L'ASMA E IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Il rapporto fra aggravamento dell'asma, ed in particolare fra la comparsa di
asma notturno, e reflusso gastroesofageo é ancora discusso, anche se va preso
atto dei fatto che il reflusso gastroesofageo é circa 3 volte più frequente nei
pazienti asmatici. La maggior parte di questi pazienti ha anche un'ernia fatale.
Inoltre, l'uso per l'asma di xantine che rilassano lo sfintere esofageo
inferiore, può aumentare l'incidenza dei sintomi di reflusso gastroesofageo. La
diagnosi viene posta mediante monitoraggio simultaneo dei pH esofageo e della
funzionalità respiratoria. Il trattamento medico é relativamente semplice ed
efficace, e consiste di pasti piccoli e frequenti senza assunzione di altro cibo
o bevande tra i pasti, in particolare al momento di coricarsi. Vanno inoltre
evitati grassi, alcool, teofillina e beta, agonisti orali, antagonisti dei
recettori H, dell'istamina, ed in genere i farmaci che aumentano la pressione
esofagea inferiore.
E' inoltre consigliabile tenere il letto inclinato in modo che la testa sia più
alta. L'intervento chirurgico va riservato ai pazienti più gravi, con esofagite
ben documentata, e nei quali la terapia medica non funziona, tenendo ben
presente che l'intervento chirurgico non é risolutivo in tutti i casi. Prima di
consigliare ad un paziente asmatico l'intervento chirurgico sarebbe bene
dimostrare senza ombra di dubbio che il reflusso gastroesofageo é effettivamente
responsabile dei sintomi asmatici (164, 165).
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19/02/2011