La broncoscopia virtuale
La broncoscopia virtuale è stata diffusamente trattata nella
letteratura scientifica riguardante i progressi nella diagnostica per immagini.
Essa consiste nella ricostruzione tridimensionale delle immagini dell'albero
tracheo-bronchiale ricavate dalla tomografia spirale (alta risoluzione e rapida
esecuzione).
La tecnica della tomografia spirale ha migliorato la valutazione delle vie aeree
centrali eliminando artefatti dovuti ai movimenti respiratori. La ricostruzione
delle immagini acquisite durante una singola fase di apnea migliora la
precisione diagnostica e l’interpretazione dell'anatomia delle vie aeree. Si
possono produrre ottime immagini delle superfici interne dell'albero
tracheo-bronchiale fino ai bronchi di 4° e di 5° generazione.
La broncoscopia virtuale viene proposta per lo screening delle vie aeree
nella diagnosi di neoplasie endoluminali, per la valutazione delle stenosi
bronchiali e per ottenere una mappa in previsione della fibro-broncoscopia.
Questa metodica non prevede l'inserzione di strumenti nelle vie aeree. Immagini
simili a quelle ottenute con la fibro-broncoscopia sono prodotte dai dati
acquisiti dalla tomografia. La ricostruzione tridimensionale consente di
osservare meglio i rapporti delle vie aeree con gli altri organi o strutture. La
broncoscopia virtuale può evidenziare maggiori dettagli nelle vie periferiche
rispetto alla fibro-broncoscopia invasiva ma è limitata dalla impossibilità di
ottenere materiale citologico o istologico.
La tecnica della broncoscopia virtuale non è un'alternativa alla
broncoscopia ma può dare informazioni aggiuntive sulla regione
post-stenotica. Inoltre può rappresentare un metodo non invasivo nella
programmazione della fibro-broncoscopia e di eventuali sviluppi chirurgici.
Probabilmente la broncoscopia virtuale non è in grado di rivelare e definire
accuratamente piccole lesioni a carico della mucosa e della sottomucosa. Molti
studi hanno documentato la capacità di definire le stenosi delle vie aeree
meglio della fibro-broncoscopia. Ciò potrebbe essere utile quando si debba
programmare l'applicazione di uno stent. Tuttavia, l'accuratezza nella
definizione delle stenosi è probabilmente solo di poco migliore rispetto alla
tomografia assiale.
Il ruolo della broncoscopia virtuale potrebbe essere individuato nel
monitoraggio di stenosi bronchiali già note dopo la terapia o in soggetti che
non tollerano la fibro-broncoscopia. Inoltre, in alcuni studi è stata rilevata
l'utilità della broncoscopia virtuale per dirigere l'ago in caso di biopsia
transbronchiale.
La broncoscopia virtuale è stata impiegata anche nello studio delle
complicazioni sulle anastomosi dei bronchi in soggetti con trapianto polmonare,
rivelando una lieve migliore accuratezza rispetto alla tomografia assiale.
Tuttavia non è risultata in grado di evidenziare infezioni o deiscenze e
pertanto non è risultata utile a sostituire la fibro-broncoscopia nel
monitoraggio delle complicanze a carico delle anastomosi in tali pazienti.
La tecnica virtuale offre il vantaggio dell'assenza di trauma per il paziente e
la possibilità per il radiologo di valutare, ricostruendola, l'immagine di un
distretto dell'albero tracheobronchiale tridimensionale variamente orientabile.
Questo può rappresentare un arricchimento diagnostico sia per il medico sia per
il chirurgo.
Vantaggi e svantaggi della broncoscopia
virtuale
La broncoscopia virtuale, come le altre metodiche diagnostiche per
ricostruzione di immagini, presenta diversi vantaggi legati all’uso di
macchinari moderni che si avvalgono di strumentazioni altamente sofisticate e
della tecnologia più innovativa; elementi questi che consentono di ottenere
sequenze di immagini in maniera rapida e precisa. Il primo vantaggio da sottolineare è la possibilità di eliminare
eventuali ombre dovute a movimenti respiratori del paziente che potrebbero
compromettere la precisione dell’immagine e quindi dell’indagine; inoltre la
metodica non è assolutamente invasiva poiché non prevede l’inserimento di
alcuno strumento nelle vie aeree, a differenza della tecnica a fibre ottiche o
con broncoscopio rigido.
Altro elemento favorevole da non sottovalutare è la possibilità di superare
eventuali stenosi bronchiali.L’acquisizione e la ricostruzione tridimensionale delle immagini permettono
una osservazione migliore delle vie aeree in relazione agli altri organi,
fornendo maggiori e più precisi dettagli rispetto alla broncoscopia
tradizionale.
Lo svantaggio maggiore delle nuove metodiche diagnostiche per immagini è
rappresentato dall’impossibilità di effettuare prelievi bioptici che, se
necessari, devono comunque avvenire mediante la normale broncoscopia invasiva.
Naturalmente al momento può rappresentare un ostacolo anche il costo, che
tuttavia è destinato a diminuire con la inevitabile diffusione della metodica
stessa.
Considerazioni generali sulla broncoscopia
virtuale
La broncoscopia virtuale è sicuramente un esame innovativo e per il momento
non molto diffuso nel nostro Paese.
Uno dei motivi è che l’esame viene erroneamente considerato
"d’elite" a causa dei costi. Tuttavia, poiché è inevitabile che
prima o poi questi scendano, sarebbe opportuno che il paziente che necessita di
un’endoscopia virtuale, dietro consiglio del medico, si avvicinasse
all’esame senza timori.
Da parte loro i medici dovrebbero iniziare a considerare tali esami quali
procedure di screening come già sta avvenendo negli USA.
In realtà il costo può sembrare doppio solo se non si effettua una attenta
valutazione dei tempi più brevi di attesa e di esecuzione sia per il paziente
sia per il medico che esegue l’esame: con la broncoscopia tradizionale,
infatti, si possono effettuare meno esami nello stesso lasso di tempo poiché è
necessario il recupero degli strumenti e dei locali. Questi fattori permettono
di ammortizzare i costi, almeno per il momento elevati, e ridurre i tempi di
attesa, selezionando inoltre i pazienti in modo che solo quelli che hanno
necessità vere (biopsie, brossage, ecc.) verranno indirizzati alla broncoscopia
tradizionale.
Concludendo, l’esame tradizionale e quello virtuale sono solo due percorsi di
indagine diversi, uno non esclude l’altro ma, al contrario, sarebbe bene
trovare una formula per integrare al meglio gli aspetti positivi di ciascuno.
Acquisizione immagini e ricostruzione 3D
Nell’ambito delle indagini diagnostiche, fino a pochi anni fa, i medici
erano costretti ad affidarsi esclusivamente alle immagini radiologiche prodotte
dalle ombre delle strutture del corpo umano su una pellicola fotografica. Con
l’avvento delle tecniche che consentono la visualizzazione digitale delle
strutture corporee per sezioni (TC e RM) si è giunti a tecniche diagnostiche
supportate fortemente dall’alta tecnologia e dall’informatica.
La sinergia dei progressi medici e informatici ha permesso di utilizzare
apparecchiature che producono immagini tridimensionali.
Il processo per giungere alle immagini tridimensionali è costituito da tre
fasi. La prima consiste nell’acquisizione delle immagini tramite TC
(Tomografia Computerizzata) o RM (Risonanza Magnetica) che forniscono immagini
di sezioni delle strutture corporee che, al contrario delle lastre
radiografiche, sono in formato digitale. Ciò è vantaggioso poiché consente di
trasferire le immagini da un computer a un altro e di effettuare, se necessario,
la ricostruzione di tali immagini in tridimensione.
Questo passaggio rappresenta la seconda fase, in cui appunto le immagini
acquisite con TC o RM vengono trasmesse al computer che, nella terza fase,
le ricostruisce tridimensionalmente, unendole e sovrapponendole per ottenere il
segmento anatomico studiato. Poiché i tessuti del corpo hanno consistenze
diverse, è un vantaggio notevole poter visualizzare selettivamente sul monitor
il segmento desiderato. Vantaggiosa risulta inoltre la possibilità di studiare
una struttura del corpo umano da angolazioni diverse e sempre più
"interne", addirittura potendoci "navigare" dentro come
avviene per i bronchi nella broncoscopia virtuale.
Il medico che esegue l’esame…
Il medico che esegue la broncoscopia virtuale utilizza una moderna macchina
TC con caratteristiche particolari di acquisizione delle
immagini
in tridimensione.
Una volta acquisite le immagini con uno scanner particolare, esse vengono
trasmesse al computer che le ricostruisce tridimensionalmente unendole e
sovrapponendole fino ad ottenere il segmento della struttura in studio.
L’esame dura pochi minuti, poiché il lavoro di ricostruzione delle immagini
va eseguito dal medico a computer e non richiede la presenza del paziente.
Il paziente che si sottopone all’esame…
Il paziente che si sottopone alla broncoscopia virtuale non deve attenersi a
nessun tipo di preparazione precedente.
L’esame dura pochissimi minuti, l’assenza di invasività permette al
soggetto di svolgere, immediatamente dopo, le sue normali attività (compreso
l’andare a casa senza bisogno di essere accompagnato da altri come spesso
avviene nella maggior parte degli esami invasivi che richiedono una sedazione).
La non invasività della broncoscopia virtuale rappresenta quindi per il
paziente una ricchezza poiché permette di evitare in buona parte dei casi,
indagini diagnostiche traumatiche.
Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 19/02/2011