VOMITO

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Vomito ricorrente

Si tratta di attacchi di vomito o nausea per più giorni nell'ultima o nelle ultime settimane; in genere se non è presente una gravidanza in fase iniziale, vomito o nausea sono provocati da una lesione o infiammazione della mucosa dello stomaco, quindi in una gravidanza nei primi tre mesi, la nausea del mattino è il malessere tipico e può essere accompagnata da vomito.


Se si avverte un dolore intenso al centro del torace quando ci si piega in avanti o ci si corica, probabilmente la causa è un' ernia iatale o diaframmatica che provoca la risalita di parte dei succhi gastrici nell'esofago, provocando una sensazione di bruciore e di dolore, ciò succede quando una parte dello stomaco si inserisce nel foro diaframmatici subendo una sorta di strozzatura. Tale situazione è più frequente nelle donne obese o negli ultimi mesi di gravidanza. In questo caso la cura consiste in una perdita di peso evitando cibi piccanti, alcolici e fumo, assumere del pane e un bicchiere di latte per alleviare il dolore, mentre come rimedio farmacologico può essere utile un antiacido.


Se con questi semplici rimedi il problema persiste, meglio consultare il medico.


La comparsa di dolori addominali ricorrenti con dolore localizzato sotto lo sterno, può indicare la presenza di un ulcera gastrica o duodenale, cioè a carico dello stomaco o del primo tratto dell'intestino tenue.
Meglio consultare il medico in quanto andrebbe eseguita un'endoscopia o una radiografia con mezzo di contrasto ( assunzione per bocca di solfato di bario) per localizzare l'ulcera.
Inoltre si consiglia riposo, niente alcolici e sigarette, mentre è preferibile mangiare poco e frequentemente.
La terapia farmacologica può essere effettuata con antiacidi o con sostanze in grado di ridurre la quantità di acido prodotta dallo stomaco.
Se i dolori addominali ricorrenti sono accompagnati da dolore che parte da sotto le costole e si irradia al fianco destro, con buona probabilità possono esserci dei calcoli biliari formatisi nel dotto biliare, tratto che congiunge la cistifellea con l'intestino.
L'evitare i cibi grassi può essere d'aiuto, ma la cura deve essere prescritta dal medico che di solito consiglia una colecistografia o un'ecografia per indagare la cistifellea, prescrive farmaci miorilassanti (che distendono la muscolatura involontaria) per alleviare il dolore e se i calcoli non sono molto grossi, somministra farmaci per sciogliere i calcoli.
Quando tutti questi tentativi risultano poco efficaci, non rimane altro che l'intervento chirurgico per asportare la cistifellea.
Se il vomito è preceduto da un senso di nausea ma state assumendo dei farmaci, la causa possono essere i farmaci stessi, parecchie sostanze farmacologiche possono dare tale disturbo; meglio consultare il medico.
Se invece non state assumendo farmaci, in questo caso il vomito ricorrente può essere dovuto ad una pressione sul cervello causata da un'emorragia o massa tumorale all'interno della scatola cranica; bisogna ricorda re che tale situazione non insorge così spontaneamente ma ha delle concause quali l'pertensione arteriosa, l'obesità, problemi cardiaci, traumi e per i tumori una predisposizione genetica.
Se gli attacchi di vomito sono forti e ricorrono con frequenza, la mucosa dell'esofago può risultare danneggiata, in questo caso è probabile che compaiano tracce di sangue nel vomito, ma se invece si osservano grosse quantità di sangue rosso vivo o di colore marrone scuro (sangue digerito), consultare il medico perché potrebbe trattarsi di un'ulcera gastrica

 

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Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta in data : 17 giugno 2007