Dopo l'approvazione

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Come è finita

Dopo l'approvazione del D.L. 229/99

alcune delle cose e delle iniziative successive

 

La Bindi ti controllerà per sempre !!
ATTENTO !!

Il terribile occhio della Bindi: ti segue ogni momento da quando esci dall'ospedale.

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Ventitré giugno ore 15.05, è fatta, il Presidente ha firmato, si dice a malincuore, il contestato decreto di riordino del S.S.N. tenacemente voluto dal Ministro Rosy Bindi. Ci vorrà tempo per trasformarlo da parole a fatti; di certo pochi gioiscono di quest'epocale evento, tranne un piccolo ma tenace manipolo di persone e personaggi. Piangono i Medici che lamentano, a ragione, di essere trasformati in burocrati. Piangono le regioni che vedono le loro ali spezzate all'inizio del volo federalista. Piangono i partiti di governo che in ben due tornate elettorali, anche per l'effetto sanità, si vedono sempre più nudi di voti, quasi ridotti al costume da bagno nella canicola estiva. Purtroppo piangeremo tutti, noi cittadini, che nel 2.000 avremo meno cure gratuite garantite per legge, meno prevenzione, più norme e vincoli amministrativi, meno medici a casa nostra, e che di certo non avremo un segno meno nelle tasse pagate sugli stipendi o sugli introiti. Ma qualcuno gioisce; la Rosy di certo, con le stesse lacrime amare che ha versato al termine del consiglio dei ministri il 18 giugno. Il suo primo, e forse unico figlio, dopo la breve gestazione della pubblicazione in G.U. sta per vedere finalmente la luce del sole. La vita non sarà facile per questo neonato di una sola genitrice dato alla luce con dolore e drammi da tragedia greca. Lo aspettano alla prima poppata mille ricorsi legali già pronti; l'avversione dei cittadini, l'odio dei medici, l'ostracismo degli amministrativi, il furore dei politici, il tenero amore degli avvocati che, ancora in fasce, sono già pronti ad accudirlo con le loro costose premure legali; forse gli unici che ancora gioiscono per la sua nascita. Non gioisce più il PPI, ormai quasi cachettico nello sforzo del parto; non gioisce di certo la quercia che ha molte ferite da rimarginare e vedrebbe meglio un 2000 con meno problemi, e che invece si vede costretto ad affrontare il futuro con la logica del rigore e con  la ricerca del risparmio a tutti i costi. Un 2000 magro per tutti, nel segno della dimensione di spesa minima utile per sopravvivere, come stato, come democrazia, come partito, come amministrazione, come famiglia come persona, ed infine come malato; nelle ristrettezze dettate dalla vera svolta del millennio: la ricerca del risparmio, costi quello che costi. Ecco allora un altro dramma bussa alla porta del cittadino sulle ali del dio denaro, la nuova Medicina dell'Evidenza Clinica, ( la E.B.M. ) che nata nel 1992 da alcuni lavori scientifici è stata coltivata a crescita esponenziale dal terreno fertile del profitto economico che sui medici e sulla medicina vuole far frutti. Tale "nouvelle vague" che cresce su basi che i medici hanno prodotto, per valutare al meglio il loro valore clinico, nel segno della concretezza e della parsimonia, ha presto partorito migliaia di "linee guida per i medici". Ora esce dalla pratica medica per essere utilizzata dai giudici e dagli avvocati d'America , pronta a trasferirsi in Italia, forti di questi strumenti, normalmente ad uso del solo medico, per far guerra ai medici spartendo la mezza legale con i pazienti. Un vento di incitazione al risarcimento contro il medico, il segno della delusione di questo nostro tempo che con  il video ci promette l'eternità, ma che poi ci richiama sempre  alla realtà della vita vera, increduli  del fatto che il medico non può impegnarsi a guarire, ma solo a curare; che il medico infine, può solo proporre delle cure ma  sa anche  che chi veramente guarisce è solo  il paziente, con le cure o nonostante le cure. Ecco perché in breve voglio fermare l'attenzione di chi legge; non pretendo che capisca ciò che anche io oggi stento a comprendere, da addetto alla medicina ed alla politica della medicina, ma voglio lanciare quest'ermetico messaggio: se delle linee guida vengono ritenute necessarie, ma non dai medici, bisogna interrogarsi sul fatto che il solo medico o forse è troppo piccolo perché governi la scienza medica o forse è troppo grande per lasciargli governare da solo  il suo atto medico; o forse è ritenuto troppo potente, così che è bene che sia ridotto a mero esecutore di norme nate per la medicina ma applicate per altri fini. Ed allora attenzione perché dobbiamo imporci una scelta che dia valore all'etica o all'economia, o almeno produca un valido compromesso, ma che comunque è necessario che tutti sappiano che la posta in gioco è il  bene immenso della libertà umana, come diritto a vivere la propria vita perseguendo il benessere della salute, costi quello che costi.

 

                        Marcello Costa Angeli

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LA LOTTA LEGALE ! PROSEGUE ANCHE DOPO IL VARO DELLA RIFORMA 

Molte associazioni lottano con il Cartello e fra queste gli amici di Libertà Medica che con la lista di discussione espandono la protesta.........

Sono un iscritto a LIBERTÀ MEDICA e lavoro in Toscana.

Io ed altri miei colleghi vogliamo sapere se per le azioni legali contro il decreto Bindi, in accordo al programma presentato dal Cartello, sia necessario far riferimento ad un legale locale o come iscritti a LIBERTÀ MEDICA, al referente designato dal Cartello.

Credo sia fondamentale un chiarimento su tale aspetto, al fine di non generare confusione ed azioni indipendenti degli iscritti a LIBERTÀ MEDICA od ad altre sigle sindacali che hanno aderito al Cartello.

Grazie

Dott. Luigi Severino Brandi


Parere legale dell'Avv. Francesco Costa Angeli del foro di Milano, in ordina alla illegittimità costituzionale dell'articolo 72 L. N. 448/1998 che dispone decurtazioni stipendiali ai medici extramurari.

L'art. 72 della L. N. 448/1998 riduce la c.d. "retribuzione variabile di posizione" del 50% ed azzera la c.d. "retribuzione di risultato" ai medici che optano per l'esercizio dell'attività extramuraria.

Per giudicare la legittimità o meno della disposizione occorre preventivamente esaminare le caratteristiche delle due seguenti fattispecie di rapporto di lavoro dei medici:

  1. il rapporto di lavoro esclusivo, dei medici dirigenti del ruolo sanitario, previsto dagli articoli 15-quater e 15-quinquies del decreto legislativo recante "norme per la razionalizzazione del servizio sanitario nazionale" approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri del 18/6/99.

  2. il rapporto di lavoro dei dirigenti sanitari che svolgono attività libero professionale extramuraria previsto dall'art. 15-sexies del decreto legislativo sopracitato.

La definizione data dalla legge (art. 15-quinquies n. 1), delle caratteristiche del rapporto di lavoro esclusivo è testualmente la seguente:

"il rapporto di lavoro esclusivo dei dirigenti sanitari comporta la totale disponibilità nello svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuite dall'Azienda........"

La definizione, data dalla legge (art. 15-sexies delle caratteristiche del rapporto di lavoro di dirigenti sanitari che svolgono attività libero professionali "extramuraria" è testualmente la seguente: "il rapporto di lavoro (extramurario) .... comporta la totale disponibilità nell'ambito dell'impegno di servizio etc. .... "

Orbene, non vi è chi non veda come nelle due fattispecie si tratti di identica prestazione lavorativa e, infatti:

  • identica è la prestazione del medico che in ambedue le fattispecie è tenuto a dare la propria "totale disponibilità",

  • identico è il soggetto lavoratore dipendente: il medico, che è sempre dirigente sanitario nell'uno e nell'altro caso.

Dirigenti, infatti, sono per definizione, ormai, tutti i medici e per quanto riguarda quelli che svolgono lavoro extramurario, è la stessa rubrica dell'art. 15-sexies che li definisce "dirigenti sanitari" nonché il penultimo alinea del comma1, laddove tratta del volume delle prestazioni che, appunto, i singoli "dirigenti" medici extramurari sono tenuti ad assicurare.

E' la stessa legge che si tradisce, a tal proposito, utilizzando, con riferimento alla prestazione lavorativa che il medico è tenuto a dare, la stessa seguente locuzione:

"totale disponibilità"

in tutte e due le fattispecie, sia nel rapporto di lavoro c.d. "esclusivo" che in quello c.d. "exramurario", cui pertanto spetta lo stesso trattamento economico sicché ingiusta   è ogni decurtazione a danno dei medici inquadrati nel rapporto di lavoro c.d. exrtramurario.

Detta ingiustificata ed iniquità palese si risolve in una vera e propria illegittimità costituzionale essendo detta previsione di decurtazione stipendiale (art. 72 L. N. 448/1998) in contrasto sia con l'art. 36 sia con l'art. 3 della Costituzione.

Il legislatore stesso si è accorto del problema e cioè che, da una parte, non poteva che utilizzare lo stesso termine adoperato per il medico esclusivista

"totale disponibilità"

per caricare anche il medico extramurario di una piena prestazione di lavoro, per escludere una qualsivoglia minore prestazione di lavoro e, dall'altra, accorgendosi delle conseguenze economiche di tale impostazione equalitaria di carico ha cercato almeno di modificare la terminologia a seguire di detta espressione, onde poter sostenere a posteriori una qualche difesa della norma di decurtazione stipendiale (viceversa indifendibile) e, così:

  1. nel caso del rapporto di lavoro esclusivo: dopo aver parlato di "totale disponibilità" ha precisato: nello svolgimento delle funzioni dirigenziali attribuite dall'Azienda .......

  2. nel caso dl rapporto di lavoro extramurario:  dopo l'allocuzione "totale disponibilità" ha precisato "nell'ambito dell'impegno di servizio ..... "

quasi che l'attività lavorativa nelle due tipologie fosse diversa, il che non è perché il non aver ripetuto l'allocuzione "funzioni dirigenziali" nella definizione delle caratteristiche del rapporto di lavoro extramurario, non  cambia la sostanza della prestazione lavorativa che è comunque data da soggetto dirigente medico.

A questo punto non rimane altro che denunciare l'illegittimità costituzionale di ogni decurtazione stipendiale stabilita dalla legge a parità di prestazione lavorativa e, a tal fine, suggerisco:

in una prima fase spiccare diffide stragiudiziali (da notificare a mezzo Ufficiale Giudiziario o con ogni altro mezzo idoneo) alle Aziende Ospedaliere, da parte dei singoli medici, con cui si contesta l'abuso di ogni decurtazione stipendiale e si chiede l'immediato pagamento oltre interessi e rivalutazioni.

Oltre i danni e sotto diffida di procedere a tutela giudiziaria.

Una seconda fase in cui si ricorre al Pretore del Lavoro (dopo la riforma della Procedura Civile all'attuale Giudice Unico del Tribunale quale Giudice monocratico) per la condanna dell'Azienda al pagamento di quanto spettante, in tale fase va sollevata l'eccezione di incostituzionalità dell'articolo 73 L. N. 448/1998.

Il tutto innescando una specie di "bomba ad orologeria" economica a carico delle Aziende ospedaliere che accumuleranno debiti nei confronti dei singoli medici dipendenti, gravati di interessi, rivalutazione e danni.

Il mio Studio è a completa disposizione per passare alla prima fase per spiccare, cioè, la diffida da parte dei singoli medici nei confronti delle Aziende Ospedaliere onde mettere in mora e richiedere il pagamento delle illegittime decurtazioni appena operate.

Salva ogni altra iniziativa anche preventiva.

Avv. Francesco Costa Angeli

 

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LO SNAMI NON ADERISCE ALLO  SCIOPERO CIVETTA !! 

Lo SNAMI ha una sua linea e non si fa irretire dalle false proteste !!..........

Comunicato ai Medici Ospedalieri SNAMI

Cari colleghi,

dopo un lungo silenzio dovuto in parte ad un profondo senso di sconforto ed impotenza personale nei confronti dell'inevitabile applicazione della riforma sanitaria ed in parte agli impegni derivanti dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine dei Medici di Milano, sento la necessità di dover commentare i primi avvenimenti di questo nuovo 2000.

L'ultima comunicazione riguardava lo sciopero unitario indetto per il 18/10/99 da pressoché tutte le OO.SS. mediche, escluso lo SNAMI.

Come ricorderete le motivazioni dello sciopero erano : 1)rafforzamento di ruolo e dignità dei medici  2)recupero di adeguati finanziamenti per il Ccnl 1998/2001,in particolare per l'esclusività di rapporto.

Lo SNAMI si era opposto tenacemente, coerente ai suoi principi, poiché in questo sciopero si ravvisava il tentativo di strumentalizzare i medici per recuperare i fondi mancanti ed indispensabili a far decollare una riforma iniqua che massacrava la dirigenza medica. L'unico sciopero che si potesse concepire era in quel momento un sciopero contro la riforma.

 Il 17/10/99 , ormai come da copione, era stata annunciata la revoca , con la  CIMO contraria e lasciata da sola a subire ironici  attacchi da più parti. La revoca è avvenuta come al solito sulla scorta di fumose promesse fatte dal ministro ai rappresentanti dei sindacati "governativi".

Nei mesi di novembre e dicembre la riforma ha cercato di decollare fra alti e bassi, la farsa della crisi di governo e continui slittamenti dell'opzione per l'esclusività. In un primo tempo l'opzione su sollecitazione dei sindacati medici è stata fatta slittare con circolare ministeriale al 31 dicembre '99, con la presunzione che in quella data potesse essere già stato stipulato il nuovo contratto. Nello stesso periodo sono arrivate diverse sentenze ai vari ricorsi avviati perché l'opzione fosse rinviata al momento in cui fossero divenute operative le strutture nelle quali eseguire l'attività intramoenia.  Molte sentenze sono state favorevoli, altre contrarie. La situazione che di seguito si è venuta a creare è stata fonte di inaccettabile disparità di trattamento della dirigenza medica sul territorio nazionale.

In talune aziende si sono avviate le procedure di verifica per i primari "stabilizzati" le cui norme sono demandate al contratto e qualche direttore generale ha inteso i contratti quinquennali validi fino alla scadenza, indipendentemente dall'opzione.

Alcune aziende hanno già avviato i procedimenti di decurtazione stipendiale per i medici in extra moenia, altre hanno interpretato unilateralmente la cessazione dei rapporti di lavoro a tempo definito (anche questo demandato al contratto) dall'1/1/2000. La Regione Lombardia ha deciso autonomamente lo slittamento sia dell'opzione che delle verifiche alla firma del contratto ed  ha inviato una circolare informativa in merito a tutti i DG.   Si è venuto a creare quindi un clima di grande confusione,senza che arrivassero dal ministero segnali che ritenessero necessario armonizzare sul territorio nazionale l'applicazione del testo di legge.

Alla fine di dicembre , dopo il varo del Dlgs di riforma del rapporto tra Ssn e Università che ribadisce l'applicazione della esclusività anche ai medici universitari, su pressione dei sindacati medici ,il ministro della sanità ha proposto uno schema di Dl correttivo del decreto 229,approvato dal Consiglio dei ministri il 29/12/99. Tale Ddl correttivo consente anche ai dirigenti sanitari di esercitare l'opzione per il rapporto esclusivo entro 45 giorni dall'entrata in vigore del sopraccitato Dlgs.  Come aveva preannunciato il ministro Rosy Bindi , l'opzione dei medici (Ospedalieri ed Universitari)sull'esclusività del rapporto di lavoro è slittata definitivamente al 12 marzo 2000. Poiché il 12 marzo è domenica, si potrà procrastinare l'opzione a lunedì 13/03/2000.

Il conto alla rovescia ( 45 giorni dalla sua entrata in vigore) è stato innescato dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 517/99 relativo al riordino dei rapporti tra Ssn ed Università .

Lo schema di decreto correttivo della 229 del 29/12/99 contiene anche le norme ed i termini per la verifica dei "primari stabilizzati" ed i termini dell'opzione per i "primari a contratto quinquennale".  Per i primi si legge: entro novanta giorni dall'entrata in vigore del decreto correttivo(28/1/00) i dirigenti non sottoposti a verifica sono assoggettati al rapporto esclusivo(28/4/00).Ciò significa forse che indipendentemente dalla esecuzione della verifica divengono esclusivisti? Per i secondi: in caso di non opzione per il rapporto esclusivo sono confermati sino 30 giugno 2000. 

I sindacati medici hanno chiesto che venissero in merito apportate modifiche correttive al Ddl in questione e ad eccezione della Cgil  hanno ribadito la necessità che il termine dell'opzione sia successivo alla stipula del contratto.

I primi giorni di gennaio è stato steso il tanto atteso" Atto di indirizzo e coordinamento concernente l'attività libero professionale intramuraria del personale della dirigenza sanitaria del Ssn.

Il documento ministeriale è stato consegnato l' 11/01/2000 e dovrà essere esaminato dalla Conferenza Stato Regioni.

I direttori generali dovranno adottare le iniziative per dare attuazione alle disposizioni del presente decreto entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore,

pena l'applicazione delle sanzioni di cui al comma 11 dell'art. 72 legge 448/98.

L'esame alla Conferenza Stato regioni incontrerà però qualche difficoltà e quasi certi slittamenti temporali, poiché da metà febbraio circa le regioni saranno costrette ad una inerzia legislativa dalle elezioni amministrative per il rinnovo delle giunte in carica!

Quindi ancora ritardi su ritardi all'applicazione della riforma!

Per quanto riguarda il contratto il prossimo incontro all'Aran è fissato per l'1/2/200 ma le trattative vere e proprie partiranno dall'8/2/2000.

Come saprete le concessioni economiche sono:

£1.000.000 per i medici che sceglieranno l'esclusività

£ 300.000 per i medici che non aderiranno al rapporto esclusivo!

I sindacati di palazzo hanno accolto con soddisfazione ed ottimismo questo annuncio dato dal ministro Rosy Bindi nella serata del 22/1/2000, ma precisano che il milione di aumento contiene solo i 2/3 dell'indennità per chi rinuncia alla libera professione extramuraria.

L'Anaao Assomed dichiara in un comunicato che grazie alla sua determinazione nel condurre una incessante azione politico-sindacale sono state superate finalmente resistenze politiche, difficoltà tecniche e addirittura manovre dilatorie provenienti da alcuni sedicenti sindacati di categoria per risolvere sia l'equiparazione degli ex assistenti, sia il trattamento economico per l'esclusività di rapporto.

Tale affermazione non merita commenti ,perché non ci sono parole adatte se non censurabili, per esprimere la rabbia e lo sconcerto che proviamo di fronte a tanta arroganza. La prova che la nostra posizione sia quella giusta ci viene dal seguente comunicato del Consiglio dei Ministri a data 21/1/2000:

"Il Consiglio dei Ministri ha positivamente valutato l'ulteriore atto di indirizzo integrativo all'Aran per il rinnovo del CCNL 1998/2001 della dirigenza medica…riguardante taluni istituti del medesimo contratto, con le seguenti condizioni…

a)    che l'indennità connessa all'avvio della riforma ed alla introduzione dell'esclusività del rapporto.. ed il relativo onere annuo, potranno permanere nei bienni contrattuali successivi, solo in quanto finanziata a carico di risparmi di gestione derivanti dalla qualificazione del servizio ospedaliero e dall'incremento della produttività, verificata ed opportunamente certificata.

b)    Che in ogni caso la predetta indennità ,.. non dovrà essere fonte né diretta né indiretta di richieste di incremento del Fondo sanitario nazionale".

Avete capito bene! L'indennità ci verrà corrisposta per un periodo massimo di due anni e successivamente ci verrà revocata se non potremo certificare un aumento della produttività! L'indennità di esclusività così diventa uno "specchietto per le allodole" che ci dovrebbe indurre a firmare un contratto capestro per tutta la vita senza nessuna garanzia economica.  

Non sappiamo come finiranno le trattative e cosa ci riserverà il futuro, ma sappiamo con chiarezza quali sono i danni che ci ha fatto la riforma  stravolgendo con un colpo di mano (di Bollero ) il ruolo medico.

Il sanitario dipendente ospedaliero ha perso tutti i suoi diritti acquisiti, il ruolo medico è stato abolito, sono scomparse le piante organiche e con esse i posti di ruolo a cui erano legate le retribuzioni.

La qualifica attuale è unica e chiaramente livellata verso il basso.(lo stipendio tabellare infatti è quello dell'ex assistente; ad esso si aggiungono  le specifiche attribuzioni per le funzioni soggette a verifica triennale, che possono anche non essere rinnovate) Le progressioni di carriera non sono più legate ad un concorso per un posto di ruolo, ma unicamente all'assegnazione di funzioni che verranno concesse per " simpatia " del Direttore Generale.     

Solo i medici nel comparto sanitario possono essere licenziati e l' istituto della  mobilità  in assenza di pianta organica ci rende sempre più vulnerabili. Non è il principio dell'esclusività di rapporto che rigettiamo, ma l'uso castigativo che se ne è voluto fare calpestando la dignità e la professionalità dei medici.   

In conclusione siamo dei dirigenti a metà, carichi di oneri e responsabilità, ma privi dei diritti e degli  adeguati compensi dell'attività dirigenziale.

E' drammatico assistere a campagne promozionali in cui si ventilano lucrosi aumenti dei nostri stipendi collegati al regime esclusivo, ma in realtà del tutto inconsistenti a pagare tutto ciò che abbiamo perduto.                                                                          

 

                                          Elisabetta Tisi

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DOPO 7 MESI DALL'APPROVAZIONE 

La riforma sanitaria è stata varata 7 mesi fa' tra manifestazioni di entusiasmo e critiche severe ed al Ministero si stanno facendo  grandi sforzi perché diventi operativa al più presto.

Per quanto riguarda il problema dei medici, principali attori della Sanità, si procede però a salti e balzelli e non è stato ancora risolto il problema della

organizzazione della attività libero professionale intramoenia dei dirigenti del Ssn.

La sua applicazione è legata alla stesura dell'atto di indirizzo ( già avvenuta)che dovrà rapidamente essere sottoposto alla Conferenza Stato Regioni.

Se il piano regionale in merito alla libera professione non sarà steso entro la 1° metà di febbraio, l'imminente scioglimento della giunta e le elezioni regionali bloccheranno tutto l'apparato ed anche i tempi per l'espressione dell'opzione fissati al 12/3/2000 saranno messi in discussione.

Le trattative per il contratto, dopo le recenti dichiarazioni del ministro Bindi sulla disponibilità del governo di garantire circa £1.000.000 al mese

come premio di esclusività  fino al 2001, dovrebbero ripartire nei primi giorni di febbraio .

Si legge sulle pagine dei quotidiani che" i medici stanno alla finestra con animo non esattamente sereno sperando di conquistare contratti e convenzioni appetitose in base alle quali scegliere se svolgere la libera professione dentro o fuori le mura del Ssn" .

Purtroppo il vero problema non è tanto quello delle retribuzioni bensì i danni che la riforma ha operato, stravolgendo con un colpo di mano il significato del ruolo medico. 

Il sanitario dipendente ospedaliero ha perso tutti i diritti acquisiti, con la dirigenza unica sono sparite  le figure dei   dirigenti di 1° e 2° livello e la qualifica attuale è una sola , ma livellata verso il basso.

Le nuove figure di dirigente di struttura complessa e struttura semplice (ex ruoli di primario ed aiuto) ,sono funzioni non  più garantite da un concorso di ruolo e/o da un incarico a tempo indeterminato e legate ad un parametro fisso, ma assegnate pro tempore e nel  caso di dirigente di struttura semplice solo per "volontà" dei  direttori generali , sottoposte a verifica e passibili di revoca.

Le piante organiche intese come determinazione di posti di ruolo, a cui è legata la retribuzione per parametri , sono scomparse.

Sono soppressi i rapporti di lavoro a tempo definito, che invece vengono promossi in altri settori.

Il dirigente in relazione all' attività svolta è responsabile del risultato, anche se richiedente un impegno orario superiore a quello contrattualmente definito, senza alcun freno alle richieste di produttività.

La opzione per l'esclusività è irreversibile e tutti i sanitari con contratto di lavoro stipulato dopo il 31/12/98 sono assoggettati automaticamente al rapporto esclusivo.

Nel comparto sanitario solo i medici possono essere licenziati e l'istituto della mobilità ci rende sempre più vulnerabili.

Siamo dirigenti a metà, carichi di oneri e responsabilità (che fanno parte della nostra etica professionale e che ci siamo sempre attribuiti spontaneamente  prima della riforma ter),ma privi di tutti i diritti e dei compensi adeguati alla figura dirigenziale.

Oggi più di qualche mese fa' suscita profondo sconcerto la considerazione di come questi avvenimenti non siano riusciti a risvegliare le coscienze di tutti i medici ed a sodalizzare la loro ribellione .

Il paradosso più grave ,considerata la nostra situazione attuale, è quello di

assistere a campagne pubblicitarie che strombazzano cifre astronomiche per i medici ,quando siamo tristemente consapevoli che dovrebbero essere ben altri i compensi che ci potrebbero solo in parte ripagare della perdita della nostra  immagine, non più liberi professionisti , ma oscuri impiegati statali.

 

Mi, 28/01/2000                                        Elisabetta Tisi

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IL TEMPO DEFINITO SOPRAVVIVE PER ALTRI SETTE MESI

a cura di

Marco Perelli Ercolini

 

Un recente provvedimento fa nuovamente scivolare di sette mesi (cioè  sino al 31 agosto) l’abolizione del tempo definito e il problema verrà ripreso nel contesto dei cambiamenti che verranno introdotti dal Ministro Sirchia alla legge 229.

Infatti in base alla riforma Bindi (decreto legislativo 229/99) e secondo quanto previsto dal contratto, circa 1700 medici avrebbero dovuto dire addio al tempo definito dal 1 febbraio: dalle 28,5 ore il loro debito orario doveva salire alle 38 ore settimanali.

Era previsto che  il tempo definito venisse abolito definitivamente (anche in assenza di opzione per il rapporto esclusivo) dal 1 dicembre 2001, poi prorogato al 1 febbraio 2002.

Si sarebbe cosi’ cancellato definitivamente il rapporto di tempo definito che quando fu introdotto con la legge Mariotti il rapporto di tempo pieno, era considerato invece  quale rapporto ordinario di lavoro: il rapporto di lavoro a tempo pieno era il  rapporto straordinario;  infatti il medico, a domanda, poteva essere  ammesso solo con delibera del consiglio di amministrazione al tempo pieno. Col tempo però i ruoli si sono invertiti e il tempo pieno venne considerato il rapporto ordinario di lavoro in ambito ospedaliero e il tempo definito l’eccezione.

 Li 4.2.2002

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LE NOVITA' AL 10.02.2002

Reduce dal C.C. Cimo a cui partecipiamo come organizzazione affiliata Vi riferisco in merito:

  1. Nasce < Intesa Medica > a lei dedico l'editoriale e di cui riferirò sui contenuti nelle prossime edizioni.

  2. Contratto : nulla di fatto sino al prossimo anno. 

    • Infatti la finanziaria è praticamente priva di contenuti economici da dedicargli. 

    • Evidentemente qualsiasi iniziativa di apertura dei lavori si scontrerebbe con una impossibilità a decidere il quantum economico e sarebbe soltanto una mera trattativa senza contenuto. 

    • Questo è in pratica l'indirizzo governativo che ripete le passate edizioni, editando un contratto che non è lo sviluppo del futuro professionale ma la sanatoria ex post di quanto già da tempo scaduto. Prevediamo una reale trattativa solo nel 2003.

  3. Modifica 229 : martedì il parlamentino medici si riunisce per avere la bozza di modifica preparata dal Ministro. 

    • Le novità sono state abbondantemente anticipate dal Sole 24 ore Sanità che con il giornalista Roberto Turno sembra svolgere il ruolo normalmente spettante ai sindacati, di prima comunicazione delle notizie !! 

    • Si anticipano il nuovo rapporto di CO.CO.  ( collaborazione coordinata e continuativa ) che nella quota del 30% max può sostituire i contratti a tempo indeterminato. 

    • Il periodo di Ia assunzione, della durata di 5 anni, il cui passaggio a tempo indeterminato non è automatico ma sottoposto a valutazione di merito; 

    • a reversibilità dell'opzione e la liberalizzazione della professione svolta negli studi privati con partita IVA. 

    • Per ora sono solo notizie e non vi è nulla di ufficiale. In settimana vi proporremo i testi appena ci perverranno.

  4. Rischi professionali : E' arrivata in porto la polizza art. 24 che ora deve essere sviluppata nelle sedi regionali. 

    • La sua applicazione in sede locale avverrà solo alla scadenza naturale delle polizze già in essere. 

    • Si invitano quindi i colleghi a coprirsi per il periodo di attesa del rinnovo per la quota parte scoperta relativa alla colpa grave.

  5. Agitazione in casa ANAAO che grida allo scandalo e divulga inquietanti notizie sulla perdita della indennità di esclusività. Ciò non è nelle intenzioni del Ministro !!

Marcello Costa Angeli li 10.02.2002

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PROSEGUE LA GUERRA ALLA 229

 

  • GIUGNO 2001 VIENE NOMINATO RESPONSABILE NAZIONALE DELL'AREA DELLA DIRIGENZA MEDICA OSPEDALIERA S.N.A.M.I. :

    • MARCELLO COSTA ANGELI

  • SI VALUTANO LE SCELTE POLITICHE DEL NUOVO GOVERNO

  • LUGLIO 2001 SI AVVIANO I CONTATTI CON LE FORZE SINDACALI E ASSOCIATIVE MEDICHE PER TROVARE IL MINIMO COMUNE DENOMINATORE UTILE AD AVVIARE UNA SINERGIA DI INTENTI PER LE MODIFICHE DELLA 229

  • SETTEMBRE 2001 LE PRIME RIUNIONI DEGLI ADERENTI AL VECCHIO C.A.P. ( IL CARTELLO DI AGITAZIONE PERMANENTE  ANTI BINDI DEL 1999 )

  • OTTOBRE 2001 DIVERSE RIUNIONI IN SEDE S.N.A.M.I.

  • Dicembre il cartello cambia nome. Prosegue la sua attività come 

CARTELLO ASSOCIAZIONE DELLE PROFESSIONI

  • NOVEMBRE 2001 E' PRONTO IL DOCUMENTO DI PROPOSTA DI MODIFICA DELLA 229 DA FARE APPROVARE IN FINANZIARIA. SI STILA UNA FORMA COMPARATIVA DELLA LEGISLAZIONE UTILE ALLA PRESENTAZIONE AL MINISTRO G. SIRCHIA E AI REFERENTI POLITICI E ISTITUZIONALI

  • NOVEMBRE 2001 IL DOCUMENTO VIENE CONSEGNATO ALLE PARTI POLITICHE

  • 5 DICEMBRE 2001 - IL MINISTRO ANNUNCIA UNA SVOLTA NELLA LEGISLAZIONE CON GRANDI MODIFICHE ALLA 229 COME PRESENTATE DALLO SNAMI !! SI CAMBIEREBBE !! ma  Casini Boccia

  • Comunque il nostro progetto va avanti e viene portato all'attenzione del Ministro G. Sirchia che nonostante l'opposizione di Casini prevede un prossimo D.L. in gennaio

  • 15.01.2002 siamo fiduciosi della parola del Ministro. Speriamo non ci deluda.

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Il testo consegnato dal Ministro Sirchia ai sindacati - 12 febbraio 2002 

Il testo consegnato alle organizzazioni sindacali dal Ministro della Salute nell'incontro del 12 febbraio 2002.

 Note sintetiche sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante nel S.S.N.

  •  Nella riunione svoltasi presso la sede di Roma della Regione Veneto giovedì 7 febbraio ’02 è stato esaminato uno schema di lavoro relativo alle problematiche inerenti lo status giuridico del personale medico operante nel SSN al fine di un prossimo confronto con il Ministero della Salute. Il dibattito si è sviluppato sulla scorta delle modifiche introdotte dalla legge Costituzionale n.3 / 2201 al titolo V della Costituzione che ha affermato la potestà legislativa concorrente della Regione in materia di “Tutela della Salute”, riservando allo Stato la disciplina dei principi generali. Gli assessori hanno pertanto concordato la seguente linea di lavoro che verrà rappresentata ai Presidenti in sede di prossima Conferenza dei Presidenti prevista per giovedì 14 febbraio p.v. 
  • La legge nazionale dovrà disciplinare i due principi generali relativi al rapporto di lavoro del personale medico, ossia: la natura di tale rapporto di lavoro deve essere di dipendenza oppure di collaborazione di natura coordinata e continuativa; il rapporto di dipendenza della dirigenza medica deve essere di natura esclusiva. Bozza di Testo: 
  • 1) Il rapporto di lavoro del personale medico con le Aziende sanitarie e le altre Amministrazioni sanitarie e pubbliche è di dipendenza oppure di collaborazione di natura coordinata e continuativa, quest’ultimo in limiti prefissati dalle Regioni e comunque non superiori ad una soglia percentuale rispetto ai medici dipendenti stabilita in sede di accordo Stato-Regioni. 
  • 2) Il rapporto di dirigenza medica è di natura esclusiva. La dirigenza medica è collocata in un unico ruolo ed un unico livello, articolato in relazione alle diverse responsabilità professionali e gestionali. Sono fatti salvi gli attuali livelli retributivi fino alla stipula dei nuovi contratti. 
  • Su tutti i restanti aspetti della disciplina si è inteso – proprio sulla scorta delle riflessioni più strettamente giuridico-istituzionali – riconoscere effettiva autonomia al livello regionale, sia nella precisazione dello stato giuridico che nella definizione delle politiche contrattuali. 
  • È stato succintamente ricordato che la regionalizzazione dei contratti è stata una delle richieste avanzate dalle Regioni anche prima del dibattito sulla riforma costituzionale. In tal senso è stato concordato di costituire un tavolo di lavoro tecnico congiunto composto dal rappresentante del coordinamento delle Regioni Sanità, dai rappresentanti delle Regioni all’interno del Comitato di Settore e dal Rappresentante del Ministero della Salute con il compito di delineare gli ambiti della legislazione regionale e gli ambiti degli Accordi sia nazionale che regionali. Nella sostanza il gruppo dovrà delineare gli indirizzi comuni sulla contrattazione. 
  • Anche sulla scorta di un percorso già intrapreso nel settore Sanità, il gruppo dovrà pervenire alla stesura di una Bozza di ACCORDO CORNICE fra Stato e Regioni – da sancire come i precedenti in sede di Stato Regioni – dove andranno definiti sia gli aspetti relativi al contratto nazionale sia quelli riservati alla contrattazione regionale. 
  • Si riportano di seguito alcuni punti di riflessione per lo schema di accordo, che il gruppo di lavoro dovrà approfondire al fine di proporne alla Conferenza degli Assessori e quindi alla Conferenza dei Presidenti, la conferma, la integrazione, la modifica o la eliminazione. · 
  • Personale dipendente - 
    • Il rapporto di dipendenza si istaura all’atto dell’assunzione mediante pubblico concorso in qualità di Dirigente medico con contratto quinquennale e consente, dopo cinque anni e previa positiva valutazione e verifica dei risultati conseguiti, l’accesso alla posizione di Dirigente medico con rapporto a tempo indeterminato, nonché agli incarichi quinquennali di direzione di struttura semplice, di struttura complessa e di Dipartimento. Resta in vigore quanto previsto dal primo comma dell’art. 15 – septies del D.Lgs. 502 del 1992. - Possono richiedere di esercitare l’attività libero professionale intramuraria i Medici con posizione non inferiore a quella di Dirigente Medico con rapporto a tempo indeterminato. L’ammissione a tale attività sarà disciplinata dalle singole Regioni, sulla base di quanto previsto dall’accordo Stato-Regioni, che disciplineranno anche l’organizzazione degli appositi spazi per tale attività. - Gli introiti dell’attività libero-professionale intramuraria saranno ripartiti secondo criteri, da definirsi in sede di contrattazione decentrata, che assicurino in ogni caso il recupero dei costi che l’Azienda viene a sostenere per l’attività stessa in base alle risultanze di gestione e contabilità separate. - Le Aziende, in presenza di particolari esigenze connesse con la carenza di specifiche professionalità, possono richiedere ai Dirigenti medici con rapporto a tempo indeterminato, propri dipendenti o dipendenti di altre Aziende previa autorizzazione delle stesse , di assicurare, per fini di attività istituzionali e fuori dell’orario di servizio, prestazioni in regime libero-professionale, le cui tariffe saranno concordate sulla base di quanto stabilito nell’Accordo Stato-Regioni. - Ai Dirigenti medici è comunque consentito di svolgere attività ambulatoriale libero-professionale nello studio privato, con esclusione di quella radiologia e di laboratorio. Per detta attività nessuna quota è dovuta all’Azienda di appartenenza 
    • Personale medico con rapporto di lavoro libero-professionale - il rapporto di lavoro coordinato e continuativo è instaurato con contratto a termine, rinnovabile, secondo impegnativa oraria settimanale da concordarsi tra le parti sulla base delle effettive necessità aziendali. I requisiti di accesso sono quelli previsti per l’accesso alla dirigenza. Le ore di attività coperte con tale tipo di rapporto rendono indisponibili posti di organico in misura , n. spondente all’entità delle ore stesse. A detto rapporto può accedere anche il personale medico convenzionato, purché in possesso di diploma di specialità nella disciplina di interesse. Il personale a rapporto di lavoro coordinato e continuativo con cinque anni di attività è ammesso ai concorsi per la dirigenza - Il rapporto di lavoro coordinato e continuativo è regolato, agli effetti retributivi ed erariali, secondo il regime previsto dall’attività coordinata e continuativa e non consente l’assunzione di responsabilità di struttura semplice o complessa, né attività di lavoro libero-professionale intramuraria. Al personale a rapporto di lavoro coordinato e continuativo possono essere conferiti incarichi di dirigente di struttura semplice e complessa , senza l’obbligo del rapporto esclusivo, con contratti di lavoro dipendente a tempo determinato di durata non superiore a cinque anni, rinnovabili, entro i limiti stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni - 
  • Limite massimo di età per il personale della dirigenza medica e per la cessazione dei rapporti convenzionati Il limite massimo di età per il collocamento a riposo dei Dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale è stabilito al compimento del sessantacinquesimo anno di età, fatta salva l’applicazione dell’articolo del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 e fatto salvo il diritto a rimanere in servizio per coloro i quali hanno già ottenuto il beneficio di cui alla Legge 19 febbraio 1991, n. 50. Il personale medico universitario, di cui all’articolo 102, del DPR 11 luglio 1980, n. 382, cessa dalla direzione delle strutture assistenziali al raggiungimento di 67 anni. Il personale già in servizio cessa dalla predetta direzione al compimento dell’età di 70 anni, se alla data del 31 dicembre 1999 ha compiuto 66 anni. Il personale medico universitario che ha già compito i 70 anni termina dalla predetta direzione alla fine dell’anno accademico in corso. Le regioni disciplinano la possibilità per le Aziende sanitarie di trattenere in servizio, di anni in anni, dirigenti medici di struttura complessa per un periodo comunque non superiore ad un triennio, nonché di confermare, nella direzione di strutture assistenziali, personale medico universitario oltre il limite di età di 67 anni sulla base dell’Accordo

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All’Attenzione del Sig. ministro della Salute

Prof. Dott. Girolamo Sirchia

Al fax …….

Come da Lei richiesto nella convocazione del 12/02/2002 provvediamo ad inoltrare le nostre considerazioni sul documento consegnatici

( Note sintetiche sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante nel S.S.N. )

Cogliamo l’occasione per ringraziarLA dell’accoglienza.

Siamo certi che Vorrà puntualmente riconvocarCi ogni qualvolta sia in discussione un’iniziativa di coinvolgimento delle parti sindacali su problematiche professionali.

Lo S.N.A.M.I. come sindacato pluridisciplinare rappresenta  la realtà migliore che coniuga l’attività della medicina ospedaliera con le necessità della medicina territoriale.

Inoltre si sente molto vicino alle Sue idealità.

Considerazioni sul documento consegnatoCI:

1.   Pensiamo sia importante  delimitare la quota dei rapporti di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa a specifiche aree di lavoro quali i servizi; almeno come atto di indirizzo nazionale. Questo perché la diversità di rapporto di lavoro e di impegno richiesto male si concilia con strutture ad organizzazione sinergica e collettiva quali sono i reparti di degenza, dove l’integrazione collaborativa deve andare oltre la mera attività di impegno orario.

a.   Crediamo quindi che tale tipologia di impiego medico vada o limitata o quantomeno raccomandata solo nelle seguenti aeree:

                                                  i.    Diagnostica per immagini

                                                ii.    Anestesia

                                              iii.    Laboratorio

                                              iv.    Attività ambulatoriale

                                                v.    Medicina legale

                                              vi.    Medicina del lavoro

                                           vii.    Igiene

                                         viii.    Attività mediche svolte sul territorio

b.  Viceversa va impedita o quantomeno scoraggiata nel suo uso nelle seguenti aree:

                                                  i.    Medici in attività di ricovero ospedaliero

                                                ii.    Medici in attività di degenza di terapia intensiva

                                              iii.    Medici di direzione sanitaria

                                              iv.    Medici comunque con attività chirurgica su ricoverati

                                                v.    Medici con attività interventistica su ricoverati ( radiologia invasiva )

2.   Concordiamo sulla regionalizzazione di parte della trattativa contrattuale. Ma proprio per tale obiettivo, poiché al momento non vi sono aree specifiche di intervento delle OOSS di tutela regionale, il proposto tavolo di lavoro tecnico congiunto va integrato con una rappresentanza sindacale per delineare in concordanza di vedute i comuni indirizzi della contrattazione.

3.   Dissentiamo sul proposto periodo di prima assunzione del personale dipendente per 5 anni come rapporto di lavoro a tempo determinato.

a.   Questo non per preclusioni sui principi della flessibilità del lavoro, che anzi vogliamo propugnare,ma perché :

                                                  i.    I Medici vengono assunti tardi rispetto agli altri professionisti  ( a ca. 40 anni; dopo 6 anni di laurea; l’abilitazione ; la specializzazione; e i vari tempi morti )

                                                ii.    Il loro percorso formativo così lungo dovrebbe dare già garanzie di professionalità.

                                              iii.    Se non le desse andrebbe riformata la modalità di studio, e non allungato il percorso oltremisura.

                                              iv.    Un eventuale interruzione del rapporto di lavoro a 45 anni, e dopo 5 anni di impiego, non ha significato di flessibilità se il mercato di per se non è flessibile e non offre alternative.

                                                v.    Non servono 5 anni di prova per le necessità di flessibilità ma molto meno.

                                              vi.    La flessibilità deve valere per tutti o per nessuno secondo il principio dell’eguaglianza.

4.   La negazione delle possibilità di attività libero-professionale nei primi 5 anni di lavoro ( infatti limitata ai dirigenti assunti a tempo indeterminato ) può avere una sua logica se accompagnata da un obbligo da parte dei Direttori di una presa in carico di una responsabile crescita professionale dei nuovi assunti attraverso l’inserimento di una frase del tipo: <<.. possono richiedere di esercitare attività libero-professionale intramuraria i Medici che dopo i primi 5 anni di assunzione abbiano compiuto il percorso formativo previsto all’atto dell’assunzione di cui il Direttore responsabile abbia preso formale impegno nei confronti della Direzione Aziendale >>. Tale frase imporrebbe al Direttore un percorso virtuoso di sviluppo delle capacità professionali dei nuovi assunti che li porterebbe a una quasi automaticità del prosieguo del rapporto di lavoro dopo i primi 5 anni.

5.   Non si concorda con l’esclusione dell’attività libero-professionale delle specialità di radiologia e laboratorio. Anzi sono specialità la cui attività può facilmente trovare impieghi in altre sedi senza ledere l’attività dell’azienda di appartenenza. Nella promozione della salvaguardia della salute non è tanto importante chi la effettua, ma che chi la faccia la effettui senza dolo pubblico e nel rispetto delle norme e delle leggi oltre che dell’etica. Garantito il rispetto di questi principi va solo stimolata la concorrenza per avere il meglio per il cittadino al minor costo e nel rispetto della libera scelta individuale. In quest’ambito va solo garantito un severo controllo.

6.   Il conferimento di incarichi di dirigenza al personale assunto con contratti di collaborazione coordinata e continuativa va limitata alle aree delimitate al loro precipuo accesso come nella parte iniziale del documento. Non è concepibile inoltre che personale in rapporto di dipendenza sia subordinato a personale con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa essendo “mission” e tipologia di lavoro evidentemente del tutto diverse.

L’organizzazione scrivente ringrazia il Sig. Ministro dell’attenzione prestata alle nostre proposte.

Spera in un durevole rapporto di collaborazione con reciproca stima e attende la prossima convocazione riproponendo gli indirizzi e i nominativi sindacatali responsabili dei settori organizzativi.

Cordiali saluti

 

Dott. Marcello Costa Angeli

Responsabile Nazionale Area Ospedalieri

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SNAMI OSPEDALIERI
( IN AFFILIAZIONE CIMO ) PROSSIMA ADESIONE AL CARTELLO INTESA MEDICA
 

Osservazioni sulle

Note sintetiche sulle problematiche relative al rapporto di lavoro del personale medico operante nel SSN. 

 
 

Le sottoscritte OO.SS. mediche, presa visione del documento di lavoro interno della Conferenza degli Assessori regionali, constatato che sostanzialmente esso ripropone –con qualche modifica- il precedente documento ministeriale relativo al rapporto di lavoro del personale medico, ritengono opportuno esplicitare quanto segue:

  1. si prende atto, con soddisfazione, della volontà espressa dal Ministro e dalla Conferenza degli Assessori regionali, di modificare in positivo il lavoro del medico;
  2. si condivide l’impianto generale del provvedimento, pur con l’evidente necessità di procedere –in corso di trattativa- alle necessarie modifiche ed integrazioni relative, ad esempio, a) percentuale massima da definire per il rapporto di lavoro libero-professionale; b) destino del dirigente dopo i primi 5 anni; c) livelli nazionale e regionale di contrattazione; d) modalità di selezione per l’accesso e la progressione di carriera; e) età pensionabile da raccordare ad i nuovi assetti della previdenza; f) livello unico della dirigenza; g) riconoscimento del diritto della libera professione per tutti gli specialisti.
  3. si condividono pienamente il metodo ed il percorso da seguire, nella consapevolezza della necessità di un pieno coinvolgimento delle Regioni e di un ruolo certo ed incisivo delle OO.SS. mediche nell’ambito di un federalismo solidale.
  4. I medici, nel momento in cui diventano protagonisti del loro futuro professionale, sono disponibili a discutere le nuove proposte di cambiamento, purché non vengano messi in discussione i traguardi economico-normativi già acquisiti.



 

ANPO   (Raffaele Perrone Donnorso)

CIMO   (Stefano Biasioli)

CISL MEDICI  (Giuseppe Garraffo) 

SNAMI OSPEDALIERI ( MARCELLO COSTA ANGELI )
 


 

Roma 12 febbraio 2002

 

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Giovedì, 4 aprile 2002

"COSA È SUCCESSO AL PARLAMENTINO MEDICI  AL MINISTERO DELLA SALUTE"

VEDI ANCHE..2 ARTICOLI SULLA MODIFICA DELLA 229...SI AVVERERA' ?

Mercoledì 3 aprile 2002, alle ore 19 circa, il Ministro SIRCHIA ha presentato alle OO.SS.MM. della dirigenza medica e non medica, in modo estremamente sintetico, i suoi "PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL RAPPORTO DI LAVORO DEI MEDICI DEL S.S.N.".
Si tratta di un foglio schematico che prevede quanto segue:

A) RAPPORTO DI LAVORO.
Si sono previste 2 tipologie di rapporto di lavoro: il Tempo Pieno ed il Tempo Parziale (da Tempo Definito). Sia per l'una che per l'altra: lo stipendio resta invariato, il pensionamento avviene a 67 anni più 3 eventuali per esigenze aziendali; esiste la reversibilità del rapporto e la possibilità di incarichi dirigenziali (struttura semplice e struttura complessa).

B) ATTIVITÀ LIBERO PROFESSIONALE.
Potrà essere effettuata con 3 tipologie.
1. Nell'azienda: è prioritaria e programmata dall'azienda per ridurre le liste di attesa per le prestazioni urgenti.
2. Nell'azienda ed in strutture convenzionate con l'azienda: è volontaria e regolamentata dall'azienda e prevede tariffe calmierate.
3. Nello studio privato e nelle strutture non accreditate: è libera e libero professionale in senso pieno, ossia non regolamentata dall'azienda.

Il Ministro SIRCHIA ha aggiunto che il disegno di legge dettagliato verrà presentato al Consiglio dei Ministri tra circa 15 giorni ed ha 5 motivazioni principali:
1) la riduzione delle liste di attesa per le prestazioni urgenti;
2) la liberalizzazione della Libera Professione;
3) l'eliminazione della irreversibilità dell'opzione;
4) il desiderio di rimotivare i Medici;
5) l'eliminazione delle iniquità del sistema, provocate dalla Riforma Bindi.

Il percorso del disegno di legge sarà lungo ma tutelato dal Governo perché rientra tra gli obiettivi governativi.
Come hanno reagito i Sindacati?
Le proposte di SIRCHIA hanno chiaramente spiazzato l'ANAAO-ASSOMED e la CGIL Medici che continuano in un'opposizione pregiudiziale, immediatamente stigmatizzata dal Ministro.
Tutte le altre OO.SS., a partire dalla CIMO-ASMD, dall'INTESA MEDICA (ANPO, CIMO-ASMD, CISL Medici), dalla FEDERAZIONE MEDICI - UIL, dalla SIVEMP, dalla FESMED e con la sola eccezione dell'AAROI, si sono espresse a favore della proposta del Ministro riservandosi tuttavia di analizzare nel dettaglio il provvedimento definitivo, per un giudizio conclusivo e più articolato.
 

DDL: PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL RAPPORTO DI LAVORO DEl MEDIcI
DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

RAPPORTO DI LAVORO -DIRIGENZA-

A Tempo Pieno

-Stipendio invariato

-Pensionamento a 67 anni + 3 anni per esigenze aziendali

Reversibilità del rapporto

Direzione Struttura

A Tempo Parziale (già a tempo definito)

-Pensionamento a 67 anni + 3 anni per esigenze aziendali

Reversibilità del rapporto

Direzione Struttura

ATTIVITA' LIBERO-PROFESSIONALE 
NelIa AziendaPrioritaria e programmata dall'Azienda per ridurre le liste di attesa per le prestazioni urgenti.
Nella Azienda e in Strutture convenzionate con l'AziendaVolontaria. Regolamentata dall'Azienda e con tariffe calmierate
Studio privato e Struttura non accreditataLibera. Attività libero-professioinale privata in senso stretto (non regolamentata cioè dall'Azienda).

 COMMENTO....!!!

Non possiamo che essere contenti di questa nuova dichiarazione di intenti del Ministro su cui abbiamo sin dall'inizio espresso il nostro solidale apprezzamento.

Tuttavia invitiamo alla cautela perchè per ora è solo la 18a espressione di volontà di una riforma della riforma che ha molti oppositori.

Noi dello SNAMI continueremo a richiedere con forza che a tutti i Medici venga resa quella dignità professionale che il dicastero della Bindi ci ha tolto. Lavoreremo sulle istituzioni per difendere la nostra attività come sempre abbiamo fatto in prima linea e con la continuità di pensiero che ci ha sempre caratterizzato e che ora vediamo ben riconosciuta.

                         Marcello Costa Angeli

VEDI ANCHE..2 ARTICOLI SULLA MODIFICA DELLA 229...SI AVVERERA' ?

 

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ECCO LA 39a BOZZA DI MODIFICA DELLA 229 PRESENTATA DAL MINISTRO G. SIRCHIA

ALLO SNAMI NAZIONALE DI VILLASIMIUS IL 16.5.02

DISEGNO DI LEGGE

“Riordino del rapporto di lavoro dei medici del Servizio sanitario nazionale” 

 

Art. 1

(disciplina del rapporto di lavoro del personale medico) 

 

  1. Il rapporto di lavoro della dirigenza medica delle aziende sanitarie e degli altri enti ed istituti sanitari pubblici è unico e a tempo pieno. Il rapporto può essere a carattere esclusivo o non esclusivo; le due tipologie di rapporto sono , a domanda, fra di loro reversibili e consentono la direzione di strutture semplici e complesse. Il passaggio dal rapporto esclusivo a quello non esclusivo e viceversa è disposto con le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale.
  2. Per specifiche esigenze dell'attività istituzionale o per ottimizzare l'offerta assistenziale complessiva, l'azienda può assumere personale medico con contratto di collaborazione coordinata e continuativa prestata a rapporto orario in base ad accordi nazionali. Il monte orario complessivo non può comunque essere superiore ad un quarto del monte orario complessivo del personale della dirigenza. Il rapporto è compatibile con quello dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
  3. Le regioni disciplinano l' attività libero professionale del personale medico in base ai principi fondamentali:
  1. il dirigente medico, fuori dall'impegno di servizio, può svolgere, all'interno della struttura aziendale e, per conto dell'azienda, anche all'esterno della stessa in strutture a tal fine convenzionate con l'azienda stessa, attività libero professionale individuale o in equipe, regolata con modalità che assicurino all'azienda almeno il recupero di tutti gli oneri sostenuti. I compensi percepiti per le attività professionali di cui alla presente lettera sono assimilati a reddito di lavoro dipendente;
  2. fuori dalle strutture aziendali , oltre alle attività libero professionali di cui alla lettera a), al dirigente medico a rapporto esclusivo sono consentite le consulenze ed altre attività occasionali; al dirigente medico a rapporto non esclusivo sono consentite tutte le attività libero professionali che non configurino un rapporto di lavoro dipendente o determina un conflitto di interessi con le attività istituzionali. Le tariffe professionali delle attività di cui alla presente lettera sono assoggettate esclusivamente alle prescrizioni dell'Ordine professionale di appartenenza, le tariffe non possono neanche in parte, essere poste a carico del SSN.
  3. L' attività libero professionale all'interno delle strutture, deve essere attuata prioritariamente sulla base del programma dell'azienda per la eliminazione delle liste di attesa riferite a prestazioni i cui tempi di attesa risultino superiori a quelli stabiliti dalle regioni sulla base dell'accordo fra il Governo e le regioni sancito dalla conferenza Stato-Regioni in data 14 febbraio 2002. L'attività libero professionale di cui alla lettera a) può essere svolta solo dopo aver assicurato il volume di prestazioni e il numero di ore di attività, individuali o di equipe previsti dal programma aziendale.
  4. La disciplina regionale riserva alla disciplina contrattuale nazionale la definizione dei criteri generali: per la determinazione delle tariffe delle attività libero professionali di cui alla lettera a);per la costituzione di appositi organismi aziendali di verifica dal rispetto della prevalenza dell'attività istituzionale nei confronti di quella libero professionale e dal rispetto dei piani di attività previsti del programma aziendale di cui alla lettera c); per la individuazione di penalizzazioni in caso di violazioni delle disposizioni della presente legge e di quelle regionali in materia di attività libero professioni.

 
 

Art. 2

(disciplina del rapporto di lavoro del personale medico universitario) 

 

 

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano, fermo restando il loro stato giuridico, anche ai medici universitari, professori universitari di prima o seconda fascia e ricercatori, che svolgono attività assistenziale presso le aziende ospedaliere di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 517 del 1999 o presso strutture assistenziali pubbliche o private accreditate, ove previsto dagli accordi fra regione e università.

 

 

Art. 3

(disciplina rapporto di lavoro delle altre professioni sanitarie) 

 

1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, a tutto il personale della dirigenza sanitaria, ivi compresa quella universitaria, già assoggettato alle disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni. 

 

Art. 4

(Norma transitoria) 

 

  1. Gli attuali rapporti di lavoro della dirigenza sanitaria sono trasformati nel nuovo rapporto di lavoro unico e a tempo pieno; il dirigente può optare per l'esclusività o meno del rapporto, fermo restando che la specifica indennità già prevista per il dirigente a rapporto esclusivo compete, solo al personale che opta per la esclusività del rapporto. Fino alla stipula del primo contratto collettivo nazionale di lavoro il passaggio dal rapporto di lavoro esclusivo a quello non esclusivo e viceversa è autorizzato dall'azienda, previo parere del Collegio di direzione. Il dirigente a rapporto di lavoro definito alla data di entrata in vigore della presente legge può, a domanda, conservare tale tipo di rapporto.
  2. Fino alla stipula dell'accordo nazionale di cui al comma 2 dell'articolo 1 gli incarichi professionali sono conferiti dall'azienda applicando la disciplina convenzionale dei medici specialisti ambulatoriali. Il conferimento degli incarichi comporta l'obbligo contrattuale per l'azienda di rendere indisponibili in organico o di sopprimere un numero di posti della dirigenza sanitaria o di ore di specialistica ambulatoriale per i corrispondenti oneri finanziari.
  3. Le economie di spesa conseguenti al passaggio dall'attuale rapporto di lavoro esclusivo al rapporto a tempo pieno senza esclusività sono destinate al finanziamento del programma aziendale per la eliminazione delle liste di attesa di cui al comma 3, lettera c) dell'articolo 1. I programmi aziendali per la eliminazione delle liste di attesa sono realizzati con le specifiche risorse finanziarie disponibili e con le economie di spesa derivati dalle disposizioni della presente legge.
  4. Ai fini della eliminazione delle liste di attesa ai dirigenti medici, in possesso di una seconda specializzazione diversa da quella di appartenenza, è consentito, fino alla stipula del primo contratto collettivo di lavoro, l'esercizio dell'attività libero professionale nella predetta disciplina in conformità ad appositi accordi aziendali con le OOSS mediche e veterinarie firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro dell' 8 giugno 2000.
  5. La clausola di esclusività di rapporto prevista nei bandi di concorso e nei contratti di incarico è nulla.

Art. 5

(Limite di età) 

 

  1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l'azienda, sulla base del parere espresso dal Consiglio dei Sanitari, può trattenere in servizio per particolari meriti professionali e per proprie esigenze, i dirigenti di struttura complessa (direttori), che ne facciano richiesta di anno in anno e comunque non oltre il compimento del settantesimo anno di età. L'azienda può , altresì concedere ai dirigenti di struttura complessa di rimanere in servizio fino al compimento del settantaduesimo anno di età per le esigenze della formazione continua e della ricerca con esclusione delle funzioni di assistenza..



 

Art. 6

(Disposizioni finali) 

 

  1. Le disposizioni della presente legge costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e non incidono sul quadro finanziario complessivo delle risorse statali utilizzabili per finanziare la spesa sanitaria pubblica definito, per il triennio 2002-2004, dal punto 6 dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sancito l’8 agosto 2001.
  2. Sono abrogate tutte le disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni incompatibili con le disposizioni della presente legge.

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Ancora difficoltà per la modifica dell'art.15 della 229.

Delusione per il non completamento dell'iter del D.L. promesso dalla casa delle libertà che viene sottoposto ad ulteriori verifiche......

Sabato 25 Maggio 2002 - il Sole 24 Ore Consiglio dei ministri - Nella riunione di ieri solo un esame preliminare per il disegno di legge predisposto dal ministro Sirchia Medici, la riforma inciampa nei conti Verifica dell'Economia sugli effetti - Le Regioni temono tagli, opposizione e sindacati protestano ROMA - «Vediamo meglio i conti». Alla quarantesima versione, quella sbarcata ufficialmente ieri al Consiglio dei ministri, la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici messa a punto tra mille fatiche da Girolamo Sirchia, incassa l'altolà di Giulio Tremonti. Uno stop temporaneo, solo "dettagli" da chiarire, getta però acqua sul fuoco il ministro della Salute: «La prossima settimana risolveremo tutto col ministro dell'Economia». La speranza è di ottenere il sì del Governo al più entro quindici giorni e di inviare il Ddl alle Camere. Un obiettivo che per Silvio Berlusconi è diventato ormai un punto d'onore: va gettata alle ortiche l'odiata "legge Bindi" e l'esclusività, ha dichiarato ancora ieri il premier. Intanto la riforma del centro-destra resta in naftalina. Col sovrappeso delle fibrillazioni regionali e di quelle, non meno decisive, dei sindacati medici. Sei articoli e mille novità, compresa l'abolizione nell'ultimo testo del ricorso ai rapporti «co.co.co.», le collaborazioni coordinate e continuative dei medici extra Ssn (come segnalato sul Sole-24 Ore» del 13 maggio), ma la riforma Sirchia è destinata a qualche altra limatura. Aspetti non di sostanza, assicura il ministro della Salute. Che si sente le spalle coperte dalla volontà di Berlusconi: «Il nostro è un intervento molto atteso da operatori del settore e pazienti: farà lavorare meglio gli ospedali e ridurrà le liste d'attesa», assicura il premier. Mentre dall'opposizione partono le bordate: «Ancora una volta Sirchia è costretto a passare la mano a Tremonti che detta le scelte di politica sanitaria, e il Consiglio dei ministri si arena. Il cambiamento annunciato è in realtà una beffa ai danni dei malati e della stragrande maggioranza dei medici che credono nel sistema pubblico», ribatte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi (Margherita). Con i sindacati - sia l'Anaao che la Cimo - pronti alla guerra, che stanno a guardare e battono cassa (sull'attività libero professionale intramoenia per abbattere le liste d'attesa). E con le Regioni che temono di dover subire contraccolpi sulla spesa. Quasi ovvio e perfino prevedibile, in questo ginepraio di interessi non sempre conciliabili, che ieri il Consiglio dei ministri si sia fermato all'esame preliminare del Ddl. E che Tremonti - e forse anche i colleghi di Welfare-Lavoro e Funzione pubblica - abbia chiesto un supplemento d'esame per cercare di vederci chiaro e capire se davvero la riforma-Sirchia sarà a "effetto zero", o quasi. La verifica del ministero dell'Economia - magari anche in considerazione dei rilievi regionali e delle spinte non esattamente coincidenti all'interno della maggioranza - riguarda il provvedimento nel suo complesso. Ma formalmente ieri in Consiglio dei ministri sono stati messi in discussione solo alcuni punti. Non i rapporti «co.co.co.», che né le Regioni né i sindacati gradiscono e che Sirchia ha confermato essere stati espunti dalla bozza di Ddl. Tremonti, tra l'altro, vuole verificare se esiste il rischio di creare spese non coperte per l'eventuale passaggio automatico dall'extramoenia all'esclusività di rapporto: per questo è in discussione un intervento "regolatorio" (sgradito però ai sindacati) da parte delle aziende sanitarie. Del resto, anche le Regioni temono che possa esplodere la spesa (1,65 mld €) dell'esclusività e che, in questo modo, possa saltare anche il piatto dell'accordo dell'8 agosto 2001 sulla spesa sanitaria. Altro capitolo da chiarire riguarda la possibilità di far svolgere la libera professione intramoenia anche per la seconda specialità posseduta dal medico. E altre obiezioni, considerate superabili, riguardano l'innalzamento (fino a 70 anni, più altri due, ma senza assistenza) per i dirigenti di struttura complessa (gli ex primari): Frattini preferirebbe ancorare la norma a quella generale di riforma delle pensioni. Decisione «immotivata e sbagliata rispetto alle esigenze del mercato del lavoro», tuona l'Anaao. Mentre la Cimo attacca il ministro: «Con i sordi è difficile dialogare». Ma Sirchia garantisce di non temere le opposizioni dei sindacati medici: «Li libereremo da vincoli iniqui e ridurremo le liste d'attesa grazie alla libera professione», giura. Già, le liste d'attesa: i medici vogliono denari in più. E le Regioni non sono d'accordo. Roberto Turno

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SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE per
“Riordino del rapporto di lavoro dei medici del Servizio sanitario nazionale”
esaminato, in via preliminare, dal Consiglio dei Ministri il 24 maggio 2002

LA 40a bozza !!


Disegno di legge recante:

(Riordino del rapporto di lavoro dei medici del Servizio sanitario nazionale)

Articolo 1
(disciplina del rapporto di lavoro del personale medico)

1. Il rapporto di lavoro della dirigenza medica delle aziende sanitarie e degli altri enti ed istituti sanitari pubblici è unico e a tempo pieno. Il rapporto può essere a carattere esclusivo o non esclusivo; le due tipologie di rapporto sono , a domanda, fra di loro reversibili e consentono la direzione di strutture semplici e complesse.
Il passaggio dal rapporto esclusivo a quello non esclusivo e viceversa è disposto con le modalità stabilite dalla contrattazione collettiva nazionale.

2. Le regioni disciplinano l' attività libero professionale del personale medico in base ai seguenti principi fondamentali:

a) il dirigente medico, fuori dall'impegno di servizio, può svolgere, all'interno delle strutture aziendali o anche all'esterno delle stesse in strutture a tal fine convenzionate con l'azienda, attività libero professionale individuale o in equipe, regolata con modalità che assicurino all'azienda almeno il recupero di tutti gli oneri sostenuti. L’attività libero professionale può essere svolta solo dopo aver assicurato il volume di prestazioni e il numero di ore di attività individuali o in equipe, previsti dal programma aziendale di cui alla lettera c) concordati con le OOSS della dirigenza sanitaria firmatarie dell’accordo nazionale. I compensi percepiti per le attività professionali di cui alla presente lettera sono assimilati a reddito di lavoro dipendente;

b) fuori dalle strutture aziendali , oltre alle attività libero professionali di cui alla lettera a), al dirigente medico a rapporto esclusivo sono consentite le consulenze nonché le altre attività occasionali e al dirigente medico a rapporto non esclusivo sono consentite tutte le attività libero professionali che non configurino un rapporto di lavoro dipendente o determinino un conflitto di interessi con le attività istituzionali. Le tariffe professionali delle attività di cui alla presente lettera sono assoggettate esclusivamente alle prescrizioni dell'Ordine professionale di appartenenza; le tariffe non possono neanche in parte, essere poste a carico del SSN.

c) L' attività libero professionale all'interno delle strutture aziendali di cui alla lettera a) è svolta prioritariamente sulla base del programma dell'azienda per la eliminazione delle liste di attesa riferite a prestazioni i cui tempi di attesa risultino superiori a quelli stabiliti dalle Regioni sulla base dell'accordo fra il Governo e le Regioni sancito dalla conferenza Stato-Regioni in data 14 febbraio 2002. d) La disciplina regionale riserva alla disciplina contrattuale nazionale la definizione dei criteri generali: per la determinazione delle tariffe delle attività libero professionali di cui alla lettera a);per la costituzione di appositi organismi aziendali di verifica del rispetto della prevalenza dell'attività istituzionale nei confronti di quella libero professionale e del rispetto dei piani di attività previsti del programma aziendale di cui alla lettera c); per la individuazione di penalizzazioni in caso di violazioni delle disposizioni della presente legge e di quelle regionali in materia di attività libero professionale.

Articolo 2
(disciplina del rapporto di lavoro del personale medico universitario)

1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano, fermo restando il loro stato giuridico, anche ai medici universitari, professori universitari di prima o seconda fascia e ricercatori, che svolgono attività assistenziale presso le aziende ospedaliere di cui all'articolo 2 del decreto legislativo n. 517 del 1999 o presso strutture assistenziali pubbliche o private accreditate, ove previsto dagli accordi fra regione e università.

Articolo 3
(disciplina rapporto di lavoro delle altre professioni sanitarie)

1. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, a tutto il personale della dirigenza sanitaria, ivi compresa quella universitaria, già assoggettato alle disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.

Articolo 4
(Norme transitorie)

1. Gli attuali rapporti di lavoro della dirigenza sanitaria sono trasformati nel nuovo rapporto di lavoro unico e a tempo pieno; il dirigente può optare per l'esclusività o meno del rapporto. Fino alla stipula del primo contratto collettivo nazionale di lavoro il passaggio dal rapporto di lavoro esclusivo a quello non esclusivo e viceversa è disposto a domanda del dirigente interessato. La specifica indennità prevista per il dirigente a rapporto esclusivo compete solo al personale che ha già optato o opterà per l’esclusività di rapporto.Il dirigente a rapporto di lavoro a tempo definito alla data di entrata in vigore della presente legge, può, a domanda, conservare tale tipo di rapporto; il rapporto di lavoro a tempo definito non consente la direzione di strutture complesse.

2. Le economie di spesa conseguenti al passaggio dall'attuale rapporto di lavoro esclusivo al rapporto a tempo pieno senza esclusività sono destinate al finanziamento del programma aziendale per la eliminazione delle liste di attesa di cui al comma 2, lettera c) dell'articolo 1. I programmi aziendali per la eliminazione delle liste di attesa sono realizzati nei limiti delle specifiche risorse finanziarie disponibili e con le economie di spesa derivati dalle disposizioni della presente legge.

3. Ai fini della eliminazione delle liste di attesa ai dirigenti medici, in possesso di una seconda specializzazione diversa da quella di appartenenza, è consentito, fino alla stipula del primo contratto collettivo nazionale di lavoro, l'esercizio dell'attività libero professionale di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a) nella predetta disciplina in conformità ad appositi accordi aziendali con le OOSS mediche e veterinarie firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro.

4. La clausola di esclusività di rapporto prevista nei bandi di concorso o nei contratti di incarico è nulla.

5. La disposizione concernente la determinazione dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui alla lettera a-bis dell’articolo 48-bis del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917 e successive modificazioni non si applica ai compensi percepiti dal personale che svolge presso gli stessi studi professionali privati, oltre all’attività libero professionale di cui all’artiicolo 1, comma 2, lettera a), anche l’attività libero professionale ai sensi della lettera b) dello stesso comma 2 dell’articolo 1.

Articolo 5
(Limite di età)

1. Fino al riordinamento della disciplina del sistema previdenziale per quanto concerne l’età pensionabile dei pubblici dipendenti e fermo restando quanto previsto dall'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l'azienda, sulla base del parere espresso dal Collegio di Direzione, può trattenere in servizio per particolari meriti professionali e per proprie esigenze, i dirigenti di struttura complessa (direttori), che ne facciano richiesta di anno in anno e comunque non oltre il compimento del settantesimo anno di età. L'azienda può , altresì concedere ai dirigenti di struttura complessa di rimanere in servizio fino al compimento del settantaduesimo anno di età per le esigenze della formazione continua e della ricerca con esclusione delle funzioni di assistenza.

Articolo 6
(Disposizioni finali)

1. Le disposizioni della presente legge costituiscono principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e non incidono sul quadro finanziario complessivo delle risorse statali utilizzabili per finanziare la spesa sanitaria pubblica definito, per il triennio 2002-2004, dal punto 6 dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sancito l’8 agosto 2001. 2. Sono abrogate tutte le disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni incompatibili con le disposizioni della presente legge.
 

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da "Sole 24 Ore" Sabato 25 Maggio 2002


Consiglio dei ministri - Nella riunione di ieri solo un esame preliminare per il disegno di legge predisposto dal ministro Sirchia
Medici, la riforma inciampa nei conti
Verifica dell'Economia sugli effetti - Le Regioni temono tagli, opposizione e sindacati protestano


ROMA - «Vediamo meglio i conti». Alla quarantesima versione, quella sbarcata ufficialmente ieri al Consiglio dei ministri, la riforma del rapporto di lavoro dei medici pubblici messa a punto tra mille fatiche da Girolamo Sirchia, incassa l'altolà di Giulio Tremonti. Uno stop temporaneo, solo "dettagli" da chiarire, getta però acqua sul fuoco il ministro della Salute: «La prossima settimana risolveremo tutto col ministro dell'Economia».

La speranza è di ottenere il sì del Governo al più entro quindici giorni e di inviare il Ddl alle Camere. Un obiettivo che per Silvio Berlusconi è diventato ormai un punto d'onore: va gettata alle ortiche l'odiata "legge Bindi" e l'esclusività, ha dichiarato ancora ieri il premier. Intanto la riforma del centro-destra resta in naftalina. Col sovrappeso delle fibrillazioni regionali e di quelle, non meno decisive, dei sindacati medici.

Sei articoli e mille novità, compresa l'abolizione nell'ultimo testo del ricorso ai rapporti «co.co.co.», le collaborazioni coordinate e continuative dei medici extra Ssn (come segnalato sul Sole-24 Ore» del 13 maggio), ma la riforma Sirchia è destinata a qualche altra limatura. Aspetti non di sostanza, assicura il ministro della Salute. Che si sente le spalle coperte dalla volontà di Berlusconi: «Il nostro è un intervento molto atteso da operatori del settore e pazienti: farà lavorare meglio gli ospedali e ridurrà le liste d'attesa», assicura il premier. Mentre dall'opposizione partono le bordate: «Ancora una volta Sirchia è costretto a passare la mano a Tremonti che detta le scelte di politica sanitaria, e il Consiglio dei ministri si arena. Il cambiamento annunciato è in realtà una beffa ai danni dei malati e della stragrande maggioranza dei medici che credono nel sistema pubblico», ribatte l'ex ministro della Sanità, Rosy Bindi (Margherita).

Con i sindacati - sia l'Anaao che la Cimo - pronti alla guerra, che stanno a guardare e battono cassa (sull'attività libero professionale intramoenia per abbattere le liste d'attesa). E con le Regioni che temono di dover subire contraccolpi sulla spesa. Quasi ovvio e perfino prevedibile, in questo ginepraio di interessi non sempre conciliabili, che ieri il Consiglio dei ministri si sia fermato all'esame preliminare del Ddl. E che Tremonti - e forse anche i colleghi di Welfare-Lavoro e Funzione pubblica - abbia chiesto un supplemento d'esame per cercare di vederci chiaro e capire se davvero la riforma-Sirchia sarà a "effetto zero", o quasi.

La verifica del ministero dell'Economia - magari anche in considerazione dei rilievi regionali e delle spinte non esattamente coincidenti all'interno della maggioranza - riguarda il provvedimento nel suo complesso. Ma formalmente ieri in Consiglio dei ministri sono stati messi in discussione solo alcuni punti. Non i rapporti «co.co.co.», che né le Regioni né i sindacati gradiscono e che Sirchia ha confermato essere stati espunti dalla bozza di Ddl. Tremonti, tra l'altro, vuole verificare se esiste il rischio di creare spese non coperte per l'eventuale passaggio automatico dall'extramoenia all'esclusività di rapporto: per questo è in discussione un intervento "regolatorio" (sgradito però ai sindacati) da parte delle aziende sanitarie.

Del resto, anche le Regioni temono che possa esplodere la spesa (1,65 mld €) dell'esclusività e che, in questo modo, possa saltare anche il piatto dell'accordo dell'8 agosto 2001 sulla spesa sanitaria. Altro capitolo da chiarire riguarda la possibilità di far svolgere la libera professione intramoenia anche per la seconda specialità posseduta dal medico. E altre obiezioni, considerate superabili, riguardano l'innalzamento (fino a 70 anni, più altri due, ma senza assistenza) per i dirigenti di struttura complessa (gli ex primari): Frattini preferirebbe ancorare la norma a quella generale di riforma delle pensioni. Decisione «immotivata e sbagliata rispetto alle esigenze del mercato del lavoro», tuona l'Anaao. Mentre la Cimo attacca il ministro: «Con i sordi è difficile dialogare». Ma Sirchia garantisce di non temere le opposizioni dei sindacati medici: «Li libereremo da vincoli iniqui e ridurremo le liste d'attesa grazie alla libera professione», giura. Già, le liste d'attesa: i medici vogliono denari in più. E le Regioni non sono d'accordo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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