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VERSAMENTI PLEURICI NEOPLASTICI NOSTRA EVOLUZIONE TERAPEUTICA C.Arrigoni,*E.Tisi,*D.Ballabio,*E.Cassina,*M.Costa Angeli,*C.Benenti,**P.Lissoni * Divisione di Chirurgia Toracica -Ospedale San Gerardo- Monza-Italia ** Radioterapia -Ospedale San Gerardo- Monza-Italia Le pleuroeffusioni maligne sia primitive che secondarie rappresentano ancora un problema irrisolto della pratica medica. Molteplici sono state le soluzioni proposte ed ancora oggi non e’ stabilito un protocollo di trattamento valido e comune. Nel Nel corso degli anni l’evoluzione che ha segnato le nostre svolte terapeutiche, e’ stata determinata dalla consapevolezza che tutte le forme di pleuroeffusione maligna hanno una prognosi infausta indipendentemente dalla terapia.. Nel Mesotelioma pleurico maligno diffuso,fino al 1981, limitatamente alle forme al I stadio di Boutchart, abbiamo tentato una radicalita’ oncologica con l’intervento di Pleuropneumonectomia, con risultati deludenti sia quoad vitam sia quoad valitudinem (sopravvivenza media 12 mesi). Nei successivi 10 anni il trattamento di scelta, con il quale abbiamo ottenuto risultati ottimi in termini di qualita’ di vita e sovrapponibili ai precedenti in termini di sopravvivenza, e’ stata la Pleurectomia + Decorticazione palliativa a scopo antieffusivo con una sopravvivenza media in tutti gli stadi di 13 mesi. Nell’ultimo periodo viceversa l’intervento di Pleurectomia + Decorticazione e’ stato effettuato solo in Pz al I stadio secondo I.M.I.G. con una sopravvivenza di 20 mesi. La svolta piu’ drastica nel nostro approccio terapeutico al Mesotelioma pleurico maligno, estesa poi a tutte le forme di pleuroeffusione maligna secondaria, si e’ verificato negli ultimi anni in concomitanza degli studi di fattibilita’ di immunoterapia con rIL2 in neoplasie polmonari avanzate. Il progresso tecnico acquisito nell’uso della Toracoscopia e l’estensione alla sua indicazione con la possibilita’ di una diagnosi immediata in tutte le pleuroeffusioni maligne, ci ha indotti ad effettuare un tentativo di terapia locale con rIL2 subito dopo la diagnosi. Alcune citochine infatti, come l’Interferone beta, l’Interferone alfa, il TNF e l’Interleuchina 2, sembrano rappresentare una alternativa nel trattamento palliativo di tali effusioni pleuriche maligne, sia per la loro attivita’ antitumorale, sia per la loro capacita’ di indurre fibrosi. Dal 1992 ad oggi (Dicembre 1999) abbiamo trattato 107 Pz affetti da versamento pleurico maligno plurirecidivo (53 primitivi e 54 secondari) con infusione tramite drenaggio pleurico, in due o piu’ tempi, di 9 milioni UI di rIL2 umana ricombinante Euro Cetus, fino a stabilizzazione del quadro radiologico. Solo 5 Pz, tutti Mesoteliomi, hanno richiesto 2 o piu’ cicli di trattamento a distanza di 3-10 mesi dal primo. La risposta terapeutica e’ stata valutata secondo i criteri di Paladine. Va precisato che nei casi di Mesotelioma pleurico maligno, e’ risultata difficoltosa l’applicazione dei criteri di Paladine nella valutazione del controllo del versamento per la persistenza in molti casi di una opacita’ radiologica anche in assenza di versamento. Abbiamo comunque ottenuto risposte complete (CR) in 52 casi, mentre in 47 risposte parziali (PR), con ottima tollerabilita’, nessuna complicanza ed una stabilizzazione senza progressione del versamento per un periodo medio di osservazione di 6 mesi. Abbiamo avuto 8 casi di insuccesso all’inizio della nostra esperienza per insufficiente standardizzazione della tecnica. Riteniamo che questa metodica sia la piu’ valida tra quelle da noi attuate e rappresenti la terapia meno rischiosa ed impegnativa in grado di migliorare la qualita’ di vita del Pz. La apparente maggior efficacia della rIL2 rispetto alle altre citochine potrebbe essere correlata alla produzione endogena di TNF ed Interferone in risposta alla rIL2. Parole chiave: rIL2; versamento pleurico maligno; Mesotelioma pleurico maligno. Marcello Costa Angeli
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