'utero
• terapia radiante: è attuata nei casi
di stadio iniziale quando non sia possibile intervenire chirurgicamente
o come terapia complementare post-operatoria nei casi con linfoghiandole
positive; nei casi di stadio avanzato si attua "radiumterapia"
inserendo contenitori di radium o cesio nel canale cervicale oppure
"telecobalto terapia" per via transcutaneo o transvaginale
• chemioterapia: viene attuata solo in
casi molto avanzati o nelle recidive
CARCINOMA DELL'ENDOMETRIO
Il tumore del corpo dell'utero raggiunge per frequenza quello del
collo, rappresentando circa il 35% dei tumori dell'apparato genitale
femminile; questa neoplasia colpisce soprattutto le donne dopo la
menopausa tra i 55 e i 65 anni e la diffusione metastatica è più lenta
e tardiva rispetto alle forme tumorali della portio.
Tra i fattori predisponesti si considerano l'iperestrogenismo oltre alla
policistosi ovarica, l'obesità, l'ipertensione, le donne nullipare o
sterili.
La forma più comune è l' adenocarcinoma in cui l'atipia cellulare può
essere più o meno marcata, ma questo è molto importante in quanto l'atipia
è in rapporto con la velocità di diffusione: più il carcinoma è
differenziato, migliore è la prognosi.
Il tumore diffonde:
• per contiguità: l'interesamento del
miometrio è piuttosto lento
• per via linfatica: è la più comune
anche se la più tardiva; le linfoghiandole colpite per prime sono
quelle lombari, poi quelle ipogastriche e le iliache
• per via ematica: le metastasi possono
raggiungere il fegato e il polmone
Sintomatologia
In genere i segni si manifestano piuttosto tardivamente e sono
caratterizzati da:
1. perdite ematiche di colorito rossastro
2. leucoxantorrea con perdite
bianco-giallastre maleodoranti provenienti dalle zone in necrosi
3. dolore
Diagnosi
Si basa sull'esame istologico del materiale prelevato dalla cavità
uterina mediante raschiamento endometriale.
Terapia
Si basa sull'asportazione dell'utero, delle ovaie e dei linfonodi
satelliti quando non sia possibile eradicare il tumore in modo
circoscritto.
La terapia radiante viene eseguita quando il rischio operatorio è molto
elevato o quando la neoplasia sia ad uno stadio avanzato; la tecnica è
basata sull'introduzione di radium nella cavità uterina associata alla
telecobaltoterapia transcutanea.
TUMORI CONNETTIVALI MALIGNI
SARCOMA
Il sarcoma può svilupparsi sia nel collo che nel corpo
dell'utero.
Quello del collo dell'utero è una neoplasia che colpisce le donne tra i
40 e i 50 anni ed è simile ad un polipo cervicale, con uno sviluppo
rapido e metastasi molto frequenti.
La sintomatologia è caratterizzata da fenomeni metrorragici e da
leucoxantorrea particolarmente fetida.
Quello del corpo dell'utero è più frequente e può localizzarsi sia
nel miometrio che nell'endometrio; le metastasi, piuttosto precoci,
diffondono per via linfatica o ematica ai linfonodi regionali, al
fegato,ai polmoni e allo scheletro.
La
sintomatologia è caratterizzata
da episodi metrrorragici con leucoxantorrea e da dolori a livello
dell'ipogastrio
Terapia
In tutte le forme sarcomatose, la terapia si basa sull'isterectomia con
l'asportazione delle ovaie spesso associata a terapia radiante; tumore
altamente maligno.
TUMORI DELL'OVAIO
Sono per lo più benigni e in questo
gruppo rientrano:
CISTI FOLLICOLARI
Prendono origine da un follicolo in maturazione che non va incontro a
rottura ma ad una sovradistensione, la causa può essere un'alterata
secrezione di gonadotropine ipofisarie o ad un fatto infiammatorio.
Sono solitamente piccole e a volte trovarsi sulla superficie esterna
dell'ovaio.
Sintomatologia
I segni clinici sono scarsi, in alcuni casi è presente un senso di
pesantezza e dolorabilità in prossimità dell'ovaio interessato;
possono aversi anche irregolarità del ciclo
Terapia
Si basa sulla somministrazione di estroprogestinici; occorre notare che
a volte queste cisti vanno incontro a regressione spontanea entro alcuni
mesi senza alcun trattamento.
In caso di cisti particolarmente voluminose, sa attua l'enucleazione
della cisti in età fertile oppure l'asportazione dell'ovaio in età
pre-menopausale.
FIBROMA
Neoplasia benigna molto rara, con superficie esterna liscia; la
sintomatologia è caratterizzata dal dolore e dal senso di peso nei
quadranti inferiori dell'addome, la terapia è chirurgica.
TERATOMI
Le cisti dermoidi costituiscono il tipo più frequente di teratomi (90%)
e il 25% di tutte le neoplasie ovariche; i teratomi immaturi, altamente
maligni, sono rari (1%).
Possono raggiungere un grosso volume e pesare oltre i 500 grammi.
Sintomatologia
Dipende dal volume di solito si avverte senso di pesantezza e dolore
nella porzione inferiore dell'addome.
Terapia
E' basata sull'asportazione chirurgica del tumore, l'eradicazione
dell'utero e delle ovaie con annessa terapia radiate, si effettua in
caso di teratoma maligno.
Fra le forme maligne si ricorda:
SARCOMA
E' un tumore raro che si sviluppa in età giovanile, si presenta
voluminoso con superficie irregolare e consistenza molle; le metastasi
sono precoci.
Sintomatologia
Si sviluppa ascite (addome globoso per raccolta di liquidi) con rapido
decadimento delle condizioni generali.
Terapia
E' di tipo chirurgico con asportazione di utero e ovaie, seguita da
terapia radiante.
TUMORE DI KRUKENBERG
E' un tumore dovuto a metastasi provenienti dallo stomaco a
dall'intestino, l'ovaio può raggiungere il diametro di 10 centimetri.
Sintomatologia
Si basa sull'amenorrea, sulla dispepsia, sui dolori epigastrici e
sull'ascite.
Terapia
E' chirurgica, ma a volte non è sufficiente a salvare le pazienti.
Toxoplasmosi
La toxoplasmosi è una malattia parassitaria comune all'uomo e ad
alcuni animali domestici.
Malattia frequente, spesso a decorso asintomatico e per lo più benigna,
può presentare una certa gravità quando colpisce una donna gravida, in
questo caso infatti è in grado di infettare il feto che può morire in
utero o presentare alla nascita o a distanza di tempo, lesioni di vario
tipo e gravità.
Il "toxoplasma gondi" ha un ciclo riproduttivo sessuato ed uno
asessuato.
Il ciclo sessuato si riscontra solo nel gatto ed in alcuni felini, porta
alla formazione di ovocisti che vengono eliminate con le feci e che
nell'ambiente esterno danno origine a delle sportule resistenti anche
per mesi. Attraverso l'ingestione di carni (crude o poco cotte)
contenenti cisti o verdure contaminate da ovocisti, si ha il contagio di
carnivori compreso l'uomo, nei quali si svolge il ciclo asessuato del
toxoplasma che, superata la mucosa intestinale, tramite il torrente
circolatorio raggiunge organi e tessuti, moltiplicandosi all'interno
delle cellule.
L'organismo umano reagisce all'infezione formando anticorpi; i primi che
si formano sono IgM che compaiono una settimana dopo il contagio
raggiungendo il massimo dopo una settimana e regredendo in circa 4 mesi,
comunque la presenza di IgM non è assolutamente prova di infezione
recente perché a volte esse persistono molti mesi dopo il contagio.
I veri anticorpi immuni sono le IgG che compaiono 15 giorni dopo il
contagio, raggiungono la concentrazione massima verso la fine del 2°
mese e mantengono un livello stabile per circa 1 anno, poi si abbassano
ma rimangono per sempre.
Quindi di regola una toxoplasmosi recente è caratterizzata da un
elevato tasso di IgM e da uno basso di IgG, mentre in una di vecchia
data è esattamente il contrario.
Un soggetto viene considerato immunizzato se ha tassi anticorpali di 10
UI/ml; molto immunizzato se ha tassi anticorpali da 300 a 3.000 UI/ml;
sospetto di prima infezione se se si ha un elevato tasso di IgM ed una
basso di IgG.
E' necessario ripetere un controllo a distanza di 2 -3 settimane per
avere la certezza.
Infezione
I mezzi più comuni di contaminazione sono rappresentati dai cibi poco
cotti e non ben lavati, contenenti le cisti del parassita.
L'infezione acuta materna è la condizione giusta per infettare il feto:
più la gravidanza è avanzata, maggiore è il rischio di contaminazione
fetale ma minore è la gravità della malattia.
Il toxoplasma si incista nella placenta dando zone di necrosi e di
rammollimento.
Sintomatologia
Nella madre:
• Nessun sintomo
• Interessamento linfoghiandolare con
adenopatia non dolente a livello cervicale, occipitale e talvolta
ascellare, persistente per parecchi mesi; si può associare astenia,
cefalea, dolori muscolari e febbricola.
•Forma grave fortunatamente rara, con
diffusione tipo infezione
Nel feto:
• Nel 1° trimestre si ha quasi sempre
aborto
•Nel 2° trimestre si ha la morte
endouterina fetale oppure una grave fetopatia con interessamento
pluriviscerale ( cuore, polmoni, fegato, cervello ecc. ) che
difficilmente permette la sopravivenza dopo la nascita.
•Nel 3° trimestre si ha un'infezione
neonatale che si manifesta nel 30% con segni clinici e nel 70% in forma
subclinica, in questo caso il neonato può presentare modificazioni dl
volume del cranio, idrocefalia, encefalomieliti ( torpore e
convulsioni), manifestazioni oculari, setticemia generalizzata con
ittero e morte nelle prime ore di vita
•Forme attenuate che si renderanno
visibili in età scolare come strabismo, miopia e crisi convulsive.
Terapia
Attualmente l'antibiotico più usato è la"spiramicina" a dosi
di 3 gr. al giorno per 4 settimane per 2-3 cicli distanziati tra loro di
15 giorni.