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Scompenso cardiaco

Secondo la definizione più comune si dice che un cuore è scompensato o insufficiente quando risulta incapace di pompare un flusso di sangue inadeguato alle necessità dell’organismo, ciò crea due conseguenze fondamentali:


• ipoperfusione periferica
• congestione venosa che risulta dal tentativo dell’organismo di mantenere una gettata normale aumentando il riempimento dei ventricoli durante la diastole


Nei gradi lievi di scompenso queste condizioni si producono solo sotto sforzo, nei casi più gravi posso comparire anche per sforzi minimi o a riposo. La prima si verifica quando la quantità di sangue ossigenato pompato da cuore è insufficiente pertanto si creano meccanismi di compenso comuni in tutte le forme di insufficienza circolatoria anche non cardiaca quali:


1. una maggior estrazione di ossigeno dal sangue arterioso
2. una riduzione della gettata cardiaca grazie al sistema nervoso simpatico che produce contemporaneamente una vasocostrizione arteriosa periferica soprattutto a livello della cute e visceri addominali, in questo modo si tenta di mantenere una perfusione normale degli organi più nobili cioè cuore e cervello.


La seconda nelle fasi iniziali può essere distinta in congestione venosa sistemica con formazione di edemi periferici per interessamento della parte della parte destra del cuore e congestione venosa polmonare in cui gli edemi saranno nel circolo polmonare; nella fasi più tardive il cuore è interessato in toto. La causa di tutto questo è un eccessivo aumento della pressione degli atri e dei ventricoli cardiaci.
Cause dello scompenso

• cardiopatia ischemica con perdita di tessuto contrattile
• cardiomiopatie
• miocarditi
• cardiopatie valvolari ) sovraccarico cronico pressione
• ipertensione ) “ “
• alta gettata ) sovraccarico cronico di volume
• cardiopatie valvolari ) “ “
• cardiopatie congenite ) “ “
• ipertensione accelerata ) sovraccarico acuto di pressione
• rottura delle valvole ) sovraccarico acuto di volume
• tamponamento pericardio ) ostacolo al riempimento
• riduzione lume valvolare ) “ “

Sintomi
Osservando il paziente si può osservare:
• difficoltà a respirare; è presente fame d’aria come conseguenza della congestione polmonare che produce edema interstiziale e quindi ridotta distensibilità polmonare; quando è grave la dispnea è accompagnata da tosse stizzosa, il paziente in ogni caso tende a stare seduto per respirare meglio perché la posizione supina aumenta il ritorno venoso al cuore, peggiorando la congestione polmonare, pertanto lo troveremo con i piedi a penzoloni dal letto o in poltrona.
• Edema polmonare; si verifica negli stadi più avanzati della malattia dove abbiamo versamento a livello alveolare, la tosse si accompagna ad escreato schiumoso che può assumere anche una colorazione rosastra,si produce ipossia e il respiro diventa superficiale, frequente, rumoroso e gorgogliante.
• Ridotta attività muscolare, si accompagna a debolezza e facile affaticabilità dovuta alla ipoperfusione dei muscoli
• Sintomi cerebrali, compaiono solo nelle fasi molto gravi della malattia per riduzione del flusso ematico cerebrale e si manifestano con perdita della memoria, difficoltà di concentrazione, insonia, ansia, agitazione, per poi arrivare alla sonnolenza e al coma.
• Riduzione della quantità di urina inizialmente solo di giorno,poi anche di notte ed infine nelle fasi più gravi avremo mancanza totale di urina.
• La pressione arteriosa inizialmente sale per la vasocostrizione periferica, poi scende quando si riduce la gettata cardiaca.
• La cute appare pallida, fredda e sudata, le estremità sono spesso cianotiche.
• L’addome può apparire aumentato e contemporaneamente si evidenzia un aumento del volume del fegato che nelle fasi successive può arrivare ad insufficienza epatica
Per completare l’esame del paziente è spesso necessaria una radiografia del torace che fornisce informazioni importanti sulle dimensioni del cuore e sul grado di congestione polmonare.
Terapia
Oltre a quella che può essere una correzione chirurgica della cardiopatia di base (vizi valvolari, coronaropatia ecc), la terapia viene effettuata seguendo alcune regole:
• Riposo e norme igieniche: si tende ad eliminare tutte quelle situazioni che impongono al cuore un iperlavoro, pertanto riposo a letto per una migliore redistribuzione della portata cardiaca, niente stress, evitare temperature ed umidità elevate, eliminare gli eccessi alimentari e soprattutto il sale per ridurre la ritenzione idrica.
• Farmaci che stimolano la contrazione cardiaca senza alterare la frequenza.
• Farmaci che riducono il riempimento ventricolare anche a costo di una modesta riduzione della portata cardiaca
• Farmaci che favoriscono lo svuotamento dei ventricoli grazie alle ridotte resistenze all’eiezione, questo produce nel cuore scompensato un minor residuo sistolico e quindi una riduzione del precarico.
• Correzione della acidosi metabolica e dell’ipossia.

 Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 18/02/2014

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Ultimo aggiornamento in data : 18 febbraio 2014