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PROPOSTA
DI MODIFICA DELLA ATTUALE STADIAZIONE DEL CANCRO DEL POLMONE
M.
Costa Angeli, E. Tisi,
D. Ballabio, C. Arrigoni, E.
Cassina, E. Corno,
T. Di Sibio, C. Benenti.
Chirurgia
Toracica - Ospedale N. San Gerardo - Monza.
SUMMARY.
Da una revisione dei risultati a distanza del trattamento chirurgico del cancro del polmone rilevati presso la Divisione di Chirurgia Toracica dell' Ospedale N. San Gerardo di Monza nell'arco di 21 anni ('72-'93), è emerso che le sopravvivenze a 5 anni dall'intervento chirurgico appaiono omogenee solo al livello del I Stadio e del II mentre la stessa omogeneità viene a mancare nello Stadio IIIA
in cui la sopravvivenza è ancora significativamente elevata nei sottostadi T3N0
e T3N1, mentre crolla nei sottostadi N2.
La nostra proposta di nuova Stadiazione prevede quindi la necessità di inquadrare nello Stadio II i pazienti senza alcun interessamento linfonodale N0 ma con una neoplasia invadente le strutture contigue T3. Nello Stadio IIIA sembrerebbe opportuno inquadrare l'attuale Stadio II a cui andrebbe aggiunto il sottostadio T3N1 raggruppando così i pazienti con neoplasia estesa alle stazioni linfonodali locali.gli Status N2 potrebbero costituire lo Stadio IIIB che rappresenterebbe il limite attuale di operabilità. In uno Stadio IIIC andrebbero inseriti i pazienti appartenenti al sottostadio N3 e T4. Lo Stadio IV resterebbe invariato rispetto all'attuale classificazione.
In occasione di una revisione dei risultati a distanza del trattamento chirurgico del cancro del polmone rilevati presso la Divisione di Chirurgia Toracica dell'Ospedale S. Gerardo dei Tintori di Monza è emersa una notevole disomogeneità in termini di sopravvivenza all'interno di alcuni Stadi intesi come raggruppamento omogeneo di patologia atti a definire classi di pazienti suscettibili di medesimo trattamento e con identica prognosi.
Sono stati elaborati i dati relativi ad un arco di tempo complessivo di 21 anni ('72 - '93) ma l'analisi è stata condotta separatamente in due periodi: '
72 - 80 ( 9 anni )85 - 93 ( 9 anni )per omogeneità del sistema di staging preoperatorio nei rispettivi due periodi ('72 - '80 epoca pre TAC).Gli anni dall'81 all'84 sono per noi un periodo di evoluzione nella metodica di Stadiazione.Fino al 1985 esisteva una difficoltà elaborativa finale dei dati conseguente alla disomogeneità relativa dei risultati connessa alla incompletezza dello staging pre-chirurgico, purtuttavia i dati raccolti erano abbastanza significativi da indurre ad uno studio successivo di conferma delle conclusioni anomale a cui si era giunti in quel periodo storico.
Nel primo periodo (’72 – ’80) sono stati seguiti 355 pazienti;Nel secondo (’85 – ’93) 418.I risultati ottenuti nei due studi sono stati speculari.L'introduzione della TAC del torace nello staging preoperatorio ha permesso di valutare con precisione l'estensione locale del tumore e l'impegno linfonodale mediastinico, mentre poco attendibile si è dimostrato l'esame nella definizione dei rapporti della massa tumorale con le strutture contigue.La mediastinoscopia è stata utilizzata solo per ottenere una conferma istologica nei casi di presunta positività linfoghiandolare radiologica in cui l'N2 rappresentava un criterio di esclusione del trattamento chirurgico.
A partire dal 1982 si è estesa l'indicazione all'esecuzione della TAC del cranio , dell'ecografia dell'addome e della scintigrafia ossea evidenziando così metastasi occulte responsabili dei più bassi tassi di sopravvivenza del primo periodo.Comunque, benchè i dati assoluti dei due studi siano risultati diversi sono rimasti fissi i rapporti relativi fra i singoli elementi del medesimo periodo.E' emerso che le sopravvivenze a 5 anni dall'intervento chirurgico appaiono omogenee solo al livello del I Stadio e del IILa stessa omogeneità viene a mancare nello Stadio IIIA in cui la sopravvivenza è ancora significativamente elevata nei sottostadi T3N0 e T3N1, mentre crolla nei sottostadi N2 (N0: 46% > N2: 2-4%) .
L'importanza dell'N Status sulla prognosi è ormai indiscutibile,viene quindi spontaneo chiedersi perchè non rispettare i dati numerici ridefinendo l'inquadramento per stadi sulla base della maggiore aderenza e simmetria con la sopravvivenza dando maggior risalto al significato del fattore N e del fattore T nella progressione dettata dalle conclusioni dello studio condotto?!La nostra proposta di nuova Stadiazione ha lo scopo di rendere più omogeneo il raggruppamento secondo i fattori T/N/M a fini terapeutici, di studio e prognostici degli stadi di malattia.
Se poniamo i singoli sottogruppi in un istogramma riportando i dati percentuali delle loro sopravvivenze a 5 anni osserviamo come la caduta sia progressiva se i dati vengono inquadrati con la stadiazione proposta, al contrario se riassunti con la stadiazione in vigore attualmente non si ha il medesimo effetto di caduta lineare.
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