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Ipertensione
arteriosa
Sta ad indicare un aumento dei valori pressori normali (donne
120-80; uomini 130-85).
I fattori in grado di modificare significativamente la pressione arteriosa sono:
il volume del sangue
l’attività cardiaca
la viscosità del sangue
Il volume del sangue può diminuire in caso di emorragie mentre
aumenta in caso di elevate concentrazioni di sodio (sale) nel sangue grazie alla
sua capacità di richiamare acqua, oppure per patologie che provocano un aumento
dei globuli rossi o una alterazione della funzione filtrante dei reni.
Questo è un aumento reale ossia quando il diametro del sistema circolatorio
(vene ed arterie) rimane invariato,ma ci sono eventi che possono modificare
questo diametro,pertanto se non si verificano i cambiamenti elencati sopra ma
aumenta o diminuisce soltanto il diametro,avremo rispettivamente una diminuzione
o un aumento del volume che chiameremo “relativo”.
L’attività cardiaca è controllata dal sistema nervoso autonomo
vegetativo che regola la pressione soprattutto eliminando una sostanza
neurormonale la noradrenalina che viene recepita da alcuni recettori a livello
cardiaco,provocando l’aumento della frequenza e della forza di contrazione
cardiaca ciò si traduce in un aumento della gettata cardiaca e quindi della
pressione arteriosa.
La viscosità è determinata o da una riduzione della parte liquida
del sangue (plasma),oppure da una modificazione del volume o del numero dei
globuli rossi,oppure da un aumento della capacità coagulante del sangue.
Tutto ciò provoca una maggior resistenza nel far scorrere il
sangue,costringendo il cuore ad aumentare la forza di contrazione.
E’ importante ricordare che l’attività cardiaca e il volume
ematico,influenzano soprattutto la pressione sistolica (massima),mentre sulla
diastolica (minima) agiscono essenzialmente i fattori che influenzano le
resistenze periferiche,quindi la viscosità ematica,ma soprattutto il diametro
arteriolare.
Alcune cause più comuni di ipertensione arteriosa sono:
arteriosclerosi dell’arco aortico e dei rami più periferici;questo fenomeno
si verifica con l’avanzare dell’età e provoca un irrigidimento delle pareti
dei vasi per deposito di placche di colesterolo(aterosclerosi).
In queste circostanze si ha un aumento della pressione massima ed una
diminuzione della minima.
anemia: una riduzione consistente del numero di globuli rossi , determina una
riduzione della viscosità del sangue,quindi delle resistenze periferiche e
della pressione minima.
D’altro canto per mantenere una normale ossigenazione dei tessuti è
necessaria una quantità di sangue maggiore nell’unità di tempo,questo
determina un aumento dell’attività cardiaca e conseguentemente della
pressione sistolica.
Quindi in corso di anemie gravi si potrà avere un aumento della pressione
massima con valori di pressione minima normali o ridotti.
ipertiroidismo: l’aumento degli ormoni della tiroide hanno una duplice
funzione infatti in primo luogo agiscono direttamente sul cuore aumentandone la
sua attività ma sono in grado anche di aumentare il diametro soprattutto delle
arteriose muscolari causando una diminuzione della pressione minima che stimola
il cuore ad aumentare la sua forza di contrazione aumentando in questo modo la
pressione massima.
ereditarietà: esiste una propensione in alcune famiglie a sviluppare
ipertensione,ciò sembra legato ad un gene in grado alla nascita di creare un
difetto a livello renale tale che i reni stessi sviluppano una incapacità di
eliminare in modo adeguato il sodio introdotto con l’alimentazione,questo
ristagno di sale provoca ipertensione.
apporto dietetico di sodio: il fabbisogno minimo di sodio per un adulto è di
circa 400 mg al giorno; la nostra dieta normalmente ne contiene da 10 a 20 volte
di più,è facile capire che con il tempo questo provochi un accumulo di sale
con conseguente ipertensione.
influenze psichiche: è noto che in molti soggetti la misurazione della
pressione arteriosa in ambienti o da parte di persone non troppo familiari può
far registrare valori pressori più alti del normale.
Questo è dovuto all’azione del sistema nervoso centrale che esercita la sua
azione su diverse variabili.
fumo da sigaretta: è una delle cause di aterosclerosi, la nicotina infatti
sembra depositarsi nelle pareti dei vasi irrigidendole,ciò provoca un aumento
delle resistenze periferiche.
Esistono anche alcune forme secondarie causate soprattutto da:
feocromocitoma E’ un tumore che si sviluppa soprattutto a livello della
midollare del surrene ed è in grado di produrre adrenalina e noradrenalina che
stimolano i recettori cardiaci e delle pareti dei vasi causando ipertensione
arteriosa.
Iperaldosteronismo primitivo ( sindrome di Conn ) E’ un tumore per lo più
benigno localizzato nella corteccia del surrene dove stimola un aumento della
produzione di aldosterone che ha la funzione a livello renale di trattenere
sodio il quale, aumentando la sua concentrazione nel sangue, provoca un richiamo
di acqua ed un conseguente aumento del volume plasmatico.
Sindrome di Cushing Si tratta di una malattia endocrina caratterizzata da una
eccessiva produzione di cortisolo il quale ha un’azione simile all’aldosterone
a livello renale.
Ipertensione da farmaci Alcuni farmaci antiulcera ,i contraccettivi orali ed
alcuni preparati contro sindromi depressive, possono alterare il sistema
renina-angiotensina-aldosterone influenzando l’attività renale.
La liquirizia ha un’attività simile a quella dell’aldosterone.
RISCHI DELL’IPERTENSIONE ARTERIOSA
L’pertensione costituisce una delle cause principali di aterosclerosi;
essa colpisce le arterie di grande e medio calibro in particolare le coronarie.
Il meccanismo si basa sulla capacità della pressione sanguigna di spingere
all’interno della parete dei vasi alcune macromolecole disciolte nel sangue
(grassi), in questo modo con il tempo si formano le caratteristiche placche
aterosclerotiche che finiscono con il chiudere completamente le arterie.
Il danno può coinvolgere anche organi specifici:
cuore: l’incremento dei valori pressori
comporta un aumento del lavoro del ventricolo sinistro; con il protrarsi di tale
situazione si manifesta una sua dilatazione fino ad un quadro di scompenso
cardiocircolatorio che si manifesta con una facile affaticabilità e mancanza
d’aria dopo uno sforzo.
Se a ciò si aggiunge un ridotto calibro delle arterie coronariche, facilmente
potremo incorrere in una forma di cardiopatia ischemica.
encefalo: si creano disturbi vascolari sotto
forma di trombosi e di emorragie comunemente definiti “ictus cerebrali”.
rene: la sofferenza renale può essere la conseguenza di processi
aterosclerotici che determinano una riduzione del flusso ematico renale con
danno alla struttura e quindi alla funzionalità renale.
occhio: il danno si verifica a livello delle
arteriose oculari alcune delle quali può rompersi dando origine a
microemorragie; i segni clinici sono dovuti ad una sofferenza retinica che si
manifesta inizialmente con visione offuscata,chiazze scure o scintillanti
all’interno del campo visivo, mosche volanti, fino ad arrivare ad una cecità
progressiva .
Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 21/04/2013
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