ATEROSCLEROSI

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Aterosclerosi

L’aterosclerosi è una forma particolare di arteriosclerosi, caratterizzata dalla deposizione di grassi nella parete di grossi e medi vasi arteriosi.
Le sedi maggiormente colpite dalla malattia sono rappresentate dall’aorta e dai suoi rami principali, dai vasi del circolo cerebrale e degli arti inferiori, ma soprattutto dalle coronarie,dove questo deposito provoca ischemia cardiaca cioè una sofferenza del tessuto cardiaco come conseguenza della mancanza di ossigeno determinata dal ridotto flusso sanguigno nei vasi aterosclerotici.
Tra le prime cause della malattia è risultato immediatamente evidente un rapporto tra consumo di grassi animali introdotti con l’alimentazione e sviluppo della patologia e quindi tra ipercolesterolemia e aterosclerosi.
Non bisogna però dimenticare che questa malattia ha più fattori di rischio:
sicuri
età
sesso (più a rischio gli uomini)
ipercolesterolemia
ipertensione
fumo di sigarette
diabete
probabili
obesità
ipertrigliceridemia
scarsa attività fisica

I grassi che troviamo nel sangue, sono rappresentati da :
trigliceridi, colesterolo, fosfoloipidi e acidi grassi
Di questi quelli introdotti con i cibi sono i trigliceridi (burro e derivati,grassi contenuti nella carne,oli vegetali) e piccole quantità di colesterolo (uova). La quantità più rilevante di grassi in circolo è prodotta dal fegato il quale ad esempio sintetizza colesterolo e trigliceridi a partire dai carboidrati assunti con i cibi. Tutti i tipi di grassi citati non sono solubili pertanto non potrebbero circolare nel sangue se non fossero incorporati ad alcune specifiche lipoproteine che in base alla loro componente lipidica e alla corrispondente densità, vengono divise in:
VLDL proteine a bassissima densità cioè una piccola percentuale del peso è costituita da parte proteica il resto sono grassi;sono molto voluminose
LDL proteine a bassa densità
HDL proteine ad alta densità cioè il 50% del peso è costituito da parte proteica;sono più piccole e pesanti.
Un aumento di queste lipoproteine può avere una causa primaria come l’ipercolesterolemia poligenica oppure l’ipertrigliceridemia sporadica; altre volte più comunemente sono cause secondarie come:
diabete mellito
assunzione di alcool
contraccettivi orali
ipotiroidismo
malattie epatiche
malattie renali

Fra tutte, le HDL sono quelle che giocano un ruolo più importante nella protezione dall’aterosclerosi coronarica in quanto hanno il compito di trasportare il colesterolo al fegato o alle LDL che lo riportano ai tessuti, in questo modo una grossa quantità di grassi viene eliminata dal sangue.
Sembra che i complessi meccanismi responsabili dell’aterosclerosi siano da ricercarsi in una serie di stimoli lesivi ripetuti che possono essere di varia natura.
• Insulti di tipo meccanico dovuti soprattutto ad un’aumentata pressione arteriosa
• Danno di tipo chimico dovuto anche ad una elevata concentrazione di lipoproteine
• Importante azione immunitaria con formazione di anticorpi diretti contro la struttura della parete dei vasi.
Dagli studi effettuati,appare che una delle conseguenze più importanti per l’instaurarsi della malattia sia un eccessivo processo riparativo a livello della parete vasale dove i macrofagi (anticorpi) sono in grado di depositarsi e facilitare il deposito di grassi.


PATOLOGIE DI ORIGINE ARTERIOSCLEROTICA
Le conseguenze cliniche sono dovute essenzialmente ad una riduzione del diametro dei vasi quindi un ridotto apporto di sangue e conseguentemente di ossigeno ai distretti interessati.
La situazione che si viene a creare prende il nome di ischemia intendendo con questo termine una disponibilità d’ossigeno inferiore rispetto alle esigenze del distretto interessato.

Il grado d’ischemia provocato dipende da alcuni fattori:
• Presenza o meno di circoli collaterali in grado di supplire al vaso malato quindi più questo è periferico peggiore è la situazione
• Più rapida è la velocità con cui si instaura il restringimento, minore sarà la possibilità che si formino circoli collaterali
• La formazioni di trombi (tappi), peggiora il grado della malattia

Le sedi più facilmente colpite sono:
Miocardio
Sono le arterie coronarie ad essere interessate; le forme cliniche vanno dall’angina pectoris all’infarto vero e proprio.
Encefalo
Le richieste d’ossigeno del cervello sono elevate pertanto una lenta riduzione della quantità di sangue porta ad una progressiva riduzione delle cellule cerebrali funzionanti mentre una rapida riduzione causata ad esempio da una emorragia o da una trombosi, porta al ben noto “ictus cerebrale”.
Apparato gastroenterico (stomaco, intestino)
La comparsa di placche aterosclerotiche a livello del tronco celiaco e delle arterie mesenteriche, porta ad una ischemia intestinale cronica che spesso si manifesta nel momento della digestione quando aumentano le richieste di ossigeno; i pazienti lamentano dolore dopo il pranzo.
Se nascono fenomeni occlusivi gravi, si instaurerà un infarto intestinale con la comparsa di gangrena dell’intestino e peritonite diffusa.
Rene
L’occlusione totale o parziale dell’arteria renale o di uno dei suoi rami principali, provoca l’insorgenza dell’ipertensione renale e successivamente ad una insufficienza renale cronica.
Arti
Il danno tende a localizzarsi a livello delle arterie degli arti inferiori; i distretti maggiormente colpiti sono le arterie iliache, le arterie femorali, le arterie tibiali anteriori e quelle posteriori.
I sintomi compaiono con l’esercizio quindi durante il cammino e tanto più precocemente quanto più grave è il restringimento del vasi; questo è il quadro noto come “claudicatio intermittens”cioè camminata a tratti perché il soggetto si ferma a causa del dolore agli arti inferiori.

 Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 17/02/2014

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Ultimo aggiornamento in data : 18 febbraio 2014