Lo sciopero civetta

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Lo sciopero civetta
dopo 7 mesi

LO SNAMI NON ADERISCE ALLO  SCIOPERO CIVETTA !! 

Lo SNAMI ha una sua linea e non si fa irretire dalle false proteste !!..........

Comunicato ai Medici Ospedalieri SNAMI

Cari colleghi,

dopo un lungo silenzio dovuto in parte ad un profondo senso di sconforto ed impotenza personale nei confronti dell'inevitabile applicazione della riforma sanitaria ed in parte agli impegni derivanti dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine dei Medici di Milano, sento la necessità di dover commentare i primi avvenimenti di questo nuovo 2000.

L'ultima comunicazione riguardava lo sciopero unitario indetto per il 18/10/99 da pressoché tutte le OO.SS. mediche, escluso lo SNAMI.

Come ricorderete le motivazioni dello sciopero erano : 1)rafforzamento di ruolo e dignità dei medici  2)recupero di adeguati finanziamenti per il Ccnl 1998/2001,in particolare per l'esclusività di rapporto.

Lo SNAMI si era opposto tenacemente, coerente ai suoi principi, poiché in questo sciopero si ravvisava il tentativo di strumentalizzare i medici per recuperare i fondi mancanti ed indispensabili a far decollare una riforma iniqua che massacrava la dirigenza medica. L'unico sciopero che si potesse concepire era in quel momento un sciopero contro la riforma.

 Il 17/10/99 , ormai come da copione, era stata annunciata la revoca , con la  CIMO contraria e lasciata da sola a subire ironici  attacchi da più parti. La revoca è avvenuta come al solito sulla scorta di fumose promesse fatte dal ministro ai rappresentanti dei sindacati "governativi".

Nei mesi di novembre e dicembre la riforma ha cercato di decollare fra alti e bassi, la farsa della crisi di governo e continui slittamenti dell'opzione per l'esclusività. In un primo tempo l'opzione su sollecitazione dei sindacati medici è stata fatta slittare con circolare ministeriale al 31 dicembre '99, con la presunzione che in quella data potesse essere già stato stipulato il nuovo contratto. Nello stesso periodo sono arrivate diverse sentenze ai vari ricorsi avviati perché l'opzione fosse rinviata al momento in cui fossero divenute operative le strutture nelle quali eseguire l'attività intramoenia.  Molte sentenze sono state favorevoli, altre contrarie. La situazione che di seguito si è venuta a creare è stata fonte di inaccettabile disparità di trattamento della dirigenza medica sul territorio nazionale.

In talune aziende si sono avviate le procedure di verifica per i primari "stabilizzati" le cui norme sono demandate al contratto e qualche direttore generale ha inteso i contratti quinquennali validi fino alla scadenza, indipendentemente dall'opzione.

Alcune aziende hanno già avviato i procedimenti di decurtazione stipendiale per i medici in extra moenia, altre hanno interpretato unilateralmente la cessazione dei rapporti di lavoro a tempo definito (anche questo demandato al contratto) dall'1/1/2000. La Regione Lombardia ha deciso autonomamente lo slittamento sia dell'opzione che delle verifiche alla firma del contratto ed  ha inviato una circolare informativa in merito a tutti i DG.   Si è venuto a creare quindi un clima di grande confusione,senza che arrivassero dal ministero segnali che ritenessero necessario armonizzare sul territorio nazionale l'applicazione del testo di legge.

Alla fine di dicembre , dopo il varo del Dlgs di riforma del rapporto tra Ssn e Università che ribadisce l'applicazione della esclusività anche ai medici universitari, su pressione dei sindacati medici ,il ministro della sanità ha proposto uno schema di Dl correttivo del decreto 229,approvato dal Consiglio dei ministri il 29/12/99. Tale Ddl correttivo consente anche ai dirigenti sanitari di esercitare l'opzione per il rapporto esclusivo entro 45 giorni dall'entrata in vigore del sopraccitato Dlgs.  Come aveva preannunciato il ministro Rosy Bindi , l'opzione dei medici (Ospedalieri ed Universitari)sull'esclusività del rapporto di lavoro è slittata definitivamente al 12 marzo 2000. Poiché il 12 marzo è domenica, si potrà procrastinare l'opzione a lunedì 13/03/2000.

Il conto alla rovescia ( 45 giorni dalla sua entrata in vigore) è stato innescato dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 517/99 relativo al riordino dei rapporti tra Ssn ed Università .

Lo schema di decreto correttivo della 229 del 29/12/99 contiene anche le norme ed i termini per la verifica dei "primari stabilizzati" ed i termini dell'opzione per i "primari a contratto quinquennale".  Per i primi si legge: entro novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto correttivo(28/1/00) i dirigenti non sottoposti a verifica sono assoggettati al rapporto esclusivo(28/4/00).Ciò significa forse che indipendentemente dalla esecuzione della verifica divengono esclusivisti? Per i secondi: in caso di non opzione per il rapporto esclusivo sono confermati sino 30 giugno 2000. 

I sindacati medici hanno chiesto che venissero in merito apportate modifiche correttive al Ddl in questione e ad eccezione della Cgil  hanno ribadito la necessità che il termine dell'opzione sia successivo alla stipula del contratto.

I primi giorni di gennaio è stato steso il tanto atteso" Atto di indirizzo e coordinamento concernente l'attività libero professionale intramuraria del personale della dirigenza sanitaria del Ssn.

Il documento ministeriale è stato consegnato l' 11/01/2000 e dovrà essere esaminato dalla Conferenza Stato Regioni.

I direttori generali dovranno adottare le iniziative per dare attuazione alle disposizioni del presente decreto entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore,

pena l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 dell'art. 72 legge 448/98.

L'esame alla Conferenza Stato regioni incontrerà però qualche difficoltà e quasi certi slittamenti temporali, poiché da metà febbraio circa le regioni saranno costrette ad una inerzia legislativa dalle elezioni amministrative per il rinnovo delle giunte in carica!

Quindi ancora ritardi su ritardi all'applicazione della riforma!

Per quanto riguarda il contratto il prossimo incontro all'Aran è fissato per l'1/2/200 ma le trattative vere e proprie partiranno dall'8/2/2000.

Come saprete le concessioni economiche sono:

£1.000.000 per i medici che sceglieranno l'esclusività

£ 300.000 per i medici che non aderiranno al rapporto esclusivo!

I sindacati di palazzo hanno accolto con soddisfazione ed ottimismo questo annuncio dato dal ministro Rosy Bindi nella serata del 22/1/2000, ma precisano che il milione di aumento contiene solo i 2/3 dell'indennità per chi rinuncia alla libera professione extramuraria.

L'Anaao Assomed dichiara in un comunicato che grazie alla sua determinazione nel condurre una incessante azione politico-sindacale sono state superate finalmente resistenze politiche, difficoltà tecniche e addirittura manovre dilatorie provenienti da alcuni sedicenti sindacati di categoria per risolvere sia l'equiparazione degli ex assistenti, sia il trattamento economico per l'esclusività di rapporto.

Tale affermazione non merita commenti ,perché non ci sono parole adatte se non censurabili, per esprimere la rabbia e lo sconcerto che proviamo di fronte a tanta arroganza. La prova che la nostra posizione sia quella giusta ci viene dal seguente comunicato del Consiglio dei Ministri a data 21/1/2000:

"Il Consiglio dei Ministri ha positivamente valutato l'ulteriore atto di indirizzo integrativo all'Aran per il rinnovo del CCNL 1998/2001 della dirigenza medica…riguardante taluni istituti del medesimo contratto, con le seguenti condizioni…

a)    che l'indennità connessa all'avvio della riforma ed alla introduzione dell'esclusività del rapporto.. ed il relativo onere annuo, potranno permanere nei bienni contrattuali successivi, solo in quanto finanziata a carico di risparmi di gestione derivanti dalla qualificazione del servizio ospedaliero e dall'incremento della produttività, verificata ed opportunamente certificata.

b)    Che in ogni caso la predetta indennità ,.. non dovrà essere fonte né diretta né indiretta di richieste di incremento del Fondo sanitario nazionale".

Avete capito bene! L'indennità ci verrà corrisposta per un periodo massimo di due anni e successivamente ci verrà revocata se non potremo certificare un aumento della produttività! L'indennità di esclusività così diventa uno "specchietto per le allodole" che ci dovrebbe indurre a firmare un contratto capestro per tutta la vita senza nessuna garanzia economica.  

Non sappiamo come finiranno le trattative e cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo con chiarezza quali sono i danni che ci ha fatto la riforma  stravolgendo con un colpo di mano (di Bollero ) il ruolo medico.

Il sanitario dipendente ospedaliero ha perso tutti i suoi diritti acquisiti, il ruolo medico è stato abolito, sono scomparse le piante organiche e con esse i posti di ruolo a cui erano legate le retribuzioni.

La qualifica attuale è unica e chiaramente livellata verso il basso.(lo stipendio tabellare infatti è quello dell'ex assistente; ad esso si aggiungono  le specifiche attribuzioni per le funzioni soggette a verifica triennale, che possono anche non essere rinnovate) Le progressioni di carriera non sono più legate ad un concorso per un posto di ruolo, ma unicamente all'assegnazione di funzioni che verranno concesse per " simpatia " del Direttore Generale.     

Solo i medici nel comparto sanitario possono essere licenziati e l' istituto della  mobilità  in assenza di pianta organica ci rende sempre più vulnerabili. Non è il principio dell'esclusività di rapporto che rigettiamo, ma l'uso castigativo che se ne è voluto fare calpestando la dignità e la professionalità dei medici.   

In conclusione siamo dei dirigenti a metà, carichi di oneri e responsabilità, ma privi dei diritti e degli  adeguati compensi dell'attività dirigenziale.

E' drammatico assistere a campagne promozionali in cui si ventilano lucrosi aumenti dei nostri stipendi collegati al regime esclusivo, ma in realtà del tutto inconsistenti a pagare tutto ciò che abbiamo perduto.                                                                          

 

                                          Elisabetta Tisi

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