ASMA DA ASPIRINA
In circa il 4-28% degli adulti asmatici e, più raramente, in bambini asmatici,
sia l'aspirina che altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) scatenano
gravi riacutizzazioni asmatiche. L'ampia variabilità della prevalenza di asma da
aspirina dipende dai criteri diagnostici (166). Le prove di provocazione per via
orale con acetilsalicilato per confermare una anamnesi di asma da aspirina sono
pericolose, e dovrebbero essere sostituite dalle più sicure prove di
provocazione con acetilsalicilato di lisina somministrato per via inalatoria .
ll decorso della malattia ed il quadro clinico sono caratteristici. Nella
maggior parte dei pazienti l'asma da aspirina esordisce clinicamente nella
terza-quarta decade di vita. Tipicamente il paziente lamenta sintomi e segni di
intensa rinite vasomotoria, caratterizzata da rinorrea intermittente e profusa.
Nell'arco di alcuni mesi la congestione nasale diventa cronica, e all'esame
obiettivo é possibile rilevare poliposi nasale. Asma bronchiale ed intolleranza
all'aspirina si sviluppano nei successivi stadi della malattia. In questi
pazienti l'asma ha un decorso protratto. L'intolleranza all'aspirina si
manifesta con un unico quadro: entro 1 ora dall'assunzione dell'aspirina si
sviluppa una riacutizzazione asmatica, spesso accompagnata da rinorrea,
irritazione congiuntivale, ed un eritema di colore scarlatto dei viso e dei
collo. Queste reazioni sono pericolose: infatti una singola dose terapeutica di
aspirina, o di altri farmaci inibitori delle cicloossigenasi, può scatenare
broncospasmo grave, shock, perdita di coscienza, ed arresto respiratorio. Nei
casi in cui sia strettamente necessario porre una diagnosi di certezza, il
paziente può essere sottoposto a prove di provocazione specifica con aspirina
alle seguenti condizioni:
1) deve trovarsi in un periodo di remissione dell'asma e
2) il VEMS é superiore al 70% dei teorico o dei miglior valore individuale.
La prova di provocazione con aspirina viene di solito eseguita per via orale. Le
prove di provocazione con aspirina debbono essere eseguite al mattino in
presenza di un medico esperto e di tutto quanto può servire per il trattamento
d'urgenza. La reazione va ritenuta positiva quando si osserva una riduzione di
almeno il 15% dei VEMS o dei PEF, accompagnata da sintomi di ostruzione
bronchiale e di irritazione nasale od oculocongiuntivale. In assenza di questi
sintomi e segni concomitanti, la reazione va considerata positiva solo in
presenza di cadute dei VEMS o dei PEF superiori al 20%.
Una volta sviluppatasi, l'intolleranza all'aspirina o ad un FANS persiste per
tutta la vita. I pazienti con asma da aspirina devono evitare non solo
l'aspirina, ma anche tutti i farmaci che la contengono, altri analgesici che
inibiscono la cicloossigenasi, e l'idrocortisone emisuccinato 1 pazienti con
asma da FANS che debbono essere trattati con FANS per altre malattie, possono
essere sottoposti da uno specialista a terapia desensibilizzante in ambiente
ospedaliero.
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19/02/2011