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In questa pagina vorrei annoverare le complicanze che personalmente ho avuto modo di osservare nella pratica chirurgica specifica. Moltissime infatti sono le osservazioni di problemi chirurgici che i vari autori riferiscono in tale campo, ma sopratutto di più sono le testimonianze web dei pazienti che si sono sottoposti a tali interventi e che ne riportano dei problemi. L'attendibilità di queste referenze  è però da verificare in relazione al debito cognitivo che ogni paziente ha con le conoscenze mediche e  impone sempre cautela. Spero che tale contributo possa portare almeno qualche delucidazione a tutti.

1) CASO MOLTO RECENTE

Ho avuto dopo più di 1000 interventi per STS portati con accesso ascellare una comparsa di <<scapola alata sx >>. Credo possa essere dovuta ad un danno nervoso nell'inserzione del toracoport.... ma potrebbe esser anche una sindrome spontanea... il tempo non è ancora sufficiente per dirimere La paziente non ha voluto sottoporsi ad un intervento esplorativo di revisione del nervo.

Diagnosi: Sindrome di Parsonage-Turner ??

Cosa pensare? La scapola è mantenuta in posizione, contro la parete toracica, da due principali muscoli, il dentato anteriore e la porzione superiore del trapezio. Il dentato anteriore traziona il bordo mediale della scapola anteriormente e lateralmente durante l’estensione anteriore del braccio e il trapezio traziona il bordo superiore della scapola superiormente e medialmente durante il movimento laterale del braccio. La debolezza del dentato anteriore, innervato dal nervo toracico lungo, causa la proiezione posteriore del bordo mediale della scapola o “scapola alata”. L’angolo della scapola si sposta superiormente e medialmente durante l’estensione in avanti del braccio. Quando la scapola alata è dovuta ad una debolezza della porzione superiore del trapezio, la scapola si sposta in basso e lateralmente durante il movimento laterale del braccio. Le cause della scapola alata secondaria al coinvolgimento del dentato anteriore o del suo nervo sono molte e includono traumi dello sport, malattia con coinvolgimento nervoso e anche la radicolopatia dovrebbe entrare nella diagnosi differenziale.


Il nervo accessorio innerva due muscoli, lo sternocleidomastoideo (SCM) e il trapezio. La più frequente causa di neuropatia dell’accessorio è sicuramente da imputare al trauma chirurgico a livello del triangolo posteriore del collo, durante la dissezione linfonodale. Se la lesione è prossimale all’innervazione dello SCM, ci può essere debolezza nel ruotare la testa a causa della paralisi dello SCM e la scapola alata. Se la lesione è distale all’innervazione dello SCM allora può esserci solamente una scapola alata isolata. Un’altra causa meno frequente di scapola alata è la neuropatia spontanea del nervo accessorio.

 

MONONEUROPATIE O NEUROPATIE MULTIPLE
 

Sono delle sindromi caratterizzate da dolore e debolezza muscolare che colpisce soprattutto gli arti superiori. Solitamente interessa un solo nervo, ma spesso può coinvolgere più nervi e di solito quelli del cingolo scapolare. L’eziologia non è chiara ma infezioni, ipersensibilità e autoimmunità si pensa possano essere coinvolte.
Gli studi sulla conduzione nervosa mostrano anomalie dell’amplitudine del segnale senza l’evidenza di un blocco della conduzione e ciò suggerisce che tale processo sia un’assonopatia. Parsonage e Turner nel 1948 descrissero una serie di 136 pazienti con tali disturbi. I sintomi erano caratterizzati generalmente da dolore all’arto superiore che di solito regrediva nel giro di due-tre settimane. La debolezza e l’affaticabilità possono essere presenti da subito ma di solito insorgono quando il dolore regredisce.
La maggior parte dei pazienti riacquistano la funzionalità nel giro di qualche mese ma talora possono essere necessari 2-3 anni.
La causa di questa patologia non è chiara e non ci sono esami di laboratorio e/o segni elettromiografici che possano aiutare nella diagnosi.Un terzo dei pazienti possono avere sintomi bilaterali non necessariamente simmetrici.
La maggior parte delle volte queste sindromi interessano il nervo soprascapolare, il nervo toracico lungo e il nervo ascellare.
Il trattamento è personalizzato in rapporto all’attività della persona e al suo deficit nervoso specifico.
I principi generali di trattamento sono:

  1. Evitare la chirurgia

  2. Aiutare il corpo a guarire da solo

  3. Mobilizzazioni morbide sia attive assistite che passive senza evocare dolore per evitare le contratture muscolari

  4. Antidolorifici se necessari


La prognosi a lungo termine è buona nell’80% dei casi a due anni e nel 90% dei casi a quattro anni.

Questa pagina è stata aggiornata in data : 28/02/2011

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