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Simpatectomia endoscopica toracica
S.E.T. - E.T.S. |
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Le indicazioni
per tale intervento sono:
 | iperidrosi
 | palmare |
 | facciale |
 | ascellare
 | eritrofobia (blushing, ereutofobia, paura di arrossire)
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 | ulcere periferiche nella sindrome di Raynaud |
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Si consiglia una attenta lettura
Se avrete bisogno di ulteriori informazioni
potrete scrivere una mail a:
mangeli@yahoo.com
Il Dott. Marcello Costa Angeli vi risponderà. Si prega
di specificare bene il problema.
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Indice
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Introduzione
Il sistema nervoso simpatico, che fa parte del sistema vegetativo, attiva tra
l'altro le ghiandole sudoripare della superficie corporea e contrae i vasi
della microcircolazione periferica. Le fibre nervose periferiche appartenenti
a questo sistema nervoso partono da piccoli accumuli di cellule nervose (cosiddetti gangli) che sono localizzati
lungo la colonna vertebrale, interconnessi tra di loro, formando il
tronco
del simpatico. Da parecchi decenni, l'eliminazione di alcuni di questi gangli
è stata adottata per la cura di alcuni disturbi della microcircolazione delle
mani e dei piedi, in alcuni casi anche per la cura dell'iperidrosi, con
interventi però di notevole importanza ( TORACOTOMICI ).Ma negli ultimi anni è stata messa a punto una tecnica microinvasiva
per accedere ai gangli toracici, responsabili per l'innervazione delle
ghiandole sudoripare del braccio, delle ascelle e del viso.
L'intervento è
denominato
Simpatectomia/simpaticofrassi Endoscopica
Toracica
Oggigiorno questo
intervento è diventato il principio terapeutico di prima scelta per la cura
definitiva dell'iperidrosi moderata o grave palmare e del viso, qualora altre
terapie non abbiano dato risultati soddisfacenti. Si tratta di un intervento
di invasività minima che ha sostituito definitivamente la simpatectomia
toracica "a cielo aperto", la tecnica assai cruenta usata negli
anni passati che comportava lunghi tempi di degenza e convalescenza. La
tecnica endoscopica è molto sicura e, se adottata da un chirurgo esperto,
questo tipo di procedura porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il
100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto una o più piccolissime cicatrici nel
cavo ascellare.
Tecnica chirurgica
L' intervento richiede un' anestesia totale. Si accede, attraverso una piccolissima incisione della cute, nel cavo
ascellare, con l'ottica video-toracoscopica ( ca. 1 cm ). Con questo strumento
il chirurgo può individuare e
interrompere i nodi nervosi del sistema simpatico, dai quali partono i segnali
che attivano le ghiandole sudoripare. La ferita cutanea viene chiusa con punti riassorbibili ( cicatrici invisibili o minime ) . Successivamente si ripete la stessa procedura sul lato opposto.
In genere il paziente viene dimesso il giorno dopo l'intervento e può
riprendere le attività normali nel giro di pochi giorni.
Variazioni di questa tecnica:
La maggioranza dei chirurghi che
effettuano questo intervento lo eseguono in due sedute, evitando di operare
ambedue i lati toracici durante lo stesso giorno, il che significa che si
rendono necessari due interventi con due anestesie totali nel giro di alcuni
giorni o settimane.
Da qualche anno, soprattutto nei casi con iperidrosi facciale o eritrofobia,
viene preferita la tecnica della neurocompressione ("clamping"
o "clipping"), ovvero la compressione del nervo simpatico tramite
piccole graffette di titanio, data la possibilità di rimuovere queste
graffette in caso di sudorazione compensatoria (vedi sotto) insopportabile.
Risultati
La simpatectomia/simpaticofrassi cura l'iperidrosi palmare definitivamente in quasi
tutti i casi ( > 99% ).
L'effetto è immediato e il paziente si sveglia dall'anestesia con mani
calde ed asciutte. Contemporaneamente cessano anche l'iperidrosi ascellare e facciale, se
presenti. Molti pazienti riferiscono che si sentono più calmi in situazioni di
stress, sia per la scomparsa del rossore di origine nervosa del viso che per
un minore aumento della frequenza cardiaca dovuta all'emozione. In molti casi si riscontra anche una diminuzione della sudorazione ai
piedi, anche se il meccanismo che porta a questo risultato rimane tuttora
sconosciuto. In ogni caso non si può mai predire il risultato per quanto
riguarda la sudorazione plantare.
Complicanze
L' intervento è gravato da pochissime complicanze e in genere si tratta di
inconvenienti di scarsa rilevanza che al massimo richiedono uno o due giorni
di ricovero in più.
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La sindrome di Horner:
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Si tratta della complicanza più temuta,
dovuta alla lesione del primo ganglio toracico, il cosi-detto ganglio
stellato oppure ad una anomalia di decorso delle se fibre. I sintomi consistono in un' asimmetria del viso causata dall'abbassamento
della palpebra superiore. Il rischio di tale evenienza è ormai
eccezionale. Spesso la forma è transitoria. La correzione di questa complicanza richiede un
intervento di chirurgia plastica ( blefaroplastica = riduzione della
palpebra superiore ). |
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Risultato fallito:
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Evenienza rara se il paziente non ha esiti
dovuti a gravi malattie pleuriche e non presenta variazioni anatomiche
tali che rendere difficile o impossibile l'accesso ai gangli. |
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Pneumotorace:
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Si tratta di un residuo di aria tra il polmone e la parete
toracica, a causa di una piccola lesione polmonare. Piccole quantità di aria
sono generalmente riassorbite spontaneamente entro poche ore senza necessità
di ulteriore trattamento. Un pneumotorace più importante (molto raro) può
richiedere un drenaggio del torace per più giorni. |
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Effetti collaterali
Circa la metà dei pazienti nota una sudorazione compensatoria in altre
parti del corpo dopo l'intervento, di solito al tronco e qualche volta alle
gambe. Questo fenomeno si manifesta specialmente durante l'esercizio fisico e in
presenza di alte temperature ambientali, ma può apparire anche senza questi
stimoli. Questo aumento di sudorazione è in genere leggero.
Molti
pazienti lo notano appena, ma in qualche caso, fortunatamente meno frequente,
può anche diventare fastidioso. Nella maggioranza dei casi, questa sudorazione
tende ad attenuarsi gradualmente durante il periodo di guarigione che dura
qualche mese. In ogni caso, per la maggioranza dei pazienti si tratta di un
inconveniente molto più accettabile che l'iperidrosi per cui sono stati
operati. Una sudorazione compensativa importante e fastidiosa si manifesta in
circa l'1,5% dei casi. Al fine di ridurre tale rischio io uso oggi la tecnica
della neurocompressione con graffette di titanio. Qualora si dovessero presentare effetti
collaterali insopportabili, la rimozione delle graffette nelle prime 6-8
settimane dopo l'intervento permetterebbe al nervo di ricuperare almeno in
parte la sua funzione. Per i pazienti con iperidrosi palmare la nuova strategia per ridurre
la sudorazione compensatoria, e soprattutto per evitare l'iperidrosi
compensatoria, mira a preservare il ganglio D2 e ad effettuare l'intervento
sui gangli D3 oppure D4. ( ricordarsi che la scelta
operativa è comunque appannaggio del chirurgo che deve anche valutare la
situazione locale dal vivo !!! ). Con l'aumento della distanza dal ganglio D2 la
sudorazione compensatoria tende a diminuire; aumenta però il rischio di un
risultato incompleto e/o meno duraturo più ci si allontana dal ganglio D2. Non si conoscono altri effetti collaterali a lungo termine correttamente
documentati.
Controindicazioni
 | Grave insufficienza cardiocircolatoria o polmonare
 | Gravi malattie della pleura con obliterazione dello
spazio pleurico
 | Ipertiroidismo non trattato |
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le immagini dei due interventi - clikka per ingrandire
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LE DUE MODALITA' OPERATIVE
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1 |
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SEQUENZA OPERATIVA CON CLIP
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1 |
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2
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SEQUENZA OPERATIVA PER INTERRUZIONE
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