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TELEMATICA22/O6/1999
ANNO 3 N°350
22 Giugno 1999
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POLIEDRA S.p.A.
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| Testata telematica
dedicata agli Operatori della Sanità |
Negli ospedali un giorno
di paralisi
Rinvio per interventi di routine e esami. Contratto e
riforme i motivi dell'astensione
Scioperano i medici, garantite solo le emergenze
L'agitazione era stata proclamata il 31 maggio scorso dall'Unione medici
specialisti dirigenti Umsped di cui fanno parte l'Aaroi (Associazione
anestesisti rianimatori ospedalieri), l'Aipac (Associazione italiana patologi
clinici) e il Snr (Sindacato nazionale radiologi). In origine doveva trattarsi
di una protesta legata al rinnovo del contratto ospedaliero. "Ora è rivolto
anche contro il decreto di riforma della Sanità", ha spiegato il presidente
dell'Umsped Vincenzo Carpino. "La riforma Bindi - ha aggiunto - è andata oltre
i limiti della delega ed ha ristretto gli spazi per il contratto di lavoro".
Sotto accusa è soprattutto la presenza di un unico livello della dirigenza
medica. L'Umsped chiede invece di "affermare la centralità del medico
ospedaliero nelle scelte strategiche della direzione aziendale", di
"valorizzare l'esclusività del rapporto" (in altri Paesi europei i medici
lavorano qualche ora in più per stipendi quasi doppi). Si chiede poi di
equiparare economicamente gli ex assistenti, risolvere le carenze di organico
in anestesiologia e radiologia "che permangono - ha denunciato Vincenzo
Carpino - a fronte di 85 mila medici disoccupati. Non si capisce come potrà
essere possibile raggiungere tutti gli obiettivi se il personale sarà
insufficiente. La riforma, insomma, è contro i cittadini". "Altri scioperi -
ha concluso il presidente dell'Umsped - sono in programma non appena si
comincerà a discutere sul contratto, probabilmente entro luglio". Ma il fronte
delle agitazioni del mondo della sanità rischia di allargarsi per
l'approvazione della riforma voluta dal ministro della Sanità Rosy Bindi.
Decisamente negativo è il giudizio del sindacato nazionale autonomo medici
italiani. Il presidente, Roberto Anzalone, parla di "una legge che sconvolge
la normale attività libero professionale dei medici. Impedisce al cittadino di
scegliere liberamente il medico di fiducia e il luogo dove curarsi". Per
questo motivo - annuncia Roberto Anzalone - "continueremo a chiedere al
Presidente della Repubblica di non firmare il decreto. Abbiamo convocato per
domenica 4 luglio il comitato centrale e là prenderemo le decisioni
sindacali". Toni battaglieri anche quelli utilizzati dal "Cartello dei medici
in rivolta di Monza e Milano" (a cui aderiscono tutte le sigle sindacali dei
medici, tranne l'Anaao) che, proseguendo nello sciopero virtuale proclamato a
marzo, si sono tassati per acquistare una pagina del "Giornale". Anche da loro
giunge la richiesta al presidente Ciampi di non firmare una "riforma fatta
senza i medici" e "contro i medici, presentata all'ultimo minuto, costringendo
il Presidente della Repubblica a leggere tra sabato e domenica le 90 pagine
del decreto", ha denunciato Marcello Costa Angeli,
fondatore del Cartello.
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