Le proposte SNAMI

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                                          SNAMI NAZIONALE

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Tel. 02.58300360

 

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Le proposte dello SNAMI della Dirigenza Medica  in tema di attività libero-professionale nella dipendenza

 

 

Lo SNAMI difende il principio della attività medica come attività di esercizio di professionisti della medicina che rispondono al doppio binario della responsabilità professionale legislativa e della responsabilità professionale extralegislativa, basata sul Codice di Deontologia Medica.

 

Tale doppia responsabilità configura l’attività del Medico come < Professione Regolamentata >.

Permette ai Cittadini/Pazienti di esser curati con responsabilità, e nel rispetto del loro massimo interesse, la cura della salute, cosa  che non sempre si coniuga e si ottiene con il rispetto del solo obbligo legislativo del medico dipendente.

 

Su tale principio lo SNAMI fonda la necessità di assicurare l’esercizio delle prestazioni professionali mediche sulla base dei valori della < sussidiarietà >. Ciò vede coinvolti tutti i professionisti verso un comune interesse, ma senza obblighi inutili, che limitino l’esercizio corretto e finalizzato della professione medica verso i pazienti/utenti.

 

Lo SNAMI concorda con l’inquadramento dei Medici della Dipendenza in < un unico livello > ed in < un unico ruolo >.

Lo SNAMI concorda con l’esercizio < volontario > della dipendenza in forma < esclusiva > o < non esclusiva> e con il relativo incentivo alla forma < esclusiva > solo dove tale forma sia richiesta.

 

Lo SNAMI non concorda con le penalizzazioni oggi presenti nella tipologia di lavoro < non esclusivo.

Per cui lo SNAMI è avverso alle decurtazioni sulla produttività e sul risultato e su tutte le indennità diverse dalla sola preposta alla incentivazione della scelta di esclusività, che deve essere somma aggiunta e non decurtante della retribuzione medica. E’ avverso alla impossibilità di avanzamenti di carriera per coloro che abbiano optato per il rapporto di lavoro non esclusivo. Non è la scelta della tipologia di lavoro che fa da spartiacque tra il bravo o cattivo medico o tra il medico efficiente e efficace e il medico incapace.

 

 

Per tale motivo lo SNAMI è contrario ad ogni forma di coercizione professionale, che limiti l’esercizio delle cure ad ambiti territoriali o < murari >, o a teorici vincoli di programmazione, che comunque non tengono mai adeguatamente conto del principio della libera scelta del curante e del luogo di cura da parte del  cittadino.

 

 

Lo SNAMI ritiene l’attività professionale dei Medici il < perno della tutela della salute >. 

 

Tale tutela deve poter esser svolta in ogni dove. Quindi non va limitata nell’ambito delle mura ospedaliere e aziendali in genere. Tanto più che spesso, per il tipo di prestazioni richieste dai pazienti nell’attività professionale ambulatoriale, l’Ospedale, per la sua complessità o ubicazione, non può fornire quella flessibilità di servizio a cui viceversa fa sempre fronte il singolo professionista. Va rispettata la comodità degli utenti e dei professionisti affinché trovi giusta soddisfazione la domanda e l’offerta dei servizi nel modo migliore possibile. Per cui va < consentita >, ed anzi < favorita >, l’attività libero-professionale nel proprio studio anche ai Medici che abbiano scelto la modalità esclusiva, senza peraltro configurare il loro studio privato come una emanazione aziendale. Tale diversa interpretazione lede il principio di indipendenza e autonomia della persona e della proprietà personale.

 

Lo SNAMI ritiene l’attività libero-professionale esercitata negli studi extra-aziendali un arricchimento del servizio ai cittadini.

 

§       avvicina i Medici ai Pazienti;

§       decentra l’attività di tutela della salute;

§       favorisce la concorrenza positiva che arricchisce le qualità professionali;

§       esprime il rispetto della libera scelta del curante;

§       sposa gli interessi aziendali, rappresentando l’espressione esterna della loro attività di cura;

§       svolge attività incentivante nei confronti dei Medici, che così si sentono ancora più motivati nel loro impegno professionale.

 

Per cui tale attività deve essere facilitata e devono essere rimosse tutte le pastoie burocratiche tipiche del governo aziendale, che oggi la deprimono se non la osteggiano o la cancellano.

 

Lo SNAMI fa presente che non tutte le discipline mediche danno la possibilità  di svolgere attività libero-professionale extramuraria in modo consono. ( vedi… medici di laboratorio, anestesisti, medici del lavoro..ecc.ecc. ) L’attuale normativa, che limita l’esercizio di tale attività alla sola disciplina per cui si è assunti, non è rispettosa del principio di esercizio libero della professione. Tanto più in futuro quando delle 57 specialità mediche presenti in Italia ne verranno riconosciute 17 come da legge comunitaria.

Per cui lo SNAMI chiede che l’esercizio della attività professionale extramuraria sia comunque consentito anche per discipline diverse a quella per cui si è assunti; purchè giustamente abilitati ad esercitarla, nel rispetto delle correnti normative.

Se quindi, per esempio, il Medico anestesista faccia uso delle sue conoscenze e della sua esperienza per svolgere attività di agopuntore nel suo studio extramurario, tale esercizio deve essergli consentito, essendo promozione del suo lavoro, della sua professionalità, della stessa azienda in cui il medico svolge il suo lavoro, perché chi sceglie il Medico, ha di fatto scelto l’azienda in cui il Medico lavora. Tale principio deve essere ispiratore di tutta la legislazione in materia, perchè centra nel lavoro del  medico la ricchezza aziendale, e non viceversa.

 

Lo SNAMI ritiene avvilente lo stato attuale delle cose. Le pratiche burocratiche in atto assumono un ruolo preponderante su tutta la materia di assistenza del malato e della malattia, operando da disincentivante al rapporto Medico/Paziente e deprimendo le spinte professionali, invece tese a garantire tale rapporto. Praticamente impediscono l’esercizio professionale dei Medici nei propri studi nel territorio, a tutto discapito dei pazienti e dei veri interessi aziendali.

 

Lo SNAMI ritiene che  la cattiva regolamentazione della attività libero–professionale intramuraria, regolata  in modo così vessatorio come è adesso,  sia certamente più di svantaggio ai pazienti e allo Stato di quanto ne sia il vantaggio presunto. Esiste una vana, ideologica e dannosa opera di limitare presunte forme di concorrenza tra interesse privato e pubblico.

Di fatto lo SNAMI ritiene che l’esercizio di un potere regolatorio eccessivo, non disincentiva l’abuso, ma viceversa incentiva al vero abuso, promuovendo forme di esercizio della professione illegale con evasione degli obblighi fiscali e regolamentari.

 

Lo SNAMI, ritiene giusta la proposta Ministeriale di promuovere una quota regolamentata di Medici per i quali sia possibile un rapporto convenzionale aziendale a tempo, per le discipline per le quali non sia utile disporre di Medici assunti con la attuale normativa, al fine di coprire aree di cura che non richiedano una attività continuativa di 38 ore settimanali. Tale secondo binario di lavoro, tuttavia, non deve essere utilitaristicamente in antitesi con la tutela del posto di lavoro, in alternativa alla dipendenza, ma solo complementare ad essa, e limitata alla promozione di ulteriori aree di impiego medico.

Questa forma di lavoro favorirebbe certamente nuove assunzioni andando incontro a tanti Medici giovani, oggi purtroppo costretti alle più penose forme di precariato.

Lo SNAMI propone che possa essere utilizzata limitatamente alle forme di assistenza che non coprano anche attività di ricovero. Anzi, che ove vi sia una attività di degenza del malato, non possa essere utilizzata tale forma di impiego medico, a maggior tutela dei migliori diritti di assistenza dei malati, e nel loro diritto ad  una giusta continuità assistenziale, possibile in questi casi, solo nel regime di dipendenza.

 

Lo SNAMI si augura che tali proposte e considerazioni possano godere della massima attenzione nel lavoro di questa legislatura.

 

Ci permettiamo di ricordare che in uno Stato autenticamente Liberista il lavoro dei Cittadini porta alla ricchezza di tutti.

 

 

Roma li 30.10.2002

 

 

Il Responsabile SNAMI area Ospedalieri

 

                                                     Dott. Marcello Costa Angeli

 

 

 

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