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LA TERZA RIFORMA DELLA SANITA’ NEL TERZO MILLENNIO
DELL'UOMO
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Ventitré giugno ore 15.05, è fatta, il
Presidente ha firmato, si dice a malincuore, il contestato decreto di
riordino del S.S.N. tenacemente voluto dal Ministro Rosy Bindi. Ci vorrà
tempo per trasformarlo da parole a fatti; di certo pochi gioiscono di
quest'epocale evento, tranne un piccolo ma tenace manipolo di persone e
personaggi. Piangono i Medici che lamentano, a ragione, di essere
trasformati in burocrati. Piangono le regioni che vedono le loro ali
spezzate all'inizio del volo federalista. Piangono i partiti di governo che
in ben due tornate elettorali, anche per l'effetto sanità, si vedono sempre
più nudi di voti, quasi ridotti al costume da bagno nella canicola estiva.
Purtroppo piangeremo tutti, noi cittadini, che nel 2.000 avremo meno cure
gratuite garantite per legge, meno prevenzione, più norme e vincoli
amministrativi, meno medici a casa nostra, e che di certo non avremo un
segno meno nelle tasse pagate sugli stipendi o sugli introiti. Ma qualcuno
gioisce; la Rosy di certo, con le stesse lacrime amare che ha versato al
termine del consiglio dei ministri il 18 giugno. Il suo primo, e forse unico
figlio, dopo la breve gestazione della pubblicazione in G.U. sta per vedere
finalmente la luce del sole. La vita non sarà facile per questo neonato di
una sola genitrice dato alla luce con dolore e drammi da tragedia greca. Lo
aspettano alla prima poppata mille ricorsi legali già pronti; l'avversione
dei cittadini, l'odio dei medici, l'ostracismo degli amministrativi, il
furore dei politici, il tenero amore degli avvocati che, ancora in fasce,
sono già pronti ad accudirlo con le loro costose premure legali; forse gli
unici che ancora gioiscono per la sua nascita. Non gioisce più il PPI, ormai
quasi cachettico nello sforzo del parto; non gioisce di certo la quercia che
ha molte ferite da rimarginare e vedrebbe meglio un 2000 con meno problemi,
e che invece si vede costretto ad affrontare il futuro con la logica del
rigore e con la ricerca del risparmio a tutti i costi. Un 2000 magro per
tutti, nel segno della dimensione di spesa minima utile per sopravvivere,
come stato, come democrazia, come partito, come amministrazione, come
famiglia come persona, ed infine come malato; nelle ristrettezze dettate
dalla vera svolta del millennio: la ricerca del risparmio, costi quello che
costi. Ecco allora un altro dramma bussa alla porta del cittadino sulle ali
del dio denaro, la nuova Medicina dell'Evidenza Clinica, ( la E.B.M. ) che
nata nel 1992 da alcuni lavori scientifici è stata coltivata a crescita
esponenziale dal terreno fertile del profitto economico che sui medici e
sulla medicina vuole far frutti. Tale "nouvelle vague" che cresce su basi
che i medici hanno prodotto, per valutare al meglio il loro valore clinico,
nel segno della concretezza e della parsimonia, ha presto partorito migliaia
di "linee guida per i medici". Ora esce dalla pratica medica per essere
utilizzata dai giudici e dagli avvocati d'America , pronta a trasferirsi in
Italia, forti di questi strumenti, normalmente ad uso del solo medico, per
far guerra ai medici spartendo la mezza legale con i pazienti. Un vento di
incitazione al risarcimento contro il medico, il segno della delusione di
questo nostro tempo che con il video ci promette l'eternità, ma che poi ci
richiama sempre alla realtà della vita vera, increduli del fatto che il
medico non può impegnarsi a guarire, ma solo a curare; che il medico infine,
può solo proporre delle cure ma sa anche che chi veramente guarisce è solo
il paziente, con le cure o nonostante le cure. Ecco perché in breve voglio
fermare l'attenzione di chi legge; non pretendo che capisca ciò che anche io
oggi stento a comprendere, da addetto alla medicina ed alla politica della
medicina, ma voglio lanciare quest'ermetico messaggio: se delle linee guida
vengono ritenute necessarie, ma non dai medici, bisogna interrogarsi sul
fatto che il solo medico o forse è troppo piccolo perché governi la scienza
medica o forse è troppo grande per lasciargli governare da solo il suo atto
medico; o forse è ritenuto troppo potente, così che è bene che sia ridotto a
mero esecutore di norme nate per la medicina ma applicate per altri fini. Ed
allora attenzione perché dobbiamo imporci una scelta che dia valore
all'etica o all'economia, o almeno produca un valido compromesso, ma che
comunque è necessario che tutti sappiano che la posta in gioco è il bene
immenso della libertà umana, come diritto a vivere la propria vita
perseguendo il benessere della salute, costi quello che costi.
Marcello Costa Angeli |
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