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All’Attenzione del Sig. ministro della SaluteProf. Dott. Girolamo Sirchia Al fax ……. Come da Lei richiesto nella convocazione del 12/02/2002 provvediamo ad inoltrare le nostre considerazioni sul documento consegnatici ( Note sintetiche
sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante
nel S.S.N. ) Cogliamo l’occasione per ringraziarLA dell’accoglienza.
Siamo certi che Vorrà puntualmente riconvocarCi ogni
qualvolta sia in discussione un’iniziativa di coinvolgimento delle parti
sindacali su problematiche professionali.
Lo S.N.A.M.I. come sindacato pluridisciplinare rappresenta
la realtà migliore che coniuga l’attività della medicina ospedaliera con le
necessità della medicina territoriale.
Inoltre si sente molto vicino alle Sue idealità. Considerazioni sul documento consegnatoCI: 1.
Pensiamo sia importante delimitare la quota dei rapporti di lavoro di
collaborazione coordinata e continuativa a specifiche aree di lavoro quali i
servizi; almeno come atto di indirizzo nazionale. Questo perché la diversità
di rapporto di lavoro e di impegno richiesto male si concilia con strutture ad
organizzazione sinergica e collettiva quali sono i reparti di degenza, dove
l’integrazione collaborativa deve andare oltre la mera attività di impegno
orario. a.
Crediamo quindi che tale tipologia di impiego medico vada o limitata o
quantomeno raccomandata solo nelle seguenti aeree:
i.
Diagnostica per immagini
ii.
Anestesia
iii.
Laboratorio
iv.
Attività ambulatoriale
v.
Medicina legale
vi.
Medicina del lavoro
vii.
Igiene
viii.
Attività mediche svolte sul territorio b.
Viceversa va impedita o quantomeno scoraggiata nel suo uso nelle seguenti
aree:
i.
Medici in attività di ricovero ospedaliero
ii.
Medici in attività di degenza di terapia intensiva
iii.
Medici di direzione sanitaria
iv.
Medici comunque con attività chirurgica su ricoverati
v.
Medici con attività interventistica su ricoverati ( radiologia invasiva ) 2.
Concordiamo sulla regionalizzazione di parte della trattativa
contrattuale. Ma proprio per tale obiettivo, poiché al momento non vi sono
aree specifiche di intervento delle OOSS di tutela regionale, il proposto
tavolo di lavoro tecnico congiunto va integrato con una rappresentanza sindacale
per delineare in concordanza di vedute i comuni indirizzi della contrattazione. 3.
Dissentiamo sul proposto periodo di prima assunzione del personale
dipendente per 5 anni come rapporto di lavoro a tempo determinato.
a.
Questo non per preclusioni sui principi della flessibilità del lavoro,
che anzi vogliamo propugnare,ma perché :
i.
I Medici vengono assunti tardi rispetto agli altri professionisti ( a
ca. 40 anni; dopo 6 anni di laurea; l’abilitazione ; la specializzazione; e i
vari tempi morti )
ii.
Il loro percorso formativo così lungo dovrebbe dare già garanzie di
professionalità.
iii.
Se non le desse andrebbe riformata la modalità di studio, e non allungato
il percorso oltremisura.
iv.
Un eventuale interruzione del rapporto di lavoro a 45 anni, e dopo 5 anni
di impiego, non ha significato di flessibilità se il mercato di per se non è
flessibile e non offre alternative.
v.
Non servono 5 anni di prova per le necessità di flessibilità ma molto
meno.
vi.
La flessibilità deve valere per tutti o per nessuno secondo il principio
dell’eguaglianza. 4.
La negazione delle possibilità di attività libero-professionale nei primi
5 anni di lavoro ( infatti limitata ai dirigenti assunti a tempo indeterminato )
può avere una sua logica se accompagnata da un obbligo da parte dei Direttori di
una presa in carico di una responsabile crescita professionale dei nuovi assunti
attraverso l’inserimento di una frase del tipo: <<.. possono richiedere di
esercitare attività libero-professionale intramuraria i Medici che dopo i primi
5 anni di assunzione abbiano compiuto il percorso formativo previsto all’atto
dell’assunzione di cui il Direttore responsabile abbia preso formale impegno nei
confronti della Direzione Aziendale >>. Tale frase imporrebbe al Direttore
un percorso virtuoso di sviluppo delle capacità professionali dei nuovi assunti
che li porterebbe a una quasi automaticità del prosieguo del rapporto di lavoro
dopo i primi 5 anni.
5.
Non si concorda con l’esclusione dell’attività libero-professionale
delle specialità di radiologia e laboratorio. Anzi sono specialità la cui
attività può facilmente trovare impieghi in altre sedi senza ledere l’attività
dell’azienda di appartenenza. Nella promozione della salvaguardia della salute
non è tanto importante chi la effettua, ma che chi la faccia la effettui senza
dolo pubblico e nel rispetto delle norme e delle leggi oltre che dell’etica.
Garantito il rispetto di questi principi va solo stimolata la concorrenza per
avere il meglio per il cittadino al minor costo e nel rispetto della libera
scelta individuale. In quest’ambito va solo garantito un severo controllo. 6.
Il conferimento di incarichi di dirigenza al personale assunto con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa va limitata alle aree
delimitate al loro precipuo accesso come nella parte iniziale del documento.
Non è concepibile inoltre che personale in rapporto di dipendenza sia
subordinato a personale con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
essendo “mission” e tipologia di lavoro evidentemente del tutto diverse. L’organizzazione scrivente ringrazia il Sig. Ministro
dell’attenzione prestata alle nostre proposte.
Spera in un durevole rapporto di collaborazione con
reciproca stima e attende la prossima convocazione riproponendo gli indirizzi e
i nominativi sindacatali responsabili dei settori organizzativi. Cordiali saluti Dott. Marcello Costa Angeli Responsabile Nazionale Area Ospedalieri |
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