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1 Che cos’è l’angiografia tradizionale?

L’angiografia tradizionale è un esame relativamente cruento, che consiste nella puntura diretta di un’arteria o di una vena; si punge, di solito a livello della piega dell’inguine, l’arteria femorale e si entra in questi vasi con piccoli cateteri dal calibro esterno minore di 2 mm.; attraverso questi cateteri si inietta del liquido radio opaco, che si chiama “mezzo di contrasto”, che va a dimostrare con precisione le arterie e le vene del corpo umano. Può essere eseguita partendo dall’arteria femorale, per arrivare a tutte le arterie e vene del corpo umano, per intendersi dalla testa fino ai piedi.

2 Che cosa sono l’angio TC e l’angio RM?

L’angio TC e l’angio RM sono due metodiche che stanno ormai sostituendo l’angiografia tradizionale ed essenzialmente consentono entrambe, in alcuni distretti meglio l’angio TC, in altri meglio l’angio RM, di dimostrare con precisione le arterie e le vene, senza dover pungere un’arteria, ma semplicemente iniettando del mezzo di contrasto da una piccola agocannula messa in una vena della piega del gomito, quella in cui si fanno abitualmente le iniezioni endovenose.

3 È necessaria una preparazione particolare da parte del paziente che si deve sottoporre all’angio TC?

La preparazione del paziente all’angio TC è analoga a quella necessaria per qualsiasi esame con mezzo di contrasto. È quindi importante che il paziente si presenti digiuno al momento dell’esame e che gli vengano effettuate le analisi del sangue di routine.

4 L’angio TC può essere utilizzata per esaminare sia le vene che le arterie?

L’angio TC può essere utilizzata indifferentemente per esaminare sia le vene che le arterie. Nella pratica clinica, in realtà, le vene si vedono quasi sempre molto bene con l’ecocolordoppler, per cui non c’è bisogno di ricorrere all’angio TC, che è comunque un esame molto più costoso e relativamente indaginoso, anche se oggi è diventato molto rapido. Nelle arterie, invece, l’angio TC ha sostituito quasi completamente l’angiografia tradizionale. Nelle vene si utilizza esclusivamente per visualizzare le grosse vene, per intendersi le vene a livello del torace e dell’addome, cioè i due sistemi della vena cava superiore e della vena cava inferiore, che molto spesso non sono visibili con l’ecocolordoppler, soprattutto quello della vena cava superiore.

5 È vero che con l’angio TC si evitano tutti gli inconvenienti e i rischi dell’angiografia tradizionale? Ci sono rischi e inconvenienti peculiari dell’angio TC, di cui bisogna tenere conto?

Con l’angio TC si evitano tutti i rischi dell’angiografia tradizionale legati direttamente alla puntura arteriosa. Facciamo sempre riferimento all’arterio TC, più che alla flebo TC, cioè quella che serve per lo studio delle vene. Anzitutto non c’è nessun bisogno di un ricovero ospedaliero, che è quasi sempre indispensabile per eseguire un’angiografia tradizionale e inoltre si evitano tutti i rischi della puntura arteriosa, che sono una percentuale molto bassa, nel totale degli esami (al di sotto dell’1%, almeno quando si parla di angiografia diagnostica). Il più frequente è l’ematoma a livello del punto di iniezione; è evidente che se si va a pungere un’arteria, soprattutto nei pazienti con una coagulazione scadente, c’è il rischio che si formi un ematoma nella sede di puntura, per arrivare anche a complicanze più gravi, come può essere la trombosi, la tromboembolia a livello del punto di cateterizzazione. Tutto questo è sicuramente evitato con l’angio TC. I rischi e gli inconvenienti dell’angio TC sono più o meno gli stessi delle TC, cioè della TAC, fatte con mezzo di contrasto, perché si deve iniettare una quantità di mezzo di contrasto circa pari a quella che si inietta con l’angiografia tradizionale, circa 150-180 ml., per cui ci sono i rischi legati all’iniezione di mezzo di contrasto. Vorrei ricordare che la percentuale di mortalità per reazioni allergiche alle iniezioni di mezzo di contrasto che si usano oggi sono meno di un caso ogni 50.000 esami effettuati con mezzo di contrasto.

6 L’angio TC fino a che punto può sostituire l’angiografia tradizionale?

L’avvento delle TC multibanco, cioè l’evoluzione della tomografia computerizzata, ha comportato una notevole riduzione dei tempi di esecuzione dell’esame. Per fare un esempio, per eseguire un esame completo del torace e dell’addome superiore e inferiore con la TC tradizionale ci voleva circa un quarto d’ora - 20 minuti; con la TC spirale si impiegavano 45 - 60 secondi, per cui tutto l’esame poteva essere fatto in una sola apnea. Le TC multibanco hanno ridotto ancora ad un terzo il tempo di esame, per cui se con la TC spirale ci volevano 60 secondi, con la multibanco si arriva a esaminare torace e addome superiore e inferiore mediamente in una ventina di secondi (in un soggetto longilineo alto 1,90 m. il tempo impiegato è inferiore a 30 – 35 secondi). Questo consente di iniettare molto rapidamente il mezzo di contrasto nella piega del gomito e avere perciò opacizzati completamente i vasi dall’aorta toracica fino agli arti inferiori.

7 È possibile che dopo essersi sottoposti all’angio TC si debba poi ricorrere comunque all’angiografia tradizionale, col risultato di fare due esami, con tutto ciò che questo comporta (tempi di attesa, costi, rischi, dolore, … raddoppiati)?

Anzitutto i rischi non sarebbero raddoppiati, ma molto più che dimezzati, per non parlare dei costi, perché se è vero che l’angio TC ha un costo elevato (per i soli materiali più la macchina il costo è di circa 500.000 lire), l’angiografia tradizionale ha un costo superiore al milione, anzitutto per il maggiore impegno della sala; questo perché l’angiografia tradizionale dura molto di più, circa un’oretta, per lo meno la permanenza del paziente nella sala angiografica è di almeno un’ora.
L’unica possibilità per cui il risultato di un’angio TC debba poi essere verificato da un’angiografia tradizionale è che si sia sbagliata l’angio TC. Nel caso sia stata eseguita correttamente, non è più assolutamente indispensabile eseguire l’angiografia tradizionale.
La vera differenza,in realtà, va fatta a livello delle diverse funzioni dei due esami: l’angio TC ha primariamente uno scopo propedeutico, pre-operatorio, pre-trattamento e in questo caso fornisce ai radiologi interventisti molte più informazioni di quanto non possa fare l’angiografia tradizionale. Questo è facilmente intuibile, in quanto l’angiografia tradizionale ci dimostra soltanto l’interno del lume dell’arteria, cioè dove passa il flusso, dove passa il sangue, mentre invece l’angio TC ci dimostra con precisione anche la parete esterna del vaso arterioso, così ci permette di predeterminare molto meglio il tipo di manovra interventistica che dovremo eseguire in questi bacini.
L’angiografia tradizionale, invece, ha una funzione terapeutica, interventistica, in quanto molte malattie, soprattutto delle arterie, molto meno delle vene, possono essere trattate con manovre di radiologia interventistica per via endovascolare, più o meno con la stessa tecnica dell’angiografia. Un esempio frequente: per l’angioplastica dell’arteria iliaca, quella che porta il sangue agli arti inferiori, l’angiografia tradizionale rimane sempre e comunque il primo tempo. Due funzioni diverse, quindi, che vanno ben distinte: l’angio TC è propedeutica, l’angiografia tradizionale terapeutica

 8 Quanto sono attendibili e sufficienti per una buona diagnosi i risultati dell’angio TC?

  Irisultati dell’angio TC sono attendibili e sufficienti sempre. Se l’esame è stato correttamente eseguito, se si è tenuto in dovuto conto l’età del paziente, che dà evidentemente il tempo di circolo completo del sangue (nel corpo di un ragazzo di vent’anni è più rapido che in quello di un signore di un’ottantina di anni), il risultato dovrebbe essere adeguato, pur non esistendo in medicina la certezza al 100%. Anzi, dal punto di vista diagnostico, il risultato dell’angio TC, che comunque presuppone un quesito clinico molto preciso (non si fa un’angio TC delle arterie o delle vene degli arti inferiori senza neanche sapere se si tratta di una stenosi arteriosa o di una varice venosa) proprio perché è un esame molto delicato, è molto preciso e dettagliato, perché fornisce più informazioni di quanto non possa fare l’angiografia tradizionale. Per una corretta esecuzione dell’esame, il quesito dev’essere quindi focalizzato in modo molto preciso e questo di solito si ha con un preventivo esame ecocolordoppler dei distretti vascolari, da esaminare successivamente.

9 Come si situa l’angio TC nei confronti dell’ecocolordoppler?

Un’angio TC dovrebbe essere in qualsiasi distretto sempre preceduta da un esame ecocolordoppler. Per esempio, nello studio degli arti inferiori si deve preventivamente sapere dall’ecocolordoppler se c’è il sospetto di una stenosi o di una occlusione arteriosa, anche perché questo comporta lievi, ma importanti modificazioni della tecnica di esecuzione dell’angio TC. L’ecocolordoppler, pertanto, non è stato sostituito dall’angio TC, ma continua ad essere il punto di partenza. Questo essenzialmente per due motivi: anzitutto perché a volte è sufficiente, da solo, a fare una corretta analisi; in secondo luogo perché è in grado di fornire preziose informazioni al radiologo circa i tempi di infusione del mezzo di contrasto. Tra l’altro l’ecocolordoppler è un esame relativamente poco costoso. Per quanto riguarda i tempi di esecuzione, invece, bisogna considerare un insieme di fattori: per fare un esame ecocolordoppler delle vene degli arti inferiori si impiega come minimo una mezz’ora, mentre per fare un’angio TC il paziente sta coricato sul lettino il tempo di mettere l’ago nella vena e successivamente l’acquisizione, quando si parte dal torace fino ad arrivare al terzo superiore della gamba, dura non più di 40 secondi, tenendo conto che il paziente, quando si è arrivati alla coscia, può tranquillamente respirare. Quindi l’angio TC è molto più rapida dell’ecocolordoppler. Tuttavia, l’angio TC richiede dei passaggi, delle tappe successive, necessarie per la rielaborazione dell’esame: tutte le immagini che vengono acquisite in questi 40 secondi devono essere successivamente rielaborate in una work-station, per ottenere un’immagine assolutamente confrontabile con quella dell’angiografia tradizionale.
Dicevamo che l’ecocolordoppler resta il punto di partenza di una corretta diagnosi. Solo successivamente viene eseguita l’angio TC o l’angio RM, a seconda dei distretti interessati. Sta al radiologo valutare quale delle due procedure è più adatta, a seconda della situazione. Per fare qualche esempio, l’angio TC, più veloce, è senz’altro adatta per quei pazienti che si muovono molto, come pure per i portatori di pacemaker e i claustrofobici, che potrebbero mal tollerare la RM; al contrario, l’angio RM si rivela più adatta per coloro che non vogliono sottoporsi ai raggi.
Solo in terza battuta, dopo l’ecocolordoppler e l’angio TC o l’angio RM, si può procedere, ovviamente quando necessario, all’intervento chirurgico o angioplastica.

10 L’angio TC eseguita mediante TC multibanco come differisce dall’angio RM?

L’angio TC differisce completamente dall’angio RM. Quello della Tac e della Risonanza Magnetica sono due principi, due tecniche, due apparecchiature completamente diverse. Si arriva a ottenere la stessa immagine prendendo però due mezzi completamente diversi, come può essere diverso un treno rispetto a un aereo. In realtà il risultato finale è abbastanza simile, ma il percorso per cui ci si arriva è completamente differente. Ci sono vantaggi dell’una e dell’altra metodica. Sicuramente il maggiore vantaggio della RM è quello di non utilizzare radiazioni ionizzanti, ma semplicemente di ottenere le immagini grazie a impulsi a radiofrequenza in un campo magnetico; la TC spirale, oggi, ha soltanto il vantaggio della maggior velocità e di un maggior numero di positività rispetto all’angio RM. Il numero di informazioni che fornisce oggi l’angio TC con apparecchiature multibanco rispetto alla RM sono in questo momento superiori: non sul profilo endoluminale del caso, per intenderci quello evidenziato dal mezzo di contrasto, ma per lo studio della parete del vaso, non studiabile con la RM. Per di più la RM, siccome non fa che captare un segnale, spesso va a confondere delle stenosi molto serrate, cioè dei restringimenti del vaso in cui c’è una diminuzione del calibro del vaso superiore al 90% con delle occlusioni, perché non riesce a rilevare il segnale all’interno del punto ristretto.

 Questa pagina e' stata aggiornata l'ultima volta il : 18/02/2014

 

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Ultimo aggiornamento in data : 18 febbraio 2014