Colonscopia virtuale
Attualmente l’applicazione clinica più diffusa e studiata è la
colonscopia virtuale che permette la visualizzazione del colon secondo una
prospettiva simile a quella del fibroscopio della colonscopia tradizionale.
I risultati ottenuti nella maggior parte delle casistiche mondiali sono
promettenti e in futuro si stanno delineando i presupposti affinché la
definizione diagnostica della colonscopia virtuale sarà tale da suggerire in
futuro l’uso di routine dell’esame nella diagnosi dei tumori del colon-retto
al posto della colonscopia virtuale.
I vantaggi della colonscopia virtuale sono molteplici: assenza della sonda nel
colon, che spesso risulta dolorosa e mal tollerata dal paziente; infatti per
l’esecuzione dell’esame è necessario unicamente il posizionamento di una
piccola sonda nell’ampolla rettale per l’insufflazione dell’aria;
purtroppo la preparazione all’esame (purganti) è ancora la medesima per le
due metodiche.
Altro vantaggio è la possibilità di vedere anche gli altri organi
dell’addome quindi di individuare eventuali alterazioni patologiche
extracoliche.
I limiti consistono nell’esposizione a radiazioni ionizzanti (nettamente
inferiori alle dosi massime consentite dalle attuali direttive europee) e
l’impossibilità di asportare i polipi individuati.
Attualmente tuttavia, a causa di casistiche non ancora sufficientemente ampie,
le indicazioni alla colonscopia virtuale sono limitate a soggetti con sintomi
riconducibili all’apparato digerente, che rifiutano di eseguire una
colonscopia tradizionale o con colonscopia incompleta.
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volta il : 19/02/2011