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Impianto di un defibrillatore Con l'impianto di un defibrillatore è possibile individuare una tachicardia parossistica o una fibrillazione ventricolare e, inviando automaticamente una scarica di corrente, porre rimedio a un ritmo cardiaco troppo rapido e persino riattivare il cuore in caso di arresto cardiaco. Esecuzione: il defibrillatore, un apparecchio delle dimensioni di alcuni centimetri paragonabile al pacemaker, viene impiantato sotto la pelle nella regione toracica, in anestesia generale. È collegato direttamente al miocardio tramite una sonda.
La batteria ha una durata di circa quattro-cinque anni e va sostituita trascorso questo tempo. Degenza in ospedale: da due a tre giorni. Vita quotidiana: le persone che portano un defibrillatore possono svolgere attività professionali, sportive e di tempo libero come di consueto. Gli elettrodomestici non hanno alcun influsso sull'apparecchio; anche i telefoni senza fili per uso domestico e i Natel C non comportano problemi. Se si utilizzano degli apparecchi Natel D bisogna mantenere una distanza di sicurezza di almeno 10-15 cm. Una distanza di sicurezza va pure rispettata nei riguardi di utensili elettrici, saldatori, apparecchi per fisioterapia e antenne emittenti. Le situazioni e gli apparecchi che producono forti campi elettromagnetici, come l'esame per risonanza magnetica e diversi altri esami e trattamenti medici, possono danneggiare il dispositivo elettronico del defibrillatore e si devono evitare. Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 19/02/2011 |
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