Caldo e sudore

INFORMAZIONI MEDICHE SULL'ECCESSO DI SUDORE e SULL'ARROSSIRE SENZA MOTIVO  fornite dal Dott. Marcello Costa Angeli - Chirurgo Toracico - Dirigente Medico con incarico professionale di eccellente specializzazione per la patologia del sistema nervoso simpatico  Unità Operativa di Chirurgia Toracica  - Ospedale San Gerardo  - Monza

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La sudorazione da caldo:La sudorazione e’ uno dei meccanismi naturali con cui l’organismo riesce a mantenere a valori costanti la temperatura interna. E’ controllata da un’area dell’ipotalamo ( zona del cervello) che contiene dei neuroni sensibili alle variazioni di calore interno, sia per il caldo che per il freddo.

Quando la temperatura interna cresce fra i 37 e i 42 gradi (....febbre, attivita’ sportiva e fisica ecc.) e quando i termorecettori cutanei registrano un aumento della temperatura atmosferica, questi neuroni vengono eccitati e, a loro volta, inviano, attraverso fibre nervose efferenti, impulsi alla catena simpatica che da questa raggiungono per via delle fibre nervose colinergiche i principali nervi periferici e poi terminano intorno alle ghiandole eccrine. La sudorazione da caldo pero’ non coinvolge le ghiandole del palmo della mano e del piede ( che nel'iperidrosi in genere iperproducono di base normalmente ), mentre si verifica indifferentemente in ogni altra parte del corpo. Oltre al controllo del sistema nervoso centrale esiste poi un meccanismo locale di attivazione della sudorazione che si realizza tramite il cosiddetto riflesso assonico. A livello delle cellule secernenti, l’acetilcolina rilasciata dalle fibre nervose colinergiche perighiandolari, stimola i recettori colinergici e facilita la penetrazione di calcio extracellulare attraverso la membrana cellulare.

 

La maggiore concentrazione dello ione calcio nel citoplasma attiva i canali del cloro e del potassio, da cui passano le molecole di cloruro di potassio che si riversano all’esterno della cellula. In base alla legge della iso-osmolarita’ l’acqua abbandona a sua volta la cellula, al seguito del sale, mentre contemporaneamente il nuovo equilibrio chimico che si e’ venuto a creare, attira all’interno della cellula molecole di sodio, potassio e cloro. L’aumento del sodio intracellulare attiva la pompa che lo trasporta nel lume della ghiandola dove esso si unisce al cloro, per formare il cloruro di sodio, elemento fondamentale del sudore eccrino. La sudorazione emozionale, che non e’ dovuta all’aumento della temperatura, e’ limitata alle palme delle mani e dei piedi e, in casi minori, a quelle ghiandole sudoripare ascellari che pero’ rispondono anche agli stimoli termici. Il centro ipotalamico che la controlla e’ diverso da quello termosensibile, e riceve impulsi direttamente dalla corteccia cerebrale, che, rielaborati, proseguono verso la periferia con lo stesso percorso e meccanismo gia’ descritto.

Un breve cenno sulla termoregolazione e il sudore:Il sudore è come abbiamo già detto il prodotto di secrezione delle ghiandole sudoripare ed è un liquido tendenzialmente incolore, leggermente salato, di reazione acida e con composizione variabile di sali, in rapporto alle diverse condizioni fisiologiche dell’organismo. E' costituito per la massima parte di acqua mentre le sostanze solide vi sono contenute nella proporzione dello 0-1%, di cui  3/4 circa sono inorganiche ed 1/4 organiche : delle prime, il principale costituente è il cloruro di sodio, tra le seconde l’urea.La funzione principale del sudore è quella di contribuire alla regolazione della temperatura corporea mediante il raffreddamento della superficie cutanea. Tale diminuzione di calore viene  provocata dall’evaporazione dell’acqua costituente la massima parte del secreto sudoriparo e tale meccanismo è  regolato dal sistema della termoregolazione. Per cui la quantità di sudore secreta da un soggetto fisico nelle 24 ore dipende dalle esigenze della termoregolazione stessa. Aumenta con l’aumentare della temperatura ambiente e del lavoro muscolare. Si verificano comunque delle situazioni in cui vi è un abnorme secrezione di sudore localizzata solitamente, alle mani, ai piedi, alle grandi pieghe cutanee od anche generalizzata a tutta la superficie cutanea : in tali casi siamo di fronte al fenomeno della  - IPERIDROSI.  Molteplici ne sono le cause : rimando alle pagine specifiche sull'argomento.La termoregolazione corporea è un meccanismo tendente a mantenere costante la temperatura dell’organismo attraverso l’adattamento dei processi di produzione e di dispersione del calore ai cambiamenti della temperatura ambientale. Negli organismi animali la produzione di calore deriva dai processi ossidativi del metabolismo energetico, dall’attività muscolare e dall’alimentazione; per quest’ultima secondo l’azione dinamica specifica degli alimenti. Le perdite di calore avvengono in gran parte (70% circa) per radiazione e conduzione e, in via secondaria, attraverso il sudore, la respirazione e gli emuntori intestinale ed urinario.  I meccanismi di termoregolazione sono propri degli animali superiori a sangue caldo od omeotermi. Gli animali a sangue freddo o pecilotermi (rettili, anfibi, pesci) possiedono meccanismi di termoregolazione molto rudimentali per cui la loro temperatura corporea varia entro limiti abbastanza estesi ed in rapporto alla temperatura ambiente. Negli animali ibernanti poi i meccanismi termoregolatori sono operativi solo in determinati periodi dell’anno e quando la temperatura ambiente scende al di sotto di certi valori, essi cadono in letargo ed in tale condizione la temperatura corporea diminuisce raggiungendo valori di 20-25° C.  A seguito di variazioni della temperatura ambientale, gli organismi omeotermi mettono in atto risposte di tipo somatico, endocrino, comportamentale ed in modo particolare neurovegetativo attraverso cui viene adeguata l’entità delle perdite e della produzione di calore. I meccanismi attivati dal freddo sono : l’attività muscolare, la secrezione di adrenalina e di ormone tireotropo, l’aumento dell’appetito (tutti fattori che aumentano la produzione di calore), come pure la vasocostrizione cutanea ed i riflessi di orripilazione e di raggomitolamento, che tendono a diminuire la perdita di calore. Al contrario sono attivati dal caldo : la vasodilatazione cutanea, la ventilazione polmonare e la sudorazione che favoriscono la dispersione del calore ; questi stimoli diminuiscono insieme l’appetito, l’attività motoria e la secrezione ipofisaria di ormone tireotropo con conseguente rallentamento del metabolismo e quindi della produzione di calore.  L’insieme dei meccanismi riflessi termoregolatori è integrato dall’ipotalamo. Nell’ipotalamo anteriore esiste un centro termolitico:

cioè un gruppo di neuroni sensibili ad aumenti di temperatura di 1-2° C e capaci di reagire a questi aumenti con l’attivazione dei meccanismi di attivazione termica. Lesioni a livello dell’ipotalamo anteriore determinano ipertermia.

Nell’ipotalamo posteriore e laterale esiste un centro termogenetico:

costituito da neuroni che risentono della diminuzione della temperatura ambiente reagendo  con l’attivazione di meccanismi conservativi e produttivi del calore.

In determinate circostanze il controllo ipotalamico della temperatura corporea risulta spostato a livello più alto : ciò in particolare si osserva nella febbre dovuta il più delle volte alla liberazione di tossine che agiscono sui centri termoregolatori dell’ipotalamo attraverso fattori “ pirogeni ” dei leucociti circolanti. Ora, risulta abbastanza evidente il fatto per cui, trovandosi in presenza di lesioni ipotalamiche della termoregolazione, oppure a fatti specifici patologici od anche semplicemente a disfunzioni neurovegetative, ne può risultare come conseguenza il manifestarsi di alcune forme d'’iperidrosi ( iperidrosi secondaria ).

Questa pagina è stata aggiornata in data : 11/03/2012

 

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