SOPRAVVIVENZA N2

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LA SOPRAVVIVENZA NEL CARCINOMA POLMONARE N2 OPERATO.

PERIODO 1972/1987 E PERIODO 1985/1993  A CONFRONTO.

  Dott. Marcello Costa Angeli

I dati di sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma del polmone trattati chirurgicamente con exeresi radicale sono la base clinica della stadiazione della malattia su cui viene impostato il corretto iter terapeutico. 

Attualmente il limite utile riconosciuto valido per il trattamento exeretico è rappresentato dallo stadio IIIa .

Questo stadio raggruppa in realtà un insieme di malati in cui la patologia neoplastica si esprime con diversa aggressività nell'invasione locale delle strutture toraciche (  diversità del fattore T e del  fattore N ) producendo in realtà una notevole variabilità di prognosi.

Abbiamo quindi isolato il gruppo omogeneo dei pazienti con fattore N2 calcolando i dati di sopravvivenza a 5 anni dall'intervento su due diversi periodi temporali ( 1975/1987 e 1985/1993).

La suddivisione dello studio in due diversi periodi temporali è necessaria per elaborare classi omogenee di dati, in quanto lo staging preoperatorio si è evoluto nel tempo sino a configurarsi così come attualmente da noi applicato solo dal 1985. In proposito  ci riferiamo ad un nostro studio effettuato nel periodo 1982/1987 in cui l'uso sistematico della TAC cerebrale, della scintigrafia ossea e dell'ecografia addominale ci ha fatto riconoscere 50 casi metastasi asintomatiche alla prima visita, di cui 40 completamente silenti anche alla revisione clinica a posteriori ( 15 cerebrali, 13 ossee, 7 epatiche e 5 surrenaliche ).

 
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Nel I periodo 1975/1987 abbiamo eseguito 

 
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295 exeresi in stadio IIIa  ( 44,49 % delle exeresi ) 
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di cui 164 sono risultate di classe N2. 

Il follow-up è stato possibile su 128  pz. N2, ed abbiamo riscontrato una sopravvivenza a 5 anni del 7% dei pazienti, mentre nulla è stata la sopravvivenza a dieci anni.

 
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Nel II periodo 1985/1993  abbiamo eseguito

 
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52 exeresi in stadio IIIa ( 34% del totale delle exeresi ) 
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di cui  83 sono risultate di classe N2. 

 

Il follow-up  e stato condotto su tutti gli 83 pazienti  sui quali la sopravvivenza a 5 anni è risultata del 6,5%.

Pertanto appare confermato nel tempo il magro dato di sopravvivenza a 5 anni dei pazienti affetti da carcinoma polmonare in fase N2 nonostante il progresso di stadiazione preoperatoria apportato dall'uso rutinario della TAC encefalo e della Scintigrafia ossea  e della naturale evoluzione della tecnica chirugica . Ciò a conferma di uno stato localmente avanzato di malattia che non incrementa ulteriormente la sopravivvenza anche se meglio definito con una stadiazione preoperatoria più accurata.

 

A tal proposito si coglie l'occasione per porre l'accento sull'importanza del fattore di positività l'infonodale N2.

Infatti  il nostro studio evidenzia altresì che  la sopravivvenza a 5 anni degli altri gruppi di pazienti   appartenenti allo stadio IIIa  ( il gruppo T3 N0/1 ) rimane non solo notevolomente migliore anche nel secondo periodo di tempo esaminato ( 1985/1993 ), ma anzi significativamente migliora. (  T3N0  26% > 46%  , T3N1 14%  >  29%  ), risentendo quindi sia del miglior staging preoperatorio e sia dei progressi di tecnica apportati dal tempo.

 

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