Come e perchè

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Su
Fisiopatologia osso
Come e perchè
Le metastasi oseee

 

A cosa serve?

bullet    Stadiazione di neoplasie maligne:

 
bullet    screening dei pazienti con tumore primario che può dare metastasi scheletriche;
bullet    valutazione della risposta alla terapia;
bullet    localizzazione dei siti da biopsiare.

 

bullet    Valutazione di neoplasie primitive dell'osso (es. sarcoma di Ewing, sarcoma osteogenico):

 
bullet    valutazione dell'estensione della lesione scheletrica primaria;
bullet    ricerca di metastasi in altri distretti scheletrici o in tessuti molli.

 

bullet    Diagnosi di malattia infiammatoria scheletrica (es. osteomielite).
bullet    Valutazione di dolore osseo di origine sconosciuta.
bullet    Studio della perfusione e della vitalità ossea (es. trapianti ossei).
bullet    Follow-up di intervento di artroprotesi.
bullet    Ricerca di fratture occulte, non dimostrabili radiologicamente (es. fratture da stress, traumi sportivi).
bullet    Valutazione di danno post-traumatico o ricerca di lesioni da maltrattamento infantile, come riscontro medico-legale-assicurativo.

Che informazioni fornisce?

L'indagine fornisce la mappa della distribuzione del radiofarmaco nello scheletro evidenziando il grado di attività osteoblastica dei vari distretti scheletrici, per mezzo di variazioni cromatiche proporzionali alla radioattività regionale.

bullet Presenta elevata sensibilità diagnostica essendo in grado di riconoscere alterazioni del metabolismo osseo distrettuale in fase pre-radiologica. Infatti, perchè una lesione ossea possa essere evidenziata con un esame radiologico tradizionale, è necessaria una riduzione del contenuto di calcio superiore al 35-40%, mentre perchè sia evidenziabile con un esame scintigrafico, è sufficiente una modesta variazione (ca. 2%).
bullet E` però evidente che la metodica è poco specifica, poichè qualunque patologia in grado di indurre un aumento dell'attività osteoblastica provoca un'iperconcentrazione del radiofarmaco.

Come si fa?

Il radiofarmaco, comunemente un difosfonato marcato con 99mTc (700-800 MBq), viene somministrato al paziente e.v.; non è necessario il digiuno.

Il paziente viene quindi idratato per os o e.v. ed è istruito ad urinare frequentemente, al fine di ridurre il tempo di permanenza del radiofarmaco in vescica.

Per ottenere la massima qualità delle immagini è essenziale acquisirle non prima di 2-3 ore dalla somministrazione del radiofarmaco perchè in tal modo si permette la massima concentrazione dello medesimo nell'osso e la contemporanea riduzione, a livelli ottimali, della radioattività in circolo e nei tessuti molli ("fondo").

Sono possibili diverse tecniche di acquisizione:

bullet    Scintigrafia totale corporea ("total body")
La più comune. Consiste nell'acquisizione delle immagini dell'intero apparato scheletrico per mezzo di una scansione del paziente nelle proiezioni anteriore e posteriore dopo 2-3 ore dall'iniezione, eventualmente seguita dall'acquisizione di immagini in dettaglio nelle proiezioni opportune.

 

bullet    Scintigrafia distrettuale
Consiste nell'acquisizione di immagini planari, in più proiezioni, relative ad un solo distretto scheletrico.

 

bullet    Tomoscintigrafia (SPET)
Consiste nell'acquisizione di immagini tomografiche relative ad uno o più distretti scheletrici, mediante l'impiego di una gamma camera tomografica. Tale metodica, pur non migliorando la risoluzione spaziale, aumenta il contrasto delle immagini, facilitando il riconoscimento e la localizzazione di eventuali lesioni, specie se interessanti la colonna vertebrale o le grosse articolazioni (spalla, anca, ginocchio).

 

bullet    Scintigrafia trifasica
Impiegata in casi selezionati, ad esempio ove si sospetti una patologia flogistica, comprende:
  1.     Prima fase (perfusoria): contemporaneamente alla somministrazione del radiofarmaco viene acquisita una serie di immagini sequenziali, per evidenziare il primo transito del radiofarmaco nel distretto esplorato.
  2.     Seconda fase (all'equilibrio ematico): 3-5 minuti dopo l'iniezione viene acquisita l'immagine relativa alla distribuzione del radiofarmaco omogeneamente distribuito nella circolazione sanguigna e negli spazi extracellulari.
  3.     Terza fase (tardiva): 2-3 ore dopo l'iniezione si acquisisce l'abituale scintigrafia corporea totale o distrettuale.

 

Fa Male?

bullet    L'indagine è priva di significativi effetti collaterali e risulta ben tollerata da pazienti di qualunque età.
bullet    L'effettuazione prevede una semplice iniezione e.v.; il radiofarmaco comunemente utilizzato (MDP o altri difosfonati) nei molti anni di impiego clinico ha presentato solamente sporadici casi di reazioni allergiche, generalmente limitati a rash cutaneo prurito e febbre.
bullet    La dose di irradiazione ricevuta dall'osso e dal midollo osseo è bassa.
bullet    La dose di irradiazione ricevuta dai reni, dalle gonadi e dal corpo intero è bassa, mentre la dose alla vescica, sensibilmente più alta, si mantiene entro limiti ampiamente accettabili se il paziente viene opportunamente idratato ed istruito ad urinare frequentemente.

99mTc-MDP:
dosi di irradiazione assorbite da un paziente adulto

Organo mGy/MBq mGy/750MBq
Scheletro 0.00946 7.1
Midollo osseo 0.00757 5.7
Rene 0.00838 6.2
Fegato 0.00216 1.6
Corpo intero 0.00176 1.3
Parete vescicale (minzione ogni 2 h) 0.035 26.0
Ovaie (minzione ogni 2 h) 0.00459 3.4
Testicoli (minzione ogni 2 h) 0.00216 1.6

Da Syed, I.B., and others: Health Phys, 42(2):159-163,1982, (parz. mod.)

Radiofarmaci Impiegati

La scintigrafia scheletrica viene utilizzata da più di 30 anni. Durante questo periodo è stata impiegata una gran varietà di radiofarmaci, come gli analoghi cationici del calcio (85Sr, 87mSr, 131Ba, 135mBa), terre rare (153Sm, 157Dy, 171Er) chelate con HEDTA, anione fluoro (18F) e fosfati e fosfonati legati a 99mTc.

Fosfati marcati con 99mTc

bullet    Per lo studio dell'apparato scheletrico vengono utilizzati i Polifosfati marcati con 99mTc, che possono presentare o il legame inorganico (P-O-P) o il legame organico (P-C-P).
I primi ad essere utilizzati sono stati gli inorganici, come il pirofosfato, che sono oggi raramente impiegati per lo studio dello scheletro. Il pirofosfato, poichè presenta il maggior tropismo verso i tessuti necrotici, può venire tuttora impiegato nella diagnosi di infarto miocardico acuto.
bullet    Attualmente i difosfonati organici rappresentano i radiofarmaci più largamente utilizzati per lo studio scintigrafico dell'osso, in ragione della loro efficacia, economia, dosimetria e facile disponibilità.

I più usati sono:

bullet    Metilene-difosfonato (MDP)
bullet    Idrossi-etilene-difosfonato (HEDP)
bullet    Idrossi-metilene-difosfonato (HMDP)
bullet    Dicarbossi-propano-difosfonato (DPD)

Essi si differenziano fra di loro in modo poco significativo ai fini dell'impiego clinico, mentre sono importanti le caratteristiche che li rendono preferibili rispetto ai fosfati inorganici:

bullet    il legame P-C-P è più stabile e non suscettibile ad idrolisi enzimatica "in vivo" da parte della pirofosfatasi;
bullet    l'elevata clearance renale grazie alla loro bassa affinità con le proteine plasmatiche;
bullet    la mancanza di significativo legame con i globuli rossi.

- I kit di preparazione contengono agenti stabilizzanti (antiossidanti come l'acido ascorbico o gentisiaco) che prevengono l'ossidazione dello stagno. Quando immesso nel kit di preparazione, il 99mTc pertecnetato viene ridotto dallo stagno dalla valenza +7 a +4 potendo così legarsi al difosfonato.

- Nel soggetto normale circa il 50% del difosfonato iniettato si lega allo scheletro e la restante parte viene eliminata per via urinaria nelle prime 5-6 ore.

- Il miglior rapporto tra l'attività ossea e l'attività nei tessuti molli si ottiene circa 3 ore dopo l'iniezione. Tale tempo può risultare più lungo, in caso di ridotta funzione renale.

- Il principale meccanismo di legame dei fosfati sull'osso è il chemioadsorbimento che avviene per mezzo di legami chimici nelle regioni di flessione e di dislocazione sulla superficie dei cristalli di idrossiapatite. Lo stagno e il 99mTc vengono idrolizzati e si legano all'osso o separatamente o assieme sotto forma di idrossido di stagno e diossido di tecnezio. Le grandi superfici di idrossiapatite idratata, presenti ad esempio nei centri di crescita o nelle lesioni ossee metabolicamente attive, permettono un maggiore chemioadsorbimento e quindi mostrano maggiore capacità di concentrare il radiofarmaco. Probabilmente il 99mTc-MDP si lega anche con la matrice organica, gli enzimi e i recettori enzimatici, ma l'entità di tale legame, e quindi la sua importanza, non sono ancora ben conosciute.

 Fattori che determinano la fissazione ossea dei fosfonati:

bullet    Attività metabolica: il fattore più importante. La fissazione è proporzionale al grado di tournover osseo.
bullet    Flusso ematico: indispensabile per la veicolazione del radiofarmaco. La captazione è ridotta nelle regioni ipoperfuse. In caso di aumento patologico del flusso sanguigno, la captazione aumenta ma non in misura proporzionale: ad esempio, un flusso aumentato di 3-4 volte il normale, provoca una captazione del 30-40% in più.
bullet    Tono simpatico: agisce sul flusso capillare distrettuale. Se aumentato provoca chiusura del flusso capillare e ridotta captazione; se ridotto, come in caso di simpaticectomia, trombosi o emiplegia, provoca vasodilatazione, aumento locale del flusso sanguigno e conseguente aumento della captazione.

 

La Scintigrafia Scheletrica in patologie Neoplastiche

 

In caso di metastasi o di focolaio neoplastico non osteogenico, attorno alla neoplasia, che può contenere zone di necrosi, si sviluppa generalmente un aumentata attività osteoblastica reattiva che provoca l'iperconcentrazione del radiofarmaco. Raramente tale reazione può essere assente, come nel caso di pazienti molto defedati o in forme indifferenziate a rapida evoluzione.

Quadro scintigrafico normale


bulletIndispensabile condizione di normalità è la simmetria.
bulletAree fisiologicamente sedi di maggiore rimaneggiamento (come ad esempio le articolazioni sternoclaveari o la sincondrosi sacro-iliaca) appaiono normalmente più "attive".
bulletLa visualizzazione dei reni è normale se non sono trascorse più di 4 ore dalla iniezione.
bulletAree di inserzione muscolare (specie in soggetti con masse muscolari sviluppate), o articolazioni sottoposte a maggior carico (come l'articolazione scapolo-omerale relativa all'arto dominante), possono apparire ipercaptanti.
bulletNei pazienti pediatrici, le cartilagini di accrescimento appaiono nettamente iperattive e devono risultare ben delimitate e simmetriche; si evidenziano, inoltre, comunemente le suture cra

Quadri scintigrafici patologici


bulletLa maggior parte dei processi patologici dello scheletro sono ipercaptanti i difosfonati perchè determinano una reazione osteoblastica.
bulletLe lesioni ipocaptanti sono molto più rare e possono risultare difficilmente riconoscibili.
bulletE' inoltre possibile che i difosfonati si concentrino in maniera significativa nei tessuti molli, in corso di determinate condizioni patologiche quali il carcinoma della mammella e le sue metastasi linfonodali e, in minor misura, in altre neoplasie maligne dei tessuti molli (specie se sono presenti aree di necrosi), nell'ascite o nei versamenti pleurici neoplastici, nella miosite ossificante, nell'infarto miocardico, in sede di iniezione intramuscolare, nelle ustioni, nelle calcificazioni ectopiche, (esempio 15k) e nei depositi di amiloide.

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