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Dopo l'approvazione del D.L. 229/99 alcune delle cose e delle iniziative successive
La Bindi ti controllerà per sempre !!
--------------------- Ventitré giugno ore 15.05, è fatta, il Presidente ha firmato, si dice a malincuore, il contestato decreto di riordino del S.S.N. tenacemente voluto dal Ministro Rosy Bindi. Ci vorrà tempo per trasformarlo da parole a fatti; di certo pochi gioiscono di quest'epocale evento, tranne un piccolo ma tenace manipolo di persone e personaggi. Piangono i Medici che lamentano, a ragione, di essere trasformati in burocrati. Piangono le regioni che vedono le loro ali spezzate all'inizio del volo federalista. Piangono i partiti di governo che in ben due tornate elettorali, anche per l'effetto sanità, si vedono sempre più nudi di voti, quasi ridotti al costume da bagno nella canicola estiva. Purtroppo piangeremo tutti, noi cittadini, che nel 2.000 avremo meno cure gratuite garantite per legge, meno prevenzione, più norme e vincoli amministrativi, meno medici a casa nostra, e che di certo non avremo un segno meno nelle tasse pagate sugli stipendi o sugli introiti. Ma qualcuno gioisce; la Rosy di certo, con le stesse lacrime amare che ha versato al termine del consiglio dei ministri il 18 giugno. Il suo primo, e forse unico figlio, dopo la breve gestazione della pubblicazione in G.U. sta per vedere finalmente la luce del sole. La vita non sarà facile per questo neonato di una sola genitrice dato alla luce con dolore e drammi da tragedia greca. Lo aspettano alla prima poppata mille ricorsi legali già pronti; l'avversione dei cittadini, l'odio dei medici, l'ostracismo degli amministrativi, il furore dei politici, il tenero amore degli avvocati che, ancora in fasce, sono già pronti ad accudirlo con le loro costose premure legali; forse gli unici che ancora gioiscono per la sua nascita. Non gioisce più il PPI, ormai quasi cachettico nello sforzo del parto; non gioisce di certo la quercia che ha molte ferite da rimarginare e vedrebbe meglio un 2000 con meno problemi, e che invece si vede costretto ad affrontare il futuro con la logica del rigore e con la ricerca del risparmio a tutti i costi. Un 2000 magro per tutti, nel segno della dimensione di spesa minima utile per sopravvivere, come stato, come democrazia, come partito, come amministrazione, come famiglia come persona, ed infine come malato; nelle ristrettezze dettate dalla vera svolta del millennio: la ricerca del risparmio, costi quello che costi. Ecco allora un altro dramma bussa alla porta del cittadino sulle ali del dio denaro, la nuova Medicina dell'Evidenza Clinica, ( la E.B.M. ) che nata nel 1992 da alcuni lavori scientifici è stata coltivata a crescita esponenziale dal terreno fertile del profitto economico che sui medici e sulla medicina vuole far frutti. Tale "nouvelle vague" che cresce su basi che i medici hanno prodotto, per valutare al meglio il loro valore clinico, nel segno della concretezza e della parsimonia, ha presto partorito migliaia di "linee guida per i medici". Ora esce dalla pratica medica per essere utilizzata dai giudici e dagli avvocati d'America , pronta a trasferirsi in Italia, forti di questi strumenti, normalmente ad uso del solo medico, per far guerra ai medici spartendo la mezza legale con i pazienti. Un vento di incitazione al risarcimento contro il medico, il segno della delusione di questo nostro tempo che con il video ci promette l'eternità, ma che poi ci richiama sempre alla realtà della vita vera, increduli del fatto che il medico non può impegnarsi a guarire, ma solo a curare; che il medico infine, può solo proporre delle cure ma sa anche che chi veramente guarisce è solo il paziente, con le cure o nonostante le cure. Ecco perché in breve voglio fermare l'attenzione di chi legge; non pretendo che capisca ciò che anche io oggi stento a comprendere, da addetto alla medicina ed alla politica della medicina, ma voglio lanciare quest'ermetico messaggio: se delle linee guida vengono ritenute necessarie, ma non dai medici, bisogna interrogarsi sul fatto che il solo medico o forse è troppo piccolo perché governi la scienza medica o forse è troppo grande per lasciargli governare da solo il suo atto medico; o forse è ritenuto troppo potente, così che è bene che sia ridotto a mero esecutore di norme nate per la medicina ma applicate per altri fini. Ed allora attenzione perché dobbiamo imporci una scelta che dia valore all'etica o all'economia, o almeno produca un valido compromesso, ma che comunque è necessario che tutti sappiano che la posta in gioco è il bene immenso della libertà umana, come diritto a vivere la propria vita perseguendo il benessere della salute, costi quello che costi. Marcello Costa Angeli ------------------------
LA LOTTA LEGALE ! PROSEGUE ANCHE DOPO IL VARO DELLA RIFORMA Molte associazioni lottano con il Cartello e fra queste gli amici di Libertà Medica che con la lista di discussione espandono la protesta......... Sono un iscritto a LIBERTÀ MEDICA e lavoro in Toscana. Io ed altri miei colleghi vogliamo sapere se per le azioni legali contro il decreto Bindi, in accordo al programma presentato dal Cartello, sia necessario far riferimento ad un legale locale o come iscritti a LIBERTÀ MEDICA, al referente designato dal Cartello. Credo sia fondamentale un chiarimento su tale aspetto, al fine di non generare confusione ed azioni indipendenti degli iscritti a LIBERTÀ MEDICA od ad altre sigle sindacali che hanno aderito al Cartello. Grazie Dott. Luigi Severino Brandi
Parere legale dell'Avv. Francesco Costa Angeli del foro di Milano, in ordina alla illegittimità costituzionale dell'articolo 72 L. N. 448/1998 che dispone decurtazioni stipendiali ai medici extramurari. L'art. 72 della L. N. 448/1998 riduce la c.d. "retribuzione variabile di posizione" del 50% ed azzera la c.d. "retribuzione di risultato" ai medici che optano per l'esercizio dell'attività extramuraria. Per giudicare la legittimità o meno della disposizione occorre preventivamente esaminare le caratteristiche delle due seguenti fattispecie di rapporto di lavoro dei medici:
La definizione data dalla legge (art. 15-quinquies n. 1), delle caratteristiche del rapporto di lavoro esclusivo è testualmente la seguente: "il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti sanitari comporta la totale disponibilità nello svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuite dall'Azienda........" La definizione, data dalla legge (art. 15-sexies delle caratteristiche del rapporto di lavoro di dirigenti sanitari che svolgono attività libero professionali "extramuraria" è testualmente la seguente: "il rapporto di lavoro (extramurario) .... comporta la totale disponibilità nell'ambito dell'impegno di servizio etc. .... " Orbene, non vi è chi non veda come nelle due fattispecie si tratti di identica prestazione lavorativa e, infatti:
Dirigenti, infatti, sono per definizione, ormai, tutti i medici e per quanto riguarda quelli che svolgono lavoro extramurario, è la stessa rubrica dell'art. 15-sexies che li definisce "dirigenti sanitari" nonché il penultimo alinea del comma1, laddove tratta del volume delle prestazioni che, appunto, i singoli "dirigenti" medici extramurari sono tenuti ad assicurare. E' la stessa legge che si tradisce, a tal proposito, utilizzando, con riferimento alla prestazione lavorativa che il medico è tenuto a dare, la stessa seguente locuzione: "totale disponibilità" in tutte e due le fattispecie, sia nel rapporto di lavoro c.d. "esclusivo" che in quello c.d. "exramurario", cui pertanto spetta lo stesso trattamento economico sicché ingiusta è ogni decurtazione a danno dei medici inquadrati nel rapporto di lavoro c.d. exrtramurario. Detta ingiustificata ed iniquità palese si risolve in una vera e propria illegittimità costituzionale essendo detta previsione di decurtazione stipendiale (art. 72 L. N. 448/1998) in contrasto sia con l'art. 36 sia con l'art. 3 della Costituzione. Il legislatore stesso si è accorto del problema e cioè che, da una parte, non poteva che utilizzare lo stesso termine adoperato per il medico esclusivista "totale disponibilità" per caricare anche il medico extramurario di una piena prestazione di lavoro, per escludere una qualsivoglia minore prestazione di lavoro e, dall'altra, accorgendosi delle conseguenze economiche di tale impostazione equalitaria di carico ha cercato almeno di modificare la terminologia a seguire di detta espressione, onde poter sostenere a posteriori una qualche difesa della norma di decurtazione stipendiale (viceversa indifendibile) e, così:
quasi che l'attività lavorativa nelle due tipologie fosse diversa, il che non è perché il non aver ripetuto l'allocuzione "funzioni dirigenziali" nella definizione delle caratteristiche del rapporto di lavoro extramurario, non cambia la sostanza della prestazione lavorativa che è comunque data da soggetto dirigente medico. A questo punto non rimane altro che denunciare l'illegittimità costituzionale di ogni decurtazione stipendiale stabilita dalla legge a parità di prestazione lavorativa e, a tal fine, suggerisco: in una prima fase spiccare diffide stragiudiziali (da notificare a mezzo Ufficiale Giudiziario o con ogni altro mezzo idoneo) alle Aziende Ospedaliere, da parte dei singoli medici, con cui si contesta l'abuso di ogni decurtazione stipendiale e si chiede l'immediato pagamento oltre interessi e rivalutazioni. Oltre i danni e sotto diffida di procedere a tutela giudiziaria. Una seconda fase in cui si ricorre al Pretore del Lavoro (dopo la riforma della Procedura Civile all'attuale Giudice Unico del Tribunale quale Giudice monocratico) per la condanna dell'Azienda al pagamento di quanto spettante, in tale fase va sollevata l'eccezione di incostituzionalità dell'articolo 73 L. N. 448/1998. Il tutto innescando una specie di "bomba ad orologeria" economica a carico delle Aziende ospedaliere che accumuleranno debiti nei confronti dei singoli medici dipendenti, gravati di interessi, rivalutazione e danni. Il mio Studio è a completa disposizione per passare alla prima fase per spiccare, cioè, la diffida da parte dei singoli medici nei confronti delle Aziende Ospedaliere onde mettere in mora e richiedere il pagamento delle illegittime decurtazioni appena operate. Salva ogni altra iniziativa anche preventiva. Avv. Francesco Costa Angeli
------------------------------- LO SNAMI NON ADERISCE ALLO SCIOPERO CIVETTA !! Lo SNAMI ha una sua linea e non si fa irretire dalle false proteste !!..........
Comunicato ai Medici Ospedalieri SNAMI Cari colleghi, dopo un lungo
silenzio dovuto in parte ad un profondo senso di sconforto ed impotenza
personale nei confronti dell'inevitabile applicazione della riforma sanitaria ed
in parte agli impegni derivanti dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio
dell'Ordine dei Medici di Milano, sento la necessità di dover commentare i primi
avvenimenti di questo nuovo 2000. L'ultima
comunicazione riguardava lo sciopero unitario indetto per il 18/10/99 da
pressoché tutte le OO.SS. mediche, escluso lo SNAMI. Come ricorderete
le motivazioni dello sciopero erano : 1)rafforzamento di ruolo e dignità dei
medici 2)recupero di adeguati finanziamenti per il Ccnl 1998/2001,in
particolare per l'esclusività di rapporto. Lo SNAMI si era
opposto tenacemente, coerente ai suoi principi, poiché in questo sciopero si
ravvisava il tentativo di strumentalizzare i medici per recuperare i fondi
mancanti ed indispensabili a far decollare una riforma iniqua che massacrava la
dirigenza medica. L'unico sciopero che si potesse
concepire era in quel momento un sciopero contro la riforma. Il 17/10/99 ,
ormai come da copione, era stata annunciata la revoca , con la CIMO contraria e
lasciata da sola a subire ironici attacchi da più parti. La revoca è avvenuta
come al solito sulla scorta di fumose promesse fatte dal ministro ai
rappresentanti dei sindacati "governativi". Nei mesi di
novembre e dicembre la riforma ha cercato di decollare fra alti e bassi, la
farsa della crisi di governo e continui slittamenti dell'opzione per
l'esclusività. In un primo tempo l'opzione su sollecitazione dei sindacati
medici è stata fatta slittare con circolare ministeriale al 31 dicembre '99, con
la presunzione che in quella data potesse essere già stato stipulato il nuovo
contratto. Nello stesso periodo sono arrivate diverse sentenze ai vari ricorsi
avviati perché l'opzione fosse rinviata al momento in cui fossero divenute
operative le strutture nelle quali eseguire l'attività intramoenia. Molte
sentenze sono state favorevoli, altre contrarie. La situazione che di seguito si
è venuta a creare è stata fonte di inaccettabile disparità di trattamento della
dirigenza medica sul territorio nazionale. In talune
aziende si sono avviate le procedure di verifica per i primari "stabilizzati" le
cui norme sono demandate al contratto e qualche direttore generale ha inteso i
contratti quinquennali validi fino alla scadenza, indipendentemente
dall'opzione. Alcune aziende
hanno già avviato i procedimenti di decurtazione stipendiale per i medici in
extra moenia, altre hanno interpretato unilateralmente la cessazione dei
rapporti di lavoro a tempo definito (anche questo demandato al contratto)
dall'1/1/2000. La Regione Lombardia ha deciso autonomamente lo slittamento sia
dell'opzione che delle verifiche alla firma del contratto ed ha inviato una
circolare informativa in merito a tutti i DG. Si è venuto a creare quindi un
clima di grande confusione,senza che arrivassero dal ministero segnali che
ritenessero necessario armonizzare sul territorio nazionale l'applicazione del
testo di legge.
Alla fine di
dicembre , dopo il varo del Dlgs di riforma del rapporto tra Ssn e Università
che ribadisce l'applicazione della esclusività anche ai medici universitari, su
pressione dei sindacati medici ,il ministro della sanità ha proposto uno schema
di Dl correttivo del decreto 229,approvato dal Consiglio dei ministri il
29/12/99. Tale Ddl correttivo consente anche ai dirigenti sanitari di esercitare
l'opzione per il rapporto esclusivo entro 45 giorni dall'entrata in vigore del
sopraccitato Dlgs. Come aveva preannunciato il ministro Rosy Bindi , l'opzione
dei medici (Ospedalieri ed Universitari)sull'esclusività del rapporto di lavoro
è slittata definitivamente al 12 marzo 2000. Poiché il 12 marzo è domenica, si
potrà procrastinare l'opzione a lunedì 13/03/2000. Il conto alla
rovescia ( 45 giorni dalla sua entrata in vigore) è stato innescato dalla
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 517/99 relativo
al riordino dei rapporti tra Ssn ed Università .
Lo schema di
decreto correttivo della 229 del 29/12/99 contiene anche le norme ed i termini
per la verifica dei "primari stabilizzati" ed i termini dell'opzione per i
"primari a contratto quinquennale". Per i primi si legge: entro novanta giorni
dall'entrata in vigore del decreto correttivo(28/1/00) i dirigenti non
sottoposti a verifica sono assoggettati al rapporto esclusivo(28/4/00).Ciò
significa forse che indipendentemente dalla esecuzione della verifica divengono
esclusivisti? Per i secondi: in caso di non opzione per il rapporto esclusivo
sono confermati sino 30 giugno 2000.
I sindacati
medici hanno chiesto che venissero in merito apportate modifiche correttive al
Ddl in questione e ad eccezione della Cgil hanno ribadito la necessità che il
termine dell'opzione sia successivo alla stipula del contratto. I primi giorni
di gennaio è stato steso il tanto atteso" Atto di indirizzo e coordinamento
concernente l'attività libero professionale intramuraria del personale della
dirigenza sanitaria del Ssn. Il documento
ministeriale è stato consegnato l' 11/01/2000 e dovrà essere esaminato dalla
Conferenza Stato Regioni. I direttori
generali dovranno adottare le iniziative per dare attuazione alle disposizioni
del presente decreto entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore,
pena
l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 dell'art. 72 legge 448/98. L'esame alla
Conferenza Stato regioni incontrerà però qualche difficoltà e quasi certi
slittamenti temporali, poiché da metà febbraio circa le regioni saranno
costrette ad una inerzia legislativa dalle elezioni amministrative per il
rinnovo delle giunte in carica! Quindi ancora
ritardi su ritardi all'applicazione della riforma! Per quanto
riguarda il contratto il prossimo incontro all'Aran è fissato per l'1/2/200 ma
le trattative vere e proprie partiranno dall'8/2/2000. Come saprete le
concessioni economiche sono: £1.000.000 per i
medici che sceglieranno l'esclusività £ 300.000 per i
medici che non aderiranno al rapporto esclusivo! I sindacati di
palazzo hanno accolto con soddisfazione ed ottimismo questo annuncio dato dal
ministro Rosy Bindi nella serata del 22/1/2000, ma precisano che il milione di
aumento contiene solo i 2/3 dell'indennità per chi rinuncia alla libera
professione extramuraria.
L'Anaao Assomed
dichiara in un comunicato che grazie alla sua determinazione nel condurre una
incessante azione politico-sindacale sono state superate finalmente resistenze
politiche, difficoltà tecniche e addirittura manovre dilatorie provenienti da
alcuni sedicenti sindacati di categoria per risolvere sia l'equiparazione degli
ex assistenti, sia il trattamento economico per l'esclusività di rapporto.
Tale affermazione non merita commenti ,perché non ci sono
parole adatte se non censurabili, per esprimere la rabbia e lo sconcerto che
proviamo di fronte a tanta arroganza. La prova che la nostra posizione
sia quella giusta ci viene dal seguente comunicato del Consiglio dei Ministri a
data 21/1/2000: "Il Consiglio
dei Ministri ha positivamente valutato l'ulteriore atto di indirizzo integrativo
all'Aran per il rinnovo del CCNL 1998/2001 della dirigenza medica…riguardante
taluni istituti del medesimo contratto, con le seguenti condizioni…
a) che
l'indennità connessa all'avvio della riforma ed alla introduzione
dell'esclusività del rapporto.. ed il relativo onere annuo, potranno permanere
nei bienni contrattuali successivi, solo in quanto finanziata a carico di
risparmi di gestione derivanti dalla qualificazione del servizio ospedaliero e
dall'incremento della produttività, verificata ed opportunamente certificata.
b) Che in
ogni caso la predetta indennità ,.. non dovrà essere fonte né diretta né
indiretta di richieste di incremento del Fondo sanitario nazionale". Avete capito
bene! L'indennità ci verrà corrisposta per un periodo massimo di due anni e
successivamente ci verrà revocata se non potremo certificare un aumento della
produttività! L'indennità di esclusività così diventa uno "specchietto per le
allodole" che ci dovrebbe indurre a firmare un contratto capestro per tutta la
vita senza nessuna garanzia economica.
Non sappiamo
come finiranno le trattative e cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo con
chiarezza quali sono i danni che ci ha fatto la riforma stravolgendo con un
colpo di mano (di Bollero ) il ruolo medico. Il sanitario
dipendente ospedaliero ha perso tutti i suoi diritti acquisiti, il ruolo medico
è stato abolito, sono scomparse le piante organiche e con esse i posti di ruolo
a cui erano legate le retribuzioni. La qualifica
attuale è unica e chiaramente livellata verso il basso.(lo stipendio tabellare
infatti è quello dell'ex assistente; ad esso si aggiungono le specifiche
attribuzioni per le funzioni soggette a verifica triennale, che possono anche
non essere rinnovate) Le progressioni di carriera non sono più legate ad un
concorso per un posto di ruolo, ma unicamente all'assegnazione di funzioni che
verranno concesse per " simpatia " del Direttore Generale.
Solo i medici
nel comparto sanitario possono essere licenziati e l' istituto della mobilità
in assenza di pianta organica ci rende sempre più vulnerabili. Non è il
principio dell'esclusività di rapporto che rigettiamo, ma l'uso castigativo che
se ne è voluto fare calpestando la dignità e la professionalità dei medici.
In conclusione
siamo dei dirigenti a metà, carichi di oneri e responsabilità, ma privi dei
diritti e degli adeguati compensi dell'attività dirigenziale. E' drammatico
assistere a campagne promozionali in cui si ventilano lucrosi aumenti dei nostri
stipendi collegati al regime esclusivo, ma in realtà del tutto inconsistenti a
pagare tutto ciò che abbiamo
perduto.
Elisabetta Tisi ----------------------------- DOPO 7 MESI DALL'APPROVAZIONE La riforma sanitaria è stata varata 7 mesi
fa' tra manifestazioni di entusiasmo e critiche severe ed al Ministero si stanno
facendo grandi sforzi perché diventi operativa al più presto.
Per quanto riguarda il problema dei medici,
principali attori della Sanità, si procede però a salti e balzelli e non è stato
ancora risolto il problema della
organizzazione della attività libero
professionale intramoenia dei dirigenti del Ssn. La sua applicazione è legata alla stesura
dell'atto di indirizzo ( già avvenuta)che dovrà rapidamente essere sottoposto
alla Conferenza Stato Regioni. Se il piano regionale in merito alla libera
professione non sarà steso entro la 1° metà di febbraio, l'imminente
scioglimento della giunta e le elezioni regionali bloccheranno tutto l'apparato
ed anche i tempi per l'espressione dell'opzione fissati al 12/3/2000 saranno
messi in discussione. Le trattative per il contratto, dopo le
recenti dichiarazioni del ministro Bindi sulla disponibilità del governo di
garantire circa £1.000.000 al mese
come premio di esclusività fino al 2001,
dovrebbero ripartire nei primi giorni di febbraio . Si legge sulle pagine dei quotidiani che" i
medici stanno alla finestra con animo non esattamente sereno sperando di
conquistare contratti e convenzioni appetitose in base alle quali scegliere se
svolgere la libera professione dentro o fuori le mura del Ssn" . Purtroppo il vero problema non è tanto
quello delle retribuzioni bensì i danni che la riforma ha operato, stravolgendo
con un colpo di mano il significato del ruolo medico.
Il sanitario dipendente ospedaliero ha perso
tutti i diritti acquisiti, con la dirigenza unica sono sparite le figure dei
dirigenti di 1° e 2° livello e la qualifica attuale è una sola , ma livellata
verso il basso. Le nuove figure
di dirigente di struttura complessa e struttura semplice (ex ruoli di primario
ed aiuto) ,sono funzioni non più garantite da un concorso di ruolo e/o da un
incarico a tempo indeterminato e legate ad un parametro fisso, ma assegnate pro
tempore e nel caso di dirigente di struttura semplice solo per "volontà" dei
direttori generali , sottoposte a verifica e passibili di revoca. Le piante organiche intese come
determinazione di posti di ruolo, a cui è legata la retribuzione per parametri ,
sono scomparse. Sono soppressi i rapporti di lavoro a tempo
definito, che invece vengono promossi in altri settori. Il dirigente in relazione all' attività
svolta è responsabile del risultato, anche se richiedente un impegno orario
superiore a quello contrattualmente definito, senza alcun freno alle richieste
di produttività. La opzione per l'esclusività è irreversibile
e tutti i sanitari con contratto di lavoro stipulato dopo il 31/12/98 sono
assoggettati automaticamente al rapporto esclusivo. Nel comparto sanitario solo i medici possono
essere licenziati e l'istituto della mobilità ci rende sempre più vulnerabili. Siamo dirigenti a metà, carichi di oneri e
responsabilità (che fanno parte della nostra etica professionale e che ci siamo
sempre attribuiti spontaneamente prima della riforma ter),ma privi di tutti i
diritti e dei compensi adeguati alla figura dirigenziale. Oggi più di qualche mese fa' suscita
profondo sconcerto la considerazione di come questi avvenimenti non siano
riusciti a risvegliare le coscienze di tutti i medici ed a sodalizzare la loro
ribellione . Il paradosso più grave ,considerata la
nostra situazione attuale, è quello di
assistere a campagne pubblicitarie che
strombazzano cifre astronomiche per i medici ,quando siamo tristemente
consapevoli che dovrebbero essere ben altri i compensi che ci potrebbero solo in
parte ripagare della perdita della nostra immagine, non più liberi
professionisti , ma oscuri impiegati statali. Mi,
28/01/2000 Elisabetta Tisi -----------------------------
IL TEMPO DEFINITO SOPRAVVIVE PER ALTRI SETTE MESI
a cura di
Marco Perelli Ercolini Un recente provvedimento fa nuovamente scivolare di sette
mesi (cioè sino al 31 agosto) l’abolizione del tempo definito e il problema
verrà ripreso nel contesto dei cambiamenti che verranno introdotti dal Ministro
Sirchia alla legge 229. Infatti in base alla riforma Bindi (decreto legislativo 229/99) e secondo quanto previsto dal contratto, circa 1700 medici avrebbero dovuto dire addio al tempo definito dal 1 febbraio: dalle 28,5 ore il loro debito orario doveva salire alle 38 ore settimanali. Era previsto che il tempo definito venisse abolito definitivamente (anche in assenza di opzione per il rapporto esclusivo) dal 1 dicembre 2001, poi prorogato al 1 febbraio 2002. Si sarebbe cosi’ cancellato definitivamente il rapporto di tempo definito che quando fu introdotto con la legge Mariotti il rapporto di tempo pieno, era considerato invece quale rapporto ordinario di lavoro: il rapporto di lavoro a tempo pieno era il rapporto straordinario; infatti il medico, a domanda, poteva essere ammesso solo con delibera del consiglio di amministrazione al tempo pieno. Col tempo però i ruoli si sono invertiti e il tempo pieno venne considerato il rapporto ordinario di lavoro in ambito ospedaliero e il tempo definito l’eccezione. Li 4.2.2002 ------------------------ LE NOVITA' AL 10.02.2002 Reduce dal C.C. Cimo a cui partecipiamo come organizzazione affiliata Vi riferisco in merito:
Modifica 229 : martedì il parlamentino medici si riunisce per avere la bozza di modifica preparata dal Ministro.
Rischi professionali : E' arrivata in porto la polizza art. 24 che ora deve essere sviluppata nelle sedi regionali.
Agitazione in casa ANAAO che grida allo scandalo e divulga inquietanti notizie sulla perdita della indennità di esclusività. Ciò non è nelle intenzioni del Ministro !! Marcello Costa Angeli li 10.02.2002 -------------------------- PROSEGUE LA GUERRA ALLA 229
CARTELLO ASSOCIAZIONE DELLE PROFESSIONI
----------------------- Il testo consegnato dal Ministro Sirchia ai sindacati - 12 febbraio 2002 Il testo consegnato alle organizzazioni sindacali dal Ministro della Salute nell'incontro del 12 febbraio 2002. Note sintetiche sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante nel S.S.N.
--------------------- All’Attenzione del Sig. ministro della SaluteProf. Dott. Girolamo Sirchia Al fax ……. Come da Lei richiesto nella convocazione del 12/02/2002 provvediamo ad inoltrare le nostre considerazioni sul documento consegnatici ( Note sintetiche
sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante
nel S.S.N. ) Cogliamo l’occasione per ringraziarLA dell’accoglienza.
Siamo certi che Vorrà puntualmente riconvocarCi ogni
qualvolta sia in discussione un’iniziativa di coinvolgimento delle parti
sindacali su problematiche professionali.
Lo S.N.A.M.I. come sindacato pluridisciplinare rappresenta
la realtà migliore che coniuga l’attività della medicina ospedaliera con le
necessità della medicina territoriale.
Inoltre si sente molto vicino alle Sue idealità. Considerazioni sul documento consegnatoCI: 1.
Pensiamo sia importante delimitare la quota dei rapporti di lavoro di
collaborazione coordinata e continuativa a specifiche aree di lavoro quali i
servizi; almeno come atto di indirizzo nazionale. Questo perché la diversità
di rapporto di lavoro e di impegno richiesto male si concilia con strutture ad
organizzazione sinergica e collettiva quali sono i reparti di degenza, dove
l’integrazione collaborativa deve andare oltre la mera attività di impegno
orario. a.
Crediamo quindi che tale tipologia di impiego medico vada o limitata o
quantomeno raccomandata solo nelle seguenti aeree:
i.
Diagnostica per immagini
ii.
Anestesia
iii.
Laboratorio
iv.
Attività ambulatoriale
v.
Medicina legale
vi.
Medicina del lavoro
vii.
Igiene
viii.
Attività mediche svolte sul territorio b.
Viceversa va impedita o quantomeno scoraggiata nel suo uso nelle seguenti
aree:
i.
Medici in attività di ricovero ospedaliero
ii.
Medici in attività di degenza di terapia intensiva
iii.
Medici di direzione sanitaria
iv.
Medici comunque con attività chirurgica su ricoverati
v.
Medici con attività interventistica su ricoverati ( radiologia invasiva ) 2.
Concordiamo sulla regionalizzazione di parte della trattativa
contrattuale. Ma proprio per tale obiettivo, poiché al momento non vi sono
aree specifiche di intervento delle OOSS di tutela regionale, il proposto
tavolo di lavoro tecnico congiunto va integrato con una rappresentanza sindacale
per delineare in concordanza di vedute i comuni indirizzi della contrattazione. 3.
Dissentiamo sul proposto periodo di prima assunzione del personale
dipendente per 5 anni come rapporto di lavoro a tempo determinato.
a.
Questo non per preclusioni sui principi della flessibilità del lavoro,
che anzi vogliamo propugnare,ma perché :
i.
I Medici vengono assunti tardi rispetto agli altri professionisti ( a
ca. 40 anni; dopo 6 anni di laurea; l’abilitazione ; la specializzazione; e i
vari tempi morti )
ii.
Il loro percorso formativo così lungo dovrebbe dare già garanzie di
professionalità.
iii.
Se non le desse andrebbe riformata la modalità di studio, e non allungato
il percorso oltremisura.
iv.
Un eventuale interruzione del rapporto di lavoro a 45 anni, e dopo 5 anni
di impiego, non ha significato di flessibilità se il mercato di per se non è
flessibile e non offre alternative.
v.
Non servono 5 anni di prova per le necessità di flessibilità ma molto
meno.
vi.
La flessibilità deve valere per tutti o per nessuno secondo il principio
dell’eguaglianza. 4.
La negazione delle possibilità di attività libero-professionale nei primi
5 anni di lavoro ( infatti limitata ai dirigenti assunti a tempo indeterminato )
può avere una sua logica se accompagnata da un obbligo da parte dei Direttori di
una presa in carico di una responsabile crescita professionale dei nuovi assunti
attraverso l’inserimento di una frase del tipo: <<.. possono richiedere di
esercitare attività libero-professionale intramuraria i Medici che dopo i primi
5 anni di assunzione abbiano compiuto il percorso formativo previsto all’atto
dell’assunzione di cui il Direttore responsabile abbia preso formale impegno nei
confronti della Direzione Aziendale >>. Tale frase imporrebbe al Direttore
un percorso virtuoso di sviluppo delle capacità professionali dei nuovi assunti
che li porterebbe a una quasi automaticità del prosieguo del rapporto di lavoro
dopo i primi 5 anni.
5.
Non si concorda con l’esclusione dell’attività libero-professionale
delle specialità di radiologia e laboratorio. Anzi sono specialità la cui
attività può facilmente trovare impieghi in altre sedi senza ledere l’attività
dell’azienda di appartenenza. Nella promozione della salvaguardia della salute
non è tanto importante chi la effettua, ma che chi la faccia la effettui senza
dolo pubblico e nel rispetto delle norme e delle leggi oltre che dell’etica.
Garantito il rispetto di questi principi va solo stimolata la concorrenza per
avere il meglio per il cittadino al minor costo e nel rispetto della libera
scelta individuale. In quest’ambito va solo garantito un severo controllo. 6.
Il conferimento di incarichi di dirigenza al personale assunto con
contratti di collaborazione coordinata e continuativa va limitata alle aree
delimitate al loro precipuo accesso come nella parte iniziale del documento.
Non è concepibile inoltre che personale in rapporto di dipendenza sia
subordinato a personale con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa
essendo “mission” e tipologia di lavoro evidentemente del tutto diverse. L’organizzazione scrivente ringrazia il Sig. Ministro
dell’attenzione prestata alle nostre proposte.
Spera in un durevole rapporto di collaborazione con
reciproca stima e attende la prossima convocazione riproponendo gli indirizzi e
i nominativi sindacatali responsabili dei settori organizzativi. Cordiali saluti Dott. Marcello Costa Angeli Responsabile Nazionale Area Ospedalieri ----------------------------
SNAMI OSPEDALIERI Osservazioni sulle “Note
sintetiche sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale
medico operante nel SSN”. Le sottoscritte OO.SS. mediche, presa visione del documento di lavoro interno della Conferenza degli Assessori regionali, constatato che sostanzialmente esso ripropone –con qualche modifica- il precedente documento ministeriale relativo al rapporto di lavoro del personale medico, ritengono opportuno esplicitare quanto segue:
ANPO (Raffaele Perrone Donnorso) CIMO (Stefano Biasioli) CISL MEDICI (Giuseppe Garraffo) SNAMI
OSPEDALIERI ( MARCELLO
COSTA ANGELI )
----------------------------------
Giovedì, 4 aprile 2002 "COSA È SUCCESSO AL PARLAMENTINO MEDICI AL MINISTERO DELLA SALUTE"
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ARTICOLI SULLA MODIFICA DELLA 229...SI AVVERERA' ? Mercoledì 3 aprile 2002,
alle ore 19 circa, il Ministro SIRCHIA ha presentato alle OO.SS.MM. della
dirigenza medica e non medica, in modo estremamente sintetico, i suoi "PRINCIPI
PER IL RIORDINO DEL RAPPORTO DI LAVORO DEI MEDICI DEL S.S.N.". A) RAPPORTO DI
LAVORO. B) ATTIVITÀ LIBERO
PROFESSIONALE. Il Ministro SIRCHIA ha
aggiunto che il disegno di legge dettagliato verrà presentato al Consiglio dei
Ministri tra circa 15 giorni ed ha 5 motivazioni principali: Il percorso del disegno di
legge sarà lungo ma tutelato dal Governo perché rientra tra gli obiettivi
governativi. DDL: PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL RAPPORTO DI LAVORO DEl
MEDIcI
COMMENTO....!!! Non possiamo che essere contenti di questa nuova dichiarazione di intenti del Ministro su cui abbiamo sin dall'inizio espresso il nostro solidale apprezzamento. Tuttavia invitiamo alla cautela perchè per ora è solo la 18a espressione di volontà di una riforma della riforma che ha molti oppositori. Noi dello SNAMI continueremo a richiedere con forza che a tutti i Medici venga resa quella dignità professionale che il dicastero della Bindi ci ha tolto. Lavoreremo sulle istituzioni per difendere la nostra attività come sempre abbiamo fatto in prima linea e con la continuità di pensiero che ci ha sempre caratterizzato e che ora vediamo ben riconosciuta. Marcello Costa Angeli
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ARTICOLI SULLA MODIFICA DELLA 229...SI AVVERERA' ?
----------------------------------- ECCO LA 39a BOZZA DI MODIFICA DELLA 229 PRESENTATA DAL MINISTRO G. SIRCHIA ALLO SNAMI NAZIONALE DI VILLASIMIUS IL 16.5.02 DISEGNO DI LEGGE “Riordino del rapporto di lavoro
dei medici del Servizio sanitario nazionale” Art. 1 (disciplina del rapporto di lavoro del personale
medico)
Art. 2 (disciplina del rapporto di
lavoro del personale medico universitario)
Art. 3 (disciplina rapporto di lavoro
delle altre professioni sanitarie) 1. Le disposizioni della presente
legge si applicano, altresì, a tutto il personale della dirigenza sanitaria, ivi
compresa quella universitaria, già assoggettato alle disposizioni del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Art. 4 (Norma transitoria)
Art. 5 (Limite di età)
Art. 6 (Disposizioni finali)
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Ancora difficoltà per la modifica dell'art.15 della 229. Delusione per il non completamento dell'iter del D.L. promesso dalla casa delle libertà che viene sottoposto ad ulteriori verifiche...... Sabato 25 Maggio 2002 - il Sole 24 Ore Consiglio dei ministri - Nella riunione di ieri solo un esame preliminare per il disegno di legge predisposto dal ministro Sirchia Medici, la riforma inciampa nei conti Verifica dell'Economia sugli effetti - Le Regioni temono tagli, opposizione e sindacati protestano ROMA - «Vediamo meglio i conti». Alla quarantesima versione, quella sbarcata ufficialmente ieri al Consiglio dei ministri, la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici messa a punto tra mille fatiche da Girolamo Sirchia, incassa l'altolà di Giulio Tremonti. Uno stop temporaneo, solo "dettagli" da chiarire, getta però acqua sul fuoco il ministro della Salute: «La prossima settimana risolveremo tutto col ministro dell'Economia». La speranza è di ottenere il sì del Governo al più entro quindici giorni e di inviare il Ddl alle Camere. Un obiettivo che per Silvio Berlusconi è diventato ormai un punto d'onore: va gettata alle ortiche l'odiata "legge Bindi" e l'esclusività, ha dichiarato ancora ieri il premier. Intanto la riforma del centro-destra resta in naftalina. Col sovrappeso delle fibrillazioni regionali e di quelle, non meno decisive, dei sindacati medici. Sei articoli e mille novità, compresa l'abolizione nell'ultimo testo del ricorso ai rapporti «co.co.co.», le collaborazioni coordinate e continuative dei medici extra Ssn (come segnalato sul Sole-24 Ore» del 13 maggio), ma la riforma Sirchia è destinata a qualche altra limatura. Aspetti non di sostanza, assicura il ministro della Salute. Che si sente le spalle coperte dalla volontà di Berlusconi: «Il nostro è un intervento molto atteso da operatori del settore e pazienti: farà lavorare meglio gli ospedali e ridurrà le liste d'attesa», assicura il premier. Mentre dall'opposizione partono le bordate: «Ancora una volta Sirchia è costretto a passare la mano a Tremonti che detta le scelte di politica sanitaria, e il Consiglio dei ministri si arena. Il cambiamento annunciato è in realtà una beffa ai danni dei malati e della stragrande maggioranza dei medici che credono nel sistema pubblico», ribatte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi (Margherita). Con i sindacati - sia l'Anaao che la Cimo - pronti alla guerra, che stanno a guardare e battono cassa (sull'attività libero professionale intramoenia per abbattere le liste d'attesa). E con le Regioni che temono di dover subire contraccolpi sulla spesa. Quasi ovvio e perfino prevedibile, in questo ginepraio di interessi non sempre conciliabili, che ieri il Consiglio dei ministri si sia fermato all'esame preliminare del Ddl. E che Tremonti - e forse anche i colleghi di Welfare-Lavoro e Funzione pubblica - abbia chiesto un supplemento d'esame per cercare di vederci chiaro e capire se davvero la riforma-Sirchia sarà a "effetto zero", o quasi. La verifica del ministero dell'Economia - magari anche in considerazione dei rilievi regionali e delle spinte non esattamente coincidenti all'interno della maggioranza - riguarda il provvedimento nel suo complesso. Ma formalmente ieri in Consiglio dei ministri sono stati messi in discussione solo alcuni punti. Non i rapporti «co.co.co.», che né le Regioni né i sindacati gradiscono e che Sirchia ha confermato essere stati espunti dalla bozza di Ddl. Tremonti, tra l'altro, vuole verificare se esiste il rischio di creare spese non coperte per l'eventuale passaggio automatico dall'extramoenia all'esclusività di rapporto: per questo è in discussione un intervento "regolatorio" (sgradito però ai sindacati) da parte delle aziende sanitarie. Del resto, anche le Regioni temono che possa esplodere la spesa (1,65 mld €) dell'esclusività e che, in questo modo, possa saltare anche il piatto dell'accordo dell'8 agosto 2001 sulla spesa sanitaria. Altro capitolo da chiarire riguarda la possibilità di far svolgere la libera professione intramoenia anche per la seconda specialità posseduta dal medico. E altre obiezioni, considerate superabili, riguardano l'innalzamento (fino a 70 anni, più altri due, ma senza assistenza) per i dirigenti di struttura complessa (gli ex primari): Frattini preferirebbe ancorare la norma a quella generale di riforma delle pensioni. Decisione «immotivata e sbagliata rispetto alle esigenze del mercato del lavoro», tuona l'Anaao. Mentre la Cimo attacca il ministro: «Con i sordi è difficile dialogare». Ma Sirchia garantisce di non temere le opposizioni dei sindacati medici: «Li libereremo da vincoli iniqui e ridurremo le liste d'attesa grazie alla libera professione», giura. Già, le liste d'attesa: i medici vogliono denari in più. E le Regioni non sono d'accordo. Roberto Turno ----------------------------------- SCHEMA
DI DISEGNO DI LEGGE per LA 40a bozza !!
Disegno di legge recante: (Riordino del rapporto di lavoro dei medici del Servizio sanitario nazionale) Articolo 1 1. Il rapporto di lavoro della dirigenza medica delle aziende sanitarie e
degli altri enti ed istituti sanitari pubblici è unico e a tempo pieno. Il
rapporto può essere a carattere esclusivo o non esclusivo; le due tipologie di
rapporto sono , a domanda, fra di loro reversibili e consentono la direzione di
strutture semplici e complesse. 2. Le regioni disciplinano l' attività libero professionale del personale
medico in base ai seguenti principi fondamentali: Articolo 2 1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano, fermo restando il loro stato giuridico, anche ai medici universitari, professori universitari di prima o seconda fascia e ricercatori, che svolgono attività assistenziale presso le aziende ospedaliere di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 517 del 1999 o presso strutture assistenziali pubbliche o private accreditate, ove previsto dagli accordi fra regione e università. Articolo 3 1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, a tutto il personale della dirigenza sanitaria, ivi compresa quella universitaria, già assoggettato alle disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. Articolo 4 1. Gli attuali rapporti di lavoro della dirigenza sanitaria sono trasformati
nel nuovo rapporto di lavoro unico e a tempo pieno; il dirigente può optare per
l'esclusività o meno del rapporto. Fino alla stipula del primo contratto
collettivo nazionale di lavoro il passaggio dal rapporto di lavoro esclusivo a
quello non esclusivo e viceversa è disposto a domanda del dirigente interessato.
La specifica indennità prevista per il dirigente a rapporto esclusivo compete
solo al personale che ha già optato o opterà per l’esclusività di rapporto.Il
dirigente a rapporto di lavoro a tempo definito alla data di entrata in vigore
della presente legge, può, a domanda, conservare tale tipo di rapporto; il
rapporto di lavoro a tempo definito non consente la direzione di strutture
complesse. Articolo 5 1. Fino al riordinamento della disciplina del sistema previdenziale per quanto concerne l’età pensionabile dei pubblici dipendenti e fermo restando quanto previsto dall'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l'azienda, sulla base del parere espresso dal Collegio di Direzione, può trattenere in servizio per particolari meriti professionali e per proprie esigenze, i dirigenti di struttura complessa (direttori), che ne facciano richiesta di anno in anno e comunque non oltre il compimento del settantesimo anno di età. L'azienda può , altresì concedere ai dirigenti di struttura complessa di rimanere in servizio fino al compimento del settantaduesimo anno di età per le esigenze della formazione continua e della ricerca con esclusione delle funzioni di assistenza. Articolo 6 1. Le disposizioni della presente legge costituiscono principi fondamentali
ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e non incidono sul quadro
finanziario complessivo delle risorse statali utilizzabili per finanziare la
spesa sanitaria pubblica definito, per il triennio 2002-2004, dal punto 6
dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, sancito l’8 agosto 2001. 2. Sono abrogate tutte le disposizioni del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni
incompatibili con le disposizioni della presente legge. ----------------------- da "Sole 24 Ore" Sabato 25 Maggio 2002
Consiglio dei
ministri - Nella riunione di ieri solo un esame preliminare per il disegno di
legge predisposto dal ministro Sirchia
ROMA - «Vediamo meglio i conti». Alla quarantesima versione, quella sbarcata ufficialmente ieri al Consiglio dei ministri, la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici messa a punto tra mille fatiche da Girolamo Sirchia, incassa l'altolà di Giulio Tremonti. Uno stop temporaneo, solo "dettagli" da chiarire, getta però acqua sul fuoco il ministro della Salute: «La prossima settimana risolveremo tutto col ministro dell'Economia». La speranza è di ottenere il sì del Governo al più entro quindici giorni e di inviare il Ddl alle Camere. Un obiettivo che per Silvio Berlusconi è diventato ormai un punto d'onore: va gettata alle ortiche l'odiata "legge Bindi" e l'esclusività, ha dichiarato ancora ieri il premier. Intanto la riforma del centro-destra resta in naftalina. Col sovrappeso delle fibrillazioni regionali e di quelle, non meno decisive, dei sindacati medici. Sei articoli e mille novità, compresa l'abolizione nell'ultimo testo del ricorso ai rapporti «co.co.co.», le collaborazioni coordinate e continuative dei medici extra Ssn (come segnalato sul Sole-24 Ore» del 13 maggio), ma la riforma Sirchia è destinata a qualche altra limatura. Aspetti non di sostanza, assicura il ministro della Salute. Che si sente le spalle coperte dalla volontà di Berlusconi: «Il nostro è un intervento molto atteso da operatori del settore e pazienti: farà lavorare meglio gli ospedali e ridurrà le liste d'attesa», assicura il premier. Mentre dall'opposizione partono le bordate: «Ancora una volta Sirchia è costretto a passare la mano a Tremonti che detta le scelte di politica sanitaria, e il Consiglio dei ministri si arena. Il cambiamento annunciato è in realtà una beffa ai danni dei malati e della stragrande maggioranza dei medici che credono nel sistema pubblico», ribatte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi (Margherita). Con i sindacati - sia l'Anaao che la Cimo - pronti alla guerra, che stanno a guardare e battono cassa (sull'attività libero professionale intramoenia per abbattere le liste d'attesa). E con le Regioni che temono di dover subire contraccolpi sulla spesa. Quasi ovvio e perfino prevedibile, in questo ginepraio di interessi non sempre conciliabili, che ieri il Consiglio dei ministri si sia fermato all'esame preliminare del Ddl. E che Tremonti - e forse anche i colleghi di Welfare-Lavoro e Funzione pubblica - abbia chiesto un supplemento d'esame per cercare di vederci chiaro e capire se davvero la riforma-Sirchia sarà a "effetto zero", o quasi. La verifica del ministero dell'Economia - magari anche in considerazione dei rilievi regionali e delle spinte non esattamente coincidenti all'interno della maggioranza - riguarda il provvedimento nel suo complesso. Ma formalmente ieri in Consiglio dei ministri sono stati messi in discussione solo alcuni punti. Non i rapporti «co.co.co.», che né le Regioni né i sindacati gradiscono e che Sirchia ha confermato essere stati espunti dalla bozza di Ddl. Tremonti, tra l'altro, vuole verificare se esiste il rischio di creare spese non coperte per l'eventuale passaggio automatico dall'extramoenia all'esclusività di rapporto: per questo è in discussione un intervento "regolatorio" (sgradito però ai sindacati) da parte delle aziende sanitarie. Del resto, anche le Regioni temono che possa esplodere la spesa (1,65 mld €) dell'esclusività e che, in questo modo, possa saltare anche il piatto dell'accordo dell'8 agosto 2001 sulla spesa sanitaria. Altro capitolo da chiarire riguarda la possibilità di far svolgere la libera professione intramoenia anche per la seconda specialità posseduta dal medico. E altre obiezioni, considerate superabili, riguardano l'innalzamento (fino a 70 anni, più altri due, ma senza assistenza) per i dirigenti di struttura complessa (gli ex primari): Frattini preferirebbe ancorare la norma a quella generale di riforma delle pensioni. Decisione «immotivata e sbagliata rispetto alle esigenze del mercato del lavoro», tuona l'Anaao. Mentre la Cimo attacca il ministro: «Con i sordi è difficile dialogare». Ma Sirchia garantisce di non temere le opposizioni dei sindacati medici: «Li libereremo da vincoli iniqui e ridurremo le liste d'attesa grazie alla libera professione», giura. Già, le liste d'attesa: i medici vogliono denari in più. E le Regioni non sono d'accordo.
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