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San Luca, Patrono dei
Medici ( dal sito dell'Ordine di Milano )
Luca, Evangelista, santo,
martire, è il patrono dei Medici.
Le
reliquie:
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la
reliquia del capo si espone a S. Pietro in Vaticano dove, in un reliquiario
del 1619, vi è un dito.
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Il busto-reliquiario in argento del XIII secolo, che
custodisce il capo del Santo, fu risparmiato, poichè considerato di scarso
valore, sia dalla fusione del luglio 1796 che dalla requisizione del giugno
1798.
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Un
braccio è a S. Maria Maggiore e al SS. Nome di Gesù un’altra reliquia
insigne.
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Il
corpo, privo del capo, si venera nella chiesa di S. Giustina a Padova. (
sembra però che la prova del DNA ne dati l’origine al 300 dc per cui il
corpo venne sostituito in Costantinopoli ).
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Si celebra il:
18 ottobre - ( In Bitinia il natale del
beato Luca Evangelista, il quale, dopo aver molto sofferto per il nome di
Cristo, morì pieno di Spirito Santo. Le sue ossa furono in seguito portate a
Costantinopoli, e di là trasferite a Padova. )
Le chiese di riferimento :
Basilica della Madonna di San Luca
Il Santuario della Madonna di S. Luca sorge in Bologna sul Colle della Guardia,
a circa 300 mt di altitudine (circa 250 di dislivello rispetto alla città).
L'attuale costruzione risale alla metà del '700, ma ricopre un insediamento
cultuale molto più antico. La pianta ellittica e la splendida posizione
panoramica, che domina tutta la pianura padana (nei giorni limpidi non è
difficile osservare l'arco alpino) ne fanno una tappa obbligata non solo per i
turisti, ma per gli stessi bolognesi che spesso affrontano la salita per fede,
per svago e anche per jogging.
In alto a
destra, vediamo una suggestiva immagine del porticato di San Luca, che parte da
Porta Saragozza ed abbandona l'antica strada per la Spagna (via Saragozza
appunto) scavalcandola d'un balzo sul monumentale Arco del Meloncello (compiuto
nel 1732), per poi inerpicarsi sul colle del Santuario.
Le arcate del portico coprono tutti i 3,6 km del percorso, disseminato di 15
cappellette raffiguranti i misteri del rosario.

La foto
aerea mostra il Santuario che domina la città distesa alle sue pendici. Di
notte la Basilica ed il portico sono illuminati in modo da essere ben visibili
anche dalla provincia.
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San Luca
Evangelista
18
ottobre - Festa |
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La sua storia:
Antiochia di
Siria - Roma (?) - Primo secolo dopo Cristo
Luca,
evangelista e autore degli Atti degli Apostoli, è chiamato "lo scrittore
della mansuetudine del Cristo".
Paolo lo chiama "caro medico", compagno dei suoi viaggi missionari,
confortatore della sua prigionia.
Il
suo vangelo, che pone in luce l'universalità della salvezza e la
predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il
vangelo dell'infanzia, le parabole della misericordia e annotazioni che ne
riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti.
Nel
libro degli Atti delinea la figura ideale della Chiesa, perseverante
nell'insegnamento degli Apostoli, nella comunione di carità, nella frazione
del pane e nelle preghiere. (Mess. Rom.)
Patronato:Artisti, Pittori, Scultori, Medici, Chirurghi
Etimologia: Luca = nativo della Lucania, dal latino
Emblema: il Bue
Ma che c’entra Teofilo? E chi lo conosce? Da sempre ci
pare un po’ abusivo questo personaggio ignoto, che vediamo riverito e lodato
all’inizio del vangelo di Luca e dei suoi Atti degli Apostoli. La risposta
si trova nella formazione ellenistica dell’autore. Con la dedica fatta a
Teofilo che doveva essere un cristiano eminente egli segue l’uso degli
scrittori classici, che appunto erano soliti dedicare le loro opere a
personaggi insigni.
Luca, infatti, ha studiato, è medico, e tra gli evangelisti è l’unico
non ebreo.
Forse viene da Antiochia di Siria (oggi Antakya, in
Turchia).
Un convertito, un ex pagano, che Paolo di Tarso si
associa nell’apostolato, chiamandolo "compagno di lavoro" (Filemone 24) e
indicandolo nella Lettera ai Colossesi come "caro medico"
(4,14).
Il medico segue Paolo dappertutto, anche in prigionia:
due volte. E la seconda, mentre in un duro carcere attende il supplizio,
Paolo scrive a Timoteo che ormai tutti lo hanno abbandonato. Meno uno. "Solo
Luca è con me" (2Timoteo 4,11). E questa è l’ultima notizia certa
dell’evangelista.
Luca scrive il suo vangelo per i cristiani venuti dal
paganesimo. Non ha mai visto Gesù, e si basa sui testimoni diretti, tra cui
probabilmente alcune donne, fra le prime che risposero all’annuncio. C’è
un’ampia presenza femminile nel suo vangelo, cominciando naturalmente dalla
Madre di Gesù: Luca è attento alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi
silenzi. Di Gesù egli sottolinea l’invitta misericordia, e quella forza che
uscendo da lui "sanava tutti": Gesù medico universale, chino su
tutte le sofferenze. Gesù onnipotente e “mansueto” come lo credeva
Dante nelle parole di Luca.
Gli Atti degli Apostoli raccontano il primo espandersi della Chiesa
cristiana fuori di Palestina, con i problemi e i traumi di questa
universalizzazione. Nella seconda parte è dominante l’attività apostolica di
Paolo, dall’Asia all’Europa; e qui Luca si mostra attraente narratore quando
descrive il viaggio, la tempesta, il naufragio, le buone accoglienze e le
persecuzioni, i tumulti e le dispute, gli arresti, dal porto di Cesarea
Marittima fino a Roma e alle sue carceri.
Secondo un’antica
leggenda, Luca sarebbe stato anche pittore e, in particolare,
autore di numerosi ritratti della Madonna. Altre leggende dicono che, dopo
la morte di Paolo, egli sarebbe andato a predicare fuori Roma; e si parla di
molti luoghi. Di troppi. In realtà, nulla sappiamo di lui dopo le parole di
Paolo a Timoteo dal carcere. Ma il vangelo di Luca continua a essere
annunciato insieme a quelli di Matteo, Marco e Giovanni in tutto il mondo. E
con esso anche gli Atti degli Apostoli. Nella liturgia della Parola, durante
la Messa e in tutte le lingue, Luca continua davvero a predicare; anche ai
nostri giorni, incessantemente.
Dove si celebra:
Duno ( Varese - Abitanti: 138 ) è un piccolo
villaggio chiuso tra il verde e il cielo, a ridosso del monte S. Martino.
Composto da piccole case e da angoli distensivi, il borgo offre un vasto
panorama su tutta la vallata e sulla catena del Campo dei Fiori. Vi si
giunge mediante una strada panoramica che parte da Cuveglio: per gli
sportivi esiste anche la brevissima, un irto sentiero che collega i due
comuni.
All'interno
del paese troviamo il Tempio votivo dei Medici d'Italia unica chiesa
dedicata ai medici in Europa e forse al mondo.
Voluto dal primo parroco e realizzato grazie al contributo offerto dai
medici di tutt'Italia, il Tempio fu portato a termine nel 1938.
Il singolare Tempio votivo dei medici d’Italia, voluto
in Duno da don Carlo Cambiano per 40 anni vicario spirituale, fu consacrato
il 25 agosto del 1938 da Alessandro Macchi, vescovo di Como.
Era stato costruito sulle linee architettoniche
disegnate dall’architetto Cesare Paleni di Bergamo ed impreziosito prima dal
grande portale bronzeo e da mosaici e dipinti in gran parte opera di medici
artisti, poi da una statua di San Luca che Pio X aveva donato a don Luigi
Guanella.
Sui marmi che ricoprono ormai pressoché
totalmente le pareti del tempio, ben presto si iniziarono a scolpire i nomi
di tanti medici che erano morti e si erano sacrificati.
Dapprima quelli caduti per la patria, poi la serie si
allungò nel tempo ed il marmo prese ad accogliere anche i nomi dei sanitari
morti nell’esercizio della loro professione. Sino ai giorni nostri.
Nell'ottobre di quello stesso anno veniva eretto a Santuario. |
Marcello Costa Angeli
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