EPATITI

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Epatiti virali

Si definisce epatite virale un processo infiammatorio a carico del fegato dovuto ad infezione virale e caratterizzato da morte del tessuto ed infiltrato infiammatorio a decorso acuto o cronico. Diversi virus possono scatenare un’epatite (citomegalovirus, herpes simplex, cocxsakie virus) ma di solito ci si riferisce ai veri e propri virus dell’epatite ossia a quello dell’epatite A, dell’epatite B e a quello dell’epatite C.

CLASSIFICAZIONE


Epatite A
Presenta breve incubazione (15-60 giorni) ed ha una contagiosità elevata.
Predilige l’infanzia e l’adolescenza; la trasmissione è oro-fecale per contagio diretto fra persone umane o per ingestione di acqua o alimenti infetti, rara è la trasmissione materno-fetale.
Il virus (HAV) viene inattivato da diversi agenti chimici come la formalina e il cloro oppure dalla luce ultravioletta e da temperature superiori ai 60°, risulta invece resistente all’etere, al congelamento, agli acidi e a temperature inferiori ai 60°.

Epatite B
E’ diffusa in tutto il mondo e può colpire tutte le categorie.
Un tempo si pensava che potesse essere trasmesso solo con infusione o contatto di sangue e dei suoi derivati, oggi si sa per certo che il virus è presente in quasi tutte le secrezioni e i fluidi degli individui infetti (saliva, sperma, succo gastrico,liquido sinoviale, latte, urine, feci).
Certamente il contatto con il sangue è la via di trasmissione più importante, ciò avviene non solo per inoculazione ma anche accidentalmente attraverso ferite della cute o delle mucose come quelle delle labbra.
Certamente un ruolo importante è svolto anche dallo scambio di aggetti traumatizzanti quali rasoi,spazzolini da denti, forbici, orecchini, strumenti utilizzati per il tatuaggio e per l’agopuntura.
Un’altra via importante di trasmissione è quella sessuale, comportamenti omosessuali sono a rischio, ma non vanno dimenticati lo scambio di siringhe e di rasoi da barba; da ciò risulta che anche la trasmissione materno-fetale è un evento possibile.
Il virus (HBV) viene inattivato dal trattamento con acidi e da temperature a partire da 121°, risulta invece resistente al congelamento, all’etere, alla luce ultravioletta e alle temperature inferiori a quella indicata.

Epatite C
Il virus (HCV) può essere eliminato con procedure di riscaldamento a 100° per 5 minuti oppure a 60° per 10 ore.
L’epatite C ha spesso un decorso cronico, il pericolo più grande è dovuto al suo andamento asintomatico che subdolamente provoca una danno irreparabile sfociando da ultimo in cirrosi.
Fortunatamente questa complicanza si manifesta solo in un gruppo ridotto di malati e nell’arco di decenni di infezione,mentre nella maggior parte dei casi la malattia,seppure cronica,ha decorso più benigno.
La trasmissione rispecchia quella dell’epatite B così come è anche simile la procedura della sua distruzione; la trasmissibilità dalla madre al neonato è rara ad eccezione dei casi in cui la madre abbia un’infezione da HIV.
L’epatite C sembra manifestarsi più facilmente in soggetti con epatite cronica, cirrosi epatica e tumori del fegato
Mentre il virus dell’epatite di tipo A ed alcuni di tipo C hanno un’azione diretta sull’epatocita provocandone la distruzione, quello di tipo B ed alcuni di tipo C si insediano all’interno delle cellule epatiche e ne sfruttano le strutture per replicarsi senza distruggerle, si realizza in questo modo una perfetta simbiosi tra il virus infettante e l’ospite come dimostra la presenza di molti individui portatori sani cioè che non manifestano segni di malattia.
Quindi ciò che provoca la malattia è la reazione immunitaria del nostro organismo contro il virus ciò provoca la distruzione delle cellule epatiche che contengono il virus il quale si trova così libero nel sangue ma questa manovra nelle fasi iniziali è sfavorevole in quanto il virus può raggiungere altri epatociti e infettarli.
Nel frattempo però l’organismo ha prodotto e liberato una grossa quantità di anticorpi che sono in grado in una fase successiva di intercettare e legarsi al virus che si trova libero nel sangue a questo punto il complesso virus-anticorpo viene riconosciuto dalle cellule spazzino (macrofagi) e distrutto; ecco che la fase di guarigione, anche se lentamente, ha inizio.
Un’evenienza possibile anche se fortunatamente piuttosto rara, è quella di una risposta immunitaria troppo energica e così massiccia da provocare la morte della maggior parte delle cellule epatiche con l’insorgenza di quella che viene definita epatite fulminate in quanto l’insufficienza epatica è così grave da portare a morte in pochi giorni.
Ciò si verifica quando il sistema immunitario tarda a mettersi in moto permettendo al virus di replicarsi ed infettare un gran numero di cellule, poi quando l’azione immunitaria parte, questa è diretta contemporaneamente contro tutte le cellule infettate con un danno massiccio del fegato.
Tale situazione si verifica di solito in soggetti giovani o in quelli che assumono farmaci immunosoppressori.

Epatite D
L’epatite D è causata da un virus a RNA che necessita di una precedente infezione da virus dell’epatite B per potersi replicare, infatti il 14% dei soggetti con epatite cronica HbsAg positiva, sono affetti da epatite D: Questa percentuale è scesa rispetto agli anni 80 grazie ad una riduzione dell’epatiteB e alla riduzione da parte dei tossicodipendenti dell’uso promiscuo delle siringhe.

Epatite E
E’ stata scoperta nel 1990 e il virus (HEV) viene trasmesso per via oro-fecale; negli anni 80 era stata definita come epatite non A-nonB.
L’epatite E è di tipo acuto a risoluzione spontanea, non evolve verso la cronicità, può avere occasionalmente un decorso fulminante, ma quello che la caratterizza è la sua particolare gravità per la donna gravida.
Il virus è un RNA abbastanza debole e circola in tutti paesi dove le condizioni igieniche sono precarie, pertanto è diffusa in Asia,con esclusione del Giappone, tutto il continente africano, Egitto, Senegal, Costa D’avorio, Messico, mentre non ne è stata segnalata la presenza in Europa o in Nord America.
L’epatite E si diffonde per via oro-fecale prevalentemente con la contaminazione delle acque e spesso assume le caratteristiche di grandi epidemie.
Il periodo di incubazione è in media 40 giorni (da 15 A 60 giorni) e si manifesta con ittero,stanchezza , anoressia, vomito, diarrea e febbre, è di solito una malattia benigna e si risolve spontaneamente da 3 settimane a 3 mesi.

Epatite G
Due virus denominati GBV-A e GBV-B sono stati isolati nel 1995 hanno un genoma ad RNA simile a quello del virus dell’epatite C, ma questi virus sono capaci di infettare solo le scimmie.
Nel 1996 è stato però isolato un altro virus chiamato GBV-C in grado di infettare l’uomo; è un virus con una struttura abbastanza debole e pertanto è discretamente vulnerabile, si trasmette con il sangue, non dà complicanze e spesso l’infezione si risolve spontaneamente.
Sembra che ne siano maggiormente colpiti i soggetti affetti da epatite C.

Markes sierologici
Epatite A La formazione di anticorpi comprende la presenza precoce di IgM anti-HAV che persistono per 4-5 mesi, ma già nel periodo di convalescenza tendono a prevalere le IgG anti-HAV le quali persistono per più di 6 mesi.
La diagnosi viene quindi posta dimostrando la presenza di un alto titolo di IgM anti-HAV nel sangue.
Epatite B L’HbsAg compare nel sangue circa 1 mese prima che si manifestino i segni clinici questo sta a significare che il virus si sta già replicando e che questa porzione di virus è già circolante.Si formano gli anticorpi che però sono ancora troppo pochi per scatenare la reazione immunitaria, pertanto il virus continua a replicarsi fino a raggiungere una concentrazione tale (dopo circa un mese dal contagio) da rendere visibile all’interno delle cellule epatiche, tramite biopsia, la componente HbcAg.
Nel frattempo la carica virale continua ad aumentare e nel sangue è ora visibile anche la componente virale HbcAb con la formazione di anticorpi IgM e subito dopo di IgG che rimangono visibili per 2-3 anni ed anche più, quindi in una valutazione iniziale riscontrare la presenza di anticorpi anti-HbsAG o anti-HbcAb di tipo IgM, è indice di infezione in corso.

Epatite C
L’infezione causa raramente sintomi specifici avendo andamento per lo più asintomatico.
Nel 15-20% dei casi abbiamo una forma acuta che si manifesta con nausea, vomito, grande debolezza ed ittero. Purtroppo sono pochi i malati che superano la fase acuta con completa guarigione, gli altri hanno un andamento cronico; in questo secondo gruppo la percentuale più grande non presenta rischi per la qualità della vita e la sopravvivenza mentre la minoranza può
sviluppare la cirrosi.
I dati più recenti sembrano mostrare che la probabilità di manifestare la cirrosi, dipenda dall’età di acquisizione dell’infezione con maggior rischio per coloro che si ammalano in età più avanzata oppure per coloro che abusano di alcool.
L’andamento delle transaminasi,valutate tramite prelievo di sangue, non sempre rispecchia la gravità della malattia infatti in alcuni casi queste possono avere valori normali.
La determinazione del genotipo virale e la carica virale, sono ancora in fase di perfezionamento per stabilirne il valore di prognosi.
Sicuramente la biopsia epatica resta tutt’oggi uno degli esami più utili per definire lo stadio della malattia e la prognosi.

SEGNI CLINICI


Il periodo di incubazione per l’epatite di tipo A è di 15-60 giorni mentre per l’epatite di tipo B e C varia fra i 30 e i 180 giorni ma anche più.
La malattia può esordire con febbre e con una fastidiosa sensazione di nausea spesso accompagnata da rifiuto per il fumo da parte dei fumatori per poi proseguire verso una riduzione della alimentazione e comparsa di vomito alimentare.
Queste manifestazioni non sono per nulla specifiche e possono far pensare ad una sindrome influenzale, pertanto la diagnosi di epatite è difficile e si protrae fino alla comparsa dell’ittero più rapido nell’epatite di tipo A.
Quando esso compare siamo nella percentuale dei casi in cui la malattia è in forma conclamata ma come vedremo ciò non è sempre vero.
In tale fase il paziente comincia ad osservare le urine color marsala per la presenza di bilirubina e feci chiare per mancanza dei bilinogeni fecali, inoltre il suo stato di salute sembra migliorare se si esclude una dolenza addominale nell’area del fegato (sotto l’arco costale a dx).
Come si accennava poco sopra esiste spesso una forma senza sintomi nel senso che la malattia insorge in maniera molto subdola ed insidiosa e spesso non viene riconosciuta, ciò si verifica soprattutto nell’infanzia e nelle epatiti di tipo B e C e in almeno il 50% delle infezioni.

Diagnosi

Si basa sulle indagini di laboratorio con la possibilità di un aumento della VES, con un emocromo pressoché normale se si esclude una riduzione dei globuli bianchi ed un aumento dei linfociti, ma il dato più importante è un marcato aumento delle transaminasi spesso accompagnato da una diminuzione dell’albumina e del colesterolo in quanto sono prodotti dal fegato quando è sano.
Nelle forme con ittero conclamato si nota un aumento della bilirubina soprattutto di tipo diretto rilevabile anche nelle urine.
Decorso
Il quadro clinico dell’epatite acuta persiste per 4-6 settimane anche se in alcuni casi è più lungo, convenzionalmente l’epatite non viene considerata cronica se non supera la durata di 6 mesi.
Prognosi
L’evoluzione di gran lunga più frequente è la guarigione spontanea senza complicanze; un’evenienza molto rara è la rapida morte per la massiccia risposta immunitaria.
Più comune è che l’epatite sfoci in una forma cronica che può guarire molto lentamente o può sfociare in una cirrosi epatica più facile per le forme B e C.
Complicanze
• Miocardite per interessamento diretto del miocardio da parete del virus
• Pancreatite per localizzazione del virus nel pancreas
• Anemia aplastica per distruzione delle cellule staminali del midollo per la presenza del virus in tale sede
• Cirrosi
• Carcinoma epatico
Terapia
Non esiste un trattamento specifico, è consigliabile il riposo evitando stress fisici e psichici.
L’utilizzo dell’interferone sembra avere esito favorevole nel ridurre le complicanze e nel favorire la guarigione.

 Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 18/02/2014

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