L' ASMA PROFESSIONALE
La diagnosi di asma professionale richiede un'accurata anamnesi dei tipo di
lavoro del paziente. Si sospetta asma professionale in tutti casi nei quali i
sintomi asmatici compaiono durante o poco dopo l'esposizione a fumi, gas o
polveri, o nei quali i sintomi compaiono ciclicamente in rapporto al lavoro, con
miglioramento nei periodi di assenza dal lavoro. In alcuni casi la diminuzione
dei PEF può essere ritardata, rispetto al lavoro, di ore o anche di giorni
(156). In condizioni ideali (a diagnosi di asma professionale deve essere
confermata con parametri obiettivi, quali il monitoraggio dei PEF a casa e ai
lavoro o, in casi selezionati, con prove di provocazione bronchiale eseguite in
ambiente specialistico (156).
Una volta posta la diagnosi, é indispensabile evitare rigorosamente
l'esposizione all'agente causale per consentire la guarigione dell'asma
professionale (25, 27, 156). Tuttavia, una volta comparso, l'asma professionale
può non guarire completamente (157). Se l'esposizione continua, il paziente può
dÏvenire sensibile anche a minime concentrazioni di agente sensibilizzante, e le
riacutizzazioni asmatÏche possono divenÏre sempre più gravi e potenzialmente
fatali (158), le probabilità di remissione diminuiscono e la compromissione
funzionale respiratoria può diventare permanente (159).
La terapia farmacologica dell'asma professionale non é diversa da quella di
altre forme di asma, e non può ovviamente sostituire un rigoroso programma di
prevenzione dell'esposizione ambientale. In tutti i casi affetti da asma
professionale é consigliabile consultare uno specialista dell'asma o un medico
del lavoro.
Anche se la presenza di asma, atopia, o l'abitudine al fumo di sigaretta possono
predisporre alcuni lavoratori ad un maggiore rischio dÏ asma professionale in
alcune lavorazioni, si ritiene che nella maggior parte delle industrie le visite
di idoneità ai lavoro abbiano valore limitato (25, 26).E' certamente più
importante la prevenzione della sensibilizzazione attraverso corrette misure di
igiene dei lavoro. Questo non toghe che si possa consigliare, ad esempio, ai
soggetti atopici di evitare certe lavorazioni.
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19/02/2011